{"id":1982,"date":"2019-02-13T03:09:54","date_gmt":"2019-02-13T03:09:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=1982"},"modified":"2024-08-16T15:10:57","modified_gmt":"2024-08-16T15:10:57","slug":"il-dialogo-secondo-papa-francesco-rospi-da-ingoiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/editoriale\/il-dialogo-secondo-papa-francesco-rospi-da-ingoiare\/","title":{"rendered":"Il dialogo secondo Papa Francesco. Rospi da ingoiare"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>C<\/strong><\/span>&#8216;\u00e8 un&#8217;affermazione del Papa che mi \u00a0torna in mente ogni volta che devo confrontarmi con la questione del dialogo, sia interreligioso, sia politico, sociale e culturale, sia persino nella sfera dei rapporti privati. Non si trova in un documento ufficiale, n\u00e9 \u00a0nei grandi interventi pubblici del pontificato. La disse in una di quelle messe mattutine che celebra nella cappella della Casa di Santa Marta nella quale abita in Vaticano. Era il gennaio del 2014 e Francesco, vescovo di Roma da pochi mesi, \u00a0commentava il passo biblico nel quale Davide \u00e8 sotto la minaccia di Saul che vuole ucciderlo, ha l&#8217;occasione di essere lui ad uccidere quello che gli \u00e8 diventato nemico e sceglie invece di avvicinarglisi, di chiarirsi, la strada appunto del dialogo per costruire o per ricostituire la pace. Disse il Papa che il dialogo va perseguito anche a costo di \u00abingoiare tanti rospi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">E di rospi da ingoiare ne abbiamo tutti. Rospi di risentimento per le offese o le minacce, vere o presunte; rospi per lo scherno spesso subito a causa delle proprie idee; rospi strazianti per il dolore e per le ingiustizie alle quali assistiamo ogni giorno. Tutti e forse pi\u00f9 ancora quanti hanno passato e passano la propria vicenda professionale a raccontarli, dal Sud devastato del mondo come dalle nostre \u00a0societ\u00e0 sempre pi\u00f9 povere di senso e dominate da egoismi rancorosi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">N\u00e9 certo il Papa pu\u00f2 sottrarsi a questa \u201cdieta\u201d che ci propina la quotidianit\u00e0, sempre e forse pi\u00f9 ancora in quest&#8217;epoca cacofonica che tutto globalizza ed esalta, fuorch\u00e8 i diritti dell&#8217;uomo e le condizioni di giustizia sostanziale. La subisce pi\u00f9 di altri, anzi, perch\u00e9 prende sul serio il suo compito: essere pontefice, letteralmente colui che costruisce ponti, in un tempo nel quale trovano plauso e consenso quanti costruiscono le proprie fortune politiche nell&#8217;erigere muri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">E per mandare gi\u00f9 \u00a0quei rospi serve una strategia alimentare nutritiva dell&#8217;anima. Il Papa, come prima di lui i suoi predecessori \u00a0nella grande lezione del Concilio Vaticano II, la individua proprio nel dialogo. Lo pratica lui e lo chiede alla Chiesa. Non lo \u00a0intende solo come atteggiamento virtuoso, di quella virt\u00f9 che si origina dall&#8217;humilitas, letteralmente vicinanza alla terra, alla concretezza del vivere. Ma come senso ontologico dell&#8217;essere Chiesa, universale per definizione, priva di confini che la rendano estranea a quanto \u00e8 umano, ricchezze reali da salvaguardare, ricchezze fittizie da denunciare e combattere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">E lo fa superando &#8211; con senso francescano, \u00a0ma anche con discernimento gesuita &#8211; un ostacolo che il suo ruolo renderebbe all&#8217;apparenza insormontabile, quello del protagonismo individuale. Perch\u00e9 sa bene che il dialogo, lo stile di dialogo, ha bisogno di un&#8217;azione collettiva e costante, che deve essere per la Chiesa tutta strumento irrinunciabile nel cantiere della pace. Dialogo con le altre religioni, con le istituzioni e con la politica. Dialogo con il pensiero, con quanti si suole definire gli intellettuali, forse quello pi\u00f9 difficile in quest&#8217;epoca di pensiero debole e di opaca visione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Proprio a degli intelletuali cattolici, i suoi confratelli gesuiti che scrivono \u00a0Civilt\u00e0 Cattolica, nel febbraio 2017 Francesco indic\u00f2 tre questioni cruciali da tenere presenti perch\u00e9 il dialogo si rafforzi: inquietudine, incompletezza del pensiero, \u00a0immaginazione. In quel discorso, particolarmente caro a chi scrive per la sua allegoria marinara, nel rifarsi all&#8217;immagine tradizionale della barca di San Pietro, Francesco invitava gli scrittori di Civilt\u00e0 cattolica \u00a0a essere \u201cponte\u201d e \u201cfrontiera\u201d. Parlava a loro, ma di fatto a chiunque di sia chiamato a offrire agli altri i talenti della sua intelligenza, un dono pi\u00f9 prezioso di quelli materiali. Perch\u00e9 se una persona d\u00e0 a un&#8217;altra una cosa e ne riceve una in cambio hanno entrambe una cosa ciascuna. Ma se si offrono vicendevolmente un&#8217;idea ne hanno entrambe due. E in questo sta una parte della caritas, dell&#8217;amore che sfida le leggi matematiche, accrescendosi quanto pi\u00f9 si divide.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Inquietudine, dunque. Quell&#8217;inquietudine per la ricerca la cui mancanza rende sterili le convinzioni. Secondo Francesco, per abitare ponti e frontiere servono menti e cuori inquieti. Perch\u00e8 \u00aba \u00a0volte si confonde la sicurezza della dottrina con il sospetto per la ricerca\u00bb, mentre \u00abi valori e le tradizioni cristiane non sono pezzi rari da chiudere nelle casse di un museo\u00bb dato che \u00abuna fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo\u00bb. Di pi\u00f9: in un dialogo che si dia come meta l&#8217;ecumenismo e la pace si prende \u00abconsapevolezza delle ferite di questo mondo\u00bb \u00a0e si \u00e8 agevolati nella ricerca di terapie. Si impara \u00aba comprendere il male, ma anche a versare olio sulle ferite aperte, a guarire\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per essere efficace questo dialogo deve riconoscere e temere l&#8217;incompletezza del proprio pensiero. Francesco sollecita a lasciarsi \u00abguidare dallo spirito profetico del Vangelo per avere una visione originale, vitale, dinamica, non ovvia. Specialmente oggi, in un mondo cos\u00ec complesso e pieno di sfide in cui sembra trionfare la \u201ccultura del naufragio\u201d \u2013 nutrita di messianismo profano, di mediocrit\u00e0 relativista, di sospetto e di rigidit\u00e0 \u2013 e la \u201ccultura del cassonetto\u201d, dove ogni cosa che non funziona come si vorrebbe o che si considera ormai inutile si butta via\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Perch\u00e9 \u00abla crisi \u00e8 globale ed \u00e8 \u00a0quindi necessario rivolgere il nostro sguardo alle convinzioni culturali dominanti e ai criteri tramite i quali le persone ritengono che qualcosa sia buono o cattivo, desiderabile o no. Solo un pensiero davvero aperto pu\u00f2 affrontare la comprensione di dove sta andando il mondo, di come si affrontano le crisi pi\u00f9 complesse e urgenti, la geopolitica, le sfide dell\u2019economia e la grave crisi umanitaria legata al dramma delle migrazioni, che \u00e8 il vero nodo politico globale dei nostri giorni\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per il pensiero la rigidit\u00e0 e un nemico che si chiama fondamentalismo. Francesco respinge l&#8217;idea di concepire l&#8217;identit\u00e0 cattolica \u00a0in modo rigido, con atteggiamento di chiusura, cedendo alla tentazione di contarsi e di serrare le fila contro il mondo moderno. Una tentazione alla quale cedono non poche persone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ma il pericolo del fondamentalismo non riguarda solo le religioni. Il pensiero rigido \u00e8 una minaccia in politica e in sociologia quando se ne fa \u00a0\u00a0strumento di analisi della realt\u00e0 (\u201ci cristiani sono cos\u00ec, gli islamici sono cos\u00e0\u201d, \u201cgli europeisti sono cos\u00ec, i sovranisti sono cos\u00e0\u201d et coetera). Perch\u00e8 produce comunit\u00e0 religiose, impostazioni politiche, condizioni sociali rachitiche e asfittiche. E questo significa culture morte. Invece \u00abla cultura viva tende ad aprire, a integrare, a moltiplicare, a condividere, a dialogare, a dare e a ricevere all\u2019interno di un popolo e con gli altri popoli con cui entra in rapporto\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il Papa non \u00e8 un sognatore che ignora la realt\u00e0 del suo tempo, n\u00e9 fa sconti nel denunciarne le storture, prima tra tutte il cedimento allo strapotere di un&#8217;economia e di una finanza che uccidono. Ma non \u00a0accetta fughe \u2013 perch\u00e8 chiudersi \u00e8 un modo di fuggire \u2013 atteggiamenti millenaristici da \u201cfine del mondo\u201d, visioni geopolitiche apocalittiche. Il pensiero per essere forte ha bisogno di scrutare la realt\u00e0, di contribuire a raddrizzarne le storture, di mettersi sempre in atteggiamento dialogante per immaginare \u00a0\u00a0e realizzare i miglioramenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Immaginazione, dunque, che il Papa gesuita indica come strumento di discernimento. \u00a0Questo, infatti, \u00abnella Chiesa e nel mondo \u00e8 il tempo del discernimento. Il discernimento si realizza sempre alla presenza del Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente che conosce la via umile della cocciutaggine quotidiana, e specialmente dei poveri. La sapienza del discernimento riscatta la necessaria ambiguit\u00e0 della vita. Ma bisogna penetrare l\u2019ambiguit\u00e0, bisogna entrarci, come ha fatto il Signore Ges\u00f9 assumendo la nostra carne. Il pensiero rigido non \u00e8 divino perch\u00e9 Ges\u00f9 ha assunto la nostra carne che non \u00e8 rigida se non nel momento della morte\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si, i rospi da ingoiare sono molti, a partire da quelli che gli servono in tavola quei cattolici che ascoltano il Papa solo quando \u00e8 d&#8217;accordo con loro. Ma a digerirli aiuta la speranza, la piccola ostinata speranza, la bambina che tiene per mano le due grandi sorelle, fede e carit\u00e0, come diceva con poetica espressione Charles P\u00e9guy. E alla poesia fece riferimento anche Francesco in quel discorso, citando un verso di Baudelaire, proprio di quel \u201cpoeta maledetto\u201d la cui opera fu a suo tempo messa dalla Chiesa nell&#8217;Indice dei libri proibili. \u00a0\u00abLa vie afflue et s\u2019agite sans cesse, \/ Comme l\u2019air dans le ciel et la mer dans la mer\u00bb. E si: anche secondo Francesco \u00abla vita \u00e8 fluida e si agita senza sosta come si agita l\u2019aria in cielo e il mare nel mare. Il pensiero della Chiesa deve recuperare genialit\u00e0 e capire sempre meglio come comprendere l&#8217;uomo di oggi per sviluppare e approfondire il proprio insegnamento. E questa genialit\u00e0 aiuta a capire che la vita non \u00e8 un quadro in bianco e nero. \u00c8 un quadro a colori. Alcuni chiari e altri scuri, alcuni tenui e altri vivaci. Ma comunque prevalgono le sfumature. Ed \u00e8 questo lo spazio del discernimento, lo spazio in cui lo Spirito agita il cielo come l\u2019aria e il mare come l\u2019acqua\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">C&#8217;\u00e8 questa convinzione all&#8217;origine di quella pi\u00f9 generale che caratterizza Francesco e il suo \u00a0pontificato, cio\u00e8 la necessit\u00e0 che la Chiesa sia \u201cin uscita\u201d, sia condotta dalla creativit\u00e0 evangelica. Del resto, non \u00e8 una convinzione che ha maturato da Papa. In una lettera ai sacerdoti della diocesi di Buenos Aires del 2007, l&#8217;allora cardinale Bergoglio ammoniva che \u00abbisogna stare attenti a che l\u2019orizzonte non si avvicini a tal punto da diventare un recinto. L\u2019orizzonte deve essere realmente aperto\u00bb. Chi scrive non pu\u00f2 sapere se i cardinali che lo hanno eletto in conclave ne fossero o meno a conoscenza, \u00a0ma certo lo sapeva lo Spirito Santo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&lsquo;&egrave; un&rsquo;affermazione del Papa che mi &nbsp;torna in mente ogni volta che devo confrontarmi con la questione del dialogo, sia interreligioso, sia politico, sociale e culturale, sia persino nella sfera dei rapporti privati. 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