È un presepe bellissimo e significativo sotto ogni punto di vista, quello inaugurato l’8 dicembre scorso, solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, in piazza San Pietro in Vaticano, dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato della Città del Vaticano. Il presepe è frutto di un lavoro collettivo durato mesi, realizzato nel suo complesso da esperti artigiani di Roma e non solo, su disegno del maestro presepista lucano Francesco Artese, per incarico della Diocesi di Rieti, alla quale l’opera era quest’anno affidata. Le statue sono invece opera del maestro napoletano Antonio Cantone.

Il significato più evidente sta nel fatto che vuole rinnovare la prima rappresentazione di questo tipo, quella voluta ottocento anni fa da San Francesco d’Assisi a Greccio, nel Natale del 1223, lo stesso in anno in cui Papa Onorio III approvò la Regola francescana. Presepe piazza san Pietro 2023

Accanto alle figure tradizionali, la Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, il bue e l’asino ed alcuni pastori, sono rappresentati infatti da un lato tre frati compagni di Francesco e due nobili, Giovanni Velita e sua moglie Alticama, che resero possibile quel primo presepe, dall’altro lo stesso Francesco con Santa Chiara, che a Greccio comunque non c’era, ma che qui sta a raccontare la ricca, universale presenza del francescanesimo femminile.

Francesco pensò a quanto si sarebbe poi realizzato a Greccio fin dal suo ritorno da Betlemme, in Terra santa, dove era andato pellegrino di pace dal sultano Ṣalāḥ al-Dīn (Saladino) che aveva ripreso ai crociati il controllo di Gerusalemme.  Tommaso da Celano, il suo primo biografo, che nella notte di Greccio era presente, scrive nella  “Vita beati Francisci” che il santo assisiate aveva espresso il desiderio di ‘fare memoria’ della Natività: “Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello“.

Presepe piazza san Pietro 2023Più sotteso, ma presente è il significato simbolico, in quest’epoca devasta da guerre, ingiustizie, pesanti violazione dell’ambiente, della figura del santo d’Assisi, icona del primato della pace, della ricchezza di una povertà che si traduce in abbondanza di ciò che all’uomo è davvero necessario, dell’amore per questa terra nostra patria comune.

Il presepe resterà in piazza San Pietro fino all’Epifania e poi sarà esposto in modo permanente a Rieti. Intanto in questo tempo di Natale continuerà a offrire ai romani, ai pellegrini e forse anche ai turisti più frettolosi di quest’epoca “usa e getta” non solo qualche selfie, ma il messaggio di pace e di senso del poverello di Assisi ritornato da Betlemme. E con il messaggio l’occasione per riflettere ed accogliere Gesù nella nostra vita, anche in una sosta tra il colonnato che abbraccia piazza San Pietro, diventata in questi giorni una piccola Greccio aperta al mondo intero.

 

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