{"id":3415,"date":"2020-03-21T04:35:16","date_gmt":"2020-03-21T04:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=3415"},"modified":"2020-03-20T15:03:35","modified_gmt":"2020-03-20T15:03:35","slug":"le-ternative-della-vita-apparire-o-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/spiritualita\/le-ternative-della-vita-apparire-o-essere\/","title":{"rendered":"Le alternative della vita. Apparire o essere?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u201cMaestro, \u00e8 vero che\u2026\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>S<\/strong><\/span>i sa fin troppo bene che la tentazione di voler apparire a scapito del semplice essere \u00e8 sempre in agguato, pronta a illuderci e a tradirci, come conferma il seguente episodio di un saggio orientale.<\/p>\n<p>\u201cUn giorno un giovane monaco chiese al suo anziano: \u201cMaestro, \u00e8 vero che \u00e8 molto pi\u00f9 facile apparire che essere? \u2013 Rispose l\u2019anziano: E\u2019 certamente vero che gli uomini preferiscono apparire piuttosto che essere, poich\u00e9 essere significa scoprirsi di fronte a s\u00e9 stessi e agli altri in nudit\u00e0 totale.<\/p>\n<p>Il maestro prosegu\u00ec: Un nostro fratello eremita aveva un protettore che abitava molto lontano dal suo eremo. Questo brav\u2019uomo manteneva l\u2019eremita e gli procurava cibo e le altre cose necessarie alla vita. Di solito mandavano altri a portare le provviste, ma un giorno l\u2019eremita ud\u00ec che il donatore in persona sarebbe venuto a trovarlo.\u00a0 \u00a0E pens\u00f2: voglio fargli buona impressione, voglio lucidare tutti gli oggetti del tabernacolo, lo stesso tabernacolo e, soprattutto, mettere in perfetto ordine la mia grotta. Cos\u00ec pul\u00ec e riordin\u00f2 tutto fino al punto che il tabernacolo faceva davvero impressione a guardarlo \u00a0 con i suoi vasi splendenti e le sue lucerne di olio, luminose come non mai.<\/p>\n<p>Quando ebbe finito, l\u2019eremita sedette e cominci\u00f2 ad ammirare il suo lavoro e a guardarsi intorno. Tutto era lucido e pulito, con un\u2019aria quasi irreale. Tutto era al proprio posto con ordine. Sembrava soddisfatto!<\/p>\n<p>Ma\u2026, all\u2019improvviso, come un\u2019amara sorpresa, si sent\u00ec un ipocrita, perch\u00e9 voleva apparire ci\u00f2 che non era. And\u00f2 ai fornelli affond\u00f2 le mani nella cenere e la sparse dappertutto. Poi rimise in disordine come era prima e come piaceva a lui.<\/p>\n<p>Quando arriv\u00f2 il benefattore, guard\u00f2 con soddisfazione quella grotta tanto vissuta e un po\u2019\u2026 in disordine! E gli disse: Si vede che pensi molto alla casa del cielo per trascurare cos\u00ec le cose della terra. E\u2019 proprio vero \u2013 pens\u00f2 tra s\u00e9 l\u2019eremita \u2013 che quando uno vuole mostrarsi diverso da quello che \u00e8, rischia molto. E a volte rischia tutto\u201d (Il libro degli esempi, Gribaudi, Torino 1990, 32).<\/p>\n<p>Perci\u00f2 \u00e8 molto saggio reagire alla insidiosa tentazione dell\u2019\u201capparire\u201d, perch\u00e9 sovente si finisce col confondere l\u2019apparire con l\u2019essere; non si distinguono pi\u00f9 le due facce che si danno alla vita: quella pubblica, con la quale si ostenta correttezza irreprensibile, e quella privata, che invece \u00e8 carica di povert\u00e0 e di miserie; quella palese, che si offre tutta generosa e piena di premure, e quella nascosta che invece \u00e8 egoista, gretta e diffidente. L\u2019 \u201cessere\u201d coltiva il silenzio non le chiacchiere, la modestia e non la vuota ostentazione, il nascondimento e non l\u2019esaltazione della notoriet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La dea \u201cApparenza\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em>A)\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019immagine di s\u00e9<\/em><\/p>\n<p>La societ\u00e0 contemporanea \u00e8 realmente vittima dell\u2019immagine; ognuno \u00e8 alla ricerca perenne della propria figura, che deve essere sempre migliore. Sembra che l\u2019apparire sia l\u2019unico vero modo di vivere, la figura esteriore sia la sola verit\u00e0 della vita, la notoriet\u00e0 e il successo siano la suprema aspirazione. \u201cQuesta societ\u00e0 vede nella moda il grande \u201cbusiness\u201d per condizionare e omologare le persone\u201d (A. Bissi).<\/p>\n<p>La societ\u00e0 dell\u2019efficienza, priva in assoluto di scrupoli di coscienza, vuole che i propri collaboratori siano sempre dinamici, scattanti e intraprendenti, ed \u00e8 pronta a sacrificare sull\u2019altare della performance l\u2019identit\u00e0 del singolo, tenendo ben nascoste le \u00a0 fragilit\u00e0, le insicurezze e le angosce pi\u00f9 segrete dietro una maschera di ostentata sicurezza.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019apparire si basa sul camuffamento &#8211; scrive la psicologa suor Anna Bissi -, sul desiderio di nascondere e non lasciar trapelare le nostre debolezze; \u00e8 simile a un trucco, a una maschera che non permette agli altri di intravedere ci\u00f2 che veramente siamo (\u2026). Chi \u00e8 preoccupato di fare bella figura o salvaguardare la propria immagine \u00e8 autocentrato: ci\u00f2 vuol dire che il suo termine di paragone \u00e8 s\u00e9 stesso, il successo, il consenso, per ottenere i quali \u00e8 anche disposto a transigere sui valori in cui crede\u201d (peccatori amati, 174-175).<\/p>\n<p>L\u2019immagine di s\u00e9 sembra sia la prima e, sovente, l\u2019unica cosa a cui badare, perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 lo stare in vista, il mostrarsi, fare colpo sugli altri, incuriosirli,\u00a0 \u00a0 interessarli, richiamare su di s\u00e9 l\u2019attenzione. In definitiva, l\u2019apparenza risulta una manifestazione\u2026necessaria. La persona non si cura di ci\u00f2 che \u00e8, ma di come appare. L\u2019immagine interessa pi\u00f9 della realt\u00e0, l\u2019illusione pi\u00f9 dell\u2019obiettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Ravasi nota con acuta osservazione \u201cche a furia di privilegiare l\u2019apparire, la figurea dalla pelle perfetta, si \u00e8 perso il desiderio del \u201cgranello di sale\u201d, cio\u00e8 di una interiorit\u00e0 che \u00e8 fatta di umanit\u00e0, di pensiero, di sapienza. E\u2019 per questo che le relazioni ai nostri giorni si sciolgono dopo pochi mesi: \u00e8 un contatto di corpi, non un incontro di intelligenze, di sentimenti profondi, di anime\u201d (Le parole e i giorni, nuovo breviario laico, 352).<\/p>\n<p>Lo scenario della vita \u201c\u00e8 presieduto dall\u2019immagine \u2013 scrive il padre Larranaga -, idolo di luce che seduce e avvince e che, contemporaneamente, \u00e8 la miccia accesa che fa scoppiare rivalit\u00e0 e suscita le guerre. Sulla fascia che cinge la sua cintura si legge Apparenza; \u00e8 essa che muove le molle pi\u00f9 profonde del cuore (\u2026). E\u2019 una dea capricciosa che chiede devozione dagli offuscati mortali; e questi capitolano senza condizioni, e issano la bandiera bianca. E suonano la tromba e piegano le ginocchia. Non esiste peggiore tirannide\u201d (Dalla sofferenza alla pace, p.170).<\/p>\n<p>Aveva ragioni da vendere il noto drammaturgo inglese William Shakespeare quando affermava che \u201ctutto il mondo \u00e8 un palcoscenico e gli uomini sono soltanto degli attori che hanno le loro uscite e le loro entrate. E ognuno nel tempo che gli \u00e8 dato recita molte parti\u201d. E altrove aggiunge: \u201cUna vita \u00e8 un\u2019opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l\u2019opera finisca senza applausi\u201d.<\/p>\n<p>La televisione, gi\u00e0 da molto tempo assurta a suprema maestra della comunicazione, propone le icone attraenti, generate dal mondo della pubblicit\u00e0: attori, sportivi, cantanti, politici, docenti\u2026, tutti \u201capparentemente\u201d felici. Si, l\u2019apparire ha assunto valenza assoluta, indiscussa, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019apparire che si propone come garanzia sicura di uno status. E a questo apparire si \u00e8 disposti a sacrificare tutto: dignit\u00e0, valori, onore, verit\u00e0, onest\u00e0, idealit\u00e0\u2026 I due idoli imperanti nella nostra societ\u00e0 sono il denaro e il successo. Sul filo di una logica da mercato si dice: Tu vali per quel che hai e non per quel che sei; vali per quel che custodisci in tasca e non per quel che hai nel cuore. Si fa dipendere il proprio valore dai titoli conseguiti, dagli incarichi ricoperti, dalle onorificenze ottenute, e ci si appella come a ultima ratio all\u2019 \u201coracolo\u201d: Lei non sa chi sono io!<\/p>\n<p>E per questo oggi \u201csi smania per i vestiti, le automobili, le case, le brillanti feste eleganti, l\u2019apparire nelle colonne mondane dei giornali importanti; per tutto ci\u00f2, insomma, che \u00e8 apparenza. In un mondo artificiale tutto gira e rigira intorno a questa vana e seducente farfalla: l\u2019apparenza\u201d (Larranaga, o.c, 138).\u00a0 L\u2019apparire poi costringe a indossare una maschera per nascondere il passare degli anni e per risultare sempre al top, giovani briosi e scattanti in una illusoria perenne primavera. E\u2019 la sarabanda delle apparenze. \u201cLe persone non sono ridicole \u2013 afferma il Leopardi \u2013 se non quando vogliono apparire o essere ci\u00f2 che non sono\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi vuole coraggio \u2013 scrive la Mastrodonato \u2013 per spogliarsi dei propri travestimenti e fidarsi degli altri; per riconoscersi simili a loro nelle paure e nelle attese, nei fallimenti e nella fatica di vivere. Ci vuole coraggio anche per far pace con la propria fragilit\u00e0, imparando a vedere in essa non gi\u00e0 un limite alla propria capacit\u00e0 di affermazione nel mondo, bens\u00ec un tratto caratterizzante della propria condizione umana\u201d.<\/p>\n<p>E quanta tristezza e povert\u00e0 nascondono certe maschere! Per questo risulta assai utile porre una saggia attenzione a un proverbio indiano che recita: \u201cSe tieni per troppo tempo la maschera, finisci per farla diventare la tua faccia\u201d. E cos\u00ec pu\u00f2 succedere che la maschera usata e abusata pu\u00f2 deformare il volto in modo definitivo e irreparabile.<\/p>\n<p>E si pu\u00f2 anche incappare in personalit\u00e0 dalla doppia vita, in personalit\u00e0 che sono costrette a nascondere, a fingere, ingannare, negare, alterare\u2026 L\u2019esperienza conferma che \u00e8 per tutti una enorme fatica tentare di apparire \u00a0 quel che non si \u00e8, o disimpegnarsi in contemporanea su due fronti tanto distinti e diversi tra loro.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio la doppiezza di vita che il profeta Ezechiele rimprovera ai \u201cfalsi\u201d sacerdoti: \u201cI suoi sacerdoti violano la mia legge, profanano le cose sante: Non fanno distinzione fra il sacro e il profano, non insegnano a distinguere fra puro e impuro, non osservano i miei sabati e io sono disonorato in mezzo a loro. I suoi profeti hanno come intonacato tutti questi delitti con valse visioni e oracoli fallaci e vanno dicendo: Cos\u00ec parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato\u201d (Ez 22,26-28).<\/p>\n<p>Ges\u00f9 nel Vangelo ci avverte che non si possono servire contemporaneamente due padroni: Dio e ricchezze (Mt 6,24; Lc 16,13). Non possono essere presenti ambedue nella vita, cio\u00e8 l\u2019uno e l\u2019altro, ma o l\u2019uno o l\u2019altro. L\u2019incompatibilit\u00e0 si vive e si esprime nel cuore dell\u2019uomo, perch\u00e9 ambedue (Dio e ricchezze) vogliono possedere l\u2019uomo nella sua totalit\u00e0.\u00a0 L\u2019esperienza conferma che risulta impossibile essere nel contempo al servizio pieno, gioioso e generoso di due padroni esigenti. Non \u00e8 consentito barare con la vita. Il doppio gioco lo si pu\u00f2 fare con gli uomini che hanno la vista corta, ma non con Dio, il quale conosce tutto di me e di te: i segreti, i nascondigli, i progetti, le aspirazioni, i sogni\u2026\u00a0 Dunque bisogna essere realisti: s\u2019impone una scelta decisa saggia e definitiva per evitare che la vita si dissolva nel vuoto, nella vanit\u00e0, nell\u2019effimero o che si riduca a qualche triste e breve comparsa teatrale. Un saggio orientale ammonisce che \u201cla vita non \u00e8 un problema da risolvere ma un\u2019esperienza da vivere e vivere in pienezza\u201d.<\/p>\n<p><em>B) La fiera delle vanit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>Con questo titolo non intendo fare alcun riferimento al noto film inglese uscito nel 2004 \u201cVanity Fair\u201d, bens\u00ec a un interessante libro della letteratura sapienziale biblica: Qo\u00e8let. In questa affascinante e inquietante fonte letteraria, l\u2019autore fa echeggiare per ben 38 volte il severo monito del pericolo della vanit\u00e0: \u201cvanit\u00e0 delle vanit\u00e0, tutto \u00e8 vanit\u00e0\u201d. Cos\u00ec si apre (Qo 1,2) e si chiude (Qo 12,8) questo libretto di appena dodici brevi e intensi capitoli.<\/p>\n<p>Probabilmente l\u2019opera risale al III\u00b0 secolo a. C. da un saggio ebreo, spirito irrequieto e in perenne ricerca, che si nasconde nello pseudonimo di Qo\u00e8let, cio\u00e8 \u201cpresidente dell\u2019assemblea\u201d o \u201ccolui che chiama a raccolta l\u2019assemblea\u201d per invitarla a riflettere con spirito critico su problemi di scottante attualit\u00e0 come, per esempio, la vita, la sapienza, il dolore, il piacere, il lavoro, la fatica, la ricchezza, la morte\u2026\u201d. Qualcuno designa il Qo\u00e8let come il cantore della caduta di ogni speranza.<\/p>\n<p>Molti critici moderni ritengono di aver trovato in questo autore biblico l\u2019eco della stessa amara delusione che oggi esperimenta l\u2019uomo della strada: \u201cHo considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo durato a farle: ecco, tutto mi \u00e8 apparso vanit\u00e0 e un inseguire il vento\u201d (Qo 2,11); \u201cho osservato anche che ogni fatica e tutta l\u2019abilit\u00e0 messe in un lavoro non sono che invidie dell\u2019uno con l\u2019altro. Anche questo \u00e8 vanit\u00e0 e un inseguire il vento\u201d (Qo 4,4).<\/p>\n<p>L\u2019uomo nell\u2019ottica di Qo\u00e8let \u00e8 collocato in una inquietante antinomia. Da una parte, \u00e8 realmente povero, \u00e8 un componente del drappello del \u201cresto d\u2019Israele\u201d e vive l\u2019abbandono in Dio per aspettarsi tutto dall\u2019Alto. Dall\u2019altra, \u00e8 individuato come colui che ha in s\u00e9 stesso il senso dell\u2019infinito, dell\u2019eternit\u00e0 (Qo 3,11b). Ecco le antinomie ridotte in uno schema: l\u2019uomo ha sete di infinito\/ E si trova alle prese con ci\u00f2 che \u00e8 relativo;<\/p>\n<p>ricerca quel che \u00e8 certo, sicuro \/e deve contentarsi del provvisorio, dell\u2019incerto;\u00a0 \u00a0si ritrova a vivere la gioia del presente \/ e il presente non gli basta.<\/p>\n<p>La vanit\u00e0, dunque, \u00e8 alla nostra attenzione! Ma che cos\u2019\u00e8 la vanit\u00e0? Il corrispondente termine ebraico suona hebel col significato di \u201calito, soffio, vapore, respiro\u201d, quindi indica qualcosa di inafferrabile, di \u00a0 imponderabile, di inconsistente; accenna a qualcosa che ha una consistenza minima, effimera; \u00e8 come il fumo spazzato via anche dalla pi\u00f9 leggera folata di vento (cf Is 57,13), \u00e8 come la perlina di rugiada sulla foglia che si scioglie al primo raggio di sole.<\/p>\n<p>E\u2019 utile precisare che Qo\u00e8let non considera la vanit\u00e0 delle cose in prospettiva etica, ma in prospettiva teologica, in quanto sottolinea la delusione che si cela in ogni desiderio e in ogni impegno dell\u2019uomo. La vanit\u00e0 \u00e8 il senso del vuoto, di amarezza, di non-senso che immancabilmente segue ad ogni impresa.<\/p>\n<p>La ripetizione vanit\u00e0 delle vanit\u00e0 \u00e8 una tipica espressione della cultura ebraica per indicare il grado superlativo secondo la grammatica ebraica e che possiamo renderlo cos\u00ec: \u201co immenso vuoto, o vanit\u00e0 somma, o vanit\u00e0 delle vanit\u00e0, o completa assurdit\u00e0\u201d della vita.<\/p>\n<p>La versione latina della Volgata traduce vanitas vanitatum et omnia vanitas. L\u2019aureo libretto Imitazione di Cristo interpreta e completa il grido di Qo\u00e8let con una significativa aggiunta: vanitas vanitatum et omnia vanitas, praeter amare Deum et illi soli servire (vanit\u00e0 delle vanit\u00e0 tutto \u00e8 vanit\u00e0, eccetto amare Dio e servire lui solo) (Imitaz. I, 1,3).<\/p>\n<p>In Qo\u00e8let manca l\u2019eccetto, per cui nulla di ci\u00f2 che esiste sfugge alla vanit\u00e0. Si noti che l\u2019aggettivo \u201ctutto\u201d scandisce l\u2019intera riflessione dell\u2019autore.\u00a0 Eppure gi\u00e0 il libretto dell\u2019Imitazione di Cristo, in perfetta sintonia con il Vangelo, ha precisato una eccezione; e cio\u00e8 \u201cnon tutto \u00e8 vanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una possibilit\u00e0 per sfuggire alla visione generale di vanit\u00e0 e mettere al sicuro e per sempre la propria esistenza: arricchire davanti a Dio. Ges\u00f9 precisa e spiega questa dichiarazione quando afferma: \u201cCercate il Regno di Dio\u2026, vendete ci\u00f2 che avete e datelo in elemosina\u2026, fatevi borse che non invecchiano\u201d (Lc 12, 31. 33).<\/p>\n<p>Dunque, non \u00e8 vero che tutto \u00e8 vanit\u00e0! Ges\u00f9 propone due diversi modi di vivere, due vie da percorrere: c\u2019\u00e8 un\u2019esistenza vissuta tutta e soltanto per s\u00e9: e questa \u00e8 una vita perduta, senza futuro; e c\u2019\u00e8 un\u2019esistenza fatta dono con generosit\u00e0 all\u2019altro: ed \u00e8 una vita guadagnata, e con un roseo futuro. Dunque tutto \u00e8 vanit\u00e0, ma non la carit\u00e0, la condivisione, la comunione fraterna.<\/p>\n<p><em>Il nudo \u201cEssere\u201d<\/em><\/p>\n<p>L\u2019essere \u00e8 l\u2019identit\u00e0 della persona<\/p>\n<p>Il\u00a0 Mahatma Gandhi, politico e filosofo indiano (1869-1948) ricordava sovente ai suoi discepoli pi\u00f9 attenti che \u201cprima di fare e di dire c\u2019\u00e8 l\u2019impegno imprescindibile di essere\u201d, cio\u00e8 di prendere piena coscienza di essere persona vera, autentica, genuina, consapevole della propria grandezza e nobilt\u00e0. L\u2019uomo \u00e8 \u201cimmagine e somiglianza\u201d di Dio ci insegna la Bibbia (Gen 1,26-27); l\u2019uomo \u00e8 la via privilegiata per conoscere Dio dato che ne \u00e8 la rappresentazione pi\u00f9 somigliante.<\/p>\n<p>L\u2019autore ispirato del salmo 8 si ferma estatico a contemplare la grandezza di questa creatura che porta in s\u00e9 l\u2019alto sigillo del suo Creatore: \u201cL\u2019hai fatto poco meno di un Dio, di gloria e di onore lo hai coronato\u201d (Sal 8,6). Dunque in questo inno si esalta la statura gigante dell\u2019uomo e qui \u201csi trovano riuniti, nell\u2019equilibrio delle opposizioni feconde il cielo e la terra \u2013 scrive il biblista Remi Lack -, l\u2019infinitamente grande e l\u2019infinitamente piccolo, la materia e la vita, l\u2019infanzia e la maturit\u00e0, la contemplazione e l\u2019azione\u201d (Mia forza e mio canto \u00e8 il Signore, 231).<\/p>\n<p>L\u2019essere costituisce l\u2019identit\u00e0 della persona, ci\u00f2 che realmente \u00e8, la sua intima natura. E\u2019 l\u2019essere infatti che ci permette di collocarci nel mondo e nella societ\u00e0 con la propria unicit\u00e0. Ognuno di noi \u00e8 unico, e ognuno ha la missione di dire e di compiere cose che nessuno altro pu\u00f2 fare al posto di un altro.<\/p>\n<p>La tradizione giudaica ci offre un prezioso messaggio con la solita trasparenza e immediatezza che gi\u00e0 conosciamo: \u201cGli uomini, servendosi di una sola matrice, coniano tante monete, che si assomigliano l\u2019una all\u2019altra. Il Re dei re, il Santo e Benedetto, ha coniato la forma di ogni uomo con la matrice di Adamo. Tuttavia non troverai nessun individuo simile a un altro. Quindi ciascuno dovr\u00e0 dire in tutta verit\u00e0: Il mondo \u00e8 stato creato per me\u201d.<\/p>\n<p>Qualcuno ha lanciato all\u2019uomo di ogni tempo un severo monito: \u201cQuando tu smetti di essere te stesso stai privando il mondo di qualcosa di unico che non potr\u00e0 mai essere replicato da qualche altro. Pertanto essere te stesso \u00e8 il dono pi\u00f9 grande che puoi fare al mondo\u201d. C\u2019\u00e8 un\u2019assoluta necessit\u00e0 di ognuno di noi perch\u00e9 l\u2019armonia dell\u2019universo sia piena. Nessuno pu\u00f2 assentarsi dal proprio ruolo.<\/p>\n<p>Il rabbino teologo ebreo Abram J. Heschel\u00a0 (1907-1972) scrive: \u201cLa mia esistenza \u00e8 un evento originale. Non vi sono due esseri umani uguali. L\u2019elemento fondamentale dell\u2019essere uomini \u00e8 la unicit\u00e0. Ogni essere umano ha da dire, da pensare e da fare qualcosa che non ha precedenti. Essere uomini \u00e8 sempre una sorpresa, non una conclusione scontata. Ogni individuo \u00e8 una scoperta, un esemplare esclusivo\u201d (L\u2019uomo alla ricerca di Dio, 130).<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il filoso greco Parmenide (V\u00b0 sec. a. C.) aveva a lungo riflettuto sul problema dell\u2019essere e lo contrapponeva all\u2019apparenza. Insegnava che l\u2019essere dice unicit\u00e0 e stabilit\u00e0, dice cio\u00e8 ci\u00f2 che rimane e non muta. Ed esemplificava il suo pensiero cos\u00ec: \u201cSe io dico che una tal cosa \u00e8, intendo dire che essa rimane come \u00e8, non cambia e non scompare nel nulla. L\u2019essere inoltre \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 reale in opposizione a ci\u00f2 che sembra tale, ma che \u00e8 ingannevole e illusorio\u201d.<\/p>\n<p>In considerazione di questa saggia riflessione, conviene a tutti noi di riconciliarci con la propria carta di identit\u00e0, perch\u00e9 questo singolare documento ci conferma in ogni momento quel che realmente ognuno di noi \u00e8: nome, cognome, figlio di e di\u2026, nato a, il giorno\u2026, domiciliato a, professione, occhi color, capelli color, segni particolari\u2026<\/p>\n<p>La carta di identit\u00e0 \u00e8 il documento che certifica la storia essenziale di ognuno, almeno quella esteriore e, in qualche modo, anche quella interiore: origine, sembianza, et\u00e0, professione\u2026! Resta per ognuno la sapiente scelta di saperci accettare per quel che si \u00e8 e anche per mettere in cantiere il progetto di diventare sempre migliore.<\/p>\n<p>Capita spesso a tutti di ritrovarci davanti allo specchio e sentiamo salire dal profondo, come voce della verit\u00e0, una ineludibile e inquietante domanda: \u201cTu chi sei?\u201d. Ci coglie sempre di sorpresa; vorremmo eluderla, ma non \u00e8 possibile, pena il pericolo di abbandonarci a un\u2019esistenza superficiale, povera ed effimera.<\/p>\n<p>Davanti allo specchio, l\u2019apparire dovrebbe essere l\u2019immagine perfetta del nostro essere, cio\u00e8 ci\u00f2 che siamo realmente: il nostro fisico, ma soprattutto la nostra mente, il nostro cuore, il nostro spirito, la parte pi\u00f9 vera di noi stessi. \u201cCi guadagneremmo di pi\u00f9 a farci vedere come siamo anzich\u00e9 cercare di apparire quel che non siamo\u201d ammoniva lo scrittore e filosofo francese La Roschefoucauld (1613-1680).<\/p>\n<p>Resta perci\u00f2 per ognuno il dovere di educarci alla verit\u00e0 di noi stessi. La ricerca dell\u2019autenticit\u00e0, della verit\u00e0 \u00e8 il primo aspetto per essere uomini veri, per risultare persone senza trucco e senza inganni. Ognuno nella propria indagine personale pu\u00f2 precisare chi \u00e8 e chi deve essere secondo un progetto dall\u2019Alto.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cosa lodevole e da incoraggiare che ognuno, di tanto in tanto, trovi spazi e momenti di silenzio, per incontrare il proprio \u201cio\u201d nella verit\u00e0, l\u00e0 nel camerino dove ci si toglie il trucco della recita e si riprende l\u2019abito e il volto della ferialit\u00e0, della realt\u00e0, della verit\u00e0 (G. Setti). Del resto se ne ha conferma a iosa che il vero potere dell\u2019uomo sta tutto e soltanto nell\u2019essere e non nell\u2019apparire. Io valgo per quel che sono, non per quel che appaio<\/p>\n<p><em>Tu sei quello che pensi<\/em><\/p>\n<p>Il pensiero determina la vita. Il pensiero \u00e8 il potente agente che imprime un chiaro orientamento alla vita. Ci\u00f2 che torna sovente alla mente e al cuore \u00e8 capace di conferire una precisa linea di scelta all\u2019esistenza. Perci\u00f2 sussiste una stretta interazione tra vita e pensiero.<\/p>\n<p>Anzi, la qualit\u00e0 della tua vita dipende dalla qualit\u00e0 della idea che in te prevale su tutte le altre; e il pensiero che pi\u00f9 coltivi in te influenza il tuo comportamento, le azioni, gli affetti, i programmi, gli ideali\u2026Ogni tuo pensiero di fatto d\u00e0 un orientamento alla tua vita, per cui tu pi\u00f9 o meno sei gestore e responsabile di ci\u00f2 che pensi.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 fa\u2019 attenzione ai tuoi pensieri, alle tue parole e alle tue azioni. Controlla attentamente ci\u00f2 che pensi, dici e fai. Il Mahatma Gandhi rivolgeva ad ogni suo discepolo questa saggia ammonizione: \u201cLe tue convinzioni diventano i tuoi pensieri; i tuoi pensieri diventano le tue parole; le tue parole diventano le tue azioni; le tue azioni diventano le tue abitudini; le tue abitudini diventano i tuoi valori; i tuoi valori diventano il tuo destino\u201d. In conclusione, i tuoi pensieri creano la tua vita reale.<\/p>\n<p>\u201cSi racconta che un giorno, un giovane rivolse una interessante domanda ad un saggio anziano il quale aveva fatto vistosi progressi nelle vie dello spirito: \u201cMi puoi dire, maestro, chi sono io?\u201d \u2013 \u201cSei quello che pensi \u2013 rispose pacatamente e con evidente convinzione l\u2019anziano \u2013 e te lo dimostro con una piccola storia\u201d.<\/p>\n<p>Un giorno, dalle mura di una citt\u00e0, verso il tramonto, si videro sulla linea dell\u2019orizzonte due persone che si abbracciavano. \u201cSono un pap\u00e0 e una mamma\u201d, pens\u00f2 un bambino innocente. \u201cSono due amanti\u201d, pens\u00f2 un uomo dal cuore torbido. \u201cSono due amici che si incontrano dopo molti anni\u201d, pens\u00f2 un uomo solo.<\/p>\n<p>\u201cSono due mercanti che hanno concluso un buon affare\u201d, pens\u00f2 un uomo avido di denaro. \u201cE\u2019 un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra\u201d, pens\u00f2 una donna dall\u2019anima tenera. \u201cE\u2019 una figlia che abbraccia il padre di ritorno da un viaggio\u201d, pens\u00f2 un uomo addolorato per la morte di una figlia.<\/p>\n<p>\u201cSono due innamorati\u201d, pens\u00f2 una ragazza che sognava l\u2019amore. \u201cSono due uomini che lottano all\u2019ultimo sangue\u201d, pens\u00f2 un assassino. \u201cChiss\u00e0 perch\u00e9 si abbracciano\u201d, pens\u00f2 un uomo dal cuore arido. \u201cChe bello vedere due persone che si abbracciano\u201d, pens\u00f2 un uomo di Dio.<\/p>\n<p>Ogni tuo pensiero \u2013 concluse l\u2019anziano \u2013 rivela a te stesso quello che sei. Esamina di frequente i tuoi pensieri; ti possono dire molte pi\u00f9 cose di te di qualsiasi maestro\u201d (L. Tognon, Lo specchio del cuore; se il tuo occhio \u00e8 limpido, in \u201cSpirito e Vita\u201d 391-392).<\/p>\n<p>Parafrasando il noto aforisma evangelico (\u201cdov\u2019\u00e8 il tuo tesoro l\u00e0 \u00e8 anche il tuo cuore\u201d Mt 6,21) possiamo affermare in tutta verit\u00e0: \u201cQual \u00e8 il tuo pensiero tale \u00e8 anche \u00a0 la tua vita\u201d. Vita e pensiero costituiscono un binomio inscindibile. Ges\u00f9 inoltre aggiunge e precisa con una sapiente riflessione: \u201cSe il tuo occhio \u00e8 limpido, tutto il tuo corpo \u00e8 luminoso; ma se il tuo occhio \u00e8 cattivo, tutto il tuo corpo \u00e8 tenebroso\u201d (Lc 11,34).\u00a0 I due termini \u201climpido e tenebroso\u201d orientano la nostra riflessione nel versante della condotta morale, sul piano del nostro vivere quotidiano; cos\u00ec l\u2019occhio limpido allude alla persona semplice, trasparente, aperta, disponibile a ricevere la luce. Al contrario, l\u2019occhio tenebroso si riferisce all\u2019uomo che si chiude, si nasconde, si protegge dalla luce, porta le mani agli occhi per non vedere.<\/p>\n<p>La persona dall\u2019occhio limpido mostra una vita solare, perch\u00e9 non ha nulla da nascondere; anzi, tutto \u00e8 vissuto e compiuto da lui alla luce del giorno; i suoi pensieri, come in uno specchio tersissimo, si riflettono nella sua vita quotidiana, nelle sue scelte, nelle azioni, nei programmi.<\/p>\n<p>La persona dall\u2019occhio tenebroso invece macchina nel suo cuore pensieri malvagi, calcola e preordina ogni cosa per fini personali, per scopi di astuzia e di egoismo; decide di orientarsi verso obiettivi effimeri e disordinati, trascinando in rovina l\u2019intera propria esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;Maestro, &egrave; vero che&hellip;&rdquo; Si sa fin troppo bene che la tentazione di voler apparire a scapito del semplice essere &egrave; sempre in agguato, pronta a illuderci e a tradirci, come conferma il seguente episodio<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/spiritualita\/le-ternative-della-vita-apparire-o-essere\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":3418,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[2213,2205,2206,86,2204,2215,2211,2209,111,2214,2210,252,2212,2208,192,2203,1620,2207],"class_list":["entry","author-ubaldoterrinoni","post-3415","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-spiritualita","tag-abram-j-heschel","tag-alternative","tag-apparire","tag-dio","tag-essere","tag-la-roschefoucauld","tag-mahatma-gandhi","tag-padre-larranga","tag-padre-ubaldo-terrinoni","tag-parmenide","tag-profeta-ezechiele","tag-qoelet","tag-remi-lack","tag-suor-anna-bissi","tag-vangelo","tag-vanita","tag-vita","tag-william-shakespeare"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 07:00:33","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3415"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3415"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3415\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3420,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3415\/revisions\/3420"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}