{"id":16278,"date":"2026-04-13T10:59:01","date_gmt":"2026-04-13T10:59:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=16278"},"modified":"2026-04-13T11:06:15","modified_gmt":"2026-04-13T11:06:15","slug":"la-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/in-evidenza\/la-solitudine\/","title":{"rendered":"La solitudine"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">La solitudine<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">Coincidenza volle che andando alla chiesetta rurale di Castel d\u2019Asso mi imbattessi in un pellegrino, di nome Danilo, con cui scambiai 4 chiacchere (forse 8). <a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/0-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-16260 alignright\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/0-2-247x300.jpg\" alt=\"\" width=\"247\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/0-2-247x300.jpg 247w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/0-2-453x550.jpg 453w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/0-2-412x500.jpg 412w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/0-2.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 247px) 100vw, 247px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">In serata su whatsapp ricevetti la foto che gli avevo fatto al cippo dei 100 Km e che pubblicai come sempre su <a href=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\">www.sostaeripresa.it<\/a> il giornale online edito dall\u2019ass.ne Amici del Beato Domenico della Madre di Dio. Gli comunicai quindi il\u00a0 link su cui avevo postato la foto. Mi ringrazi\u00f2 con l\u2019emoticon del pollice alto. Due giorni dopo ricevetti il seguente suo messaggio:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">\u201c<em>Riflessioni da cammino.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">\u00c8 vero: nei momenti in cui si sceglie la Solitudine, in realt\u00e0 non si \u00e8 soli.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">Le materne pareti di tufo, l&#8217;irresistibile olezzo dei fiori nascenti, i noccioleti infiniti, i dolci cinguettii, le malandate vestigia di antiche civilt\u00e0, gli affreschi che non ti aspetti in piccole chiese, le carrarecce che divengono passerelle d&#8217;onore.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">E il tuo Silenzio, presago di mille emozioni.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">\u00c8, forse, solitudine tutto ci\u00f2?<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">No, non lo \u00e8 affatto.<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\"><em>Qui la Solitudine \u00e8 soltanto un&#8217; apparenza, una Soglia che bisogna aver la forza di varcare<\/em>&#8220;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">Rilessi pi\u00f9 volte e ci meditai sopra. Decisi cos\u00ec di fare, anche io, quel tratto di cammino che aveva preceduto il nostro incontro, \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">Imboccai la via Francigena da porta Faul con destinazione la chiesetta di Castel d\u2019Asso dove \u00e8 posto il cippo dei 100Km da Roma e dove viene venerato il Beato Domenico della Madre di Dio, alla ricerca di ci\u00f2 che Danilo aveva visto e che io mai avevo notato prima percorrendola in macchina. Da subito ci\u00f2 che inizialmente poteva sembrare una semplice passeggiata in solitudine si \u00e8 rivelata una mera illusione. Ben presto mi accorsi di essere come immerso nella natura e di entrare in contatto con essa, avvertivo come una presenza viva e palpitante attorno a me. Il silenzio che inizialmente vivevo stava trasformandosi, piano piano. nella ricerca di un ponte di comunicazione fra me e ci\u00f2 che mi circondava. Una comunicazione strana, insolita, perch\u00e9 parlava al cuore e non al cervello. Per esempio, quelle pareti di tufo, antiche vestigia, che mi rendevano piccolo perch\u00e9 mi sovrastavano con aria minacciosa ,improvvisamente, mi apparvero come\u00a0 braccia amorose che cercavano di proteggermi. Ai bordi della strada i fiori sbocciati\u00a0 sembravano sorridere al mio passaggio, mentre i noccioleti, quando apparivano, sembrava si estendessero senza fine e risuonando del canto degli uccelli portavano il mio cuore a gioire del creato. Carrarecce, che mai prima avevo notato essere tutte uguali, tagliavano questo verde infinito\u00a0 trasformando il tutto in una sinfonia di vita. M\u2019accorsi cos\u00ec come il senso di solitudine iniziale avesse perso il suo significato di vuoto e di assenza trasformandosi in una forma di pienezza e completezza quasi fosse una porta da aprire o una soglia da varcare; insomma, un passaggio necessario per accedere a una dimensione pi\u00f9 profonda di s\u00e9. \u00a0La solitudine non rappresenta quindi un isolamento, ma piuttosto un\u2019opportunit\u00e0, un invito a esplorare i propri pensieri, a riflettere sulla propria vita per poi riconnettersi con il mondo circostante dopo essersi arricchiti di qualcosa di nuovo . Attraversando questa soglia ci si rende conto di prendere una maggiore consapevolezza di s\u00e9, riuscendo cos\u00ec, ad entrare in quello spazio interiore, spesso, troppo spesso trascurato in questa societ\u00e0 sempre di corsa e mai esausta. Uno spazio capace di accogliere il giardino interiore: un luogo simbolico di pace e rifugio dalle tempeste della vita dove \u00e8 possibile coltivare sogni, speranze e passioni, ma anche riscoprire la propria essenza pi\u00f9 autentica. Questo spazio rappresenta l\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 profonda dell\u2019individuo, un punto di equilibrio in cui ci si pu\u00f2 ritrovare nella propria essenza per poi rigenerarsi; anche se \u2026 attraversare questa soglia richiede coraggio. Significa confrontarsi con paure, insicurezze e fragilit\u00e0. Tuttavia, \u00e8 proprio in questo passaggio che emerge la vera forza personale: la capacit\u00e0 di creare, di amare e di vivere pienamente. La solitudine, quindi, non \u00e8 una debolezza, ma un momento di trasformazione che ci permette una crescita autentica perch\u00e9 offre un\u2019un\u2019opportunit\u00e0 preziosa per scoprire il proprio giardino interiore, trovandovi pace e serenit\u00e0. Accoglierla significa trasformarla in una guida, in un\u2019alleata nel percorso di conoscenza di s\u00e9. Per questo, non va temuta, ma abbracciata come una presenza che accompagna verso una comprensione pi\u00f9 profonda del proprio essere.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">Grazie Danilo!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva, sans-serif; font-size: 14pt;\">Sandro Mos\u00e8 Toso<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La solitudine Coincidenza volle che andando alla chiesetta rurale di Castel d&rsquo;Asso mi imbattessi in un pellegrino, di nome Danilo, con cui scambiai 4 chiacchere (forse 8). 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