Iniziano giovedì 16 agosto e si protrarranno fino al 20 dello stesso mese, i festeggiamenti organizzati a Vallerano in onore del suo patrono: San Vittore Martire.

Osservando l’immagine sacra del santo si evincono le sue origini.

Era un soldato Cristiano proveniente dalla Cilicia (distretto sulla costa sud-orientale dell’Asia Minore) subì una forte persecuzione durante il dominio dell’Imperatore Diocleziano. In questo periodo della sua vita viene confortato da una giovane donna, moglie di un suo caro amico: Corona o Stefania.

Entrambi vengono poi uccisi e, come riportano la Passio Siriaca del IV sec. d.C. dalle pubblicazione di Papa Gregorio XIII nel 1584 e revisionato da Benedetto XIV nel 1748, vengono confermate le ipotesi delle loro origini.

Nel punto più alto del paese di Vallerano si trova la chiesa a lui dedicata.

Costruita in stile romanico prima del XVI secolo, è importante per il prezioso soffitto a cassettoni composto da 116 riquadri (1762), mentre l’organo a canne risale alla seconda metà del XVII secolo e il battistero è del 1450.

In particolare, quest’anno i tredici deputati, che unitamente al comitato organizzano i festeggiamenti, hanno regalato ai valleranesi e alla Parrocchia il restauro dell’orologio della chiesa non più funzionante da circa 50anni e costruito nel 1837 dall’orologiaio Giovanni De Santis, artigiano di alto livello.

La devozione verso San Vittore, ha origini molto antiche. Risale già prima del 1571, dove una modesta documentazione rileva la nascita di una Venerabile Compagnia di San Vittore Martire, mentre è abbondante, precisa e dettagliata quella dal 1705 al 1779. Al comando della Compagnia c’era il “Camerlengo” che aveva il compito di procacciare elemosine.

La devozione per questo santo, con il passare dei secoli e degli anni, è stata sempre più sentita e partecipata da tutti gli abitanti del delizioso paese della Tuscia, come lo testimoniano ancora oggi, l’entusiasmo e l’impegno dimostrato da tutti i “Deputati” nell’organizzare i festeggiamenti.

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