{"id":10232,"date":"2022-09-24T16:35:16","date_gmt":"2022-09-24T16:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=10232"},"modified":"2022-09-24T16:36:50","modified_gmt":"2022-09-24T16:36:50","slug":"papa-francesco-discorso-in-occasione-dellevento-economy-of-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-discorso-in-occasione-dellevento-economy-of-francesco\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Discorso in occasione dell&#8217;evento &#8220;Economy of Francesco&#8221; ad Assisi"},"content":{"rendered":"<p>DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/p>\n<p>Pala-Eventi di Santa Maria degli Angeli (Assisi)<br \/>\nSabato, 24 settembre 2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>arissime e carissimi giovani, buongiorno! Saluto tutti voi che siete venuti, che avete avuto la possibilit\u00e0 di essere qui, ma anche vorrei salutare tutti coloro che non sono potuti arrivare qui, che sono rimasti a casa: un ricordo a tutti! Siamo uniti, tutti: loro dal loro posto, noi qui.<\/p>\n<p>Ho atteso da oltre tre anni questo momento, da quando, il primo maggio 2019, vi scrissi la lettera che vi ha\u00a0chiamati\u00a0e poi vi ha\u00a0portati\u00a0qui ad Assisi. Per tanti di voi \u2013 lo abbiamo appena ascoltato \u2013 l\u2019incontro con l\u2019Economia di Francesco ha risvegliato qualcosa che avevate gi\u00e0 dentro. Eravate gi\u00e0 impegnati nelcreare una nuova economia; quella lettera vi ha messo insieme, vi ha dato un orizzonte pi\u00f9 ampio, vi ha fatto sentire parte di una comunit\u00e0 mondiale di giovani che avevano la vostra stessa vocazione. E quando un giovane vede in un altro giovane la sua stessa chiamata, e poi questa esperienza si ripete con centinaia, migliaia di altri giovani, allora diventano possibili cose grandi, persino sperare di cambiare un sistema enorme, un sistema complesso come l\u2019economia mondiale. Anzi, oggi quasi parlare di economia sembra cosa vecchia: oggi si parla di\u00a0finanza, e la finanza \u00e8 una cosa acquosa, una cosa gassosa, non la si pu\u00f2 prendere. Una volta, una brava economista a livello mondiale mi ha detto che lei ha fatto un\u2019esperienza di incontro tra economia, umanesimo e religione. Ed \u00e8 andato bene, quell\u2019incontro. Ha voluto fare lo stesso con la finanza e non \u00e8 riuscita. State attenti a questa gassosit\u00e0 delle finanze: voi dovete riprendere l\u2019attivit\u00e0 economica dalle radici, dalle radici umane, come sono state fatte. Voi giovani, con l\u2019aiuto di Dio,\u00a0lo sapete fare,\u00a0lo potete fare; i giovani hanno fatto altre volte nel corso della storia tante cose.<\/p>\n<p>State vivendo la vostra giovinezza in un\u2019epoca non facile: la crisi ambientale, poi la pandemia e ora la guerra in Ucraina e le altre guerre che continuano da anni in diversi Paesi, stanno segnando la nostra vita. La nostra generazione vi ha lasciato in eredit\u00e0 molte ricchezze, ma non abbiamo saputo custodire il pianeta e non stiamo custodendo la pace. Quando voi sentite che i pescatori di San Benedetto del Tronto in un anno hanno tirato fuori dal mare 12 tonnellate di sporcizia e plastiche e cose cos\u00ec, vedete come non sappiamo custodire l\u2019ambiente. E di conseguenza non custodiamo neppure la pace.\u00a0Voi siete chiamati a diventare artigiani e costruttori della casa comune, una casa comune che \u201csta andando in rovina\u201d. Diciamolo: \u00e8 cos\u00ec. Una nuova economia, ispirata a Francesco d\u2019Assisi, oggi pu\u00f2 e deve essere un\u2019economia amica della terra, un\u2019economia di pace. Si tratta di trasformare un\u2019economia che uccide (cfr Esort. ap.\u00a0Evangelii gaudium, 53) in un\u2019economia della vita, in tutte le sue dimensioni. Arrivare a quel \u201cbuon vivere\u201d, che non \u00e8 la dolce vita o passarla bene, no. Il buon vivere \u00e8 quella mistica che i popoli aborigeni ci insegnano di avere in rapporto con la terra.<\/p>\n<p>Ho apprezzato la vostra scelta di modellare questo incontro di Assisi sulla\u00a0profezia. Mi \u00e8 piaciuto quello che avete detto sulle profezie. La vita di Francesco d\u2019Assisi, dopo la sua conversione, \u00e8 stata una profezia, che continua anche nel nostro tempo. Nella Bibbia la profezia ha molto a che fare con i giovani. Samuele quando fu chiamato era un fanciullo, Geremia ed Ezechiele erano giovani; Daniele era un ragazzo quando profetizz\u00f2 l\u2019innocenza di Susanna e la salv\u00f2 dalla morte (cfr\u00a0Dn\u00a013,45-50); e il profeta Gioele annuncia al popolo che Dio effonder\u00e0 il suo Spirito e \u00abdiverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie\u00bb (3,1). Secondo le Scritture, i giovani sono portatori di uno spirito di scienza e di intelligenza. Fu il giovane Davide a umiliare l\u2019arroganza del gigante Golia (cfr\u00a01 Sam\u00a017,49-51).\u00a0 In effetti, quando alla comunit\u00e0 civile e alle imprese mancano le capacit\u00e0 dei giovani \u00e8 tutta la societ\u00e0 che appassisce, si spegne la vita di tutti. Manca creativit\u00e0, manca ottimismo, manca entusiasmo, manca il coraggio per rischiare. Una societ\u00e0 e un\u2019economia senza giovani sono tristi, pessimiste, ciniche. Se voi volete vedere questo, andate in queste universit\u00e0 ultra-specializzate in economia liberale, e guardate la faccia dei giovani e delle giovani che studiano l\u00ec. Ma grazie a Dio voi ci siete: non solo ci sarete domani, ci siete oggi; voi non siete soltanto il \u201cnon ancora\u201d, siete anche il \u201cgi\u00e0\u201d, siete il presente.<\/p>\n<p>Un\u2019economia che si lascia ispirare dalla dimensione profetica si esprime oggi in\u00a0una visione nuova dell\u2019ambiente e della terra. Dobbiamo andare a questa armonia con l\u2019ambiente, con la terra. Sono tante le persone, le imprese e le istituzioni che stanno operando una conversione ecologica. Bisogna andare avanti su questa strada, e fare di pi\u00f9. Questo \u201cdi pi\u00f9\u201d voi lo state facendo e lo state chiedendo a tutti. Non basta fare il\u00a0maquillage, bisogna mettere in discussione il modello di sviluppo. La situazione \u00e8 tale che non possiamo soltanto aspettare il prossimo summit internazionale, che pu\u00f2 non servire: la terra brucia\u00a0oggi, ed \u00e8\u00a0oggi\u00a0che dobbiamo cambiare, a tutti i livelli. In questo ultimo anno voi avete lavorato sull\u2019economia delle piante, un tema innovativo. Avete visto che il paradigma vegetale contiene un diverso approccio alla terra e all\u2019ambiente. Le piante sanno\u00a0cooperare\u00a0con tutto l\u2019ambiente circostante, e anche quando competono, in realt\u00e0 stanno cooperando per il bene dell\u2019ecosistema. Impariamo dalla\u00a0mitezza\u00a0delle piante: la loro umilt\u00e0 e il loro silenzio possono offrirci uno stile diverso di cui abbiamo urgente bisogno. Perch\u00e9, se parliamo di transizione ecologica ma restiamo dentro il paradigma economico del Novecento, che ha depredato le risorse naturali e la terra, le manovre che adotteremo saranno sempre insufficienti o ammalate nelle radici. La Bibbia \u00e8 piena di alberi e di piante, dall\u2019albero della vita al granello di senape. E San Francesco ci aiuta con la sua fraternit\u00e0 cosmica con tutte le creature viventi. Noi uomini, in questi ultimi due secoli, siamo cresciuti a scapito della terra. \u00c8 stata lei a pagare il conto! L\u2019abbiamo spesso saccheggiata per aumentare il nostro benessere, e neanche il benessere di tutti, ma di un gruppetto. \u00c8 questo il tempo di un nuovo coraggio nell\u2019abbandono delle fonti fossili d\u2019energia, di accelerare lo sviluppo di fonti a impatto zero o positivo.<\/p>\n<p>E poi dobbiamo accettare\u00a0il principio etico universale\u00a0\u2013 che per\u00f2 non piace \u2013 che i danni vanno riparati. Questo \u00e8 un principio etico, universale: i danni vanno riparati. Se siamo cresciuti abusando del pianeta e dell\u2019atmosfera, oggi dobbiamo imparare a fare anche sacrifici negli stili di vita ancora insostenibili. Altrimenti, saranno i nostri figli e i nostri nipoti a pagare il conto, un conto che sar\u00e0 troppo alto e troppo ingiusto. Io sentivo uno scienziato molto importante a livello mondiale, sei mesi fa, che ha detto: \u201cIeri mi \u00e8 nata una nipotina. Se continuiamo cos\u00ec, poveretta, entro trent\u2019anni dovr\u00e0 vivere in un mondo inabitabile\u201d. Saranno i figli e i nipoti a pagare il conto, un conto che sar\u00e0 troppo alto e troppo ingiusto. Occorre un cambiamento rapido e deciso. Questo lo dico sul serio: conto su di voi! Per favore, non lasciateci tranquilli, dateci l\u2019esempio! E io vi dico la verit\u00e0: per vivere su questa strada ci vuole coraggio e alcune volte ci vuole qualche pizzico di eroicit\u00e0. Ho sentito, in un incontro, un ragazzo, 25enne, appena uscito come ingegnere di alto livello, non trovava lavoro; alla fine l\u2019ha trovato in un\u2019industria che non sapeva bene cosa fosse; quando ha studiato cosa doveva fare \u2013 senza lavoro, in condizione di lavorare \u2013 ha rifiutato, perch\u00e9 si fabbricavano le armi. Questi sono gli eroi di oggi, questi.<\/p>\n<p>La sostenibilit\u00e0, poi, \u00e8 una\u00a0parola a pi\u00f9 dimensioni. Oltre a quella ambientale ci sono anche le dimensioni\u00a0sociale, relazionale e spirituale. Quella sociale incomincia lentamente ad essere riconosciuta: ci stiamo rendendo conto che il grido dei poveri e il grido della terra sono lo stesso grido (cfr Enc.\u00a0Laudato si\u2019, 49). Pertanto, quando lavoriamo per la trasformazione ecologica, dobbiamo tenere presenti gli effetti che alcune scelte ambientali producono sulle povert\u00e0. Non tutte le soluzioni ambientali hanno gli stessi effetti sui poveri, e quindi vanno preferite quelle che riducono la miseria e le diseguaglianze. Mentre cerchiamo di salvare il pianeta, non possiamo trascurare l\u2019uomo e la donna che soffrono. L\u2019inquinamento che uccide non \u00e8 solo quello dell\u2019anidride carbonica, anche la diseguaglianza inquina mortalmente il nostro pianeta. Non possiamo permettere che le nuove calamit\u00e0 ambientali cancellino dall\u2019opinione pubblica le antiche e sempre attuali calamit\u00e0 dell\u2019ingiustizia sociale, anche delle ingiustizie politiche. Pensiamo, per esempio, a un\u2019ingiustizia politica; il povero popolo martoriato dei Rohingya che vaga da una parte all\u2019altra perch\u00e9 non pu\u00f2 abitare nella propria patria: un\u2019ingiustizia politica.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una insostenibilit\u00e0 delle nostre\u00a0relazioni: in molti Paesi le relazioni delle persone si stanno impoverendo. Soprattutto in Occidente, le comunit\u00e0 diventano sempre pi\u00f9 fragili e frammentate. La famiglia, in alcune regioni del mondo, soffre una grave crisi, e con essa l\u2019accoglienza e la custodia della vita. Il consumismo attuale cerca di riempire il vuoto dei rapporti umani con merci sempre pi\u00f9 sofisticate \u2013 le solitudini sono un grande affare nel nostro tempo! \u2013, ma cos\u00ec genera una\u00a0carestia di felicit\u00e0. E questa \u00e8 una cosa brutta. Pensate all\u2019inverno demografico, per esempio, come \u00e8 in rapporto con tutto questo. L\u2019inverno demografico dove tutti i Paesi stanno diminuendo grandemente, perch\u00e9 non si fanno figli, ma conta pi\u00f9 avere un rapporto affettivo con i cagnolini, con i gatti e andare avanti cos\u00ec. Bisogna riprendere a procreare. Ma anche in questa linea dell\u2019inverno demografico c\u2019\u00e8 la schiavit\u00f9 della donna: una donna che non pu\u00f2 essere madre perch\u00e9 appena incomincia a salire la pancia, la licenziano; alle donne incinte non \u00e8 sempre consentito lavorare.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine una insostenibilit\u00e0\u00a0spirituale\u00a0del nostro capitalismo. L\u2019essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, prima di essere un cercatore di beni \u00e8 un cercatore di senso. Noi tutti siamo cercatori di senso. Ecco perch\u00e9 il primo capitale di ogni societ\u00e0 \u00e8 quello spirituale, perch\u00e9 \u00e8 quello che ci d\u00e0 le ragioni per alzarci ogni giorno e andare al lavoro, e genera quella gioia di vivere necessaria anche all\u2019economia. Il nostro mondo sta consumando velocemente questa forma essenziale di capitale accumulata nei secoli dalle religioni, dalle tradizioni sapienziali, dalla piet\u00e0 popolare. E cos\u00ec soprattutto i giovani soffrono per questa mancanza di senso: spesso di fronte al dolore e alle incertezze della vita si ritrovano con un\u2019anima impoverita di risorse spirituali per elaborare sofferenze, frustrazioni, delusioni e lutti. Guardate la percentuale di suicidi giovanili, com\u2019\u00e8 salito: e non li pubblicano tutti, nascondono la cifra. La fragilit\u00e0 di molti giovani deriva dalla carenza di questo prezioso capitale spirituale \u2013 io dico: voi avete un capitale spirituale? Ognuno si risponda dentro \u2013 un capitale invisibile ma pi\u00f9 reale dei capitali finanziari o tecnologici. C\u2019\u00e8 un urgente bisogno di ricostituire questo patrimonio spirituale essenziale. La tecnica pu\u00f2 fare molto; ci insegna il \u201ccosa\u201d e il \u201ccome\u201d fare: ma non ci dice il \u201cperch\u00e9\u201d; e cos\u00ec le nostre azioni diventano sterili e non riempiono la vita, neanche la vita economica.<\/p>\n<p>Trovandomi nella citt\u00e0 di Francesco, non posso non soffermarmi sulla\u00a0povert\u00e0. Fare economia ispirandosi a lui significa impegnarsi a mettere al centro i poveri. A partire da essi guardare l\u2019economia, a partire da essi guardare il mondo. Senza la stima, la cura, l\u2019amore per i poveri, per ogni persona povera, per ogni persona fragile e vulnerabile, dal concepito nel grembo materno alla persona malata e con disabilit\u00e0, all\u2019anziano in difficolt\u00e0, non c\u2019\u00e8 \u201cEconomia di Francesco\u201d. Direi di pi\u00f9: un\u2019economia di Francesco non pu\u00f2 limitarsi a lavorare per o con i poveri. Fino a quando il nostro sistema produrr\u00e0 scarti e noi opereremo\u00a0secondo\u00a0questo sistema, saremo complici di un\u2019economia che uccide. Chiediamoci allora: stiamo facendo abbastanza per cambiare questa economia, oppure ci accontentiamo di verniciare una parete cambiando colore, senza cambiare la struttura della casa? Non si tratta di dare pennellate di vernice, no: bisogna cambiare la struttura. Forse la risposta non \u00e8 in quanto noi possiamo fare, ma in come riusciamo ad aprire cammini nuovi perch\u00e9 gli stessi poveri possano diventare i protagonisti del cambiamento. In questo senso ci sono esperienze molto grandi, molto sviluppate in India e nelle Filippine.<\/p>\n<p>San Francesco ha amato non solo i poveri, ha amato anche la\u00a0povert\u00e0. Questo modo di vivere austero, diciamo cos\u00ec. Francesco andava dai lebbrosi non tanto per aiutarli, andava perch\u00e9\u00a0voleva diventare povero come loro. Seguendo Ges\u00f9 Cristo, si spogli\u00f2 di tutto per essere povero con i poveri. Ebbene, la prima economia di mercato \u00e8 nata nel Duecento in Europa a contatto quotidiano con i frati francescani, che erano amici di quei primi mercanti. Quella economia creava ricchezza, certo, ma non disprezzava la povert\u00e0. Creare ricchezza senza disprezzare la povert\u00e0. Il nostro capitalismo, invece, vuole aiutare i poveri ma non li stima, non capisce la beatitudine paradossale: \u201cbeati i poveri\u201d (cfr\u00a0Lc\u00a06,20). Noi non dobbiamo amare la miseria, anzi dobbiamo combatterla, anzitutto creando lavoro, lavoro degno. Ma il Vangelo ci dice che senza stimare i poveri non si pu\u00f2 combattere nessuna miseria. Ed \u00e8 invece da qui che dobbiamo partire, anche voi imprenditori ed economisti: abitando questi paradossi evangelici di Francesco. Quando io parlo con la gente o confesso, io domando sempre: \u201cLei d\u00e0 l\u2019elemosina ai poveri?\u201d \u2013 \u201cS\u00ec, s\u00ec, s\u00ec!\u201d \u2013 \u201cE quando lei d\u00e0 l\u2019elemosina al povero, lo guarda negli occhi?\u201d \u2013 \u201cEh, non so \u2026\u201d \u2013 \u201cE quando tu dai l\u2019elemosina, tu butti la moneta o tocchi la mano del povero?\u201d. Non guardano gli occhi e non toccano; e questo \u00e8 un allontanarsi dallo spirito di povert\u00e0, allontanarsi dalla vera realt\u00e0 dei poveri, allontanarsi dall\u2019umanit\u00e0 che deve avere ogni rapporto umano. Qualcuno mi dir\u00e0: \u201cPapa, siamo in ritardo, quando finisci?\u201d: finisco adesso.<\/p>\n<p>E alla luce di questa riflessione, vorrei lasciarvi\u00a0tre indicazioni di percorso\u00a0per andare avanti.<\/p>\n<p>La prima:\u00a0guardare il mondo con gli occhi dei pi\u00f9 poveri. Il movimento francescano ha saputo inventare nel Medioevo le prime teorie economiche e persino le prime banche solidali (i \u201cMonti di Piet\u00e0\u201d), perch\u00e9\u00a0guardava il mondo con gli occhi dei pi\u00f9 poveri. Anche voi migliorerete l\u2019economia se guarderete le cose dalla prospettiva delle vittime e degli scartati. Ma per avere gli occhi dei poveri e delle vittime bisogna\u00a0conoscerli, bisogna\u00a0essere loro amici. E, credetemi, se diventate amici dei poveri, se condividete la loro vita, condividerete anche qualcosa del Regno di Dio, perch\u00e9 Ges\u00f9 ha detto che di essi \u00e8 il Regno dei cieli, e per questo sono beati (cfr\u00a0Lc\u00a06,20). E lo ripeto: che le vostre scelte quotidiane non producano scarti.<\/p>\n<p>La seconda: voi siete soprattutto studenti, studiosi e imprenditori, ma\u00a0non dimenticatevi del lavoro, non dimenticatevi dei lavoratori. Il lavoro delle mani. Il lavoro \u00e8 gi\u00e0 la sfida del nostro tempo, e sar\u00e0 ancora di pi\u00f9 la sfida di domani. Senza lavoro degno e ben remunerato i giovani non diventano veramente adulti, le diseguaglianze aumentano. A volte si pu\u00f2 sopravvivere senza lavoro, ma non si vive bene. Perci\u00f2, mentre create beni e servizi,\u00a0non dimenticatevi di creare lavoro, buon lavoro e lavoro per tutti.<\/p>\n<p>La terza indicazione \u00e8:\u00a0incarnazione. Nei momenti cruciali della storia, chi ha saputo lasciare una buona impronta lo ha fatto perch\u00e9 ha tradotto gli ideali, i desideri, i valori in\u00a0opere concrete. Cio\u00e8, li ha incarnati. Oltre a scrivere e fare congressi, questi uomini e donne hanno dato vita a scuole e universit\u00e0, a banche, a sindacati, a cooperative, a istituzioni. Il mondo dell\u2019economia lo cambierete se insieme al cuore e alla testa userete anche\u00a0le mani. I tre linguaggi. Si pensa: la testa, il linguaggio del pensiero, ma non solo, unito al linguaggio del sentimento, del cuore. E non solo: unito al linguaggio delle mani. E tu devi fare quello che senti e pensi, sentire quello che fai e pensare quello senti e fai. Questa \u00e8 l\u2019unione dei tre linguaggi. Le idee sono necessarie, ci attraggono molto soprattutto da giovani, ma possono trasformarsi in trappole se non diventano \u201ccarne\u201d, cio\u00e8 concretezza, impegno quotidiano: i tre linguaggi. Le idee sole si ammalano e noi finiremo in orbita, tutti, se sono solo idee. Le idee sono necessarie, ma devono diventare \u201ccarne\u201d. La Chiesa ha sempre respinto la tentazione gnostica \u2013 gnosi, quello della idea sola \u2013, che pensa di cambiare il mondo solo con una diversa conoscenza, senza la fatica della carne. Le opere sono meno \u201cluminose\u201d delle grandi idee, perch\u00e9 sono concrete, particolari, limitate, con luce e ombra insieme, ma fecondano giorno dopo giorno la terra:\u00a0la realt\u00e0 \u00e8 superiore all\u2019idea\u00a0(cfr Esort. ap.\u00a0Evangelii gaudium, 233). Cari giovani, la realt\u00e0 \u00e8 sempre superiore all\u2019idea: state attenti a questo.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio per il vostro impegno: grazie. Andate avanti, con l\u2019ispirazione e l\u2019intercessione di San Francesco. E io \u2013 se siete d\u2019accordo \u2013 vorrei concludere con una preghiera. Io la leggo e voi con il cuore la seguite:<\/p>\n<p>Padre, Ti chiediamo perdono per aver ferito gravemente la terra, per non aver rispettato le culture indigene, per non avere stimato e amato i pi\u00f9 poveri, per aver creato ricchezza senza comunione. Dio vivente, che con il tuo Spirito hai ispirato il cuore, le braccia e la mente di questi giovani e li hai fatti partire verso una terra promessa, guarda con benevolenza la loro generosit\u00e0, il loro amore, la loro voglia di spendere la vita per un ideale grande. Benedicili, Padre, nelle loro imprese, nei loro studi, nei loro sogni; accompagnali nelle difficolt\u00e0 e nelle sofferenze, aiutali a trasformarle in virt\u00f9 e in saggezza. Sostieni i loro desideri di bene e di vita, sorreggili nelle loro delusioni di fronte ai cattivi esempi, fa\u2019 che non si scoraggino e continuino nel cammino. Tu, il cui Figlio unigenito si fece carpentiere, dona loro la gioia di trasformare il mondo con l\u2019amore, con l\u2019ingegno e con le mani. Amen.<\/p>\n<p>E grazie tante.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Pastoral Visit to Assisi 24 September 2022 Pope Francis\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kWJ_68bRHg4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO Pala-Eventi di Santa Maria degli Angeli (Assisi) Sabato, 24 settembre 2022 &nbsp; Carissime e carissimi giovani, buongiorno! 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