{"id":2340,"date":"2019-06-24T02:30:46","date_gmt":"2019-06-24T02:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=2340"},"modified":"2019-06-24T14:10:12","modified_gmt":"2019-06-24T14:10:12","slug":"lautocoscienza-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/spiritualita\/lautocoscienza-di-gesu\/","title":{"rendered":"L&#8217;autocoscienza di Ges\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">G<\/span><\/strong>es\u00f9, il Cristo, nasce come un normale bambino, dopo circa trenta anni di vita risorge da morte dando prova della sua divinit\u00e0. In questo intervallo di tempo rivela progressivamente la sua natura divina, come se prendesse coscienza della propria missione e, per gradi aumentasse la manifestazione della propria potenza<\/p>\n<p>Come tutti i bambini egli deve essere allattato, nutrito, lavato dei propri bisogni; nonostante i segni profetici che lo accompagnano sin dalla nascita: i pastori allertati dal messaggio celeste, l\u2019omaggio dei saggi dell\u2019Oriente, la violenza disumana del Tiranno contro i piccoli innocenti, la fuga in Egitto.<\/p>\n<p>Deve essere istruito per imparare a camminare, a parlare, a leggere (come ci viene mostrato nella Sinagoga di Nazareth), a scrivere (come ci mostra davanti ai lapidatori dell\u2019adultera). Apprende dal padre putativo Giuseppe l\u2019attivit\u00e0 del carpentiere. In tutto questo tempo una sola manifestazione della sua crescente autocoscienza ci viene riferita: l\u2019incontro di Ges\u00f9 giovinetto con i dottori della Legge nel Tempio. Nulla di particolarmente sconvolgente, ma sicuramente le domande che egli rivolgeva agli \u201cesperti\u201d li stupivano per gli orizzonti inesplorati che aprivano. La stessa autorevolezza con la quale risponde ai rimproveri materni lascia meravigliati ed interdetti i presenti e le generazioni a venire. Dopodich\u00e9, come se si fosse spinto troppo avanti, nulla degno di nota segna (o viene riferito \u00a0dagli evangelisti) questo lungo periodo (lungo se paragonato ai tre anni di vita pubblica) della sua \u201cvita nascosta\u201d. Forse che gi\u00e0 il semplice vivere della divinit\u00e0 nella quotidianit\u00e0 umana valga a riscattarla dalla corruzione della caduta originale.<\/p>\n<p>Ma col battesimo nel Giordano ad opera del cugino Giovanni avviene un salto di livello dell\u2019opera di Ges\u00f9: \u00e8 il momento di una nuova consapevolezza di Ges\u00f9 come Messia nella manifestazione trinitaria del Verbo (la Voce dal cielo), dello Spirito (sospeso su di lui \u201ccome\u201d colomba), del Padre (\u201cTu sei il mio Figlio diletto\u201d). Con questa investitura Ges\u00f9 deve iniziare a dare una testimonianza esplicita della redenzione del genere umano, una azione pi\u00f9 diretta, pi\u00f9 specifica.<\/p>\n<p>Da questo momento, come se trent\u2019anni di vita non fossero stati sufficienti a maturare la propria vocazione, Ges\u00f9 si prende un periodo di riflessione e preghiera, per prepararsi ad affrontare la propria missione: svelare appieno, per quanto sia recepibile alla mente umana, il Volto di Dio- amore misericordioso. Egli sembra considerare varie opzioni. \u00c8 una riflessione che viene caricata di simbolismi (il deserto, i 40 giorni, la manifestazione fisica del Maligno). Scarta consapevolmente alcune metodologie di comportamento: il rifiuto di utilizzare la propria potenza a proprio vantaggio, il rifiuto di perseguire il metodo del potere, il rifiuto di operare prodigi fini a se stessi.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 inizia la predicazione: come nella Sinagoga di Nazareth il suo messaggio \u00e8 estremamente semplice: \u201cConvertitevi e credete alla buona notizia: il Regno dei Cieli \u00e8 vicino\u201d (Mc 1. 15). Una predicazione che riprende quella del predecessore Giovanni, ma la arricchisce con una visione soprannaturale del Regno, dove l\u2019armonia \u00e8 garantita da Dio-Amore-Misericordia. \u00a0Questa prima campagna gli procura una certa fama di predicatore (Lc 4. 14-15) ed una sequela di dodici sempliciotti (in parte cooptati). \u00c8 un risultato al passo dei tempi: l\u2019aspettativa del Messia Redentore era grande nella popolazione ebraica dell\u2019epoca; nello stesso periodo diversi altri predicatori si erano proposti all\u2019attenzione popolare, magari con anche maggior seguito(At 5, 34-42)<\/p>\n<p>Ma presto Ges\u00f9 raggiunge un nuovo livello di coinvolgimento: a Cana di Galilea compie il primo (Gv 2. 11) dei suoi prodigi. Apparentemente viene meno ad uno dei propositi del deserto: il Tentatore l\u2019aveva sfidato a trasformare le pietre in pani; ora trasforma l\u2019acqua in vino, ed in seguito, ancora pi\u00f9 attinente, compie la moltiplicazione dei pani. Ma fondamentalmente rimane coerente all\u2019assunto di non procurarsi il proprio vantaggio. Il passaggio al livello di \u201cguaritore\u201d non \u00e8 banale ed \u00e8 pieno di incognite per la purezza del messaggio. Ma \u00e8 determinante l\u2019incoraggiamento della Madre. Appartiene al vissuto naturale, in un passaggio difficile della vita di ognuno, ricevere l\u2019incoraggiamento, od il solo sguardo materno, che esprime in maniera viscerale: \u201dVai. \u00c8 il tuo momento. Ce la puoi fare, lo devi fare\u201d!<\/p>\n<p>A questo livello l\u2019azione di Ges\u00f9 raggiunge un successo facilmente spiegabile. Cos\u2019\u00e8 mai questo, si domandano le folle, ma Ges\u00f9 risuscita anche i morti. Eppure, nonostante tutto, il punto essenziale del messaggio viene frainteso, non viene percepito nella sua vera dimensione spirituale e soprannaturale. La missione di Ges\u00f9 entra in una nuova fase segnata da una ulteriore presa di coscienza: fatto un sondaggio tra gli Apostoli, tutti gli confermano (eccetto Pietro che sembra neppure rendersi conto di cosa stia dicendo) che nell\u2019immaginario collettivo la sua figura, quindi il Messaggio, \u00e8 travisato. Ges\u00f9 prende la decisione di alzare ulteriormente il livello del suo messaggio, di raggiungere il massimo (oggi si direbbe l\u2019opzione B) della sua dedizione: l\u2019offerta della propria vita: \u00e8 arrivato il tempo. Dicono i sinottici: da quel momento diceva ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme\u2026 venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Anche questa strategia viene accompagnato da simbolismi biblici: annunciata la decisione Ges\u00f9 si reca sul Monte per la Trasfigurazione; sono con lui a colloquio le figure di Mos\u00e8 ed \u00a0Elia che simboleggiano la Legge ed i Profeti: i fari che hanno guidato \u201cil Resto di Israele\u201d nei momenti pi\u00f9 difficili e drammatici della sua storia. Da questi due pilastri Egli sembra voler mostrare agli attoniti discepoli la legittimazione della Sua storia e quella della storia di Israele.<\/p>\n<p>Il successo dell\u2019escluso aveva comportato anche l\u2019opposizione della classe al potere che chiede \u201cun segno\u201d, quel prodigio fine a s\u00e9 stesso che Ges\u00f9 aveva escluso con i \u00a0\u201cpropositi dei 40 giorni\u201d. Eppure l\u2019ultimo suo miracolo sembra proprio contraddire anche questo proposito: \u00e8 come l\u2019ultimo tentativo prima di sottomettersi al \u201cpiano B\u201d: la risurrezione di Lazzaro. Ges\u00f9 lo dichiara esplicitamente: ha volutamente atteso la morte dell\u2019amico per operare il miracolo pi\u00f9 grande di tutti. Ma anche la Risurrezione di Lazzaro non fa che confermare i Capi del Popolo nella loro decisione di mettere Ges\u00f9 a morte.<\/p>\n<p>La risposta di Ges\u00f9 \u00e8 come un atto di sfida: l\u2019ingresso trionfale a Gerusalemme: loro vogliono ucciderlo, ma \u00e8 Lui che ha il controllo della situazione. Questo ultimo atto di Ges\u00f9 sembra \u201cerodere\u201d anche l\u2019ultimo dei propositi dei \u201cquaranta giorni nel deserto\u201d: la ricerca del potere. Ovviamente \u00e8 un potere a cavallo di un asinello circondato da guardie del corpo che brandiscono ramoscelli di ulivo!<\/p>\n<p>Dunque la completa accettazione del \u201cpiano B\u201d deve attendere ancora qualche giorno. Si consuma nell\u2019Orto degli Ulivi dopo un ultimo messaggio nel Cenacolo dove Ges\u00f9 raggiunge un livello di coscienza soprannaturale che lascia i poveri discepoli incapaci di comprendere la portata dell\u2019istituzione dell\u2019Eucaristia e l\u2019altezza della preghiera sacerdotale, sublime colloquio di Ges\u00f9 col Padre, quasi dimentico della presenza degli Apostoli.<\/p>\n<p>Questo rapporto pi\u00f9 intimo col Padre permette a Ges\u00f9 di sopportare tutte le torture, di sopportare l\u2019estremo dolore della morte, di prendere coscienza di aver portato a compimento la missione fino all\u2019estrema obbedienza. L\u2019uomo \u00e8 riuscito ad obbedire in tutto, compensando l\u2019antica disobbedienza ed entrando nella coscienza totale che gli permette di rivestire le sembianze mortali di immortalit\u00e0. Ges\u00f9 risorto non muore pi\u00f9. Tutte le altre creature che nella Sacra Scrittura, sono tornate in vita sono state risuscitate da una potenza a loro esterna e sono poi morte definitivamente a suo tempo. Ges\u00f9 no, \u00e8 Lui stesso il principio attivo, risorto per virt\u00f9 propria riprendendosi, con la vita, le proprie spoglie glorificate, non pi\u00f9 mortali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges&ugrave;, il Cristo, nasce come un normale bambino, dopo circa trenta anni di vita risorge da morte dando prova della sua divinit&agrave;. 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