di Don Emanuele Germani

21 giugno 2020, XII Domenica del Tempo Ordinario – ANNO A 

Il Vangelo di questa domenica (Mt 10, 26-33) ripete tante volte la parola “paura”. Ma perché Gesù la ripete così tante volte?

Certamente Gesù è consapevole che i suoi discepoli sono intimoriti, mancano di coraggio, hanno paura delle persecuzioni e degli oltraggi.

Tutto quello che Gesù aveva detto all’orecchio e di nascosto dei discepoli, quasi privatamente, sarà però poi predicato pubblicamente sui tetti delle case e delle città. Questo ce lo ricorda il Vangelo.

Dopo la discesa dello Spirito Santo, gli apostoli cominciano ad annunciare il Vangelo chiaramente e coraggiosamente.

Nonostante l’opposizione incontrata, il Vangelo è fatto conoscere sempre più e sempre meglio e quando la fine del mondo arriverà, l’umanità tutta ne sarà a conoscenza. Quindi, nonostante le nostre paure e le nostre resistenze, il Signore trova sempre nuove forme affinché nemmeno una virgola di quello che ha detto, vada perduto. Perché il Vangelo non è il nostro, ma è il suo.

Oggi Gesù ci direbbe, non preoccuparti troppo delle difficoltà che potrai incontrare nell’annunciare il Vangelo e non aver paura della gente!

Non temere nessuno se non Dio solo. Non è la morte la più grande sventura, ma la dannazione. Ognuno di noi, proprio perché discepolo di Cristo, dovrebbe superare la paura della morte, così come pure le persecuzioni e le difficoltà di ogni giorno mediante la fede nella divina provvidenza, che protegge anche il più insignificante fra gli uccelli.

Oggi Gesù ci direbbe, cerca di essere, invece, mio testimone. Essere testimoni è la cosa più bella che l’uomo sulla terra possa fare, in mezzo a persecuzioni e sofferenze. E anche se il martirio non è il destino di tutti i suoi discepoli, ognuno deve sempre riconoscere la propria appartenenza a Cristo, con la parola e le azioni; con la vita e il comportamento.

Ogni Eucaristia domenicale è l’occasione per vivere questa testimonianza. È nella Messa che, in comunione con tutta la Chiesa annunciamo le grandi opere di Dio.

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