Il rettilineo finale

Dopo la svolta, ecco cosa c’è. Un cancello, laggiù in fondo, che segna la fine della strada e l’inizio di un’altra, al di là di esso…

È niente, un cancello chiuso, ed è tanto. Si aprirà, certamente, perché qualcuno attende… ma poi si richiuderà e segnerà un taglio…

Di qua il mondo; di là l’Eremo. Un cancello… chiude da una parte ed apre dall’altra: accoglie, introduce, separa, e poi?

Guardo: scorgo, dopo di esso, l’ultimo tratto della strada che si erpica in salita, di colpo ripida e pietrosa… ma è bella tanto, non so perché. E penso che quel cancello sta al posto giusto; dove termina la strada facile e resta l’ultimo tratto che tira fuori il fiato…

Così ci si ferma, mentre qualcuno viene ad aprire, e si ha il tempo per ripetere, dinanzi alla salita sassosa: “Ecco, ci sono. Sì, Signore mio, d’accordo e grazie, grazie grazie!”. Per poi salire, lentamente, nella pace infinita del silenzio, con nel cuore l’umile e trepida gioia dell’offerta.

Ma mentre sto pensando, ecco intravvedo in lontananza qualcuno che scende: prima che io giunga, il cancello è già aperto. Qualcuno sapeva del mio arrivo e attendeva: qualcuno o Qualcuno?

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 25).

Il viale in salita

Ma poi, che cosa è un Eremo?

Vecchie costruzioni, angoli di silenzio, alberi, verde, orizzonte libero… Una Croce di legno, un viale che si snoda, un’atmosfera indefinibile di serenità, di povertà, di bellezza che sale…

Ma che cosa è un Eremo?

È il luogo dove cade tutto ciò che è accessorio, aggiunto, inutile ed emerge il solo necessario; si chiarifica; dove la natura canta insieme con noi il suo inno al Creatore; dove ogni alba è un dono di luce senza ombre ed ogni tramonto è un dono di pace e di raccoglimento commosso.

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 27).

(Continua)

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