{"id":1807,"date":"2018-12-10T15:35:45","date_gmt":"2018-12-10T15:35:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=1807"},"modified":"2024-08-16T15:10:08","modified_gmt":"2024-08-16T15:10:08","slug":"magistero-del-papa-sulla-pace-promemoria-dimpegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/editoriale\/magistero-del-papa-sulla-pace-promemoria-dimpegno\/","title":{"rendered":"Magistero del Papa sulla \u00a0pace  Promemoria d&#8217;impegno"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">S<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\">osta &amp; Ripresa torna ai suoi lettori, accresciuti da quando la testata ha avuto la propria edizione su internet, anche con un numero cartaceo in occasione del Natale e del nuovo anno. Ed \u00e8 questo tempo forte della liturgia che il Papa ci invita a vivere con rinnovata speranza, ma anche con pi\u00f9 forte impegno.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_491\" aria-describedby=\"caption-attachment-491\" style=\"width: 206px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG_20180602_183359-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-491\" src=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG_20180602_183359-1.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"285\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-491\" class=\"wp-caption-text\">Tommasa Alfieri<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il nostro giornale \u00e8 una piccola realt\u00e0, tuttavia a questo impegno non intende sottrarsi. Lo fa con la convinzione profonda che il laicato cattolico sia portatore del magistero comune della Chiesa. Lo fa perch\u00e9 la sua fondatrice, Tommasa Alfieri, di questa convinzione \u00e8 stata nel ventesimo secolo una testimone di assoluto livello e di ancor pi\u00f9 assoluto valore di insegnamento e di esempio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Di questa ostinazione di speranza che mantiene viva Sosta &amp; Ripresa bisogna ringraziare diverse persone, soprattutto Mario Mancini e Laura Ciulli,oltre a quanti offrono alla testata preziosi contributi di collaborazione. Al direttore della rivista, a chi scrive queste righe, spetta l&#8217;onere gradito di esprimere questa riconoscenza, ma anche il dovere di aggiungere la propria voce alle loro, il dovere di portare avanti quella che nei mezzi d&#8217;informazione si chiama linea editoriale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Natale \u00e8 un Bambino che nasce e cambia la storia. L&#8217;Incarnazione \u00e8 il momento nel quale, come cantano gli angeli a Betlemme, si congiungono e si manifestano la gloria nel Cielo e la pace in terra. Ma se la gloria abita l&#8217;eternit\u00e0, la pace va costruita ogni momento, la pace \u00e8 un cantiere perenne. Per questo, con una speciale Giornata mondiale nell&#8217;ottava di Natale, nel primo giorno dell&#8217;anno, la Chiesa invita alla preghiera e alla riflessione per la pace. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il tema scelto da Papa Francesco in questo 2019 \u00a0\u00e8 \u00abLa buona politica \u00e8 al servizio della pace\u00bb. Un tema che pu\u00f2 assumere i connotati di una sfida, un&#8217;altra sfida di senso lanciata da Papa Francesco a un&#8217;epoca di cacofonico qualunquismo, \u00a0reso pervasivo e imperante dallo strapotere di cosiddetti social.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">E sembrerebbe una sfida perdente contro quanti quegli strumenti sanno sfruttare per garantire successo alle proprie politiche \u2013 queste si \u00a0cattive &#8211; fondate sulla ricerca di un nemico contro il quale indirizzare l&#8217;odio e la rabbia (e il termine \u00e8 scelto appositamente: non ira, che \u00e8 certo un peccato capitale, ma \u00a0che appartiene comunque alla sfera umana, ma rabbia animale, malattia contagiosa di ferocia e delitti). Era accaduto con il tema scelto per la Giornata del 2018, dedicata a migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace. Era accaduto e accade \u00a0ogni volta che il magistero pontificio si pone in contrasto con quanti nel conflitto accrescono la propria ricchezza e il proprio potere. E in contrasto anche con una parte dei cattolici, che sarebbe illusorio credere minoritaria, i quali ascoltano il Papa solo quando \u00e8 d&#8217;accordo con loro<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si: definire buona la politica oggi potrebbe sembrare una sfida e una provocazione. E invece \u00e8 un promemoria. Un promemoria necessario , in un&#8217;epoca che dimentica costantemente \u2013 o meglio mistifica \u2013 avvenimenti vecchi di pochi giorni, figuriamoci \u00a0un magistero plurisecolare, rinverdito e rinvigorito in oltre un cinquantennio di attuazione del Concilio Vaticano II. Perch\u00e9, per inciso, anche le Giornare mondiali della pace, volute e istituite da Paolo VI, sono figlie del Concilio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La politica, per citare un&#8217;espressione di quel grande Papa, \u00a0\u00e8 la pi\u00f9 alta forma di carit\u00e0. E colui che oggi \u00e8 un suo successore, Papa Francesco, quell&#8217;espressione la cita spesso. Cos\u00ec come \u00e8 perentorio nel denunciare \u00a0la cattiva politica, nel bocciare senza se e senza ma le teorie e gli interventi volti a costruire muri, a far prevalere l\u2019uno sull\u2019altro, a rafforzare divisioni culturali e \u00a0sociali, politiche. Questo promemoria, o meglio questo richiamo all&#8217;impegno politico e all&#8217;onest\u00e0, morale e intellettuale prima ancora che circoscritta al non rubare, va alla radice del bene comune. La breve nota diffusa dalla Santa Sede all&#8217;annuncio del tema scelto dal Papa \u00a0per la Giornata, lo evidenzia. Parla infatti di missione che non pu\u00f2 prescindere dal salvaguardare il diritto e dall\u2019incoraggiare il dialogo tra gli attori della societ\u00e0, tra le generazioni e tra le culture. E deve avere lo sguardo al tempo stesso sul passato, sul presente e sull&#8217;avvenire, interpretare la realt\u00e0 quotidiana, assimilare la lezione della storia, guardare al \u00abfuturo della vita e del pianeta\u00bb, pensare ai \u00abpi\u00f9 giovani e ai pi\u00f9 piccoli\u00bb, interrogarsi \u00a0su come dare risposte alla loro \u00absete di compimento\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">E \u00a0mentre sottolinea come \u00abla responsabilit\u00e0 politica appartenga a ogni cittadino\u00bb aggiunge che questo principio vale \u00abin particolare per chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare\u00bb. Chi quel mandato sollecita e \u00a0ottiene deve agire per rafforzare la comunit\u00e0 e il rispetto tra i suoi attori. Deve costruire, come si \u00e8 detto tante volte, ponti e non muri, bandire i pregiudizi, promuovere un dialogo di fraternit\u00e0 che garantisca fiducia. \u00abNon c\u2019\u00e8 pace infatti senza fiducia reciproca. E la fiducia ha come prima condizione il rispetto della parola data\u00bb, \u00a0si legge ancora nel documento vaticano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">E questo significa anche evitare le false promesse, o peggio, quando si rivelano impossibili da mantenere, ostinarsi \u00a0in decisioni che si ripercuotono negativamente sull&#8217;intera comunit\u00e0 e che schiacciono soprattutto i pi\u00f9 poveri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Fare politica significa servire, non servirsi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La politica, \u00a0dunque, non \u00e8 cosa da bistrattare in ossequio a logori luoghi comuni, ma cosa da assumere come vocazione o almeno da richiedere \u00a0impegno. E Papa Francesco chiede ancora una volta, nel messaggio per questa Giornata, impegno politico e sociale. Ed \u00e8 perentorio nel bocciare senza appello teorie, azioni, interventi pensati e realizzati solo per costruire steccati, \u00a0per rafforzare divisioni culturali, sociali, politiche, per incattivire gli animi e per istupidire le menti. Gi\u00e0 nell&#8217;Evangeli Gaudium Francesco aveva sollecitato ad un pensiero forte e soprattutto a pensare al plurale, oltre la ristrezza dell&#8217;io dominante, esclusivista e sterile. Quel pensiero, cio\u00e8, in grado di \u00abun autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l\u2019apparenza dei mali del nostro mondo!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ma certo non \u00e8 questa la politica oggi trionfante. N\u00e9 il Papa lo ignora. \u00a0Lo scorso ottobre, Francesco ha detto una cosa che ben poca stampa ha riportato, anche se \u2013 come pu\u00f2 confermare ogni giornastista appena discreto \u2013 dava \u201cl&#8217;opportunit\u00e0 di un titolo\u201d. Secondo il Papa, \u00aboggi sono di moda i populismi, che non hanno niente a che vedere con il \u201cpopolare\u201c: il popolare \u00e8 la cultura del popolo, e la cultura del popolo si esprime nell\u2019arte, si esprime nella festa: ogni popolo fa festa, a suo modo. Ma il populismo \u00e8 il contrario: \u00e8 la chiusura in un modello, \u201csiamo chiusi, siamo noi soli\u201d, e quando si \u00e8 chiusi non si va avanti\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">E quale risposta sono chiamati a dare i cattoli, o meglio quanti abbiano volont\u00e0 e cuore per prendere davvero in considerazione il loro battesimo? Non \u00e8 argomento da esaurire nello spazio necessariamente ristretto di un articolo giornalistico. Ma pure qualche accenno \u00e8 necessario fare, se non altro per ricordare le lezioni di una storia che ha visto spesso il cattolicesimo isolato sul piano valoriale, certo a causa di spinte potenti che dei valori umani, soprattutto di quelli sociali, fanno strame, ma anche per pigrizia, per isolazionismo, persino per un radicalismo acritico incapace di porsi in dialogo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La lezione del Concilio ha certo cambiato le cose, nelle strutture ecclesiali e nei singoli fedeli. Ma quella tentazione a chiudersi nel particolare, a concentrarsi sul culto, a ritenere il pubblico e \u00a0la politica dimensioni estranee alla fede, continua ciclicamente a farsi largo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per stare alla sola Italia, ci sono voluti decenni perch\u00e8 il contributo cattolico entrasse nella costruzione di un&#8217;identit\u00e0 nazionale. Decenni scanditi da due guerre mondiali con nel mezzo una dittatura che ha rappresentato il punto pi\u00f9 basso dell&#8217;esperienza politica italiana. Non \u00e8 intenzione di questo articolo ripercorre la \u00a0\u201cquestione romana\u201d. Tuttavia a un secolo e mezzo di distanza, alcune somiglianze appaiono evidenti. C&#8217;\u00e8 da chiedersi, se di nuovo oggi il ritiro dei cattolici dalla politica non contribuisca al rititiro dalla vita italiana di quella che il Papa chiama politica buona, quella che consente alle persone, al cosiddetto Paese reale, di incontrare le istituzioni e dare loro un senso di servizio. Si: serve questa politica, servono anticorpi sani in questo tempo che Papa Francesco definisce della tristezza individualista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">* Parte di questo editoriale \u00a0\u00e8 contentuta in un articolo di Pierluigi Natalia pubblicato sul numero di gennaio 2019 del mensile \u00a0della Conferenza Episcopale Italiana, \u201cPopoli e Missione\u201d, diretto da Giulio Albanese.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sosta &amp; Ripresa torna ai suoi lettori, accresciuti da quando la testata ha avuto la propria edizione su internet, anche con un numero cartaceo in occasione del Natale e del nuovo anno. 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