2 maggio 1519, 2 maggio 2019, esattamente 500 anni dalla morte del nostro grande genio: Leonardo di ser Piero da Vinci.
Un personaggio a tutto tondo, perché si è espresso nel campo dell’arte, della scienza, dell’ingegneria e della musica.
Pertanto, in occasione di questo anniversario, molti gli eventi programmati, solo in Italia se ne prevedono circa ottanta, senza considerare quelli all’estero.
Vogliamo ricordare come la città di Parigi, vuole rendere omaggio al pittore della Gioconda e la Vergine delle Rocce, con celebrazioni in grande stile.
In particolare dal 24 ottobre 2019, verrà inaugurata e si protrarrà fino al 24 febbraio 2020, la più grande mostra europea di Leonardo, grazie alla sinergia tra alcuni musei italiani e mondiali.
Anche nel campo dell’editoria, l’11 luglio è uscito “Leonardo. L’ombra della congiura”, dello sceneggiatore Giuseppe De Nardo e del disegnatore Antonio Lucchi.
Non è un’opera biografica, ma un racconto noir, dove vede il protagonista, indagare sulla morte di un amico.
Cercare di definire la personalità così complessa e geniale, si rischia di tralasciare o omettere particolari molto significativi.

Cosa che non ha fatto il critico d’arte Vittorio Sgarbi che lunedì 2 settembre presso il Teatro Caffeina, con la sua Lectio Magistralis, ha presentato il genio toscano, in tutta la sua complessità.
Analizzando le memorie dello storiografo e critico d’arte Giorgio Vasari, ha guidato il pubblico presente, in un percorso storico-artistico.
Nella prima parte ha introdotto il personaggio Leonardo, analizzando il genio nella sua totalità.
Ha esordito dicendo: “L’arte di Leonardo da Vinci sta nel suo intelletto, piuttosto che nella perfezione della sua mano, come è invece in Michelangelo per la scultura, e in Raffaello per la pittura”.
Inoltre:” Leonardo sta in una parte diversa, ha un pensiero sublime che nessuna mano sarebbe in grado di riprodurre”
“Il genio universale di Leonardo-prosegue il critico- è la conoscenza, la volontà di capire nel tentativo di penetrare il mistero del mondo e dell’arte. La pittura gli permette di arrivare a due passi da Dio, pari a lui”
Nella seconda, ha commentato le opere pittoriche più conosciute dell’artista, con il procedimento delle conoscenze delle opere d’arte, attraverso un repertorio di dettagli.
Le mani, le unghie, l’occhio, le capigliature ovvero le “cifre morelliane” prendendo spunto dal lavoro del gruppo di ricerca del professore Giovanni Morelli del quale Sgarbi ne è componente.
“Se Leonardo fosse vissuto ai giorni nostri- ha asserito il critico-sarebbe stato un fotografo, perché, con lo scatto, sarebbe riuscito a cogliere il momento, lasciando poi le emozioni, alla singola persona”
In particolare, ha illustrato la Dama con l’Ermellino “ritratto apparentemente distratto, non concentrato su nulla, ma il messaggio è d’amore e, non ha sguardi per nessun altro che il proprio amato, Ludovico il moro”
Secondo Sgarbi, Leonardo avrebbe intercettato Antonello da Messina, infatti l’Annunciata, ha caratteristiche simili:” la donna, non guarda nessuno, ci scavalca tutti. E’ concentrata nel suo Dio”
Altra opera presentata con ricchezza di particolari è stata l’Ultima Cena che il professore paragona alla Sacra Sindone:” come la Sindone è l’impronta del corpo di Cristo, l’opera è l’impronta di quella che fu. L’originalità sta nel fatto di aver accorpato gli Apostoli in quattro gruppi da tre persone, i quali hanno una dinamica di dialogo tra loro”
Infatti, Leonardo parte dalle parole del Vangelo II Matteo, ma non rappresenta gli apostoli a tavola con Cristo, ma ha una reazione psicologica, perché lui dipinge gli stati d’animo.
Alla frase: “Uno di voi mi tradirà”.
Vengono rappresentati: l’amore, lo sdegno, la paura ed il dolore.
La Lectio Magistralis, dopo circa tre ore si è conclusa.
Il pubblico emozionato, ha ringraziato con un fragoroso applauso.



