“Esempi come quello di Maria Montessori esortano ad affrontare efficacemente le responsabilità di questo momento difficile”. Si è espresso così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 150° anniversario della nascita di Maria Montessori, il 31 agosto 1870 a  Chiaravalle.

Era medico, ma ad affidarla alla storia fu il metodo educativo che da lei prese il nome, oggi adottato in migliaia e migliaia di scuole in tutto il mondo. Lo ha ricordato Mattarella, rilevando che “la sua umanità, i suoi studi, la sua coraggiosa esperienza di educatrice  hanno impresso un segno profondo nelle scienze pedagogiche e indicato orizzonti nuovi per la scuola, a beneficio di milioni di giovani in ogni parte del mondo, che hanno potuto e saputo accrescere in piena libertà la loro personalità”.

Maria Montessori fu una donna decisamente controcorrente,  capace di infrange i pregiudizi di un’epoca segnata da stereotipi, compreso quello sulla presunta inferiorità femminile, che si traducevano nell’emarginazione delle diversità. Particolarmente efficace, sotto questo aspetto fu appunto il Metodo Montessori capace di provare quanto siano negativi e sostanzialmente inefficaci quei metodi di insegnamento scolastico, all’epoca usuali, fondati sull’autoritarismo e sul sistematico ricorso alle punizioni corporali.

Maria Montessori
Maria Montessori

Come detto, fu tra le  prime donne a laurearsi in medicina e proprio parlando di lei Papa Leone XIII,  sostenne che “tra tutte le professioni, la più adatta per una donna è proprio quella di medico”.

La sua specializzazione fu la psichiatria, e segnatamente la psichiatria infantile. Ma l’approfondimento dei suoi studi trovò campo d’applicazione, più che nelle strutture sanitarie, nella scuola. I principi e le tecniche del Metodo Montessori hanno consentito a intere generazioni  di formarsi alla socialità, grazie alla libertà che favorisce proprio la creatività dell’ alunno. Particolarmente significativi e notevoli ne sono stati lungo i decenni i risultati con  bambini con ritardo mentale. Sull’esempio e con il  metodo di Maria Montessori, come sottolineato dal presidente della Repubblica, “tantissimi educatrici ed educatori, ragazze e ragazzi, hanno conferito alla scuola un valore di crescita nella conoscenza che, accanto al sapere letterario e scientifico, abbia lo sguardo rivolto allo sviluppo integrale della personalità degli alunni”.

Metodi e principi tanto profondamente incentrati sul valore della persona umana diventarono impraticabili in Italia con l’affermarsi della dittatura fascista e della sua tragica ideologia con essi incompatibile, al punto che  Maria Montessori  nel 1933 fu costretta a lasciare il suo Paese. Ma paradossalmente questo regresso della civiltà in Italia consentì di affermarsi nel mondo e di testare l’universalità  del Metodo Montessori del quale la fondatrice continuò ad occuparsi  fino alla morte, il 6 maggio 1952 a Noordwijk, nei Paesi Bassi.

Sulla sua tomba si legge, in lingua italiana: “Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo”.

Foto tratte dal web

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