{"id":3741,"date":"2020-04-16T11:45:21","date_gmt":"2020-04-16T11:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=3741"},"modified":"2020-04-16T12:32:53","modified_gmt":"2020-04-16T12:32:53","slug":"il-dopo-e-gia-cominciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/il-dopo-e-gia-cominciato\/","title":{"rendered":"Il dopo \u00e8 gi\u00e0 cominciato"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 22pt;\"><strong>M<\/strong><\/span>olti si chiedono se questa pandemia segner\u00e0 un prima e un dopo nelle nostre vite. E soprattutto che cosa cambier\u00e0 o dovrebbe cambiare quando tutto questo \u2014 con la sua scia di lutti, sofferenza e sacrifici \u2014 sar\u00e0 finito. Di fronte alle terribili immagini di morte e di dolore che giungono dagli ospedali di un mondo costretto temporaneamente a chiudere,\u00a0 appare difficile persino immaginare un futuro immediato di normalit\u00e0. E allora pi\u00f9 che prefigurare il futuro sarebbe pi\u00f9 opportuno cercare di trarre alcune lezioni dalle vicende vissute in questi drammatici giorni. Perch\u00e9 la distanza relazionale cui siamo costretti oggi non si cristallizzi in freddo distacco domani. Per evitare che tutto torni com\u2019era e sperare di uscirne migliori. Noi e le nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p>Prima di tutto dovremmo iniziare a prendere sul serio gli avvertimenti degli scienziati, smettendo di seviziare e di sfruttare indiscriminatamente la natura, cominciando a rispettarla sul serio, perch\u00e9 presto o tardi presenta il conto. Che talvolta \u00e8 salatissimo. E capire che la Terra potrebbe fare tranquillamente a meno dell\u2019uomo. Basta vedere come in alcune zone la natura stia tentando di riprendersi,\u00a0 in questi giorni di minore attivit\u00e0 umana, lo spazio sottrattole.<\/p>\n<p>Abbiamo imparato che se c\u2019\u00e8 oggi una globalizzazione che funziona davvero, \u00e8 quella delle malattie. Lo sapevamo, certo, e ne avevamo avuto anche dimostrazioni di recente,\u00a0 ma credevamo di poter far fronte a tutto, con la nostra supponente onnipotenza. E invece ci siamo scoperti vulnerabili. Si \u00e8 sottovalutato il rischio. Dopo l\u2019esperienza della Sars c\u2019era l\u2019indicazione di predisporre dei piani anti-pandemia, ma non ci si \u00e8 cautelati nemmeno con i dispositivi pi\u00f9 semplici, come le mascherine, lasciando scoperta persino\u00a0 la prima linea, quella del personale sanitario. Saremo pronti per la prossima?<\/p>\n<p>La globalizzazione della malattia si sta dimostrando poi pi\u00f9 potente di quella economica, peraltro negli anni decisamente fallimentare con il suo carico di ingiustizie e di conseguenti diseguaglianze. Talmente potente da sprofondare la finanza\u00a0 mondiale in una crisi mai vista (anche se qualche squalo sicuramente ne sta gi\u00e0 approfittando). Il tutto con il sovraccarico delle drammatiche conseguenze sull\u2019economia reale, che paga il prezzo pi\u00f9 alto del blocco forzato della maggior parte delle attivit\u00e0 produttive. Anche in questo la risposta non \u00e8 sembrata n\u00e9 adeguata n\u00e9 tempestiva, tantomeno coordinata.\u00a0 Le ricadute negative su occupazione e salari \u2014 e quindi sulle vite delle persone \u2014 dureranno molto pi\u00f9 a lungo di quelle sui mercati finanziari.<\/p>\n<p>In alcuni paesi si \u00e8 per\u00f2 riscoperto il valore di una parola divenuta purtroppo desueta \u2014 welfare\u00a0 \u2014 la cui importanza, per ci\u00f2 che sottende, \u00e8 tornata sotto gli occhi di tutti. Perch\u00e9 tutti hanno apprezzato l\u2019utilit\u00e0\u00a0 di servizi socio-assistenziali in grado di garantire il maggior numero di persone, mentre i paesi che hanno smantellato o molto ridotto il sistema del welfare stanno pagando in termini di vite umane un prezzo pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Italia, che ha un sistema sanitario piuttosto efficiente, pur con notevoli differenze tra nord e sud, si \u00e8 trovata in difficolt\u00e0. Sono finiti sotto accusa la decentralizzazione della gestione, le eccessive privatizzazioni, e soprattutto i tagli pesanti effettuati negli anni a un comparto in cui si \u00e8 introdotto come criterio base quello aziendale. E cos\u00ec il far quadrare i conti \u00e8 andato spesso a scapito della qualit\u00e0 dell\u2019assistenza. Senza dimenticare gli scandali e la corruzione negli appalti, come pure gli sprechi, i soldi buttati in strutture ospedaliere iniziate e non ultimate, o completate e mai entrate in funzione.<\/p>\n<p>Decisioni politiche, inefficienza burocratica e\u00a0 malaffare, dunque, ma non solo. Perch\u00e9 in Italia dietro ai tagli c\u2019\u00e8 anche la scarsit\u00e0 di fondi disponibili per la spesa pubblica. E ci\u00f2 a fronte di una evasione fiscale e di un sommerso che sfiora i duecento miliardi di euro annui.\u00a0 La speranza \u00e8 che chi in questi anni ha eluso il fisco abbia compreso l\u2019enormit\u00e0 del danno arrecato alla comunit\u00e0 e, chiss\u00e0, forse anche a se stesso o ai propri cari in questo drammatico frangente.<\/p>\n<p>Dovremmo\u00a0 dunque riscoprire il senso di responsabilit\u00e0,\u00a0 individuale e collettiva, che sta alla base della civile convivenza e della tutela del bene comune. Quanto sta accadendo dimostra come una societ\u00e0 in cui l\u2019interesse del singolo prevale egoisticamente su quello collettivo fa fatica a uscire dalla crisi. Ha ragione il Papa quando dice che non ci si salva da soli. La lezione pi\u00f9 grande che dovremmo aver imparato da questa pandemia \u00e8 che abbiamo bisogno gli uni degli altri.\u00a0 Ma non ci si salva da soli neppure come popoli. Mai come in questa occasione sarebbe stato necessario mettere da parte i particolarismi, gli interessi nazionali, pensando a una risposta condivisa. L\u2019Europa in particolare dovrebbe avviare una seria riflessione su questi giorni.<\/p>\n<p>Un\u2019altra cosa faremo bene a non dimenticare: la generosit\u00e0 dimostrata da quanti, spesso a rischio della propria vita, non si stanno tirando indietro, ben oltre il senso del dovere, nelle corsie d\u2019ospedale, negli ambulatori o sulle strade per\u00a0 far rispettare i divieti. Ma c\u2019\u00e8 anche una silenziosa schiera di volontari che stanno dando una mano portando il cibo agli anziani, alle persone sole, a quanti ora non hanno pi\u00f9 soldi per mangiare perch\u00e9 senza lavoro, a quelli che continuano a vivere in strada; insomma, quanti si prendono cure delle persone pi\u00f9 fragili. Sono\u00a0 i \u201cveri eroi\u201d indicati dal Papa come esempi ai giovani. Uomini e donne normali che fanno parte di una \u201cfiliera produttiva\u201d non indicata in nessun decreto governativo, ma indispensabile e che non ha mai smesso di funzionare: quella della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Attraverso loro in questi giorni abbiamo avuto\u00a0 modo di riscoprire il senso e il valore della gratuit\u00e0. Magari in futuro sapremo essere a nostra volta altrettanto propensi a donare e a donarci\u00a0 senza pensare a un tornaconto personale, anche se l\u2019amore donato difficilmente \u00e8 senza un ritorno, persino moltiplicato. Inoltre abbiamo riacquistato confidenza con sentimenti forse parzialmente sopiti come quello della gratitudine, anche per gesti piccoli, semplici, eppure importanti.\u00a0 Chiss\u00e0, domani riusciremo a essere meno restii a ringraziare, consapevoli che non tutto ci \u00e8 dovuto. E che molto della societ\u00e0 che ricostruiremo domani sar\u00e0 segnato dalla qualit\u00e0 dei rapporti interpersonali che, gettate finalmente mascherine e altre maschere, saremo in grado di costruire con autenticit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine,\u00a0 costretti a stare di pi\u00f9 in casa, con pi\u00f9 tempo per i nostri cari, stiamo avendo l\u2019occasione di riscoprire il valore dell\u2019attenzione e l\u2019importanza della tenerezza verso le persone\u00a0 che ci sono accanto, la cui presenza talvolta diamo per scontata. Anche una semplice carezza, un gesto gentile, una parola detta con amore possono fare la differenza. Cos\u00ec come una telefonata in pi\u00f9 a chi in questo momento \u00e8 solo o lontano, anche per dirgli solo: per te ci sono ancora. L\u2019importante \u00e8 non dimenticarsene dopo.<\/p>\n<p>Quel\u00a0 dopo che ora non riusciamo a immaginare con chiarezza e lucidit\u00e0, ma che dovrebbe ripartire da qui. E che forse \u00e8 gi\u00e0 cominciato.<\/p>\n<p>(\u00a9L&#8217;Osservatore Romano, 11 aprile 2020)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti si chiedono se questa pandemia segner&agrave; un prima e un dopo nelle nostre vite. 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