{"id":2215,"date":"2019-05-07T03:11:54","date_gmt":"2019-05-07T03:11:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=2215"},"modified":"2024-08-16T15:11:24","modified_gmt":"2024-08-16T15:11:24","slug":"lesortazione-apostolica-post-sinodale-christus-vivit-di-papa-francesco-giovani-in-cammino-con-la-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/editoriale\/lesortazione-apostolica-post-sinodale-christus-vivit-di-papa-francesco-giovani-in-cammino-con-la-chiesa\/","title":{"rendered":"L&#8217;esortazione apostolica post sinodale Christus vivit di Papa Francesco. Giovani in cammino con la Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">D<\/span><\/strong>opo due mesi di assenza forzata, per motivi personali e che non riguardano certo Sosta &amp; Ripresa, torno a rivolgere qualche riflessione che spero utile ai lettori della rivista. E lo faccio su un argomento &#8211; l\u2019Esortazione Apostolica Christus vivit, firmata da Papa Francesco lo scorso 25 marzo nella Santa Casa di Loreto e pubblicata nei giorni seguenti &#8211; \u00a0che a mio giudizio ha trovato sulla stampa nazionale un&#8217;attenzione minore di quella che avrebbe meritato. Come ogni simile scritto \u00a0papale, l&#8217;Esortazione in parte recepisce il documento finale di un Sinodo, quello dello scorso ottobre in Vaticano su \u201cI giovani, la fede, il discernimento vocazionale\u201d, in parte lo amplia e lo completa aggiungendo una tappa importante al cammino \u00a0di questo pontificato. Del resto la stessa espressione \u201cfare sinodo\u201d, letteralmente \u201cfare stada insieme\u201d, usata da Francesco, mostra questa sua visione identitaria della Chiesa. \u201cMi sono lasciato ispirare \u2013 dichiara Francesco &#8211; dalla ricchezza delle riflessioni e dei dialoghi del Sinodo. Non potr\u00f2 raccogliere qui tutti i contributi, che potrete leggere nel Documento Finale, ma ho cercato di recepire le proposte che mi sembravano pi\u00f9 significative. In questo modo, la mia parola sar\u00e0 arricchita da migliaia di voci di credenti di tutto il mondo che hanno fatto arrivare le loro opinioni al Sinodo. Anche i giovani non credenti, che hanno voluto partecipare con le loro riflessioni, hanno proposto questioni che hanno fatto nascere in me nuove domande\u201d.<\/p>\n<p>Non basta un articolo per \u00a0approfondire ogni aspetto della Christus vivit, che tra l&#8217;altro non si presenta \u00a0con percorso strutturato, dichiarato all\u2019inizio, \u00a0ma alterna generi di interlocuzione e argomentazione. Il che d\u00e0 motivo di riflessione, non solo su quanto comunicato, ma sul modo di comunicarlo. Sembra quasi che a Francesco \u00a0il formato testuale classico stia stretto e che cerchi di riportare sulla carta le moderne tecnologie comunicative multimediali e la loro pluralit\u00e0 di linguaggi, e con una serie di citazioni che sembrano altrettanti rinvii a link diversi. E forse c&#8217;\u00e8 \u00a0un implicito suggerimento a quanti hanno il compito di trasmettere il magistero ecclesiale a esplorare queste moderne potenzialit\u00e0 comunicative per raggiungere le generazioni nate o cresciute in una cultura multimediale.<\/p>\n<p>Il discorso porterebbe lontano, ma qui dovr\u00e0 bastare, \u00a0\u00a0nell&#8217;invitare alla lettura del testo completo e, magari, del documento finale del Sinodo, \u00a0indicarne alcuni punti cruciali. Anche perch\u00e9 a una lettura attenta una struttura traspare, magari sottotraccia, e risponde ai tre passi dello \u00a0schema del discernimento gesuitico: riconoscere, interpretare, scegliere. In estrema sintesi, la si individua raggruppando tre a tre i nove capitoli della Christus vivit. I primi tre riprendono \u00a0il lavoro di ascolto della realt\u00e0 che aveva impegnato il Sinodo, per \u00a0lasciare spazio a quanto avviene quando la Parola di Dio incontra i giovani e interagisce con le relazioni tra loro, con le famiglie, con le loro comunit\u00e0, con la societ\u00e0 in generale. Non un&#8217;indagine astratta, ma un confronto con le vite concrete.<\/p>\n<p>Dal documento finale del Sinodo Francesco cita quasi alla lettera l&#8217;esame di tre situazioni proprie della condizione dei giovani (e non solo) nel mondo di oggi. La prima \u00e8 la crescente pervasivit\u00e0 dell\u2019ambiente digitale, con tutte le sue potenzialit\u00e0 come occasione di incontro e dialogo, ma anche le sue ombre e i suoi rischi di manipolazione e sfruttamento. La seconda \u00e8 la condizione dei migranti, paradigma del nostro tempo e dell&#8217;identit\u00e0 dei credenti. Il terza sono gli abusi, sui quali si ribadisce la necessit\u00e0 di trasparenza, l\u2019impossibilit\u00e0 di fare marcia indietro nelle misure di prevenzione e la richiesta ai giovani di collaborare per trasformare questa crisi in una opportunit\u00e0 di vera \u00a0riforma della Chiesa.<\/p>\n<p>Quarto, quinto e sesto capitolo sono il cuore dell&#8217;esortazione e ne spiegano il titolo. A ogni giovane la Chiesa pu\u00f2 offrire solo l&#8217;incontro con quel Dio vivente \u00a0nel quale crede e che sperimenta, un incontro che pu\u00f2 aprire nuovi orientamenti per la vita di ciascuno. Il dinamismo di Dio cerca risposte autentiche alla voglia di vita propria della \u00a0giovinezza e insieme mostra cosa sia un inganno che manipola e asservisce (cap. 4). Da qui l&#8217;appello a mettere in gioco la propria libert\u00e0 in ogni scelta, da quelle dell\u2019impegno professionale, sociale e politico, a quelle generali \u00a0dell\u2019esistenza (cap. 5). In queste pagine Francesco ribadisce l\u2019importanza di rischiare, anche a prezzo di errori, piuttosto che restare alla finestra o sul divano, e sollecita i giovani a uscire da ogni apatia e di farsi protagonisti del cambiamento per \u00a0un mondo pi\u00f9 giusto, per una risposta cristiana alle inquietudini esistenziali, sociali e politiche. E al tempo stesso li ammonisce a non cadere nella trappola che in molti, con suadente falsit\u00e0, propongano loro: tagliare i legami con le proprie radici, negare l\u2019esperienza di chi li ha preceduti (cap. 6). Perche questo li renderebbe pi\u00f9 deboli, massificati e manipolati. Il Papa \u00a0sostiene che solo una prospettiva sinodale, con giovani e anziani che camminino insieme, consentir\u00e0 loro radicarsi nel presente, sanare le ferite del passato, proiettarsi nel futuro.<\/p>\n<p>Gli ultimi tre \u00a0capitoli chiedono di attuare \u00a0tutto ci\u00f2 con una pastorale strutturalmente sinodale. \u201cAnimati da questo spirito, potremo procedere verso una Chiesa partecipativa e corresponsabile, capace di valorizzare la ricchezza della variet\u00e0 di cui si compone, accogliendo con gratitudine anche l\u2019apporto dei fedeli laici, tra cui giovani e donne, quello della vita consacrata femminile e maschile, e quello di gruppi, associazioni e movimenti. Nessuno deve essere messo o potersi mettere in disparte\u00bb, si legge nel settimo capitolo, particolarmente denso di indicazioni pastorali. \u00a0Le comunit\u00e0 cristiane sono invitate ad accogliere senza troppe barriere. Si riconosce che i luoghi tradizionali della pastorale (oratori, centri giovanili, associazioni, movimenti) sanno incontrare le esigenze di molti giovani, ma ne escludono altri che dovrebbero trovare aperte le porte, da quanti professano altre fedi o si dichiarano non religiosi, a quanti sono nel dubbio o peggio portano le ferite o le cicatrici di traumi o errori. Secondo il Papa, la mera trasmissione delle verit\u00e0 dottrinali pu\u00f2 diventare un&#8217;ossessione che impedisce alla Chiesa il suo dovere di inclusione. Alle scuole cattoliche, per esempio, \u00a0\u00e8 chiesto di non trasformarsi in bunker a difesa dagli errori della cultura esterna.<\/p>\n<p>L&#8217;ottavo \u00a0capitolo presenta la vocazione nel suo significato proprio di chiamata all\u2019amicizia con Ges\u00f9, che si realizza nel servizio agli altri, dove \u00a0si collocano le due questioni che interpellano la maggioranza dei giovani. La prima \u00e8 quella dell\u2019amore, della sessualit\u00e0 come autentico dono di Dio e non come tab\u00f9, \u00a0della formazione di una nuova famiglia. La seconda \u00e8 il lavoro, rimarcando che disoccupazione e sfruttamento sono la principale minaccia per la societ\u00e0 e un&#8217;emergenza di cui la politica ha il dovere di occuparsi. Quanto alle vocazioni sacerdotali e religiose, l\u2019invito rivolto ai pi\u00f9 anziani \u00e8 di osare proporle come possibilit\u00e0 e \u00a0quello ai giovani \u00e8 di non scartarne a priori l\u2019eventualit\u00e0, mantenendosi liberi e attenti alla voce dello Spirito.<\/p>\n<p>Al discernimento vocazionale, cio\u00e8 alla capacit\u00e0 di riconoscere a \u00a0cosa il Signore chiama ciascuno, \u00e8 dedicato il nono capitolo. Ai giovani papa Francesco ricorda che si tratta di un percorso esigente, che implica disponibilit\u00e0 a mettersi in gioco, per comprendere davvero cosa merita di spendere la propria vita. L&#8217;amicizia con Dio si misura nella dimensione del dono, ricevuto e riofferto nella \u00a0libert\u00e0. Questa gratuit\u00e0 deve essere la prima testimonianza verso i giovani di quanti, sacerdoti o religiosi, laici o anche altri giovani, sono chiamati ad accompagnarli in un processo di discernimento vocazionale, con attenzione e ascolto della persona e con la valorizzazione dei suoi slanci vitali, aiutando a riconoscere e senza pretendere di indicare \u00a0la strada che ciascuno riterr\u00e0 di essere vocato a seguire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo due mesi di assenza forzata, per motivi personali e che non riguardano certo Sosta &amp; Ripresa, torno a rivolgere qualche riflessione che spero utile ai lettori della rivista. 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