Mons. Orazio Francesco Piazza con Associazione Amici del Beato Domenico Bàrberi

Sul beato Domenico della Madre di Dio, al secolo il sacerdote passionista viterbese Domenico Bàrberi, molte cose sono state scritte, soprattutto in Inghilterra dove concluse il suo apostolato ecumenico, e molto impegnata è l’associazione viterbese a lui dedicata Amici del beato Domenico della Madre di Dio, diventata di recente editrice di questo giornale, a far conoscere il più possibile questo beato ovunque e soprattutto nella sua città natale, dove di fatto sono quasi ignorate la sua figura luminosa e la sua vita di apostolato.

Card. Henry Newman canonizzazione
Card. John Henry Newman, canonizzazione

Il fatto più celebre è sicuramente che fu lui a diventare strumento della conversione al cattolicesimo di John Henry Newman, in quella prima metà dell’Ottocento forse la figura più prestigiosa della Chiesa anglicana, che sarebbe diventato cardinale della Chiesa cattolica e che fu prima beatificato nel 2010 ed infine canonizzato da Papa Francesco, il 13 ottobre 2019 in piazza San Pietro.

Beatificazione beato Bàrberi, Paolo VI
Beatificazione beato Bàrberi, Paolo VI

A questo provvidenziale incontro fece riferimento anche Paolo VI nell’omelia per la beatificazione di Bàrberi il 27 ottobre 1963, quando ai presenti alla cerimonia annunciò che la Chiesa “dopo lunga attesa e lunga riflessione” aveva deciso di annoverare tra quanti sono indicati per al culto dei fedeli questo religioso “nuovo campione di santità”.

L’omelia di Paolo VI – che Sosta e Ripresa ha pubblicato per intero il 6 novembre scorso, sotto una nota della Direzione dal significativo titolo “Bàrberi e Newman, congregavit nos in unum Christi amor” (Congregavit nos in unum è, tra l’altro, il motto della testata voluto dalla fondatrice Tommasa Alfieri) è non solo molto bella, ma anche decisamente interessante e persino di persistente attualità, perché incentrata su un uomo di Dio fino alla beatificazione abbastanza ignorato, tanto che “nemmeno la sua figura di maestro e di asceta – disse quel Papa- era gran che familiare nei cenacoli preziosi della moderna agiografia, e neppure nei giardini fioriti del fervore religioso”.

C’è da prendere atto che, purtroppo, la situazione dopo sessant’anni è quasi uguale. Risulta di conseguenza motivo di speranza e di rinnovato impegno la solenne concelebrazione per commemorare il 60° della beatificazione di Bàrberi, tenuta lo scorso 4 novembre a Viterbo nella cattedrale di San Lorenzo per volontà del vescovo Orazio Francesco Piazza e un po’ , anche per iniziativa dell’associazione e di questo giornale.

Mons. Orazio Francesco Piazza
Mons. Orazio Francesco Piazza

L’omelia del vescovo Piazza in quella circostanza ha attualizzato e rilanciato quanto emerse già in quella di Paolo VI alla beatificazione, mettendo in giusta luce anche per questi nostri anni la figura di quel consacrato lodevole e meritevole.

Beato Domenico Barberi
Beato Domenico Maria Barberi

La nota ufficiale del Dicastero vaticano delle Cause dei Santi, descrive il beato Bàrberi come “un sacerdote della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, che, dedito alla ricostituzione dell’unità dei cristiani, riaccolse molti fedeli nella Chiesa cattolica”. Dietro la necessaria sintesi di un documento ufficiale, c’è una storia che appare quasi miracolosa.

Cappellina del Merlano, beato BàrberipH Laura Ciulli
Cappellina del Merlano

Era nato a Viterbo il 22 giugno 1792, alle falde della Palanzana, la montagna che domina la città, e faceva il pastore. Nei passionisti entrò a 22 anni come e fratello laico, chiamato familiarmente all’epoca Meco della Palanzana, e faceva l’aitante del cuoco del convento di Santa Maria di Pugliano, presso Paliano, in Ciociaria. Poi vennero la straordinaria capacità di studio e la vocazione al sacerdozio ed alla missione.

In entrambi i campi la fiducia serena nell’aiuto di Dio gli fece raggiungere risultati eccezionali. Lo dimostra il suo essere diventato uomo di profonda cultura, che traspare da numerose sue opere filosofiche, teologiche e ascetiche. Paolo VI lo disse «… degno di memoria come autore scolastico di buoni studi di teologia e di filosofia: il suo studio, ad esempio, sull’infallibilità pontificia, anticipa con sicura visione della dottrina la definizione che parecchi anni dopo ne farà il Concilio Vaticano primo».

Lo dimostrano i successi altrettanto straordinari delle sue missioni –  dopo l’ordinazione sacerdotale il 1º marzo 1818 e dopo numerosi incarichi nella Congregazione –  prima in Italia, poi in Belgio, infine in Inghilterra, dove si sentiva chiamato ad andare fin da quando, ancora postulante, ebbe nel 1814 nel convento passionista di Sant’Angelino a Vetralla la prima locuzione interiore che lo designava come futuro apostolo in quel Paese. È interessante rileggere come Paolo VI abbia tracciato la vita di questo beato «di azione e preghiera», una vicenda terrena di appena 57 anni – morì il 27 agosto 1849 –  eppure così ricca di avvenimenti che «vanno da quelli più interiori, associabili ai fenomeni mistici, a quelli più esteriori di estenuanti fatiche apostoliche».

Bàrberi riceve la conversione al cattolicesimo di Newman
Bàrberi riceve la conversione al cattolicesimo di Newman

In Inghilterra Bàrberi arrivò alla fine del 1840, dopo ventisei anni in cui quella interiore chiamata si era rinnovata più volte, riempendo i quaderni dei suoi appunti spirituali. Fu il primo passionista ad entrarvi e vi realizzò quattro case della sua Congregazione. Soprattutto diede un contributo determinante al superamento di secoli di contrapposizione tra cattolici e anglicani. E se era stato un anticipatore del Concilio Vaticano I, quasi un secolo dopo Paolo VI lo proclamò esempio di impegno per l’ecumenismo e apostolo dell’unità proprio durante il Vaticano II, il primo Concilio ecumenico dopo secoli di scismi e di contrapposizioni.

Congregavit nos in unum è la sintesi, dunque,  del cammino dell’ecumenismo, si può dire che ne è il senso, lo scopo. L’esempio del beato Bàrberi ci indica lo stile con il quale vivere anche l’impegno ecumenico: uno stile basato sull’ascolto, sull’attenzione, sul dialogo, sul rispetto della coscienza. Nella ricerca, dunque, dell’unità nella fede e negli scopi, primo tra tutti oggi l’impegno per la pace e azioni conformi alla dottrina sociale della Chiesa. L’esempio di Bàrberi possiamo impararlo ed il suo aiuto dal Cielo dobbiamo pregarlo.

Condividi