{"id":3448,"date":"2020-03-23T04:06:10","date_gmt":"2020-03-23T04:06:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=3448"},"modified":"2024-08-20T14:39:53","modified_gmt":"2024-08-20T14:39:53","slug":"preghiere-di-giovanni-paolo-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/spiritualita\/preghiere-di-giovanni-paolo-ii\/","title":{"rendered":"Preghiere di Giovanni Paolo II"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Via Crucis 2009 <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">Meditazioni di Pierluigi Natalia<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>N<\/strong><\/span>el preparare questa Via Crucis, ho voluto modificare lo schema tradizionale delle quattordici stazioni. Non lo ho fatto per un vezzo intellettuale, n\u00e9 tanto meno per una mancanza di rispetto nei confronti di una consolidata tradizione popolare.\u00a0 Lo ho fatto seguendo un esempio illustre, quello di Giovanni Paolo II, del quale ho scelto le preghiere della Via Crucis al Colosseo nel 2002.<\/p>\n<p>Le orazioni che ho scelto alla fine di ogni stazione furono appunto quelle proposte nel 2002 da Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>Le meditazioni sono invece mie elaborazioni da diversi testi che sarebbe troppo lungo citare tutti, alcuni di Padri della Chiesa, alcuni di Pontefici, altri di teologi e scrittori, altri ancora miei.<\/p>\n<p>I brani del Vangelo proposti sono, ovviamente, quelli della passione di Cristo. Tutti ne sentiamo la sofferenza. Tutti ne subiamo il peso. Ma la croce non \u00e8 l\u2019ultima tappa. Se lo fosse, sarebbe lecito a Cristo evitarla, sarebbe possibile cedere al tentazione che torna a manifestarsi, con le stesse argomentazioni gi\u00e0 presentate nel deserto. In questo tempo di quaresima anche noi siamo chiamati a fare esperienza del deserto, inteso come luogo dell\u2019essenzialit\u00e0, non della solitudine.<\/p>\n<p>L\u2019essenziale sul quale siamo chiamati a riflettere e a pregare questa sera \u00e8 che la passione ha senso solo nella Pasqua. La passione dell\u2019uomo trova senso solo nella visione pasquale. Se non c\u2019\u00e8 resurrezione, la nostra fede \u00e8 vana. Lo dice senza equivoci San Paolo. Cristo percorre la via della croce in obbedienza al progetto salvifico del Padre. Preghiamo questa sera di essere aiutati a riconoscerlo anche come nostro cammino: &#8220;Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua&#8221; (Mt 16, 24).<\/p>\n<p>Ricordiamo il valore della pia pratica della Via Crucis come scuola di vita evangelica. Guardiamo al Crocifisso per riflettere sul significato ultimo di amare Dio sopra ogni cosa e di spendere la vita per i fratelli. Preghiamo che quest\u2019ora e le parole che ascolteremo ci insegnino il perdono, la riconciliazione e la pace.<\/p>\n<p>Ma la Via Crucis \u00e8 soprattutto uno spazio della rivelazione dell&#8217;Amore trinitario: del Padre\u00a0 che &#8220;ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito&#8221; (Gv 3, 16); del Figlio, che ha amato gli amici fino a dare per loro la vita (cfr Gv 15, 13); dello Spirito di pace, di misericordia e di consolazione. Preghiamo di essere conquistati e arricchiti della rivelazione di questo Amore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1553961629211-800x600-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3453 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1553961629211-800x600-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1553961629211-800x600-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1553961629211-800x600-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1553961629211-800x600-1-465x349.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1553961629211-800x600-1-667x500.jpg 667w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1553961629211-800x600-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Cominciamo quindi la nostra preghiera nel nome del Padre e del Figlio<br \/>\ne dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n<p><strong>PRIMA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 in agonia nell&#8217;Orto degli Ulivi<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco (14, 32-36)<\/p>\n<p>Giunsero a un podere chiamato Gets\u00e8mani. Ges\u00f9 prese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e cominci\u00f2 a sentire paura e angoscia. Ges\u00f9 disse loro: &#8220;La mia anima \u00e8 triste fino alla morte. Restate qui e vegliate&#8221;. Poi, andato un po&#8217; innanzi, si gett\u00f2 a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell&#8217;ora. E diceva:\u00a0 &#8220;Abb\u00e0, Padre! Tutto \u00e8 possibile a te, allontana da me questo calice! Per\u00f2 non ci\u00f2 che io voglio, ma ci\u00f2 che vuoi tu&#8221;.<\/p>\n<p>In una notte senza riposo e senza solidariet\u00e0,\u00a0 senza che gli amici pi\u00f9 cari sappiano vegliare un\u2019ora, comincia la passione. In amore c\u2019\u00e8 un solo peccato: non esserci quando si ha bisogno di noi, di noi che usiamo senza riflettere parole come \u201cmai\u201d e \u201csempre\u201d. Chiediamoci quante volte, con i coniugi, con i figli, con i genitori, con gli amici siamo latitanti, assenti, superficiali, egoisti. Chiediamoci quante volte lo siamo con il Cristo, con l\u2019Amico al quale una sera di primavera in un uliveto porta paura e solitudine dell\u2019abbandono. Gi\u00e0 il Getsemani ci dice che la via della Croce \u00e8 una via solitaria. Il Signore percorre le strade dell\u2019uomo riempiendole d\u2019amore e di parole di vita. Ma nel Getsemani non ci sono orecchie ad ascoltarle Ci \u00e8 stata tramandata la preghiera durante la Cena, l\u2019ammaestramento pi\u00f9 alto. Ma della preghiera solitaria con la faccia contro il terreno, sappiamo solo la sincerit\u00e0 del confessarsi triste fino alla morte. La Parola che placava la tempesta\u00a0 ora non pu\u00f2 placare l&#8217;angoscia che lo fa uomo come milioni di uomini. Per avere pace occorre accettare, occorre saper dire il \u201cfiat voluntas Dei\u201d. Lo aveva fatto Maria e aveva consentito l\u2019Incarnazione. Lo fa il Figlio e acconsente a redimere il mondo. La pace non giunge con una resa supina. La pace \u00e8 accettazione consenziente, \u00e8 fiducia nel progetto e nell\u2019amore di Dio. La pace \u00e8 conoscenza e dono. Nel Cristo che ha sudato sangue torna l\u2019energia necessaria ad affrontare la prova pi\u00f9 ardua. Occorre uscire dall\u2019ombra del Getsemani, anche se spesso un\u2019ombra pu\u00f2 essere consolatoria, anche se spesso temiamo la luce della verit\u00e0. Occorre scegliere la giustizia e l\u2019amore perch\u00e9 nell\u2019anima trovi posto la pace.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, tu, che sei entrato nel Gets\u00e8mani pieno di angoscia e ne sei uscito con l&#8217;animo deciso e pacificato, conforta chi geme nel timore o \u00e8 turbato dal dubbio. Tu, che hai sperimentato la nostra debolezza, concedi fortezza e speranza a tutti i disperati della terra. Tu, che cammini ogni giorno a fianco di chi \u00e8 oppresso dai pesi della vita, resta accanto a ognuno di noi, passo dopo passo. A te, Ges\u00f9, prostrato a terra, il volto rigato di sangue, l&#8217;onore e la gloria con il Padre e con lo Spirito, nei secoli senza fine. Amen.\u00a0 Padre nostro<\/p>\n<p><strong>SECONDA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9, tradito da Giuda, \u00e8 arrestato<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 14, 43.45-46<\/p>\n<p>E subito, arriv\u00f2 Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni andata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accost\u00f2 dicendo:\u00a0 &#8220;Rabb\u00ec&#8221;, e lo baci\u00f2. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.<\/p>\n<p>Nella notte trascorsa tra il Cenacolo, il Getsemani e il Sinedrio si consuma il tradimento.\u00a0 La liturgia lo ricorda nel canone eucaristico: questa \u00e8 &#8220;la notte in cui veniva tradito&#8221; (1 Cor 11, 23). Tradisce Giuda. Per secoli, gli uomini si sono interrogati sul perch\u00e9 di quel tradimento. Giuda \u00e8 diventato di volta in volta un simbolo di orrore o di errore. Se ne \u00e8 fatto un mostro o il portatore di una delusione, magari riguardo a un progetto politico. Anche Pietro sceglie la violenza prima di cedere alla vilt\u00e0: leva la spada. Ges\u00f9 tocca e risana il ferito. Non \u00e8 un fatto simbolico. Giovanni ci dice il nome di quel ferito: Malco. Il sangue di Malco bagna lo stesso suolo gi\u00e0 impregnato dal sudore di sangue di Cristo. Ges\u00f9 ci dice che in questa notte il sangue da versare \u00e8 solo il suo.\u00a0 Tutti di violenza, sia pure solo verbale, a volte siamo vittime, tutti siamo traditi. Tutti, a volte, la violenza e il tradimento scegliamo. Ma Ges\u00f9 risana quella ferita, ferma la violenza dei suoi discepoli contro quelli che pure in quell\u2019ora sono i suoi nemici. Poi interroga Giuda. Quella domanda \u00e8 ancora un atto di misericordia. C\u2019\u00e8 ancora possibilit\u00e0 di salvezza. Non cogliere questa possibilit\u00e0 consegna Giuda a una disperazione suicida. Ricordiamo, anche nelle ore pi\u00f9 cupe, anche nella rivelazione pi\u00f9 amara dei nostri peccati e delle nostre sconfitte, che solo la superbia impedisce il soccorso della speranza salvifica.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, nelle nostre divisioni, frutto amaro del peccato, mostraci la strada verso l&#8217;unit\u00e0, la via che conduce alla ricchezza indicibile del Vangelo e della Redenzione. Deve giungere il tempo stabilito dal Padre, in cui si manifesti l&#8217;amore che perdona ed unisce. Tu, sapiente Maestro di vita, tu, buono e paziente, di fronte al tradimento del discepolo e alla prepotenza dei governanti, dona a noi, in questi giorni di violenza inaudita e di brutale opposizione fra gli uomini, un raggio della tua calma e della tua serenit\u00e0. Dona a noi sentimenti di pace e di perdono, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pace senza perdono, non c&#8217;\u00e8 perdono senza compassione. A te, Ges\u00f9, che all&#8217;amico che ti tradisce mostri il tuo volto mite, la lode e l&#8217;onore, con il Padre e con lo Spirito, oggi e nel giorno senza fine. Amen.\u00a0 Padre nostro<\/p>\n<p><strong>TERZA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 condannato dal Sinedrio<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 14, 55.60-62.64<\/p>\n<p>I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Ges\u00f9 per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all&#8217;assemblea, interrog\u00f2 Ges\u00f9 dicendo:\u00a0 &#8220;Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?&#8221;. Ges\u00f9 rispose:\u00a0 &#8220;Io lo sono!&#8221;.\u00a0 Tutti sentenziarono che era reo di morte.<\/p>\n<p>Un uomo \u00e8 consegnato ad una macchina giudiziaria messa in moto da un arbitrio che taluni chiamano ragione di Stato. Il potere non riconosce la verit\u00e0, riconosce solo se stesso. Ges\u00f9 \u00e8 alla sbarra come tutte le vittime dell&#8217;arbitrio, i presunti colpevoli di delitti di coscienza. E non si piega all&#8217;imposizione che stritola, al sistema. In quello che \u00e8 gi\u00e0 un carcere, risponde declinando la propria identit\u00e0. Ges\u00f9 muore perch\u00e9 dice chi \u00e8. Ges\u00f9 ci insegna che affermare propria identit\u00e0 e annunciare la propria fede sono talvolta atti passibili di morte.\u00a0 Si: la macchina giudiziaria \u00e8 in moto. Quella che condanna senza prove, accusa senza motivo, giudica senza appello, schiaccia l&#8217;innocente. La giustizia sommaria, sbrigativa delle dittature moderne e delle situazioni di guerra. O persino la sedicente giustizia che in modo blasfemo si dichiara in nome di Dio. Ma anche la nostra giustizia da benpensanti. Pensiamo alle donne e agli uomini di tutte le prigioni, scherniti, segnati, feriti, torturati. Pensiamo agli ebrei, fratelli del Cristo nella carne, perseguitati e ridotti a numeri, a matricole incise su una pelle bruciata nei forni crematori, che qualche sedicente cristiano si permette persino di negare. Pensiamo a quegli inferni che sono i campi profughi in Africa. Pensiamo ai Lagoi in Cina. Ma pensiamo anche a quei campi di concentramento a cielo aperto che sono nella nostra Italia i centri per gli immigrati irregolari. Pensiamo alle carceri piene di poveri cristi, mentre stampa, televisioni, politica si stracciano e vesti e cambiano le leggi ogni volta che il carcere lo rischiano i potenti, i corruttori.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, basta che tu dica &#8220;Io sono&#8221;, perch\u00e9 noi accorriamo a te. Nelle prigioni uomini e donne ti implorano. Vegliano e pregano nella notte. Ci insegnano l&#8217;aria che l\u00ec si respira, il male che opprime, la libert\u00e0 che si cerca. Ascolta la loro supplica. Se non si sentono perdonati, amati da te e da noi, se \u00e8 negata loro la speranza, sono doppiamente condannati, rinchiusi nel braccio della morte. Concedi ad essi quanto hai concesso a noi:\u00a0 la fede in te e nella tua presenza, l&#8217;amore alla vita, la speranza in un mondo nuovo. D\u00e0 a noi e a loro i mezzi per cercarti, per accettare l&#8217;attesa e per trovarti. A te, Ges\u00f9, Pastore buono e Signore delle nostre vite, Amico dal volto clemente, la lode pura e grata, con il Padre e con lo Spirito, nel tempo e nell&#8217;eternit\u00e0.<br \/>\nAmen. Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>QUARTA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 rinnegato da Pietro<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 14, 72<\/p>\n<p>Per la seconda volta un gallo cant\u00f2. Allora Pietro si ricord\u00f2 di quella parola che Ges\u00f9 gli aveva detto:\u00a0&#8220;Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte&#8221;. E scoppi\u00f2 in pianto.<\/p>\n<p>Piange Pietro, Cefa, la roccia, che ha rinnegato il suo Redentore, non una, non due, ma tre volte. Piange il Capo della Chiesa e annuncia i tanti tradimenti che lungo la storia si mischieranno con le tante testimonianze d\u2019amore e di verit\u00e0. Quanti cristiani, quanti consacrati, quanti Papi vacillano? S\u00ec Pietro \u00e8 la nostra icona. \u00c8 il primo a dare testimonianza della verit\u00e0, ma \u00e8 anche quello la cui fede vacill\u00f2 quando tent\u00f2 di camminare sull&#8217;acqua. \u00c8 quello che nella stessa notte promette di morire, piuttosto che rinnegare il suo Maestro, e che poi nega persino di conoscerlo. Nel Getsemani impugna la spada e colpisce. Ma quello della spada non \u00e8 coraggio. E infatti coraggio non ha appena un\u2019ora pi\u00f9 tardi. E tradisce. E dimentica gli insegnamenti avuti, quelli dei quali \u00e8 chiamato ad essere custode, maestro. Il mondo \u00e8 cattivo quella notte. E anche in Pietro, in colui che per primo ha riconosciuto Ges\u00f9 come il Messia,\u00a0 la paura della cattiveria \u00e8 pi\u00f9 forte di tutto, non solo della fede, ma anche dell\u2019umana vergogna di tradire un amico. Poi incontra lo sguardo dell\u2019Amico che ha rinnegato. E piange. In quel pianto \u00e8 la nostra speranza. Quel pianto &#8211; di vergogna, di pentimento, di coscienza &#8211; ci riscatta tutti. Se la Chiesa, nel suo Capo, si riconosce peccatrice; se persino i pi\u00f9 intimi offendono Dio e sono perdonati, allora il perdono ha segnato per sempre la storia. Perdonare, perdonare sempre, perdonare tutto. Questo fa Dio per noi. Questo \u00e8 la Redenzione.<\/p>\n<p>Signore, donaci un cuore umile e contrito. Fa che sappiamo versare lacrime per le nostre colpe, per ritornare al tuo amorevole abbraccio ogni volta che ti abbiamo voltato le spalle. Fa che impariamo da Pietro a non ritenere per scontata la nostra fede n\u00e9 a presumere di essere migliori degli altri. Aiutaci a conoscere noi stessi come siamo veramente, fragili, peccatori, costantemente bisognosi del tuo perdono. A te, Ges\u00f9, che guardi l&#8217;amico con volto sereno, la lode e la gloria con il Padre e con lo Spirito, nei secoli eterni. Amen. Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>QUINTA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 giudicato da Pilato<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 14-15<\/p>\n<p>La folla grid\u00f2 pi\u00f9 forte:\u00a0 &#8220;Crocifiggilo!&#8221;. E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasci\u00f2 loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9, lo consegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocifisso.<\/p>\n<p>Siamo noi, quei cittadini di Gerusalemme. Siamo l\u2019opinione pubblica, la maggioranza elettorale che chiede sicurezza al prezzo del massacro di qualcuno, del diverso. E sempre del pi\u00f9 debole. &#8220;Sia crocifisso&#8221; (Mt 27, 22).\u00a0 Oppure \u201cpene pi\u00f9 severe\u201d. Oppure \u201cvanno messi in galera e va buttata via la chiave\u201d. Siamo noi Lamech che uccide un uomo per una propria scalfittura, un ragazzo per un proprio livido (Gen. 4, 23). E il potere alimenta volentieri una ferocia che non lo tocca e che, anzi, spesso lo sostiene. \u00c8 nella nostra epoca, nelle nostre citt\u00e0 che torna a farsi strada la brama del linciaggio, la voglia di sangue. Ma al contrario di Lamech, noi ci assolviamo sempre. Le nostre colpe, i nostri reati, i nostri delitti hanno sempre qualche giustificazione. Dall\u2019adulterio all\u2019evasione fiscale, dalla maldicenza all\u2019inganno. Fino ai pi\u00f9 gravi, fino ai peccati le cui vittime chiedono vendetta al cospetto di Dio. Gli atti sessuali contro natura, la pedofilia, il turismo sessuale ai danni di quegli stessi stranieri che non vogliamo in casa. L\u2019omicidio volontario, compresa la guerra. Il togliere la giusta mercede al lavoratore, con salari insufficienti, con lavori precari, senza garanzie di futuro. L\u2019oppressione del povero, lo scandalo della fame dei quattro quinti dell\u2019umanit\u00e0 che paga l\u2019opulenza del Nord ricco del mondo.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, liberaci dall&#8217;ipocrisia e dall&#8217;indifferenza, dalla tentazione di lavarci le mani di fronte all&#8217;ingiustizia. Concedici l&#8217;umilt\u00e0 necessaria per riconoscere i nostri errori. Insegnaci a rifiutare qualsiasi compromesso con l&#8217;ingiustizia e la menzogna. Aiutaci a fare silenzio dentro di noi per ascoltare il grido di coloro che soffrono. Illumina coloro che cercano sempre una giustificazione alle proprie colpe. A tutti noi, Signore che versasti il tuo sangue come prezzo della nostra libert\u00e0, dona la tua voce, perch\u00e9 la leviamo in difesa degli oppressi, di quanti soffrono in silenzio, s\u00ec che nel mondo diventino realt\u00e0 la pace, la giustizia e il perdono. A te, Ges\u00f9, il Condannato dal volto innocente, la lode pura e grata, con il Padre e con lo Spirito, nel tempo e nell&#8217;eternit\u00e0. Amen. Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SESTA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 flagellato e coronato di spine<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 17-19<\/p>\n<p>I soldati lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo:\u00a0&#8220;Salve, re dei Giudei!&#8221;. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui.<\/p>\n<p>Gli uomini si burlano delle loro vittime prima di torturarle. Una soldataglia irridente, magari convinta di esercitare un normale, allegro cameratismo, occupa un\u2019ora d\u2019attesa con uno scherno feroce. Ma sono poi tanto da condannare? O dobbiamo tener conto che sono un gruppo di allegri camerati, che scacciano un\u2019ora di noia? Che male c\u2019\u00e8 in uno scherzo da caserma? E noi? Anche noi viviamo in situazioni tese. Anche noi ci rassicuriamo sentendoci gruppo. E se poi il gruppo \u00e8 branco, oppure ronda, bisogna considerare che tutto sommato sono bravi ragazzi, brave persone. E poi, in ultima analisi, mica se la prendono con noi. Mica siamo barboni o extracomunitari o drogati o gentaglia dei centri sociali. Noi siamo quelli che Cristo lo incoronano d\u2019oro, mica di spine. E allora riflettiamo su questa scena. Tutti, consciamente o inconsciamente, aspettiamo favori, potere, successo, ricchezze. Tutti, se non altro per omissione d\u2019amore, arrechiamo dolore agli altri, ai pi\u00f9 deboli, perfino ai non nati. Tutti ignoriamo o non curiamo i segni dei tempi, persino quelli di una natura sempre pi\u00f9 devastata. Ges\u00f9 agli sputi e all\u2019irrisione risponde con la mansuetudine e il silenzio. Non c\u2019\u00e8 n\u00e9 biasimo n\u00e9 rancore. Un uomo soffre dolori indicibili. Quei dolori lo incoronano. Cerchiamo di imparare sopportare i nostri, a perdonare chi ce li infligge e avremo parte nel Regno.<\/p>\n<p>O Ges\u00f9, nostro Re, perdona la nostra incoerenza:\u00a0 piangiamo il tuo dolore, e colpiamo gli altri per far prevalere il nostro egoismo. Sii per noi, smarriti, guida sicura, per noi, deboli, fortezza nella prova, per noi, volubili, fermezza nella sequela. Fa che la violenza degli uomini sia vinta dalla tua mitezza e la sofferenza incomprensibile, accolta nella fede, divenga strumento di pace e di salvezza. A te, Ges\u00f9, Re coronato di spine, dal volto mite e pacifico, l&#8217;onore e la gloria, con il Padre e con lo Spirito,<br \/>\nnel tempo effimero e nel giorno senza fine. Amen. Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SETTIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 caricato della Croce<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 20<\/p>\n<p>Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.<\/p>\n<p>Scandalo. Stoltezza. La morte di croce \u00e8 paradosso e contraddizione. \u00c8 una morte orribile e vergognosa. Ma con quella croce Ges\u00f9 entra nell&#8217;intimit\u00e0 dell&#8217;uomo, nella dimensione umana dello strazio. Proprio con quella morte violenta l\u2019innocente entra nei nostri cuori. \u00c8 difficile portare questa croce del paradosso nel mondo contemporaneo, dominato dal potere economico, politico, militare, dal terrorismo in nome della &#8220;giustizia&#8221; e della &#8220;difesa&#8221; dei poveri, dalla guerra come strumento per \u201cesportare democrazia\u201d. Costruiamo e subiamo messaggi di violenza e di odio. Siamo noi la croce di Cristo. E lui la prende sulle spalle. Per l&#8217;umanit\u00e0 sofferente, per le vittime della violenza e dell&#8217;ingiustizia, ma anche per i colpevoli, per tutti noi Ges\u00f9 porta la croce. La condanna dell\u2019uomo si fa misericordia di Dio. Lasciamo che quella misericordia irrompa nei nostri cuori impietriti e li faccia di carne.<\/p>\n<p>Signore, donaci la forza e il coraggio per condividere la tua croce e le tue sofferenze nella vita quotidiana e nell&#8217;impegno professionale. Infondi in noi lo spirito di servizio e di sacrificio, perch\u00e9 aspiriamo non al potere e alla gloria, ma a divenire strumento di solidariet\u00e0 e di pace, per coloro che vengono schiacciati dalla violenza e dall&#8217;ingiustizia dei potenti del mondo. A te, Ges\u00f9, carico della croce, dal volto stanco, il nostro saluto pieno di riconoscente stupore, con il Padre e con lo Spirito, ora e nei secoli dei secoli. Amen.\u00a0 Padre nostro<\/p>\n<p><strong>OTTAVA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 aiutato dal Cireneo a portare la Croce<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 21<\/p>\n<p>Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.<\/p>\n<p>Stava entrando a Gerusalemme per suoi affari o forse per celebrarvi la Pasqua e si trov\u00f2 coinvolto. In una via stretta e affollata<br \/>\nci sono\u00a0 soldati, donne che piangono, alcuni fanatici che si nutrono della brama del linciaggio, della voglia di sangue, come accade tante volte anche oggi. E c\u2019\u00e8 un condannato che non ha pi\u00f9 le forze per portare sulle spalle il legno della vergogna. I soldati cercano qualcuno che tolga da lui questo peso.<br \/>\nNon lo fanno per piet\u00e0:\u00a0 devono rispettare l&#8217;ora dell&#8217;esecuzione.<br \/>\nScelgono il primo che capita, perch\u00e9 appare abbastanza robusto. Un uomo che veniva dai campi entr\u00f2 in Gerusalemme. Ci ha guadagnato:\u00a0cinque minuti nella storia della salvezza, una frase nel Vangelo. Ha conosciuto gratuitamente il peso della croce. Ecco svelato il mistero. La croce \u00e8 troppo pesante per Dio<br \/>\nche si \u00e8 fatto uomo. Ges\u00f9 ha bisogno di solidariet\u00e0 e chiede che essa sia data ai Suoi fratelli. Ci \u00e8 stato detto:\u00a0&#8220;Portate i pesi gli uni degli altri&#8221; (Gal 6, 2). E noi? Simone di Cirene ci ricorda che Cristo ci aspetta lungo la strada, sul pianerottolo, nell\u2019ospedale, nel carcere, nelle periferie delle nostre citt\u00e0. Si: l&#8217;uomo ha bisogno di solidariet\u00e0. Non solo di riceverla, ma anche di darla.<\/p>\n<p>Signore, tu dicesti:\u00a0 &#8220;Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua&#8221; (Mc 8, 34). Come posso farlo?<br \/>\nInsegnamelo tu, e con la tua grazia vinci in me la paura dell&#8217;odio altrui,<br \/>\nla paura del dolore, la paura di una morte solitaria, la paura della paura.<br \/>\nSignore, abbi piet\u00e0 della mia debolezza. A te, Ges\u00f9, accasciato dalla fatica, il volto segnato dalla stanchezza, il nostro amore solidale e grato, con il Padre e con lo Spirito, con i quali sei una cosa sola, nel tempo che passa e nell&#8217;eternit\u00e0 immutabile. Amen.\u00a0 Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NONA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 incontra le donne di Gerusalemme<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Luca 23, 27-28.31<\/p>\n<p>Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Ges\u00f9, voltandosi verso le donne, disse: &#8220;Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perch\u00e9 se trattano cos\u00ec il legno verde, che avverr\u00e0 del legno secco?&#8221;.<\/p>\n<p>Il pianto delle donne inonda di piet\u00e0 la strada del Condannato. Le donne non hanno gesti di scherno, n\u00e9 curiosit\u00e0 morbose, n\u00e9 la paura di tanti amici che non osano mostrarsi e si nascondono tra la folla benpensante. Le donne, lungo il Calvario e lungo la storia dell\u2019uomo, hanno le lacrime. Sull\u2019ingiustizia e sulla sofferenza, sull\u2019innocente assassinato, sulla societ\u00e0 complice o distratta, sulla Chiesa stessa &#8211; in quell\u2019ora e tante volte latitante &#8211; si spargono le lacrime delle donne. Non sanno che in cambio delle loro lacrime, riceveranno la profezia tremenda del tempo che verr\u00e0. Non piangete su di me. Risparmiate il vostro pianto per gli anni e i giorni avvenire, perch\u00e9, se trattano cos\u00ec l&#8217;Innocente, che sar\u00e0 di voi e dei vostri figli? Ges\u00f9 conosce la risposta alla domanda che rivolge alle donne di Gerusalemme. Carico della croce, barcolla sotto il peso del peccato e del dolore degli uomini, che ha voluto come fratelli. Sa gi\u00e0 quanto \u00e8 lunga nella storia la via dolorosa che porta ai calvari del mondo. Il Signore della storia le richiama all\u2019unico pianto che valga: quello sull\u2019umanit\u00e0 dolente. Solo quel Dio dolente pu\u00f2 riscattare le ore cupe che incombono sul mondo, le ore\u00a0 fatte di violenza in cui tanti uomini, tanti maschi, si vietano il pensiero della pace, il tepore di una carezza. Il pianto per\u00f2 non basta. Il pianto deve tracimare in amore che educa, in fortezza che guida, in severit\u00e0 che corregge, in dialogo che costruisce, in presenza che parla. Per questo, perch\u00e9 le donne hanno questa forza, in cambio delle loro lacrime possono ascoltare la profezia tremenda del tempo che verr\u00e0. Perch\u00e9 le donne sono argine alla violenza dei maschi, sono speranza e certezza. Perch\u00e9 il pianto delle donne irriga d\u2019amore anche la storia pi\u00f9 inaridita. Perch\u00e9 il Dio nato da donna benedice attraverso le donne la speranza dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9 Cristo, tu che conosci la profondit\u00e0 del nostro cuore, la capacit\u00e0 di bene e di male che \u00e8 in ogni uomo, insegnaci a perdonare<br \/>\ne a chiedere perdono, ad avere piet\u00e0 di noi stessi e degli altri. Ricordati di Gerusalemme, benedetta dal tuo amore, dilaniata dall&#8217;odio degli uomini. Dona agli uomini e alle donne di quella Terra Santa pace e risurrezione. A te, Ges\u00f9,<br \/>\nnel cui volto risplende la luce del Padre e la tenerezza della Madre,<br \/>\nla lode e la gloria con l&#8217;eterna Luce e l&#8217;eterno Amore, nel tempo dell&#8217;attesa e nel compimento eterno. Amen.\u00a0 Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DECIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 crocifisso<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 24<\/p>\n<p>Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.<\/p>\n<p>Quelle mani che hanno benedetto tutti ora sono inchiodate al patibolo. Quei piedi che hanno percorso le vie della storia per portare amore e speranza ora sono attaccati al palo. Quel corpo veste la croce. Quel corpo \u00e8 nudo di tutto, fuorch\u00e9 del peccato del mondo. Risorger\u00e0. Nella Resurrezione generazioni e generazioni comprenderanno il valore salvifico non della sofferenza in s\u00e9, ma della scelta dell\u2019amore. Lo comprenderanno, lo vivranno, seguiranno il Redentore nelle stesse, radicali esperienze d\u2019amore. Completeranno nelle loro carni quello che manca alla passione di Cristo. Anche oggi sanguinano le piaghe prodotte dai chiodi dell&#8217;ingiustizia e dell\u2019odio, della menzogna e dell&#8217;incuria dell\u2019uomo. Anche oggi il Cristo \u00e8 crocifisso in milioni di suoi fratelli. E tutti Gli chiediamo perch\u00e9. Tutti lo sfidiamo a scendere da quella croce, come Satana nel deserto, come quelli che lo schernivano sul Calvario. Egli ci dice che dalla croce non \u00e8 sceso perch\u00e9 altrimenti avrebbe consacrato la forza, il potere, come unici signori del mondo. Ma il mondo non sarebbe cambiato, perch\u00e9 l\u2019amore \u00e8 l\u2019unica forza che pu\u00f2 farlo.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, inchiodato sul legno per amor nostro, donaci la tua libert\u00e0. Insegnaci a vincere la paura della sofferenza con la forza che scaturisce dalla tua croce. Facci penetrare in questo mistero di amore, che trasforma in momenti di grazia anche le umili vicende di ogni giorno. Ges\u00f9, innalzato sulla croce, attira a te quanti cercano il tuo volto; aiuta quanti partecipano alle tue sofferenze a scoprire il senso della loro misteriosa chiamata a condividere la tua passione e il dolore del mondo. A te, Ges\u00f9, Crocifisso, sul cui volto splende la misericordia, la nostra adorazione memore e grata con il Padre e con lo Spirito, oggi e nei secoli eterni. Amen. Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>UNDICESIMA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 promette il suo Regno al buon ladrone<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Luca 23, 39-43<\/p>\n<p>Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava:\u00a0 &#8220;Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!&#8221;. Ma l&#8217;altro lo rimproverava:\u00a0&#8220;Neanche tu hai timore di Dio, bench\u00e9 condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perch\u00e9 riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male&#8221;. E aggiunse:\u00a0 &#8220;Ges\u00f9, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno&#8221;. Gli rispose:\u00a0 &#8220;In verit\u00e0 ti dico, oggi sarai con me nel paradiso&#8221;.<\/p>\n<p>Non c\u2019e parola pi\u00f9 consolante di questa: &#8220;Oggi sarai con me nel paradiso&#8221; (Lc 23, 43). E ancora una volta \u00e8 offerta non a un sapiente, ma a un umile, anzi a un malfattore. La saggezza popolare lo chiama da sempre \u201cil buon ladrone\u201d. Buono un ladro, forse un assassino? Si: \u00e8 buono. Perch\u00e9 misura se stesso con l\u2019innocenza torturata. Perch\u00e9 ha ascoltato le parole di perdono per coloro che crocifiggono tutti e tre. Perch\u00e9 capisce \u2013 forse per primo \u2013 di quale Regno chiede di avere parte. Un sentimento di solidariet\u00e0 e un grido d&#8217;aiuto sono bastati a salvarlo. Si: \u00e8 buono e ci \u00e8 d\u2019esempio. Quel ladrone ci rappresenta tutti, ci insegna che il Regno predicato da Ges\u00f9 non \u00e8 difficile da raggiungere, che appartiene a chiunque lo invochi con umilt\u00e0 e fiducia.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai promesso il paradiso al malfattore che ti parlava dalla croce accanto alla tua, ricordati anche di noi, ora che sei nel tuo Regno. Fa giungere, consolante, la tua promessa di vita eterna e di eterno amore<br \/>\nad ogni donna e ad ogni uomo che affronta l&#8217;evento della morte. A te, Ges\u00f9,<br \/>\nil Condannato dal volto accogliente, la lode e il ringraziamento perenne,<br \/>\ncon il Padre e con lo Spirito, oggi e nei secoli eterni. Amen.\u00a0 Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DODICESIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ges\u00f9 in Croce, la Madre e il Discepolo<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 26-27<\/p>\n<p>In quell&#8217;ora, Ges\u00f9 vedendo la madre e l\u00ec accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:\u00a0 &#8220;Donna, ecco il tuo figlio!&#8221;. Poi disse al discepolo:\u00a0 &#8220;Ecco la tua madre!&#8221;. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.<\/p>\n<p>La spada annunciata da Simeone (Lc, 2, 35) l\u2019ha trafitta.\u00a0 Maria \u00e8 ritta ai piedi della Croce; il discepolo pi\u00f9 giovane sta accanto a lei. In mezzo allo strepito dei soldati e della folla, levano entrambi lo sguardo verso Cristo. E forse Maria alza le mani per raccogliere il sangue che cola dal legno, linfa dell&#8217;albero della vita. Certo le sue lacrime irrigano la terra, dove troppe madri depongono i propri figli. Fin dall\u2019inizio aveva meditato nel suo cuore, nel silenzio e nell&#8217;abbandono, nella pace e nella fiducia ci\u00f2 che ora vede e ascolta. Il \u201cfiat\u201d della fanciulla di Nazareth ora si unisce al \u201cfiat\u201d\u00a0 del frutto del suo ventre. Scelta per dare la vita a un Figlio che vedr\u00e0 morire, Maria \u00e8 Corredentrice per quel \u201cfiat\u201d e per il \u201cfiat\u201d di Suo Figlio nel Getsemani. Vive lo strazio atroce di consegnare alla morte la vita che aveva accolto, nutrito, permesso. In quest\u2019ora, torna a offrire al mondo il Figlio nel modo pi\u00f9 lacerante. Ma sa che quella morte non \u00e8 vincitrice. Sa che il moribondo affida l\u2019uno all\u2019altro Lei e il discepolo che ama. Ma sa che \u00e8 il Risorto ad affidare Lei a tutti e tutti a Lei. Certo, da quell&#8217;istante, Giovanni accoglie Maria nella dimora del cuore e nella sua vita, e la forza dell&#8217;Amore si diffonde in lui. Egli diventa, nella Chiesa, il testimone della luce e con il suo Vangelo rivela l&#8217;Amore del Salvatore. Ma Giovanni \u00e8 scelto non perch\u00e9 \u00e8 lui ad amare, ma perch\u00e9 \u00e8 lui ad essere amato. Ricordiamocene, quando dubitiamo di noi stessi, per imparare a non dubitare dell\u2019Amore. E anche noi sapremo farci discepoli che accolgono e testimoniano.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, che dalla Croce volgi lo sguardo alla Madre e al Discepolo, donaci, in mezzo alle sofferenze, l&#8217;audacia e la gioia di accoglierti e di seguirti con fiducioso abbandono. Cristo, sorgente della vita, di ogni grazia e di ogni bellezza, donaci di contemplare il tuo volto sorridente, volto di chi salva il mondo e lo conduce verso il Padre. Signore, a te sale la nostra lode, guidata dalla Chiesa e dalla tua Madre:\u00a0concedici di scorgere nella follia della Croce la promessa della nostra risurrezione. A te, Ges\u00f9, il cui volto risplende nell&#8217;ora della tenebra, come volto di Maestro, di Figlio, di Amico, il nostro amore e la nostra riconoscenza, con il Padre e con lo Spirito, nel tempo che fugge e nella stabile eternit\u00e0. Amen.<\/p>\n<p>Padre Nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TREDICESIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 muore sulla Croce<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 34.36-37<\/p>\n<p>Alle tre del pomeriggio Ges\u00f9 grid\u00f2 con voce forte:\u00a0 Elo\u00ec, Elo\u00ec, lem\u00e0 sabact\u00e0ni?, che significa:\u00a0Dio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato? Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo:\u00a0&#8220;Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce&#8221;. Ma Ges\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2.<\/p>\n<p>Muore come uno di noi, nell&#8217;impotenza. Muore dopo la notte nel Getsemani, la passione, la via della croce, le tre ore inchiodato al patibolo, le tre ore dell\u2019agonia del Padre nella mente del Figlio. Ma muore pregando. Il Salmo del Servo di\u00a0 Dio straziato \u00e8 l\u2019ultima parola intelligibile prima che l\u2019agonia si completi. Qualcuno pensa ancora a qualche straordinario portento. Qualcuno, forse, comprende quel citare le scritture e gi\u00e0 pensa ad attivarsi per far sorvegliare quel corpo. No: alla fine Ges\u00f9 non si sente abbandonato. Dichiara ancora che quella morte \u00e8 il progetto d\u2019amore del Padre. Dalla croce, dal momento in cui si spezza la fragile umanit\u00e0 che Dio ha voluto assumere, incomincia l\u2019inondazione dell\u2019amore. Quella morte \u00e8 il dono che impedisce alla nostra vita di essere priva di speranza, che porta luce nelle tenebre della disperazione, che consola il dolore, che apre l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie Ges\u00f9, per aver vinto la nostra morte, con la tua morte: fa&#8217; che le croci di quanti, come te, muoiono per mano di altri uomini, si trasformino in alberi della vita. Grazie Ges\u00f9, per aver fatto della croce, luogo di sofferenza e di morte, il segno della nostra riconciliazione con il Padre: fa che il tuo sacrificio asciughi tutte le lacrime che sono versate nel mondo, soprattutto quelle di chi, come tua Madre, porta la croce della morte di un innocente. A te, Ges\u00f9, il capo chinato sul legno e il volto ormai spento, la lode adorante e memore, nel giorno che tramonta e nel giorno della luce inestinguibile. Amen. Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>QUATTORDICESIMA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 deposto nel sepolcro<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 46<\/p>\n<p>Giuseppe d&#8217;Arimatea, comprato un lenzuolo, cal\u00f2 il corpo di Ges\u00f9 gi\u00f9 dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro<br \/>\nscavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l&#8217;entrata del sepolcro.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 nel sepolcro. Tutto sembra finito. \u00c8 difficile guardare lontano, scorgere la luce di un nuovo giorno dopo le tenebre che avevano avvolto la terra. Dopo il terribile tuono al momento della morte, il grande silenzio. La nostra vita\u00a0 talvolta sembra un lungo e mesto Sabato Santo, un giorno non solo senza liturgia, ma senza Dio, senza speranza. Ma l\u2019Amore ha sempre storia. Se Dio sembra ritrarsi \u00e8 perch\u00e9 quella storia a volte \u00e8 sotterranea, nascosta. I morti consegnati alla terra e i tanti che non hanno avuto neppure questo gesto d\u2019omaggio non sono destinati all\u2019oblio, al nulla. Il sepolcro non \u00e8 l\u2019ultima tappa. La fede \u00e8 a volte una piccola lampada, ma rischiara la notte del mondo. \u00c8 un\u2019umile luce la nostra fede, ma si fonde con la luce eterna, col giorno del Risorto. Si, il Venerd\u00ec Santo \u00e8 il giorno del buio; il Sabato Santo il giorno del vuoto,dello smarrimento, della paura di quando tutto appare finito, senza futuro. Si il Sabato santo sembra l\u2019ultimo giorno. Ma non lo \u00e8. Chi \u00e8 nel buio della morte sar\u00e0 restituito alla pienezza della luce. L\u2019ultimo giorno \u00e8 la Pasqua. O meglio \u00e8 il primo dei giorni dei tempi nuovi, della Luce che si riaccende, dell\u2019amore che vince.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, tu ti sei fatto il pi\u00f9 piccolo fra gli uomini, ti sei lasciato cadere nella terra come un chicco di grano. Ora, da questo chicco \u00e8 germogliato l&#8217;albero della Vita, che abbraccia l&#8217;universo. Signore, fa che, come le pie donne si recarono di buon mattino alla tua tomba con balsamo ed unguenti, anche noi veniamo incontro a te con gli aromi e i profumi del nostro povero amore. Ges\u00f9, nelle nostre chiese tu sei in attesa: aspetti trepido qualcuno che sappia farsi piccolo e umile come te nell&#8217;Eucaristia, adorarti e testimoniare il tuo amore davanti agli uomini, riconoscerti nel povero e nel sofferente. Fa che ognuno di noi diventi tuo adoratore e tuo testimone nel mistero del tabernacolo eucaristico e nel sacramento dell&#8217;uomo affamato, assetato, infermo. A te, Ges\u00f9, dal volto sereno nella rigida solennit\u00e0 della morte, il nostro amore e la nostra adorazione, in quest&#8217;ora serale e nel giorno che non conosce tramonto. Amen. Padre nostro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Crucis 2009 Meditazioni di Pierluigi Natalia Nel preparare questa Via Crucis, ho voluto modificare lo schema tradizionale delle quattordici stazioni. Non lo ho fatto per un vezzo intellettuale, n&eacute; tanto meno per una mancanza<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/spiritualita\/preghiere-di-giovanni-paolo-ii\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3451,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[176,51,1301,127,2234],"class_list":["entry","author-pierluiginatalia","post-3448","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-spiritualita","tag-gesu","tag-giovanni-paolo-ii","tag-padre-nostro","tag-via-crucis","tag-via-crucis-al-colosseo-2002"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 15:26:10","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3448"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3448"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3448\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3454,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3448\/revisions\/3454"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3451"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}