{"id":14930,"date":"2025-05-10T19:07:22","date_gmt":"2025-05-10T19:07:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=14930"},"modified":"2025-05-10T19:48:58","modified_gmt":"2025-05-10T19:48:58","slug":"la-vita-al-fine-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/in-evidenza\/la-vita-al-fine-vita\/","title":{"rendered":"LA VITA &#8230; al FINE VITA"},"content":{"rendered":"<p>Stamani ,10 Maggio 2025, alla conferenza sul fine vita, presso l&#8217;ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Viterbo, sono stato estremamente colpito dai vari relatori:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-14940 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012-465x349.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012-667x500.jpg 667w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0012.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Antonio Maria Lanzetti, Alessandro Pinnavaia, Enrico Sostegni, Gianni Carparelli, Francesco Orzi, Stefano De Spirito e e Paolo Malacarne. Anche alcuni interventi di medici in sala mi hanno profondamente colpito spingendomi a riflessioni che mai prima d&#8217;ora mi erano sovvenute in merito a tale argomento. Non posso negare un bel p\u00f2 di turbamento ai miei convincimenti. In particolare l&#8217;intervento di don Gianni Carparelli che ben conosco e molto stimo e con cui spesso mi trovo in sintonia. Il suo intervento merita certo di essere riportato per i tanti dubbi che riesce a sollevare nelle coscienze (certamente nella mia). L&#8217;intervento \u00e8 stato lungo, ma me ne accorgo solo ora che mi accingo a riportarlo, il tempo \u00e8 volato come sempre quando \u00e8 lui a parlare. Forse il merito o segreto sta nel suo riuscire a far sorridere con qualche battuta estemporanea (seppur, sempre legata all&#8217;argomento), mentre approfondisce sviscerando ogni sua riflessione. Ci\u00f2 premesso, passo ora a quanto da lui esposto, che, se pur lungo, merita di essere letto con profonda attenzione :<\/p>\n<p>&#8220;LA VITA \u2026 al FINE VITA. Il titolo proposto per la mia riflessione<\/p>\n<p>suggerisce il cammino che vorrei non sfuggisse a chi accanto a una persona che si avvicina al-\u201cLA<br \/>\nFINE\u201d, non pu\u00f2 non sentire anche un\u2019altra sfumatura che definirei spirituale-esistenziale e che si<br \/>\npone come \u201cIL FINE\u201d della vita. \u201cHomo sum, humanum nihil a me alienum puto\u201d scriveva Publio<br \/>\nTerenzio Afro, nel II secolo a.e.v. e io mi sento totalmente immerso nel nostro umano. Leggo<br \/>\nanche questo incontro con gli occhi fissi sul dipinto di Van Gogh, usato per la locandina. E\u2019 un<br \/>\nVan Gogh due mesi prima di togliersi la vita nel 1890, Il Buon Samaritano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14932 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-11.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"190\" \/><\/a>Era forse una richiesta di aiuto?<\/p>\n<p>Non so se avete presente il romanzo di Fukazawa Shichiro: \u201cLe canzoni di Narayama\u201d (film nel<br \/>\n1958 e poi nel 1983). Leggenda, ma con una sfumatura storica anche nell\u2019inconscio collettivo e<br \/>\nnarrato poi in diverse versioni. Come quella del figlio di Orin, Tatsuhei. Lui non vorrebbe lasciare<br \/>\nsola la madre, settantenne, che vuole andare a morire, secondo la tradizione sulle montagne, e<br \/>\npermettere ad altri di sopravvivere con le poche risorse disponibili\u2026 soffre all\u2019idea di doverlo<br \/>\nfare e non ha timore di andare contro le tradizioni per assicurarsi che la madre non soffra<br \/>\ntroppo. Quello che emerge alla coscienza, leggendo, \u00e8 che \u201cla morte e la decisione di morire\u201d<br \/>\nprima di porsi come un dilemma etico, politico o di puro utilitarismo sociale\u2026 \u00e8 dramma insito<br \/>\nnell\u2019essere umano, nel significato che diamo a: Vita, sofferenza, morte, relazioni e affetti\u2026<br \/>\nL\u2019emergenza di queste sfumature esistenziali \u00e8 anche frutto evolutivo della cultura spirituale dei<br \/>\npopoli. Il richiamo di associazioni e istituzioni religiose al rispetto della vita, sempre, e del suo<br \/>\nsignificato non \u00e8 fuori luogo. Come pure non mi sembra sia fuori luogo ricordare che VITA non \u00e8<\/p>\n<p>solo respirare con strumentazioni sempre pi\u00f9 sofisticate e che permettono<br \/>\ndi far finta di vivere allungando, forse inutilmente, l\u2019agonia.<\/p>\n<p>Sento che alla persona non si dovrebbe negare il diritto di decidere quando il vivere che sta<br \/>\nvivendo non \u00e8 pi\u00f9 \u201cIL FINE della LA VITA\u201d che desidera continuare a \u201cvivere o portare avanti\u201d.<br \/>\nConsidero questa mia introduzione una specie di Abstract per sottolineare il senso della mia<br \/>\nesperienza umana e spirituale accanto a chi ho avuto modo di accompagnare verso il \u201cconfine<br \/>\nvita-morte\u201d rispettando la persona e non solo le leggi e tradizioni. Sento anche il polso di una<br \/>\nnuova cultura spirituale in arrivo tra la gente e i giovani e che non \u00e8 mancanza di rispetto.<br \/>\nIl RISPETTO nasce dentro la persona che vogliamo rispettare, non \u00e8 regalo del diritto positivo. E\u2019<br \/>\ncome un fiore che dobbiamo saper cogliere, \u00e8 come entrare dentro il suo vissuto e<br \/>\naccompagnare il cammino. Per questo si rispetta la vita anche quando si rispetta il desiderio di<br \/>\nlasciare andare una vita che non \u00e8 pi\u00f9 vissuta come vita. Non \u00e8 solo un cuore che si ferma o un<br \/>\ncorpo che appena respira con un aiuto esterno, ma \u00e8 il fermarsi della mente, della capacit\u00e0 di<br \/>\nmuoversi liberamente, dei pensieri, delle speranze, dei sogni, del desiderio di vivere\u2026 Sento,<br \/>\nripeto, che non si dovrebbe negare alla persona la ultima sua libert\u00e0 di poter decidere, se vuole,<\/p>\n<p>di\u2026. ANDARE e lasciare un vivere che non \u00e8 pi\u00f9 VITA!<\/p>\n<p>Il Buddhismo Zen, per arricchirci della ricchezza altrui, insegna che la malattia e la morte sono<br \/>\nparte della vita, sono due aspetti della stessa realt\u00e0. Siamo noi che le separiamo e dunque<br \/>\nsoffriamo. Rischiamo di interpretiamo malattia e morte come un&#8217;ingiustizia, piuttosto che come<br \/>\nun evento naturale. In un fiore che cade non c&#8217;\u00e8 errore.<\/p>\n<p>Riflettendo su questo, mi sono messo a pensare:<\/p>\n<p>\u201cL\u2019uomo pensante accetta un orizzonte sempre mutevole. Non \u00e8 colui che non si pone dei dubbi<br \/>\nvivendo solo di certezze bens\u00ec chi, stupito e meravigliato si rimette ogni volta in gioco facendo<br \/>\ndella domanda e del dubbio la molla vitale per una ricerca onesta\u2026\u201d. Lo diceva durante uno dei<br \/>\nsuoi incontri con la \u201cCattedra dei non credenti \u201ca Milano, il card. Martini. Insieme a Don Dante<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14934 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/download-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" \/><\/a>Bernini (nella foto) che conosciamo bene e ad altri che ho incontrato lavorando e imparando in giro per il<br \/>\nmondo\u2026 li considero maestri di pensiero e di vita. Come l\u2019amico Dr. Lanzetti sa bene, non vivo<br \/>\ncongelato nei dogmi siano essi religiosi o ideologici. Il dogma racchiude nel linguaggio del tempo<br \/>\nla ricerca della verit\u00e0, ma potrebbe anche nascondercela nel linguaggio. Esiste una evoluzione<br \/>\nanche nella ricerca della verit\u00e0. E noi siamo persone pensanti\u2026 nel rispetto e nell\u2019impegno di<br \/>\nmai mancare di rispetto alla vita, ma di tutta la vita. Anche della vita che si avvicina alla sua fine<br \/>\nperch\u00e9 anche la fine della vita fa parte della vita. La vita nasce, ma anche la morte ha diritto di<br \/>\nnascere.<br \/>\nNorme e leggi sono necessarie per evitare il \u201cfai-da-te\u201d pericoloso se in mano a mestieranti<br \/>\ninformati ma senza saggezza empatica-spirituale (che non vuol dire confessionale), ma leggi e<br \/>\nnorme debbono essere lette per servire al meglio la vita umana sofferente, non renderla<br \/>\ninutilmente sofferente e agonizzante. Permettetemi di citare da una poesia di K. Gibran che tra<br \/>\nl\u2019altro ha sofferto molto per la sua dipendenza dall\u2019 alcol.<br \/>\n\u2026 Maestro, vorremmo chiederti della Morte. E lui disse: Voi vorreste conoscere il segreto della<\/p>\n<p>morte. ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?<br \/>\n\u2026 Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della<br \/>\nvita. Poich\u00e9 la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-14941 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1-465x349.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1-667x500.jpg 667w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/0-1.jpg 1216w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u2026 Vita e Morte sono il volto della esistenza,<br \/>\nuno con l\u2019altro, non uno contro l\u2019altro.<\/p>\n<p>La poesia, come l\u2019arte in genere, non \u00e8 antiscientifica. Ci aiuta a penetrare la verit\u00e0, sempre<br \/>\npunto di riferimento anche se lontano. Un vero scienziato ama anche i voli dell\u2019arte\u2026 la bellezza<br \/>\nd\u00e0 ali alla scienza, alla ricerca di conoscere-sapere e che non si esaurisce sui tavoli del<br \/>\nlaboratorio e dei computers, ma la conduce lontano. Certamente vi \u00e8 noto il neurochirurgo<br \/>\nGiulio Maira e il suo \u201cIl telaio magico\u201d. Nel capitolo ottavo: \u201cTra la vita e la morte\u201d, riesce a unire<br \/>\ncon profondo rispetto e saggezza: scienza medica, cultura poetica e un umanesimo ricco di<br \/>\numanit\u00e0.<br \/>\nE poi la sua esperienza nella case di Madre Teresa a Kolkata, ha riportato alla mia mente il<br \/>\ntempo passato a Kalighat, nella \u201cHome for the dying\u201d, per i morenti raccolti nelle strade. E<br \/>\nquanti dubbi sorgono quando si condivide la vita con chi la sta lasciando. Se la fede non pu\u00f2<br \/>\nignorare la scienza, \u00e8 anche vero che la scienza non pu\u00f2 ignorare la fede\u2026 quella seria almeno,<br \/>\nnon quella che sopravvive di devozioncelle congelate non raramente alienanti anche se in certo<br \/>\nmodo rassicuranti. Interessante a riguardo leggere, se avete tempo ve lo consiglio, una<br \/>\ntestimonianza-intervista con l\u2019astrofisica Margherita Hack deceduta nel 2013: \u201cDialogo di una<br \/>\natea con un prete\u201d (2012). Il prete che conoscevo bene, Pierluigi Di Piazza, \u00e8 deceduto nel 2022.<br \/>\nVorrei affrontare allora, con serenit\u00e0 e rispetto, i dubbi o almeno le domande che ci si pongono<br \/>\ndavanti, quando dobbiamo affrontare il tema, a volte scivoloso o fluido, del FINE VITA\u2026 che non<br \/>\n\u00e8 solo una fine, ma: la \u201cFine della Vita\u201d e della quale fa parte anche la morte, soprattutto<br \/>\nquando la morte reclama la sua presenza.<br \/>\nIn Italia non possiamo non tener conto della presenza di un pensiero che potrebbe essere<br \/>\nalternativo, a volte contradditorio, ma che ultimamente si \u00e8 molto ammorbidito e meno<br \/>\nbelligerante, quello della Chiesa Cattolica di cui io faccio parte, anche se non come servo<br \/>\nincatenato e non pensante. Accenno solo alla delicatezza colta e spirituale del Card. Martini,<br \/>\nespressa nel settimanale l\u2019Espresso il 27(4\/2006 e poi nel libro con il Dr. Ignazio Marino nel 2012<br \/>\n(Credere e Conoscere). La parola \u201cassassinio\u201d per chi aiuta la richiesta della morte volontaria,<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14933 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"193\" \/><\/a>non la vedo pi\u00f9 usata eccetto che in alcuni gruppi un po\u2019 troppo\u2026 troppo! Se leggete del<br \/>\nVescovo V. Paglia, portavoce vaticano per questi delicati temi\u2026 \u00e8 delicatissimo e rispettoso.<br \/>\nLa Chiesa ha certamente il dovere e il diritto di dare voce alla propria opinione e di proporla ai<br \/>\ncredenti, ma non credo quello di imporre con leggi civili la propria visione a chi ne ha una<br \/>\ndifferente. Ho vissuto questo dibattito in Canada quando il governo inizi\u00f2 a legiferare sulle<br \/>\nunione omo-affettive. La Chiesa pu\u00f2 proporre un cammino, non imporlo condannando chi ne<br \/>\nsegue altri.<\/p>\n<p>Il punto chiave: la\u2026 \u201cFINE VITA\u201d\u2026<\/p>\n<p>La letteratura a riguardo \u00e8 ormai a disposizione di tutti. Non vedo la necessit\u00e0 di dirvi quello che<br \/>\nsapete. Per curiosit\u00e0:<br \/>\n1. Le sentenze della Corte costituzionale\u2026 sono rispettose anche se, non so come, ma<br \/>\ndovranno poi trovare una forma giuridica. Importante per ora \u00e8 comunque far maturare<br \/>\nuna coscienza collettiva che rispetti non le paure ma il buon senso.<br \/>\n2. Ci sono gli studi comparati delle diverse nazioni a riguardo\u2026<br \/>\n3. Le proposte dei movimenti per la libert\u00e0 di decisione\u2026io ho seguito il movimento di Luigi<br \/>\nCoscioni e ho anche la loro proposta di DAT che non \u00e8 molto differente da quella<br \/>\nproposta in \u201cAggiornamenti sociali\u201d di ispirazione cattolica. Le ho confrontate in sinossi.<br \/>\n4. La Chiesa come gi\u00e0 detto, ha fatto passi da gigante anche nel linguaggio\u2026 recentemente<br \/>\ndopo la decisione della regione Toscana, i vescovi sono entrati in merito e non potevano<br \/>\nevitarsi di farlo, ma con toni molto rispettosi.<br \/>\n5. Si deve entrare nel contesto umano delle persone e guardare con occhi umani non come<br \/>\ngiudici delle norme legali. Il recente \u201cLessico sul fine vita\u201d (LEV, 2024) non \u00e8 un manuale<br \/>\ndi condanne, ma di riflessioni attente e rispettose di tutti.<br \/>\n6. Il volume edito dall\u2019Ordine degli psicologi del Lazio: \u201cSofferenza e desiderio di morte\u201d (a<br \/>\ncura del Tavolo di Lavoro, maggio 2023) lo firmerei anche io.<br \/>\nMi permetto di sottolineare di nuovo che quando parliamo di rispetto della persona e della vita<br \/>\nnon dobbiamo dimenticare che la morte fa parte della vita e quindi anche la morte va rispettata,<br \/>\nquando si presenta per entrare nel cammino della vita. Non vedo pi\u00f9 la morte come condanna,<br \/>\nma come l\u2019altra faccia della vita. Non la desidero, ma non prego nessuno che non arrivi\u2026 tanto<br \/>\narriva, con o senza preghiere. Non si pu\u00f2 giocare a nascondino mettendo in mostra una vita non<br \/>\npi\u00f9 vita anche se respira, spesso in maniera artificiale, quindi non naturale almeno che non sia<br \/>\nstrumentale per riprendere la vita, quella vera. Una cosa \u00e8 essere pi\u00f9 o meno intubati per<br \/>\naiutare la guarigione (a me \u00e8 capitato due volte, a Toronto e a Viterbo) e un\u2019altra esserlo per<br \/>\nfare un dispetto alla morte che vorrebbe entrare e bussa alla porta di un corpo ormai senza<br \/>\nfuturo di vita vera. Perch\u00e9 vita: \u00e8 respirare, \u00e8 guardare e vedere, \u00e8 parlare e comunicare, \u00e8<br \/>\npensare, \u00e8 progettare il possibile, \u00e8 come nel mio caso: viaggiare, incontrare persone e problemi<br \/>\nper risolverli, \u00e8 scrivere e discutere\u2026 \u00e8 tante cose. Arriva il momento in cui, tutto considerato,<br \/>\nnon c\u2019\u00e8 futuro possibile o desiderabile. La tecnologia pu\u00f2 anche aiutare a respirare, ma non<br \/>\nsempre a VIVERE la VITA.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-14943 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017-465x349.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017-667x500.jpg 667w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG-20250510-WA0017.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Abbiamo davanti a noi situazioni che conoscete bene:<\/p>\n<p>1. La Morte Cerebrale come definita nell\u2019incontro a Harvard nel 1968 e quanto scritto nel<br \/>\nDMS-5.<\/p>\n<p>2. Il Coma Irreversibile? Condizioni generali che crollano e lasciano solo sofferenza a volte<br \/>\nneppure sofferta perch\u00e9 sedata, ma visibile\u2026 Non si tratta di FAR morire, ma di LASCIAR<br \/>\nmorire senza accanirsi.<br \/>\n3. L\u2019Accanimento terapeutico \u00e8 ormai considerato una forzatura quasi disumana. Molta<br \/>\ndella nostra tecnologia permette di far sembrare vita quello che vita non \u00e8 e che in tempi<br \/>\npassati sarebbe stata morte naturale. Il Papa Francesco stesso, da quello che hanno<br \/>\ndetto i suoi medici, non lo ha voluto.<br \/>\n4. l\u2019EUTANASIA diretta non ha spazio legale (confronta anche il British Medical Journal nel<br \/>\n2012 dopo un incontro tra esperti nel campo). In alcuni casi, sempre pi\u00f9 frequenti negli<br \/>\nultimi anni, \u00e8 per\u00f2 emerso il desiderio-diritto del soggetto di porre fine al suo stato<br \/>\n5. l\u2019 EUTANASIA indiretta o MVMA = Morte (Volontaria) Medicalmente Assistita<br \/>\ninterrompendo interventi chiaramente non utili alla vita ormai alla fine.<br \/>\n6. La SEDAZIONE profonda per non far soffrire, che non \u00e8 un accelerare la morte, ma dare<br \/>\ndignit\u00e0 alla vita che \u00e8 giunta al termine. Cos\u00ec l\u2019omissione di trattamenti di sostegno vitale<br \/>\no limitazione degli stessi (nutrizione e idratazione artificiale), per usare un eufemismo,<br \/>\nsoprattutto se concordata in stato cognitivo presente e attivo, non dovrebbe essere una<br \/>\n\u201cnon opzione\u201d. Io per me la sottoscrivo. Li ho avuti, ma per poter guarire e tornare a<br \/>\nvivere come vivevo. Ho assistito recentemente alla fine di una amica di Viterbo. Era<br \/>\nall\u2019Hospice di una casa di cura. La sedazione profonda per la quale ci trovammo<br \/>\nd\u2019accordo aveva lo scopo di ridurre il dolore insopportabile, ma avrebbe anche ridotto la<br \/>\ncoscienza e forse accelerato l\u2019arrivo della fine che era chiaramente in arrivo. Ci<br \/>\nguardammo negli occhi con i famigliari e accettammo senza timore la realt\u00e0. Si stava<br \/>\naiutando la vita ad andare, senza far soffrire, non la si stava uccidendo.<\/p>\n<p>7. E poi il SUICIDIO assistito, nodo della riflessione attuale. Di nuovo, preferirei dire: \u201cMorte<br \/>\nVolontaria Assistita\u201d.<br \/>\nE\u2019 possibile che il desiderio E LA RICHIESTA di POTER MORIRE sia \u201csuggerito\u201d dalla stanchezza di<br \/>\nsoffrire, di vedersi inutili, di peso, senza futuro di vita attiva\u2026 Il desiderio del soggetto deve<br \/>\nessere perci\u00f2 chiaro e senza dubbi di interpretazione. Ci si potrebbe certamente trovare di<br \/>\nfronte a una richiesta-possibilit\u00e0 da considerare con rispetto. Mi faccio una domanda: se \u00e8 \u201cnon<br \/>\nprudente\u201d mettere in mano agli O.S. la decisione di porre fine alla vita delle persone (Eutanasia<br \/>\ndiretta), allo stesso tempo sarebbe corretto condannare chi aiuta, a richiesta, il soggetto a porre<br \/>\nfine alle proprie sofferenze? Che dire di questo? Questo desiderio profondo e continuo, non solo<br \/>\nuna ideazione transitoria, credo vada rispettato quando espresso da un soggetto cosciente.<br \/>\nDobbiamo ovviamente rispettare chi volesse continuare a lottare nonostante tutto.<br \/>\nRecentemente a Canepina, sabato 29 marzo scorso, Italo Leali malato di SLA, ha condiviso la sua<br \/>\ntestimonianza. Un intervento commovente, quando ha detto: \u201cho pensato di lasciarmi andare\u2026<br \/>\n(morte volontaria?), poi mi sono ripreso grazie ai miei famigliari e amici\u2026\u201d. Qui c\u2019\u00e8 il desiderio e<br \/>\nil diritto di esser aiutato a vivere. Cito anche un caso nelle Marche, che ho conosciuto tempo fa,<br \/>\nVitaliano Scocccia. E\u2019 deceduto il 25\/12\/2024. Insieme al suo amico assistente spirituale ha<br \/>\nanche scritto un libretto negli anni 2020-21. Il titolo: \u201cPensieri su Dio in un corpo di marmo\u201d.<br \/>\nLucido e sempre presente, ma con il corpo sempre pi\u00f9 irrigidito. Decise quando era ormai<br \/>\nimmobile di andare presso la comunit\u00e0 di Capodarco e prepararsi a morire l\u00ec. La famiglia lo<br \/>\naveva sempre curato con amore e attenzione. E non prese bene la sua decisione di andare in un<br \/>\ncentro per finire la sua vita senza disturbare. Non ha mai espresso il desiderio di finire la sua<br \/>\nvita. Viveva la sua condizione con forza e eleganza, direi. Nella amicizia e affetto di tanti aveva<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/images-1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14935 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/images-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/a>trovato la sua forza. Cito Ivan Illich, sociologo e libero pensatore come amava definirsi (+ 2002)<br \/>\nche invocava una societ\u00e0 che riuscisse a sostituire ai valori tecnici il valore etico e di rispetto<br \/>\n(passando dalla produttivit\u00e0 alla convivialit\u00e0). Diceva: \u201cOgnuno di noi dovrebbe avere un amico<br \/>\nche lo possa accompagnare alla morte stringendo la mano\u2026\u201d\u2026 anche se desiderasse veramente<br \/>\ne chiedesse di poter \u2026 morire! C\u2019\u00e8 un camminare nella vita e c\u2019\u00e8 un avviarsi alla fine della stessa<br \/>\ne come rispettiamo chi desidera vivere dobbiamo, ritengo, rispettare anche chi desidera porre<br \/>\ntermine a un respirare che non \u00e8 respiro di vita, ma solo respiro con occhi non sempre vigili.<br \/>\nQuesto non deve ovviamente allentare la nostra attenzione a far si che il paziente non si senta<br \/>\nsolo e abbandonato a se stesso. Per questo, parlando di mano amica, la collaborazione con gli<br \/>\nO.S. in questi momenti cruciali \u00e8 indispensabile per aiutare sia la persona malata che la famiglia<br \/>\nin pena. E il rispetto poi per la visione spirituale del soggetto e famiglia, che non \u00e8 appartenenza<br \/>\na una religione anche se pu\u00f2 esserlo\u2026 (vedi Manuale Lazio: 27-34), aiutando chi si avvicina alla<br \/>\nfine della vita. Stando presenti in quel momento impariamo molto noi stessi. Chi sta morendo ci<br \/>\nsta aiutando a rispettare la vita. Stiamo aiutando chi non ce la fa pi\u00f9 neppure a mangiare o altro,<br \/>\nma sono loro che stanno aiutando noi a crescere in umanit\u00e0 mentre li laviamo, li imbocchiamo,<br \/>\nli carezziamo\u2026 Quando ho accennato a questo durante il funerale della mia amica di cui sopra,<br \/>\nho visto i famigliari piangere e gli altri molto attenti. Dobbiamo allora anche sostenere gli O.S.<br \/>\nnel \u201cburn-out o compassion fatigue\u201d. Non \u00e8 facile per loro. Facendo questo ci stiamo educando e<br \/>\nspinti a educare. Dobbiamo anche educare la gente a prendere atto del DAT e a non avere<br \/>\ntimore di dare, anche senza esserne felici, il saluto di arrivo alla morte che sta arrivando. Poesia<br \/>\nvero? Ma rispettare la vita vuol anche dire rispettare la morte sempre rispettando anche gli<br \/>\nultimi bagliori di vita. Dobbiamo avere un equilibrio emozionale non comune per vedere, capire<br \/>\ne poi\u2026 decidere. Un aiuto nelle decisioni, pu\u00f2 venire dalle disposizioni del soggetto fatte in<br \/>\nanticipo. Il DAT proposto da Aggiornamenti sociali (mi pare nell\u2019agosto-settembre del 2020 e di<br \/>\nestrazione cattolica) \u00e8 abbastanza chiaro e comprensivo.<br \/>\nNessun ministro della religione, credo, si permetterebbe di rifiutare il servizio religioso a chi<br \/>\ndesiderasse una opzione non contemplata nelle direttive della cultura cristiana cattolica.<br \/>\nQuando \u00e8 stato proibito il rito religioso in Chiesa per un caso ben noto (il Card. Ruini a Roma?)<br \/>\nper me fu un errore madornale e io non lo avrei rispettato. Ma si era in un contesto belligerante<br \/>\ne polemico, dove le battaglie ideologiche vincevano sul buon senso e sul rispetto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 ancora tanta cultura religiosa vecchia di secoli appiccicata alle istituzioni e a tanti devoti, con<br \/>\nbuone intenzioni forse, ma surgelati. Detto questo e ripeto, rispetto per la vita \u00e8 rispetto per la<br \/>\nVITA non per una \u201cnon vita\u201d che respira artificialmente. Soprattutto se c\u2019\u00e8 una dichiarazione-<br \/>\ndesiderio del soggetto a riguardo, come il DAT, quello di spegnere una candela spenta che solo<br \/>\nsta fumigando con una scintilla sullo stoppino. Per me\u2026 non desidero nessun artificio tecnico o<br \/>\nchimico se la vita mi sta dicendo che \u00e8 arrivata l\u2019ora.<br \/>\nResta il nodo del \u201cSuicidio Assistito\u201d. La parola SUICIDIO fa sussultare\u2026 Dovremmo forse usare<br \/>\nuna espressione differente: \u201cMorte Volontaria Assistita\u201d?<br \/>\nQuesta condizione va letta nel contesto di condizioni e di una sofferenza non pi\u00f9 sopportabili e<br \/>\nche viene richiesto dalla persona stessa. Il caso di Dj Fabo (+ 27 luglio 2022, alle 11:40 morde il<br \/>\npulsante per morire) ha smosso un po\u2019 l\u2019attenzione pubblica e l\u2019intervento del legislatore anche<br \/>\ndietro la spinta della Corte costituzionale. Il Suicidio Assistito \u00e8 stato in certo modo non<br \/>\ncriminalizzato in base alla sentenza della Corte Costituzionale 242\/2019+135\/2024.<\/p>\n<p>E sono stati individuati 4 requisiti che possono giustificarne il ricorso: La presenza di una<br \/>\npatologia irreversibile; Una grave sofferenza fisica e psichica; La piena capacit\u00e0 di prendere<br \/>\ndecisioni libere e consapevoli; La dipendenza da trattamenti di sostegno vitale.<br \/>\nNon stiamo uccidendo una vita, in certe situazioni. Stiamo aiutando una persona che non ce la fa<br \/>\npi\u00f9 a portare avanti uno spiraglio di vita apparente e che non \u00e8 vita. Vi parlo di un caso, sui<br \/>\ngeneris e, forse fuori contesto, che mi \u00e8 stato raccontato da una persona dopo un pranzo dove ci<br \/>\ntrovammo casualmente insieme\u2026 ma \u00e8 un caso estremo e non vorrei trovarmici.<br \/>\nQuesta persona (confidente)\u2026 si trovava nella campagna di Russia 1942-43 nella zona del Don (a<br \/>\nNikolajevka). 230.000 uomini erano coinvolti nella disfatta di Stalingrado, dei quali poi pi\u00f9 di<br \/>\n85.000 furono tra morti e dispersi (da Treccani). Questa persona e un amico erano riusciti a<br \/>\nscappare. Fuggendo l\u2019amico mise un piede su una mina antiuomo e si trov\u00f2 con una gamba e un<br \/>\nbraccio lacerati e sanguinanti. Si avvicinava la notte e gli animali avrebbero fatto strage di lui.<br \/>\nNon poteva muoversi n\u00e9 essere aiutato. Urlava dal dolore. Si rivolse all\u2019amico e disse: \u201cper<br \/>\nfavore fammi morire, fammi morire. Tu devi andare, altrimenti sar\u00e0 anche la tua fine\u201d. Posso<br \/>\nimmaginare quei minuti di dramma interiore dei due. Dopo un attimo il mio confidente disse:<br \/>\n\u201cchiudi gli occhi perch\u00e9 se mi guardi non ci riesco\u201d\u2026 e spar\u00f2. Per anni e anni si port\u00f2 nel suo<br \/>\nanimo quella scena e quello sparo\u2026 Non so cosa lo convinse a chiedermi di parlarne\u2026 Lo lasciai<br \/>\nparlare, a piazza Fontana Grande, seduti sugli scalini della chiesa di San Giacomo. Non so per<br \/>\nquanto tempo\u2026 parlava, ripeteva e piangeva e ripeteva\u2026 alla fine mi domand\u00f2: \u201cavr\u00f2 fatto un<br \/>\npeccato grave?\u201d Lo presi per le mani e gli dissi sussurrando quasi: \u201c\u2026 il tuo amico ancora ti<br \/>\nringrazia\u2026 Dio avrebbe fatto lo stesso\u201d. Gli dissi ancora: non lo hai ucciso. Lo hai liberato da una<br \/>\nmorte atroce. E\u2019 una delle poche volte che ne parlo, perch\u00e9 questo \u00e8 un contesto di persone<br \/>\nserie. Contemplare insieme: rispetto per la vita e rispetto per l\u2019arrivo della sua fine senza<br \/>\naccanirsi. Lo vedo visitando le case di cura nel viterbese: a Villa Serena c\u2019\u00e8 don Giulianelli, che<br \/>\nconoscete; l\u2019ho visto a Kalighat, Kolkata, nel centro moribondi di madre Teresa; a Casey House<br \/>\nToronto con i malati terminali di HIV+-Aids; in Uganda a Lachor con i medici Corti-Teasdale; a<br \/>\nSimiatug Ecuador tra i Quechua\u2026 Ho visto la morte in tutte le sue forme, anche quella che<br \/>\nraccoglie una vita ormai spenta. Tutti, compresa la famiglia che soffre e ha timore, hanno<br \/>\nbisogno di una mano amica che ascolta e rispetta, anche nel silenzio. Per capire come<br \/>\ncomportarsi ci vuole tanto rispetto per le persone\u2026 Debbo dire che girando per cliniche e<br \/>\nospedali \u00e8 raro incontrare professionisti con competenze nella mente, ma senza anima\u2026 Anche<br \/>\nperch\u00e9 aiutando chi sta male e ormai verso la fine, siamo noi che impariamo: delicatezza,<br \/>\nascolto, attenzione, finezza, rispetto\u2026 \u00e8 VITA che ci viene donata da chi la sta lasciando.<br \/>\nConcludo:<br \/>\nVorrei imparare a vivere servendo la vita e imparare a morire senza impedire che arrivi\u2026<br \/>\nfacendo finta di vivacchiare senza vita o di \u201cmoricchiare\u201d pensando di vivere. Qui non bastano le<br \/>\nleggi e i protocolli, ci vuole la saggezza che nasce dal rispetto vero per le persone, per la vita e<br \/>\nper la morte. MORTE non \u00e8 solo un cuore che si ferma o la morte cerebrale, ma, ko abbiamo<br \/>\nmeditato, anche \u00e8 la morte della mente che pensa, dei pensieri che non riescono a pensare,<br \/>\ndelle speranze sogni e progetti che si spengono, del desiderio di vivere che non desidera pi\u00f9,<br \/>\ndella capacit\u00e0 irreversibile di relazionarsi creativamente\u2026 Quando toccher\u00e0 a me l\u2019ho detto a<br \/>\nmio nipote medico, fate quello che vi pare. Non mantenetemi in una apparenza di VITA con le<br \/>\ndiavolerie tecnologiche che saranno sempre pi\u00f9 sofisticate\u2026 non mettetemi un cuscino sulla<br \/>\nbocca, ma neppure troppi tubicini. Lascio tutto quello che pu\u00f2 servire agli studenti di anatomia\u2026<br \/>\nMi ripeto vero?&#8230; Non ho nulla da insegnare, ma un invito, per me e tutti noi, quello di far<br \/>\ncrescere nella nostra coscienza di professionisti con competenze medico-legali e anche<br \/>\nsensibilit\u00e0 spirituale-religiosa, una attenzione non burocratica alla sofferenza. E\u2019 la cultura del<\/p>\n<p>rispetto di cui parlava spesso Papa Francesco, parola che certamente continuer\u00e0 ad essere<br \/>\nvissuta nella Chiesa e nella societ\u00e0: quella di crescere nella saggezza, nel buon senso e<br \/>\nprofondamente radicati nel rispetto per la vita e per la morte. Non facciamo soffrire le persone,<br \/>\nn\u00e9 chi sta andando o vuole andare, n\u00e9 chi resta. Di sofferenza ingiusta in giro per il mondo ce n\u2019\u00e8<br \/>\nanche troppa.<\/p>\n<p>Grazie per avermi permesso di riflettere insieme<br \/>\ne di uscire da questo incontro con un pizzico di Umanit\u00e0 in pi\u00f9.&#8221;<\/p>\n<p>Ancora una volta, una volta in pi\u00f9 : Grazie don Gianni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamani ,10 Maggio 2025, alla conferenza sul fine vita, presso l&rsquo;ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Viterbo, sono stato estremamente colpito dai vari relatori: Antonio Maria Lanzetti, Alessandro Pinnavaia, Enrico Sostegni, Gianni<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/in-evidenza\/la-vita-al-fine-vita\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":14931,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[224,2654,29],"tags":[],"class_list":["entry","author-sandro","post-14930","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-in-evidenza","category-chiesa-e-societa","category-succede-nella-tuscia"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 11:30:38","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14930"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/46"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14930"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14930\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14944,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14930\/revisions\/14944"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14931"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}