{"id":2981,"date":"2019-12-28T02:11:17","date_gmt":"2019-12-28T02:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=2981"},"modified":"2019-12-26T15:22:55","modified_gmt":"2019-12-26T15:22:55","slug":"san-john-henry-newman-e-il-beato-domenico-barberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/personaggi\/san-john-henry-newman-e-il-beato-domenico-barberi\/","title":{"rendered":"San John Henry Newman e il Beato Domenico\u00a0 Barberi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>I<\/strong><\/span>l 27 ottobre 1963, in pieno Concilio Vaticano II, Padre Domenico Barberi, Passionista del Convento S Angelo di Vetralla (Viterbo), venne beatificato da Papa Paolo VI.<\/p>\n<p>Un bel traguardo per la Chiesa viterbese! Dopo la prima notizia sorprendente, la maggioranza delle persone si chiese: \u201cMa chi \u00e8 Padre Barberi? Quando \u00e8 vissuto? Che cosa ha fatto per tanto riconoscimento? Lo stupore aument\u00f2 quando si seppe che nei vicoli bui della vecchia citt\u00e0, era conosciuto con il confidenziale nome di \u201cMeco della Palanzana\u201d, come un amico campagnolo dal quale si ve a comprare la verdura e la frutta.<\/p>\n<p>La Palanzana \u00e8 la montagnola dove sorgeva il Convento dei PP. Cappuccini lo<\/p>\n<p>avevano trasformato in Seminario Francescano. Da l\u00ec erano usciti tanti studenti consacrati al Signore fra i quali uno\u00a0 salir\u00e0 nel 1982 agli onori degli altari, San Crispino.<\/p>\n<p>Domenico Barberi conosceva bene quel Convento fin da quando era piccolo perch\u00e9 abitava non lontano da l\u00ec e quasi giornalmente correva su al Convento dove un frate benevolo gli dava qualche lezioncina perch\u00e9 imparasse a leggere e a scrivere.<\/p>\n<p>Il bambino era nato nel 1792 nel piano terreno della bella Villa che si incontra, salendo verso la Palanzana, nel punto in cui la strada si biforca ed una scende verso il poligono del Tiro a Segno. Il padre faceva il contadino su quelle belle terre intorno alla Villa ed intanto cresceva i suoi 11 figli dei quali Domenico era il pi\u00f9 piccolo. Erano tutti analfabeti e lo stesso Domenico lo era stato quasi fino ai 20 anni. Quando il ragazzo aveva 11 anni rimase orfano dei genitori ed allora uno zio, che abitava al Merlano (frazioncina nei pressi di San Martino ) lo prese con s\u00e9 e ben presto gli affid\u00f2 la cura del suo gregge.<\/p>\n<p>Intanto anche a Viterbo era giunta l\u2019eco di una delle disgraziate guerre che Napoleone portava in tutta Europa. Con la mobilitazione in Italia erano gi\u00e0 partiti tanti ragazzi ed anche Domenico temeva la chiamata alle armi. Da un po\u2019 di tempo si incontrava con una ragazza e questo legame aumentava la sua apprensione, ma mamma lo rincuor\u00f2 in sogno rassicurandolo che non sarebbe partito, come infatti avvenne.<\/p>\n<p>Napoleone aveva ordinato la chiusura di tutti i conventi, di suore, frati e preti, che si videro costretti a ritornare nelle loro case o a cercarsi un rifugio. Al Merlano vennero 4 Passionisti alla ricerca di un tetto. Domenico che abitava con lo zio al Merlano ebbe cos\u00ec l\u2019occasione di ascoltarli mentre parlavano del loro Ordine, dell\u2019ideale che li animava ed intanto il suo cuore esultava di una gioia nuova e pensieri nuovi sul suo futuro si affacciavano all\u2019orizzonte. Pass\u00f2 poco tempo ed egli volle andare e fermarsi dai Passionisti di S Angelo. Qui pass\u00f2 il tempo a pregare e a studiare la vita del fondatore dell\u2019Ordine; S Paolo della Croce. S\u00ec, questa era la vita che voleva per s\u00e9 e decise di entrare nell\u2019ordine dei Passionisti.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso una Vigilia di Natale, al Merlano, Domenico percep\u00ec una voce femminile che gli diceva parole delle quali, dopo lo stupore, cerc\u00f2 di ricordare il senso, ma le sole che erano rimaste impresse erano \u201cMissione\u201d e \u201cInghilterra\u201d. Quest\u2019ultima lo aveva colpito e quasi fulminato \u201cMa non era gi\u00e0 successa una predizione del genere? Non l\u2019aveva gi\u00e0 letta da qualche parte? Ma dove ? Quando? Si ricord\u00f2 delle letture fatte al Merla no sulla vita di S Polo della Croce. Ecco, ecco: il Fondatore dei Passionisti, s\u00ec, proprio S Paolo della Croce aveva ricevuto molti anni prima la profezia riguardante la missione in Inghilterra. Ma allora era la stessa profezia e perch\u00e9 la voce dopo tanti anni l\u2019aveva ripetuta proprio a lui? Sar\u00f2 forse io, si andava chiedendo spaventato, il missionario dell\u2019Inghilterra? Come potrebbe accadere un fatto simile in Inghilterra dove dal \u2018500 era stata proibita la preghiera\u00a0 cattolica pubblica ?<\/p>\n<p>In questa occasione ed in tante altre successive gli capit\u00f2 di avere delle ispirazioni senza parole. Superato lo stupore, si adoperava a scoprire come Dio lo guidasse verso il compimento di quel che gli andava predicendo.<\/p>\n<p>Dopo la caduta di Napoleone, i conventi furono riaperti e Domenico si affrett\u00f2 a recarsi a S. Angelo, ritiro dei Passionisti, dove rimase alcuni mesi durante i quali pot\u00e8 finalmente entrare nell\u2019Ordine Passionista come fratello laico. Fu poi mandato al ritiro di Paliano dove avvenne la vestizione il 6 Novembre 1815. Tre anni dopo (1818) fu ordinato sacerdote Passionista.<\/p>\n<p>Passarono ben 17 anni prima che si compissero la predizioni sull\u2019Inghilterra. Da quella ispirazione della vigilia di Natale 1813 al Merlano erano passati quasi 30 anni (1813 &#8211; 1842).<\/p>\n<p>In Francia viveva un prete colto, filosofo e valido scrittore, Felicit\u00e8 Lamennais, che aveva suscitato scalpore ed entusiasmo con i suoi saggi filosofici e teologici sui quali Domenico aveva fatto sfavorevoli critiche. I superiori Passionisti non approvarono le sue osservazioni ed anzi incominciarono a tener sotto osservazione i suoi scritti. Padre Domenico si rivalse presentando il suo libretto \u201cLe lamentazioni dell\u2019Inghilterra\u201d.<\/p>\n<p>Il lavoro fu bene accolto ed il pi\u00f9 entusiasta dei lettori fu George Spencer (era il figlio dell\u2019Intendente dell\u2019Ammiraglio Nelson). In seguito questi entr\u00f2 nell\u2019Ordine dei passionisti durante il suo soggiorno a Roma dove ebbe l\u2019occasione di conoscere P Domenico al quale impart\u00ec lezioni dell\u2019idioma inglese.<\/p>\n<p>Nel lavoro suddetto erano messi in luce i soprusi perpetrati contro i cattolici da parte degli Anglicani e della Monarchia inglese a partire dalla riforma di Enrico VIII nel \u2018500. I Superiori Passionisti apprezzarono il lavoro e tralasciarono di tenere P. Domenico sotto osservazione ed anzi gli affidarono il compito gravoso di scrivere un manuale di Filosofia. Egli si mise subito a studiare S. Tommaso d\u2019Aquino. Ne usc\u00ec un lavoro monumentale, sei volumi, 2.000 pagine. Fu premiato con la nomina a Rettore del Ritiro di Lucca.<\/p>\n<p>Intanto nel Convento Generalizio dei Passionisti a Roma veniva decisa l\u2019apertura di un Ritiro in Inghilterra. Fu fatto il nome di Domenico per quella che poteva sembrare una vera impresa. Proprio in quei giorni P Domenico stava male per essere caduto da un mulo. Sentendo la notizia balz\u00f2 dal letto e si prepar\u00f2 ad andare dal S Padre, Gregorio XVI, per la Benedizione. Era il 22 maggio 1840.<\/p>\n<p>Nel viaggio verso la terra dei suoi sogni, P Domenico fu costretto a sostare per 15 mesi in Belgio dove fond\u00f2 un Ritiro ad Ere. Intanto rimaneva in attesa della lettera di invito a prendere possesso di una Parrocchia. Fortunatamente il Delegato pontificio, Cardinale Wismen che aveva conosciuto ed apprezzato P Domenico in Italia sblocc\u00f2 la situazione di stallo causata da Padre P. Hulmes\u00a0 che aveva tenuto nascosta la lettera in un cassetto per tanti mesi.<\/p>\n<p>Durante la sua permanenza in Belgio, il Passionista Italiano svolgeva missioni e durante la S Messa si arrangiava a fare Omelie mescolando francese, latino ed inglese con disinvoltura suscitando cos\u00ec risate fra i fedeli che lo trovavano amabile per la sua semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>Attraverso amici inglesi conosciuti a Roma, P Domenico era stato informato dei Trattati che il Professore universitario J. H. Newman andava scrivendo sulla critica situazione religiosa Inglese. Per la maggior parte questi Trattati erano a favore del cattolicesimo.<\/p>\n<p>I Trattariani erano di fede Anglicana, ma con molta sincerit\u00e0 mettevano in luce le virt\u00f9 e le pecche sia dei Cattolici sia degli Anglicani. In questo modus vivendi essi seguivano il fondatore del Movimento di Oxford J. H. Newman , Vicario e Professore dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford, che rifiutava ogni possibilit\u00e0 di conversione al Cattolicesimo per\u00f2 riconosceva e lo manifestava nei suoi trattati che i 39 articoli della Chiesa d\u2019Inghilterra collimavano in molti punti con il Credo Niceno-costantinopolitano ribadito dal Concilio Tridentino.<\/p>\n<p>Il 5 novembre 1605 l\u2019Inghilterra era stata scossa da un fatto luttuoso ed allarmante: i Cattolici avevano organizzato un complotto all\u2019interno del Parlamento dove avevano fatto esplodere un carico di polvere da sparo con l\u2019intento di uccidere Parlamentari e possibilmente anche i Sovrani. Il complotto era stato denominato la \u201cCongiura delle polveri\u201d. Da quel funesto avvenimento in poi era diventato difficile e pericoloso \u2013 andava ricordando a s\u00e9 stesso P. Domenico \u2013\u00a0 andare missionario in Inghilterra e per giunta in abito religioso Cattolico! Da quel fatto, i Cattolici inglesi vivevano nell\u2019ombra per il timore di perdere quel poco di libert\u00e0 che si erano guadagnati lungo 3 secoli di umiliazioni e persecuzioni.<\/p>\n<p>P. Domenico era angosciato e pensava continuamente alla voce del Merlano. Non poteva tradire quella profezia e del resto il suo intento di missionario era semplice e sincero: la sua missione intendeva conseguire solo una sincera e mutua comprensione di Cristo, unico Padre di tutta l\u2019umanit\u00e0. Nessun proselitismo ossessivo, ma come conseguire questa pacifica comprensione? Per non sentirsi sconfitto si aggrapp\u00f2 con tutte le forze nel credere alla veridicit\u00e0 di un saggio pubblicato su un giornale francese, l\u2019Univers, il13 Aprile 1841. L\u2019autore sosteneva che i 39 articoli della Chiesa Anglicana erano compatibili con i dettami del Concilio di Trento. Era esattamente quel che i trattariani andavano sostenendo nei loro Saggi.<\/p>\n<p>Forte di questo inaspettato sostegno morale, P. Domenico si chiuse per 5 giorni in camera e prese a scrivere in latino una lettera ai Professori di Oxford rendendosi conto che si stava rivolgendo ai pi\u00f9 esperti al mondo in discipline filosofiche e teologiche e che questi erano stati oppositori accaniti del Papa e di Roma. La lettera era indirizzata ai \u201cFratelli dell\u2019Unico Padre\u201d ed il contenuto era un invito alla pace e al perdono. Non segu\u00ec alcun riscontro per 4 mesi, nel frattempo arriv\u00f2 l\u2018 invito a prendere possesso della Chiesa di Aston Hall. Era il 17 febbraio 1842. Nello stesso giorno Newman, Vicario della Chiesa universitaria di Oxford lasciava il suo prestigioso incarico , trasferendosi in un paese non lontano dall\u2019Universit\u00e0, Littlemore. Che cosa era successo?\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Newman pativa da un po\u2019 di tempo per il fatto che i suoi oppositori lo accusavano di tramare con Roma contro i dettami religiosi della Monarchia e del Parlamento Inglesi. La Gerarchia ecclesiastica di Canterbury alz\u00f2 il tiro contro di lui quando fu pubblicato il trattato n 90 nel quale il Vicario lamentava i rapporti amichevoli fra la Gerarchia Anglicana ed il Parlamento e criticava i dettami religiosi che venivano dalla Monarchia stessa. Da Canterbury venne l\u2019ordine di fare silenzio e smettere di scrivere. Newman sent\u00ec il morso del dissenso, lasci\u00f2 l\u2019ambita posizione che occupava all\u2019Universit\u00e0 di Oxford e si ritir\u00f2 in una piccola localit\u00e0 vicina, Littlemore, sistemando le sue cose in una casa spartana e malconcia. Newman, da quel pensatore che era, giudicava le situazioni con onest\u00e0 e serenit\u00e0, qualit\u00e0 che a volte espresse in modo spinoso anche trattandosi di Cattolici. Disse infatti: \u201cSe i Cattolici vogliono convertire gli Inglesi vengano a piedi nudi nelle nostre citt\u00e0 industriali, facciano preghiere come Francesco Saverio, siano presi a sassate ed io riconoscer\u00f2 che essi possono fare cose che noi non sappiamo fare\u201d. Non era ancora a conoscenza che sul suolo inglese si muoveva qualcuno che sapeva fare tutto quanto Newman si aspettava da un Missionario.<\/p>\n<p>Intanto P. Domenico si avvia a celebrare la sua prima messa ad Aston Hall. La Chiesa era piena di gente Cattolica ed Anglicana. Si present\u00f2 con l\u2019abito con il simbolo dell\u2019Ordine Passionista e\u00a0 il crocifisso. Il Sacerdote fu investito da insulti cos\u00ec fragorosi che lo indussero a rientrare in Sagrestia ed a cambiare paramenti. Indoss\u00f2 una veste che toccava il pavimento ed allora, quando rientr\u00f2 gli insulti si trasformarono in risatacce di scherno. P. Domenico rimase fermo e silenzioso, poi, quando fu possibile, egli disse parole che rimasero impresse nella memoria dei presenti fino alla fine della loro vita: \u201cla maggioranza di voi non era ancora nata ed io gi\u00e0 pregavo per le vostre anime. Ora io sono al centro di tutti i miei desideri terreni. Non c\u2019\u00e8 altro per me che dedicare tutte le mie facolt\u00e0 al vostro benessere spirituale\u201d. Segu\u00ec un significativo lungo silenzio.<\/p>\n<p>Quando si sent\u00ec pi\u00f9 sereno, dopo quell\u2019esperienza angosciante, P. Domenico pens\u00f2 di prendere in affitto una stanza a Stone per celebrarvi la Messa per i pochi Cattolici di quel paese ed anche per i pochi Protestanti che avevano perso fiducia negli stanchi Ministri Anglicani e da un po\u2019 di tempo frequentavano le funzioni Cattoliche di Aston.<\/p>\n<p>Nel frattempo P. Domenico aveva ricevuto una buona somma di danaro da un architetto di Stone ed aveva subito pensato di costruire l\u00ec una chiesetta (19 luglio 1843). I pastori Anglicani, invidiosi del successo del Passionista, presero a sparlare di lui mettendo in giro chiacchiere malevoli e soprannominandolo P Demonio, Papista, Venditore di Assoluzioni, poi passarono alle minacce. Fu preso a sassate ed una volta lo colpirono con una pietra che il prete raccolse baci\u00f2 e mise in tasca come fosse un regalo. E cos\u00ec infatti considerava ogni gesto violento contro di lui: un dolore, un\u2019umiliazione da offrire al Crocifisso.<\/p>\n<p>P Domenico che svolgeva la sua missione in quei giorni nei pressi di Littlemore, si present\u00f2 da Newman a piedi scalzi, rivestito solo di umilt\u00e0 e bont\u00e0. Era la festa di S Giovanni Battista dell\u2019anno 1844. Non si trattenne molto a parlare con quel grande pensatore, ma il poco tempo gli fu sufficiente per capire che la conversione non sarebbe stata lontana.<\/p>\n<p>Newman rimase affascinato dalla freschezza ed intelligenza di quel Religioso italiano e disse di lui che la lucida fede che sprizzava dalla sua persona smuoveva una commozione in fondo al cuore che era pari ad una intensa e profonda Omelia. Ecco, era una luce gentile ed allo stesso tempo penetrante che illuminava l\u2019anima. La vena poetica insita nel cuore sugger\u00ec al pensatore di Oxford una definizione di quella presenza inaspettata: Luce gentile (Kindly Light), ne volle scrivere e mettere in musica un canto armonioso che spesso i membri dell\u2019Associazione \u201cAmici di Padre Domenico\u201d cantavano al Merlano nelle loro riunioni mensili.<\/p>\n<p>In quella fase di tempo che precedette la sua conversione, Newman era veramente angosciato al pensiero di quali ripercussioni avrebbe provocato quel passaggio e quanto dolore anche nei suoi familiari ed amici. Egli andava continuamente chiedendosi a chi altri se non a quel Passionista si sarebbe potuto rivolgere per la Confessione di trent\u2019anni di errori e a chi altri avrebbe potuto affidare la sua abiura. Tutti questi interrogativi gli martellavano il cervello quando giunse un suo allievo a dirgli che Padre Domenico sarebbe passato a Littlemore il 9 ottobre a sera e vi avrebbe anche pernottato. Finalmente! Newman sent\u00ec nel cuore che il Signore guidava gli avvenimenti della sua vita.<\/p>\n<p>Padre Domenico arriv\u00f2 in serata bagnato fino alle ossa. Aveva viaggiato tutto il giorno sotto una pioggia impietosa seduto nella parte scoperta della diligenza. Entrato in casa si sedette dinanzi ad un bel camino acceso ad asciugare i suoi abiti. Pochi minuti dopo ecco arrivare il Padrone di casa che silenziosamente and\u00f2 ad inginocchiarsi dinanzi a P Domenico. Subito chiese di volere entrare tra le braccia di Cristo, poi si confess\u00f2 passando in rassegna 30 anni di vita dichiarandosi colpevole di non essersi deciso prima al grande passo che ora stava compiendo.<\/p>\n<p>La notizia strabiliante fu accolta con un misto di stupore, rabbia, incredulit\u00e0. Uno dei massimi teologi al mondo abiura la Fede dei suoi padri in ginocchio dinanzi ad un contadino venuto da Roma benedetto dal Papa! Traditore della Monarchia, traditore della Fede del suo Paese, traditore dei suoi amici\u2026<\/p>\n<p>Intanto Domenico, preso da rinnovato vigore, volle aprire un altro ritiro passionista che consegn\u00f2 alla cura di P Grotti venuto anche lui da Viterbo. Il nuovo ritiro era situato a Woodchester, citt\u00e0 che vide l\u2019ultima Missione del Passionista. Si prepar\u00f2 dunque a partire per assistere alla cerimonia di apertura della Chiesa e del Ritiro.<\/p>\n<p>Un giovane Religioso, P Luigi Pesciaroli, anche lui da Viterbo, chiese di accompagnarlo perch\u00e9 quella era l\u2019occasione per rivedere P Grotti suo amico. P Domenico rifiut\u00f2 di accontentarlo poi per\u00f2, forse per un presentimento, and\u00f2 di notte a svegliare quel giovane e a dirgli di prepararsi perch\u00e9 potevano partire insieme. La mattina i due Passionisti presero il treno per Woodchester. In viaggio P Domenico accus\u00f2 un forte dmale alla testa e si accasci\u00f2 sulla spalla di P Luigi, spasimando per il forte dolore. Un dottore che provvidenzialmente era nello scompartimento accanto venne a soccorrerlo e diagnostic\u00f2 che il malato era stato colpito da un infarto. Lo aiutarono a scendere dal treno o lo portarono nella stazioncina di Pangebourne in attesa di un treno che lo riportasse a Londra. I dolori andavano e venivano. Il treno giunse ed il malato fu riportato a bordo, ma a Reading dovettero farlo scendere di nuovo perch\u00e9 soffriva troppo. Prima fecero sosta nella Stazione, poi fu portato in una Locanda l\u00ec accanto.<\/p>\n<p>In un momento di lucidit\u00e0 egli disse a P Pesciaroli di delegare P Spencer nella guida del Ritiro di Aston, poi aggiunse: \u201cSignore, non la mia ma la tua volont\u00e0\u201d. Pochi minuti dopo rese l\u2019anima a Dio.<\/p>\n<p>Unanimemente quelli che lo avevano deriso, preso a sassate, ora lo piangevano, lo chiamavano Santo e si sentivano orfani di un cos\u00ec caro Padre.<\/p>\n<p>Newman gli sopravvisse per 41 anni, sempre grato a quel fratello che gli aveva dato la luce gentile \u2013 kindly light.<\/p>\n<p>Newman aveva del Passionista italiano un ritratto che tenne sempre nel suo studio di Birmigham ed ad ogni data dei loro incontri accendeva una candela e pregava per quello speciale amico al quale si sentiva legato indissolubilmente perch\u00e9 lo riteneva esempio di limpidezza e sprone a camminare verso la giusta meta.<\/p>\n<p>Tornando ai nostri giorni, il Papa Paolo VI, che stava continuando a gestire il Concilio Vaticano II dopo la scomparsa del Papa Buono Giovanni XXIII, si disponeva a proclamare Beato Padre Domenico Barberi , proprio in concomitanza di quel Concilio tutto improntato al problema dell\u2019ecumenismo, riconoscendo che nessun\u00a0 Missionario si era mai dimostrato pi\u00f9 ecumenico del Passionista viterbese quando rivolgendosi ai protestanti li aveva chiamati \u201ccari fratelli separati\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno 1986, 27 ottobre (giorno ricorrente nella storia di vita del Beato Domenico) Papa Wojtyla Giovanni Paolo II volle riunire ad Assisi tutti i rappresentanti delle varie religioni del Mondo per parlare di Pace e Fratellanza tra i Popoli. In quell\u2019occasione si videro scene meravigliose: l\u2019abbraccio fra il Santo Padre Giovanni Paolo II ed il primate di Canterbury, l\u2019abbraccio tra il Rabbino di Roma ed il rappresentante della Chiesa Germanica Luterana\u2026 . scene commoventi dopo tanto rancore e brutalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 27 ottobre 1990 segn\u00f2 la riapertura della Cappella del Merlano dopo anni di abbandono. Da quella data in poi si sono svolte l\u00ec molte cerimonie ed in modo ricorrente vi \u00e8 sempre stata celebrata la S Messa ( ultimo venerd\u00ec del mese). La riconsacrazione della Cappella fu officiata dall\u2019amato Vescovo Mons Fiorino Tagliaferri, che poi fuori della Chiesina, benedisse una targa di peperino ( la pietra viterbese di cui si fregiano molti palazzi nobiliari) che recita cos\u00ec \u201cAperta per\u00a0 il culto di Cattolici e fedeli di ogni razza e credo\u201d.<\/p>\n<p>Un vero monito a questa umanit\u00e0 frenetica sempre pronta a seguire risorgenti razzismi ed esasperati nazionalismi.<\/p>\n<p>Questo \u201cmiracolo\u201d di saggezza e fraternit\u00e0 trov\u00f2 in quegli anni il suo alfiere in un viterbese che era stato prigioniero di guerra in Inghilterra nei pressi di Aston Hall dove riposavano le spoglie mortali Meco della Palanzana al quale era devoto fin dall\u2019infanzia. Tornato a Viterbo Vittorio Bonucci, questo \u00e8 il nome del viterbese, inizi\u00f2 un movimento per far conoscere il Passionista divenuto famoso nel mondo religioso, ma ignorato a Viterbo sua citt\u00e0 natale. Egli lavor\u00f2 con tutte le forze perch\u00e9 nascesse un\u2019associazione che si impegnasse a propagare conoscenza di questo missionario attraverso conferenze, articoli, ecc. L\u2019associazione nacque nel 1986 con il nome \u201cAmici del Beato Domenico della Madre di Dio\u201d e divenne cos\u00ec fiorente ed operante da mettere robuste radici che la rendono viva e fresca ancora oggi.<\/p>\n<p>Mentre Viterbo incominciava a far conoscenza di questo suo figlio, che aveva legami stretti con la nazione divenuta un vero impero, Newman non dimenticava il missionario e non mancava di tesserne le lodi in ogni circostanza e ne proclamava il diritto ad essere nominato patrono e protettore dell\u2019Inghilterra moderna.<\/p>\n<p>Una voce d\u2019oltre Oceano si un\u00ec a quelle inglesi quando il Card Spellman, arcivescovo di New York celebr\u00f2 il Centenario della Restaurazione della Gerarchia Cattolica in Inghilterra. L\u2019Arcivescovo americano in questa occasione esalt\u00f2 anche il saggio di Newman \u201cLa seconda Primavera d\u2019Inghilterra\u201d, della quale P Domenico era stato certamente il vero protagonista. Spellman disse: \u201cDove sarebbe la seconda Primavera se un vero gigante, P Domenico Barberi, questa grande anima devota, non avesse lavorato e pregato per 30 lunghi anni di lacrime e tribolazioni fino a quando ottenne da Dio stesso la conversione dell\u2019impareggiabile venerabile J. H. Newman, il pi\u00f9 raro fiore della seconda primavera d\u2019Inghilterra? Quanto meno radioso oggi sarebbe questo Centenario se la vita di preghiere, di agonia, di dileggio, fossero state solo vacue esperienze? Ogni giorno di ogni anno della sua vita sacerdotale egli preg\u00f2 il Divin Padre perch\u00e9 desse benedizioni alla vostra amata terra. Domenico venne e conquist\u00f2 non con una lancia, ma con un crocifisso! Affinch\u00e8 l\u2019Inghilterra potesse ritornare alla Fede dei suoi Padri, Domenico preg\u00f2 durante la sua vita lunga e solitaria in Italia ed in Inghilterra. Per essa preg\u00f2, soffr\u00ec, si sacrific\u00f2, lavor\u00f2 e mor\u00ec. Ora nella morte egli vive dei trionfi e della resurrezione dell\u2019Inghilterra Cattolica\u201d.<\/p>\n<p>Tribolazioni e spine non mancarono neppure a Newman. La conversione non lo convinceva perch\u00e9 alcuni punti della Fede Cattolica non gli sembravano veritieri, genuini. Per anni li aveva considerati aggiustamenti abusivi apportati dal Clero di Roma e li aveva screditati nei suoi trattati. Quando, dopo attento e faticoso studio, cap\u00ec che quei punti erano invece parti nobili, antichissime ed autentiche dei primordi della Chiesa istituita da Ges\u00f9 stesso, allora comprese di essere vissuto nell\u2019errore per tanti anni. Le certezze caddero miseramente ed egli vide che l\u2019eresia era evidente. Super\u00f2 con disagio pungente il pensiero di aver criticato decisamente quel Credo che aveva ora abbracciato. Una nuova certezza si affacci\u00f2 alla mente e questa plac\u00f2 il suo cuore: \u201cIl cambiamento \u00e8 il segno vero della vita\u201d. A questo proposito scrisse subito \u201cLo sviluppo della Dottrina Cristiana\u201d. Sar\u00e0 poi \u201cIl nuovo Catechismo della Dottrina Cristiana\u201d a suggellare la sua nuova certezza.<\/p>\n<p>Da questo momento Newman rivolse il suo pensiero rasserenato alla Kindly Light (Luce gentile) che gli aveva illuminato la seconda parte dell\u2019 esistenza. Come se volesse concretizzare quella luce in un ritratto, dipinse un identikit di Domenico\u00a0 \u201cil suo solo apparire mi commoveva nel modo pi\u00f9 strano. La sua bont\u00e0 frammista alla sua santit\u00e0 era in se stessa una santa preghiera. Nessuna meraviglia che io lo scegliessi per convertirmi e confessarmi. Speravo e spero ancora che egli riceva l\u2019aureola di Santo.\u201d.<\/p>\n<p>La proclamazione della Santit\u00e0 \u00e8 giunta per prima al Beato Newman nel giorno 12 ottobre 2019 quando Papa Francesco in Piazza San Pietro gli ha tributato lodi per le varie fasi dell\u2019esistenza vissuta in fede sofferta e puntigliosa verso l\u2019unico Padre del Cielo e della Terra. La Croce era stata al centro della vita cristiana per Newman come per la sua guida spirituale Beato Domenico.<\/p>\n<p>\u00c8 stato il Papa Ratzinger a proclamare Beato il Cardinale inglese il 19 settembre 2010 ed a tesserne le lodi per la vita messa a dura prova nella sua stessa terra natale.<\/p>\n<p>I semi gettati fra le zolle daranno ancora frutti in Italia e specialmente in Inghilterra e\u00a0 gli insegnamenti che le due anime espressero con la loro testimonianza sono riassunte nel concetto del Santo Inglese: \u201cthe levelling-up ethos among all confessions\u201d (l\u2019etica\u00a0 livellatrice tra tutte le confessioni religiose).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 27 ottobre 1963, in pieno Concilio Vaticano II, Padre Domenico Barberi, Passionista del Convento S Angelo di Vetralla (Viterbo), venne beatificato da Papa Paolo VI. Un bel traguardo per la Chiesa viterbese! Dopo la<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/personaggi\/san-john-henry-newman-e-il-beato-domenico-barberi\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":2984,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[239,1973,1976,1971,1975,540,1972,1977,1974,39],"class_list":["entry","author-elsavannucci","post-2981","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-personaggi","tag-chiesa","tag-convento-s-angelo","tag-museo-della-palanzana","tag-padre-domenico-barberi","tag-palanzana","tag-papa-paolo-vi","tag-passionista","tag-san-cripino","tag-vetralla","tag-viterbo"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 07:34:12","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2981"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2981"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2981\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2982,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2981\/revisions\/2982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}