{"id":3848,"date":"2020-04-24T03:04:31","date_gmt":"2020-04-24T03:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=3848"},"modified":"2020-04-24T05:10:14","modified_gmt":"2020-04-24T05:10:14","slug":"3848","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/spiritualita\/3848\/","title":{"rendered":"Una riflessione: Dio o gli idoli?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Dio<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u201cIo sono il Signore Dio tuo\u201d (Dt 5,6a)<\/p>\n<p>Il padre Mariano da Torino riusciva a spiegare l\u2019esistenza di Dio con grande semplicit\u00e0 e chiarezza: \u201cIl credo dell\u2019ateo (poich\u00e9 anche lui ne ha uno) suona molto strano: credo in tutto ci\u00f2 che \u00e8 irragionevole: nell\u2019orologio senza orologiaio, nel quadro senza pittore, nel figlio senza padre\u201d. In realt\u00e0 la ragione \u00a0 stessa ci avverte che occorre che ci sia una causa per ogni realt\u00e0 che esiste\u201d.<\/p>\n<p>In verit\u00e0 ci vogliono pi\u00f9 arzigogoli per tentare di negare Dio che per\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 affermarlo. Dio \u00e8 \u201cil Tutto\u201d della vita, l\u2019assoluto, l\u2019indispensabile; \u00e8 l\u2019unico punto\u00a0 \u00a0 di riferimento, l\u2019unico metro di misura di ogni realt\u00e0 animata e inanimata; lui \u00e8 il centro, il fulcro, il cuore di ogni cosa. Si parte da Dio per tornare sempre e soltanto a Dio.<\/p>\n<p>Nel libro del Qo\u00e8let si legge un\u2019affermazione che, secondo i biblisti moderni, costituisce il centro di tutta l\u2019opera: \u201cDio ha messo l\u2019infinito nel cuore degli uomini, senza che possano capire l\u2019opera che egli ha compiuto (in loro) (Qo 3,11). L\u2019uomo ha esigenze interiori infinite ed \u00e8 circondato da ogni parte da realt\u00e0 finite, che non sono in grado di rispondere alle sue aspirazioni. Di qui l\u2019insopprimibile anelito vero l\u2019infinito.<\/p>\n<p>Giustamente il \u201cCatechismo della Chiesa Cattolica\u201d insegna che \u201cil desiderio di Dio \u00e8 inscritto nel cuore dell\u2019uomo, perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a s\u00e9 l\u2019uomo e soltanto in Dio l\u2019uomo trover\u00e0 la verit\u00e0 e la felicit\u00e0 che cerca senza posa\u201d (CCC, 27). \u201cLa ragione pi\u00f9 alta della dignit\u00e0 dell\u2019uomo \u2013 aggiunge il Concilio \u2013 consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio\u201d (GSp, 19).<\/p>\n<p>Lo conferma anche sant\u2019Agostino aprendo le sue \u201cConfessioni\u201d: \u201cCi hai fatti per te, o Signore, ed \u00e8 inquieto il nostro cuore finch\u00e9 non riposa in te\u201d. Si il richiamo dell\u2019Assoluto \u00e8 inscritto nel pi\u00f9 profondo del cuore dell\u2019uomo. Gi\u00e0 l\u2019autore del salmo 42-43 aprendosi con l\u2019immagine della cerva assetata, \u201clascia intravedere un\u2019ansia vitale, Dio \u00e8 sentito e ansiosamente cercato come l\u2019assetato cerca l\u2019acqua: \u201cha sete di Dio\u201d:<\/p>\n<p>\u201cCome la cerva anela ai corsi d\u2019acqua,<\/p>\n<p>cos\u00ec l\u2019anima mia anela a te, o Dio.<\/p>\n<p>L\u2019anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verr\u00f2 e vedr\u00f2 il volto di Dio?\u201d (Sal 42-43, 2-3).<\/p>\n<p>Gli oranti ispirati della Bibbia avvertono in modo bruciante di continuo l\u2019anelito al divino: \u201cSolo in Dio riposa l\u2019anima mia; \/ lui solo \u00e8 mia rupe e mia salvezza, \/ mia roccia di difesa: non potr\u00f2 vacillare\u201d (Sal 61, 1-3); \u201cin pace mi corico e subito mi addormento, \/ perch\u00e9 tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare\u201d (Sal 4, 9).<\/p>\n<p>L\u2019uomo ha sete ed \u201c\u00e8 sete di Dio\u201d. In tutta la sua vita dall\u2019alba al tramonto dall\u2019infanzia fino a tarda et\u00e0 \u00e8 sospinto in modo irresistibile a cercare sempre oltre: oltre il breve orizzonte, oltre ci\u00f2 che ha gi\u00e0 scoperto e conquistato, oltre le aspirazioni contingenti.<\/p>\n<p>Quindi l\u2019uomo pu\u00f2 essere definito essenzialmente come un inquieto cercatore permanente di Dio. E\u2019 preso dall\u2019ansia a cercare oltre e spesso fatica non poco a trovare risposte alle domande pi\u00f9 profonde del suo cuore; cerca risposte all\u2019inestinguibile sete di felicit\u00e0, all\u2019immensa aspirazione all\u2019amore potente e irradiante, all\u2019amore che vince la morte.<\/p>\n<p>\u201cLa terra offre all\u2019uomo tutto il necessario per la vita del corpo \u2013 scrive il padre Gabriele Adani -, ma non gli offre ci\u00f2 che lo pu\u00f2 fare felice. Ogni bene terreno lascia insoddisfatti, porta il germe dell\u2019insufficienza e non soddisfa la sete e la fame di vera felicit\u00e0 e di vita dell\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>Dio infinito e trascendente non potr\u00e0 mai essere raggiunto e posseduto in modo esauriente dall\u2019uomo. E proprio di qui si ha il suo perenne slancio di ricerca di conoscenza di esperienza. Ed \u00e8 per questo che sant\u2019Agostino si rivolge a Dio con una struggente invocazione: \u201cSignore mio Dio, unica mia speranza, fa\u2019 che stanco non smetta di cercarti, ma cerchi il tuo volto sempre con ardore\u201d.<\/p>\n<p>Il bisogno dell\u2019uomo di intrecciare un dialogo con Dio riveste carattere di necessit\u00e0. Non pu\u00f2 fare a meno di Dio. In modo squisitamente plastico, il santo Curato d\u2019Ars, ci conferma la necessit\u00e0 della ricerca di Dio da parte dell\u2019uomo: \u201cIl pesce cerca forse l\u2019albero? No! Si lancia nell\u2019acqua. L\u2019uccello sta forse in terra? No! Si libra nell\u2019aria. E l\u2019uomo? L\u2019uomo \u00e8 creato per amore e sar\u00e0 inquieto finch\u00e9 non trova Dio\u201d.<\/p>\n<p>Sussiste dunque il serio e affascinante impegno di dare un senso e un fine al nostro peregrinare nella ricerca: il felice approdo \u00e8 nel riposo tra le braccia del Padre. Dio onnisciente e onnipotente si rivela quando, dove e come vuole e, al dire scherzoso del noto scrittore russo Lev Tolstoj, \u201cegli esiste ma non ha nessuna fretta di farlo sapere\u201d.<\/p>\n<p>Certo, anche il cercare Dio \u00e8 una grazia, un dono che bisogna saper meritare in modo sempre nuovo. Sant\u2019Anselmo lo conferma con la sua preghiera rivolta al Signore stesso: \u201cInsegnami a cercarti e mostrati quando ti cerco, per\u00f2 non posso cercarti se tu non m\u2019insegni n\u00e9 trovarti se tu non ti mostri\u201d. Egli \u00e8 nella coscienza di ogni uomo che si dibatte tra le miserie della vita e le grandezze dello spirito alle quali anela.<\/p>\n<p>La straordinaria consolante certezza \u00e8 che Dio non pu\u00f2 morire nel cuore dell\u2019uomo. Egli dorme accantonato o ignorato, ma \u00e8 sempre tanto vivo; basta un lieve risveglio e subito si rivela in modo nuovo, amabile e tenero. Ma vuole essere l\u2019unico nostro Dio e ci ricorda di continuo l\u2019imperativo assoluto delle \u201cDieci parole\u201d: \u201cnon avrai altri dei di fronte a me\u201d.<\/p>\n<p>Un secolo fa il filosofo ed economista Carlo Marx (1818-1883) puntando tutto sull\u2019ateismo e sul materialismo, credeva di far scomparire il bisogno di Dio nel cuore dell\u2019uomo. \u201cMa Dio \u2013 come ribadiva lo scrittore e drammaturgo Graham Green (1904-1991) \u2013 non cessa di esistere quando gli uomini cessano di credere in lui\u201d. Dio non muore e non pu\u00f2 morire, e non morir\u00e0, nonostante gli attacchi di ieri, di oggi e di domani.<\/p>\n<p>Il noto teologo Juan Ar\u00ecas nel suo libro Il Dio in cui non credo ha una pagina che \u00e8 in perfetta sintonia con questa nostra riflessione. Scrive testualmente:<\/p>\n<p>\u201cIl mio Dio \u00e8\u00a0 Colui in cui credo senza vederlo, che amo senza toccarlo,<\/p>\n<p>in cui spero senza sentirlo e che possiedo senza meritarlo.<\/p>\n<p>Il mio Dio \u00e8\u00a0 \u00a0Intimo e trascendente, dolce e violento,\u00a0 \u00a0\u00e8 eterno e nasce nel tempo.<\/p>\n<p>Il mio Dio \u00e8 meraviglioso, ineffabile, unico\u201d.<\/p>\n<p>Mi sembra sia giusto trascrivere qui il ben comprensibile sfogo del noto scrittore franco-americano Antoine de Saint-Exupery espresso in un momento di rabbia impotente: \u201cIo odio con tutte le mie forze il mio tempo. L\u2019uomo muore di sete. C\u2019\u00e8 un solo problema, uno solo: restituire agli uomini un significato spirituale, un\u2019inquietudine spirituale. Non si pu\u00f2 vivere all\u2019infinito di frigoriferi, di politica, di bilanci, di parole crociate. Non \u00e8 possibile!\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16pt;\"><strong>Gli idoli<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u201cNon avrai altri dei di fronte a me\u201d (Dt 5, 7a)<\/p>\n<p>Il testo ebraico traduce letteralmente: \u201cNon avrai altri dei davanti alla mia faccia (\u2018al pan\u00e0i). La TOB (la traduzione ecumenica della Bibbia) rende il testo cos\u00ec: \u201cTu n\u2019auras d\u2019autres dieux face a moi\u201d. Nel catechismo di san Pio X\u00b0 leggiamo: \u201cIo sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me\u201d.<\/p>\n<p>Nelle culture orientali antiche imperava il politeismo, l\u2019idolatria. E questa \u00e8 stata anche la grande e continua tentazione d\u2019Israele: riservare un posto privilegiato al Dio dei nostri padri, ma lasciare anche qualche spazio e qualche considerazione ad altri dei.<\/p>\n<p>Gli autori ispirati (soprattutto i profeti e i salmisti) non perdono occasione per scagliarsi con santo zelo contro gli idoli falsi e ingannevoli. Lutero designava gli idoli con un\u2019espressione latina come simiae Dei, cio\u00e8 come scimmie o scimmiottature di Dio. Riferiamo alcuni versetti del salmo 115:<\/p>\n<p>\u201cGli idoli delle genti sono argento\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0e oro, opera delle mani dell\u2019uomo.\u00a0 \u00a0 \u00a0 Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono.\u00a0 Hanno orecchie non odono, hanno narici e non odorano.<\/p>\n<p>Hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano; dalla gola non emettono suoni. Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida\u201d (Sal 115, 4-5).<\/p>\n<p>L\u2019idolatria viene sottolineata con acuta introspezione anche dal profeta Geremia quando si rivolge al popolo di Dio che con insana caparbiet\u00e0 ha scelto gli idoli invece di Dio: \u201cDa sempre hai spezzato il tuo giogo e hai lacerato i tuoi legami e dici: \u201cNon voglio servirti!\u201d (Ger 2,20). \u201cDue cose sono ben radicate in me \u2013 scrive Romano Guardini -: l\u2019impotenza al bene e la potenza formidabile del male\u201d.<\/p>\n<p>E purtroppo avviene che escludendo Dio dalla propria vita si incappa nell\u2019idolatria, perch\u00e9 l\u2019uomo non pu\u00f2 restare senza tensione interiore, senza slanci spirituali: al posto di Dio subentrano idoli, pochi o molti, non fa la differenza.<\/p>\n<p>E questi non stanno cheti in un angolo del cuore. No! Reclamano invece attenzione, tempo e incenso\u2026! Pretendono ascolto e umile e pronto servizio. Gli idoli con i loro tentacoli avviluppano il cuore dell\u2019uomo e lo rendono schiavo triste e smarrito.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 ancora Geremia che lo conferma: \u201cEssi dicono a un pezzo di legno: Tu sei mio padre, e a una pietra: Tu sei mia madre. Si!\u00a0 Hanno voltato verso di me le spalle e non la faccia\u201d (Ger 2,27); \u201channo seguito vanit\u00e0 \u00a0 e son diventati essi stessi vanit\u00e0\u201d (Ger 2,5).<\/p>\n<p>L\u2019idolatria spinge all\u2019adorazione di qualche \u201cvitello d\u2019oro\u201d al posto del vero e unico Dio. L\u2019idolo \u00e8 l\u2019oggetto o la persona che nel cuore dell\u2019uomo ha preso il posto di Dio. Ma gli idoli sono \u201cvani\u201d, inconsistenti, incapaci di sostenere nelle fatiche della vita e di rispondere alle reali esigenze dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Si preferisce lasciar crescere la stoltezza dell\u2019indifferenza. Eppure nessun interrogativo \u00e8 cos\u00ec esistenziale e concreto come quello che tocca la sfera intima della vita: lo spirito, il cuore! L\u2019idolo \u00e8 un dio assente, \u00e8 un dio privo di Dio.<\/p>\n<p>Il \u201cvitello d\u2019oro\u201d \u00e8 il simbolo prepotente di una umanit\u00e0 massificata \u2013 scrive con una punta di amarezza don Giancarlo Setti -, che rinuncia ad esprimere una ricchezza contenuta nel cuore dei singoli individui che non sanno pi\u00f9 essere s\u00e9 stessi e che si unificano in queste adorazioni o incensazioni comunitarie, al di fuori dell\u2019unica sostanziale, quella di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Gli idoli si chiamano: potere, successo, prestigio, denaro, avidit\u00e0, sesso, bellezza,\u00a0 \u00a0 droga..; lentamente si collocano alla guida della nostra esistenza, ci dominano, gestiscono ogni momento della nostra giornata e diventano l\u2019unico e supremo fine della nostra vita.<\/p>\n<p>Nell\u2019incontro internazionale dei catechisti, il 29 settembre 2013, papa Francesco ha affermato con estrema franchezza che \u201ccolui che adora gli idoli perde il suo volto, l\u2019immagine e la somiglianza con Dio e finisce per apparire come se fosse fatto a immagine e somiglianza delle cose, degli idoli\u201d.<\/p>\n<p>E nell\u2019udienza generale del mercoled\u00ec, 11 gennaio di quest\u2019anno, il Santo Padre ha precisato: \u201cA volte cerchiamo le sicurezze in un dio che possa piegarsi alle nostre richieste e magicamente intervenire per cambiare la realt\u00e0 e renderla come noi la vogliamo; un idolo appunto che in quanto tale non pu\u00f2 fare nulla, impotente e menzognero\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDove scompare Dio \u2013 afferma il papa emerito Benedetto XVI \u2013 l\u2019uomo cade nella schiavit\u00f9 di idolatrie, come hanno mostrato, nel nostro tempo, i regimi totalitari e come mostrano anche diverse forme del nichilismo, che rendono l\u2019uomo dipendente da idoli, da idolatrie; lo schiavizzano\u201d.<\/p>\n<p>Il rifiuto di Dio porta l\u2019uomo a rompere il cordone ombelicale che lega la creatura al Creatore, come garanzia di vita. Si pu\u00f2 dire che l\u2019uomo \u00e8 quel che \u00e8 la sua relazione con Dio. E\u2019 appunto questa relazione che, unica, d\u00e0 la vera identit\u00e0 dell\u2019uomo. Per cui il peccato del rifiuto di Dio produce un profondo dissesto nell\u2019uomo: in tutte le dimensioni del suo essere, fisico e spirito.<\/p>\n<p>E cos\u00ec tristemente avviene che colui che sognava di diventare come Dio, si ritrova ad essere scompaginato nel profondo di se stesso e \u201cdeglorificato nel suo essere\u201d come afferma il teologo ebraista tedesco Franz Delitzsch (1813-1890). E ci\u00f2 perch\u00e9 \u201cha abbandonato la sorgente d\u2019acqua viva \u2013 chiosa Geremia \u2013 per scavarsi cisterne, cisterne screpolate incapaci di contenere acqua\u201d (Ger 2,13).<\/p>\n<p>Volendo liberarsi da Dio, l\u2019uomo si fa dio e si aliena da se stesso e altera profondamente un quadruplice rapporto: con Dio, col prossimo, con il creato e con s\u00e9 stesso. Non esiste peccato inoffensivo, che non danneggia nulla e nessuno. E\u2019 vero il contrario: ogni peccato si ripercuote su tutto e su tutti.<\/p>\n<p>\u201cSe mi elevo &#8211; sentenziava saggiamente il grande Leonardo da Vinci -, porto con me il mondo intero; se mi abbasso trascino tutto il mondo in rovina. Come un sasso gettato nell\u2019acqua: il suo colpo si ripercuote in tutte le dimensioni\u201d.<\/p>\n<p>E l\u2019uomo, dopo il peccato, si ritrova smarrito, senza una giusta rotta da seguire e senza un sostegno; esperimenta l\u2019amara realt\u00e0 della destrutturazione personale, in un profondo squilibrio interiore. Egli \u201c\u00e8 debole e peccatore \u2013 precisa il decreto conciliare Gaudium et spes -, non di rado fa quello che non vorrebbe e non fa quello che vorrebbe. Per cui soffre in s\u00e9 stesso una divisione, dalla quale provengono anche tante e cos\u00ec gravi discordie nella societ\u00e0\u201d (GS, 10).<\/p>\n<p>Gli idoli deludono sempre. Dio mai! Il noto filosofo e psicologo tedesco Erich Fromm (1900-1980), nella sua opera Sarete come dei offre serie indicazioni: \u201cL\u2019uomo trasferisce le sue passioni e qualit\u00e0 nell\u2019idolo. Pi\u00f9 egli si svuota, pi\u00f9 l\u2019idolo si ingrandisce e si fortifica. L\u2019idolo \u00e8 la forma alienata dell\u2019esperienza dell\u2019uomo di s\u00e9 stesso. Adorandolo, l\u2019uomo si adora\u2026L\u2019idolo \u00e8 una cosa e non ha vita. Dio al contrario \u00e8 un Dio vivente\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 una vera scelta dissennata dare spazio agli idoli nel proprio cuore perch\u00e9, come insegna il salmista, la verit\u00e0 \u00e8 che \u201csono un soffio i figli di Adamo, \/una menzogna tutti gli uomini, \/ insieme sulla bilancia, sono meno di un soffio. \/Non confidate sulla violenza, \/ non idolatrate la rapina, \/alla ricchezza anche se abbonda, \/ non attaccate il cuore\u201d (Sal 62, 10-11).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dio &ldquo;Io sono il Signore Dio tuo&rdquo; (Dt 5,6a) Il padre Mariano da Torino riusciva a spiegare l&rsquo;esistenza di Dio con grande semplicit&agrave; e chiarezza: &ldquo;Il credo dell&rsquo;ateo (poich&eacute; anche lui ne ha uno) suona<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/spiritualita\/3848\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":3851,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[2428,601,2422,2288,86,2423,2431,2430,2429,2425,2433,2427,555,252,2432,413,2424,2426],"class_list":["entry","author-ubaldoterrinoni","post-3848","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-spiritualita","tag-ateo","tag-bibbia","tag-carlo-marx","tag-catechismo-della-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-graham-green","tag-idolatria","tag-idoli","tag-juan-arias","tag-lev-tolstoi","tag-lev-tolstoj","tag-padre-gabriele-adani","tag-padre-mariano-da-torino","tag-qoelet","tag-romano-guardini","tag-santagostino","tag-santanselmo","tag-santo-curato-dars"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 09:14:16","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3848"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3848"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3848\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3856,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3848\/revisions\/3856"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3851"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}