{"id":13445,"date":"2024-03-22T09:42:39","date_gmt":"2024-03-22T09:42:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=13445"},"modified":"2024-10-26T16:47:05","modified_gmt":"2024-10-26T16:47:05","slug":"nella-piana-di-viterbo-2-500-anni-di-itinerario-di-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/nella-piana-di-viterbo-2-500-anni-di-itinerario-di-fede\/","title":{"rendered":"Nella piana di Viterbo 2.500 anni di itinerario di fede"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">L<\/span><\/strong>a storia non \u00e8 un susseguirsi di date e fatti puntuali, ma la vita di un territorio pu\u00f2 essere un avvicendarsi continuo in cui si alternano sviluppo e regresso, evoluzione e involuzione. Dove si sono sovrapposte nei secoli civilt\u00e0 e colture diverse la storia pu\u00f2 offrire discontinuit\u00e0 profonde, intervalli di mancanza di testimonianze e ritorni improvvisi di coscienza. Passano i secoli, cambiano le espressioni culturali, si mischiano le etnie, ma pu\u00f2 succedere che le espressioni di cultura del territorio si riannodino in uno sviluppo dalle radici comuni.<\/p>\n<p>In questo microcosmo della Piana di Viterbo si intrecciano varie culture susseguitesi in 25 secoli di storia con le testimonianze di una ricerca continua del soprannaturale. In questa zona un sacerdote, don Armando Marini, ebbe l\u2019intuizione di costruire, fisicamente, un percorso della Fede \u201cEtrusco-Romano-Cristiano\u201d. Negli anni \u201970, a seguito dello sviluppo edilizio fu incaricato di fondare una nuova parrocchia intitolata ai protomartiri viterbesi Valentino e Ilario. Don Armando volle valorizzare il percorso di fede che idealmente abbraccia, attraverso i secoli la contrada della sua parrocchia.<\/p>\n<p>In quella parte della piana di Viterbo che si estende fino a Castel d\u2019Asso, gli antenati etruschi hanno lasciato abbondanti tracce del loro culto dei morti che si esprimeva nella costruzione di\u00a0 necropoli rupestri architettonicamente elaborate (delle quali quella di Castel d\u2019Asso \u00e8 la pi\u00f9 rappresentativa del Viterbese), con la loro convinzione della vita oltre la morte, con le loro cerimonie funebri che terminavano con il banchetto rituale svolto in un ambiente del complesso funebre appositamente scavato.<\/p>\n<p>Con la romanizzazione del territorio (un paio di secoli A. C.) la zona viene attraversata dalla Via Cassia (qualche chilometro a valle di Viterbo) con la costruzione del Ponte Camillario che da oltre 2000 anni resiste alle ingiurie del tempo, delle piene e degli uomini. I tratti di basolato della via consolare ancora accompagnano con i ruderi delle terme romane l\u2019allineamento delle sorgenti termali che si susseguono da Vetralla a Montefiascone. Lungo questo percorso facevano tappa, per tirarsi a lucido, le legioni romane che si apprestavano all\u2019ingresso trionfale nell\u2019Urbe. Ai bordi di questa direttrice testimoniarono con la vita la loro fede Valentino e Ilario e lungo la consolare Cassia i loro corpi furono inumati in una tomba etrusca riciclata in catacomba cristiana. Nei pressi, appoggiato su manufatti romani, si svilupp\u00f2, in seguito, un piccolo borgo San Valentino, probabilmente scomparso ai tempi dell\u2019arrivo delle armate di Federico II all\u2019assedio di Viterbo. Se ora nei resti della chiesetta del borgo scomparso si fanno le salsicce nelle adiacenti Terme dei Papi, l\u2019imprenditore Socrate Sensi (cavaliere del lavoro) ha riadattato una cavit\u00e0 ipogea a piccola cappellina, ed il sacerdote don Armando ha istallato sul percorso della fede dei Santi Valentino e Ilario una artistica Via Crucis.<\/p>\n<p>In questa zona la comunit\u00e0 di Castel d\u2019Asso cerca di realizzare, nel suo piccolo, il Regno di Dio qui in terra all\u2019ombra degli antenati etruschi, nello spirito del viterbese Beato Domenico Barberi, apostolo dell\u2019ecumenismo, che amava e chiamava fratelli anche, e soprattutto, quelli di etnia, di lingua, di confessione diversa.<\/p>\n<p>Il villaggio etrusco di Axia \u00e8 rimasto solo nei documenti degli storici, il basolato consolare non risuona pi\u00f9 dei sandali dei legionari, il medievale Castello d\u2019Asso \u00e8 un rudere sormontato dalla sopravvissuta Torre di avvistamento, oggi nelle circostanti campagne della Piana, operai di tutti le provenienze ed etnie lavorano i campi dei \u201cbroccolari\u201d, ma nella chiesetta di Castel d\u2019Asso si vuole rendere concreta l\u2019Offerta che \u00e8 frutto della terra e del lavoro dell\u2019uomo, con la stessa operosit\u00e0 dei secoli passati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia non &egrave; un susseguirsi di date e fatti puntuali, ma la vita di un territorio pu&ograve; essere un avvicendarsi continuo in cui si alternano sviluppo e regresso, evoluzione e involuzione. 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