{"id":13100,"date":"2024-02-10T04:06:50","date_gmt":"2024-02-10T04:06:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=13100"},"modified":"2024-02-08T09:12:12","modified_gmt":"2024-02-08T09:12:12","slug":"parole-dalleremo-quelle-vere-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/parole-dalleremo-quelle-vere-16\/","title":{"rendered":"Parole dall\u2019Eremo (quelle vere) (16)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><em><strong>Il pavimento della chiesa<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">S<\/span><\/strong>apevamo che ci sarebbero stati. In un luogo antico di pi\u00f9 di quattro secoli, come l\u2019Eremo, non potevano non esserci degli abitanti, invisibili&#8230; e presenti.<\/p>\n<p>E li trovammo rifacendo il pavimento della Chiesa. Quattro.<\/p>\n<p>Disposti a Croce nella navata. Al centro, proprio davanti all\u2019Altare, una signora vestita di un gran manto o velo nero. Alla sua sinistra, pochi metri discosto un frate col suo saio e il mantello bigio: e barba, capelli, dentatura da giovane, nello sfacelo assoluto di tutto il resto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13102\" aria-describedby=\"caption-attachment-13102\" style=\"width: 269px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Eremoilpavimentodellachiesa2-1_copy_600x669.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13102\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Eremoilpavimentodellachiesa2-1_copy_600x669-269x300.jpg\" alt=\"Eremo della Palanzana: il pavimento della chiesa\" width=\"269\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Eremoilpavimentodellachiesa2-1_copy_600x669-269x300.jpg 269w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Eremoilpavimentodellachiesa2-1_copy_600x669-465x518.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Eremoilpavimentodellachiesa2-1_copy_600x669-448x500.jpg 448w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Eremoilpavimentodellachiesa2-1_copy_600x669.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13102\" class=\"wp-caption-text\">Eremo della Palanzana: il pavimento della chiesa<\/figcaption><\/figure>\n<p>Vicino alla spalla una bottiglina a fiala di vetro antico e sigillata. Dentro, alle pareti, alcune macchie color marrone scuro. Ci dissero poi alcuni religiosi che quando un frate moriva in concetto di santit\u00e0, si prelevava subito un pochino di sangue e si poneva in una bottiglina che si metteva con lui perch\u00e9 restasse nel tempo come segno distintivo della venerazione che meritava per la sua vita virtuosa.<\/p>\n<p>Alla destra un altro con mantello e posa da cavaliere: il mantello gli copriva quello che era stato il suo volto. E lasciava spuntare un ramo di olivo l\u00e0 dove un cavaliere porta la spada. I riccioli abbondanti della sua capigliatura spiccavano nel nulla del resto.<\/p>\n<p>In ultimo, dietro la signora, una giovinetta vestita di azzurro cupo (quell\u2019azzurro di seta, l\u00e0!) con le pianelle di pelle e l\u2019abito a piegoline, vuoto.<\/p>\n<p>Nessuna indicazione su nessuno. Su due, la signora e la giovinetta, un Crocifisso che sembrava di smeraldo, tanto era coperto di verderame e roso dalla ruggine.<\/p>\n<p>Le poverissime assi tra le quali ognuno era stato posto erano pezzi di legno marcito. Tutto era stato distrutto dal tempo.<\/p>\n<p>Lavorammo per parecchi giorni. Raccogliemmo ogni frammento di ossa e di stoffa e li ricomponemmo, uno per uno, con una devozione che mano mano ci cresceva. Facemmo un sacello nel posto del ritrovamento di ognuno e vi riponemmo ci\u00f2 che era di ognuno.<\/p>\n<p>Poi, prima di chiudere, mettemmo intorno ad ognuno (avevamo cercato di comporre il poco il pi\u00f9 logicamente possibile) una coroncina di alloro fresco appena colto dal grosso cespuglio che sta vicino alla chiesa.<\/p>\n<p>Quel verde stava proprio bene, invitava a cantare. E cantammo gli inni della gioia in Cristo. Chiudemmo ogni sacello e sulla pietra incidemmo per ognuno: \u201cQui giace una Signora, un religioso forse sacerdote, un cavaliere, una giovinetta&#8230; a noi ignoto, ma non a Cristo. Riposa in pace\u201d poi una data ed una firma.<\/p>\n<p>Furono fatte le esequie sotto gli occhi stupefatti degli operai abituati, ci avevano detto, a lavorare con la ruspa in questi ritrovamenti, senza importanza.<\/p>\n<p>Stanno l\u00ec, ormai da anni. Sono nostri, appartengono alla nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p>La loro storia? poche notizie, vaghe. Una benefattrice di secoli or sono, che aveva nel Convento un suo figlio religioso e che merit\u00f2 per la sua piet\u00e0 e generosit\u00e0 di essere seppellita con la sua famiglia nella Chiesa.<\/p>\n<p>Ma importa una storia?<\/p>\n<p>Ora sono con noi. E ci parlano, veramente. La loro voce \u00e8 senza parole, anzi senza suono, ma per questo arriva al cuore.<\/p>\n<p>Basta entrare: e un senso di pace profonda ti investe. Certo, le loro anime non sono l\u00ec, sotterra. E la loro voce non sale, scende dall\u2019alto e ti avvolge con un abbraccio di Fede. Ti dicono: \u201cGes\u00f9 disse a Marta: Chi crede in me fosse anche morto vivr\u00e0. E chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 mai&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Te lo dicono, i nostri morticini, e ti dicono che tu lo devi credere, ma che loro lo sanno.<\/p>\n<p>E quando cantiamo il Credo lo cantano anche loro perch\u00e9 si sente un impeto particolare di speranza quando si arriva a: \u201cet expecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi saeculi\u201d.<\/p>\n<p>Sono loro la parte nascosta della nostra comunit\u00e0 orante che ci aiuta a credere ed a sperare. Li ringraziamo con un pensiero pieno di affetto.<\/p>\n<p>Questa \u201cvoce dell\u2019Eremo\u201d mi ha preso pi\u00f9 spazio del consueto. Ma sono ancora Loro, senza nome e senza data, che hanno voluto dare il loro saluto ai nostri amici.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10195\" aria-describedby=\"caption-attachment-10195\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1663479809734_copy_871x572.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10195\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1663479809734_copy_871x572-300x197.jpg\" alt=\"Tommasa Alfieri\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1663479809734_copy_871x572-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1663479809734_copy_871x572-768x504.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1663479809734_copy_871x572-465x305.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1663479809734_copy_871x572-695x456.jpg 695w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1663479809734_copy_871x572.jpg 871w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10195\" class=\"wp-caption-text\">Tommasa Alfieri<\/figcaption><\/figure>\n<p>(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pagg. 59-62).<\/p>\n<p>(Continua)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pavimento della chiesa Sapevamo che ci sarebbero stati. In un luogo antico di pi&ugrave; di quattro secoli, come l&rsquo;Eremo, non potevano non esserci degli abitanti, invisibili&hellip; e presenti. 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