{"id":3862,"date":"2020-04-25T05:50:20","date_gmt":"2020-04-25T05:50:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=3862"},"modified":"2020-04-26T09:35:27","modified_gmt":"2020-04-26T09:35:27","slug":"lafrica-chiama-alla-solidarieta-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/lafrica-chiama-alla-solidarieta-globale\/","title":{"rendered":"L&#8217;Africa chiama alla solidariet\u00e0 globale"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"font-size: 16pt;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Ancora contenuta la diffusione del coronavirus ma preoccupano la tenuta del sistema sanitario e le ricadute economiche (pubblicato il 22 aprile)<\/span>\u00a0<\/strong><\/span><\/h1>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>S<\/strong><\/span>ono trascorsi oltre due mesi da quando venne diagnosticato il primo caso di infezione da coronavirus in Africa. Lo annunci\u00f2 il 14 febbraio\u00a0 il ministero della salute egiziano, precisando che si trattava di un paziente straniero. Ebbene, allo stato attuale, stando agli ultimi dati ufficiali del Centro di controllo delle malattie sotto l\u2019egida dell\u2019Unione Africana (Cdc Africa), diramati il 21 aprile scorso, sono stati registrati a livello continentale 1.158 decessi causati dal Covid-19, 23.505 contagi e 5.833 ricoveri.<\/p>\n<p>Da rilevare che volendo\u00a0 confrontare questi dati con la popolazione africana \u2013 oltre un miliardo e 300 milioni \u2013 non siamo ancora di fronte a quello scenario catastrofico che tutti, ancora oggi, ritengono non solo possibile, ma probabile. Si teme naturalmente che i casi possano essere molti di pi\u00f9 per la debolezza del sistema sanitario continentale che, nelle condizioni attuali, non \u00e8 in grado di monitorare le possibili catene di contagio locali capaci di scatenare processi di moltiplicazione e dunque di propagazione della pandemia. Il direttore generale dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, lo scorso weekend, ha lanciato l\u2019allarme: \u00abNell&#8217;ultima settimana i casi confermati di coronavirus in Africa sono aumentati del 51% e il numero delle morti accertate del 60%\u00bb, ma in mancanza di kit per i test\u00a0 \u00ab\u00e8 verosimile che i numeri siano pi\u00f9 alti\u00bb.<\/p>\n<p>Questo, in sostanza, significa che forse bisogna prepararsi al peggio. La rincipale\u00a0 preoccupazione riguarda non solo la diagnostica, ma soprattutto la mancanza di farmaci impiegabili e di ventilatori polmonari: nella Repubblica Centrafricana, ad esempio, risultano essercene solo tre. Si tenga presente che stiamo parlando, in termini generali, di paesi segnati da un basso rapporto di medici per popolazione &#8211; in media in\u00a0 medico ogni 5.000\u00a0 persone &#8211; e da una spesa sanitaria media pari ad appena il 5% del gi\u00e0 scarso Prodotto interno lordo (Pil) continentale. Dunque, la capacit\u00e0 di gestione e di risposta del sistema sanitario, a livello sia urbano sia\u00a0 rurale, \u00e8 ritenuta scarsa e inadeguata.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie \u00e8 che qualcosa non torni. Infatti, se da una parte la gestione clinica dei pazienti contagiati e la diagnosi laboratoriale, a livello continentale, sono problematiche, dall\u2019altra vi \u00e8 sempre stata la convinzione che l\u2019allarme sarebbe scattato, soprattutto nelle strutture ospedaliere urbane, in conseguenza dell\u2019aumento dell\u2019incidenza dei ricoveri. E al momento, stando sempre al Cdc Africa, sono poco meno di seimila in un continente tre volte l\u2019Europa. Da rilevare che in molte citt\u00e0 africane, come Nairobi, Kampala, Lagos, vi sono innumerevoli baraccopoli con un\u2019altissima densit\u00e0 di popolazione. Viene pertanto spontaneo domandarsi quali possano essere le ragioni che finora hanno evitato che si evidenziasse un picco dei decessi all\u2019interno di questi agglomerati urbani, come anche negli ospedali. A ci\u00f2 si aggiunga il fatto che in Africa, per ragioni economiche ed imprenditoriali, vi \u00e8 una presenza considerevole di cinesi, alcuni dei quali avrebbero potuto veicolare il Covid-19, prima ancora che il virus giungesse in Europa.<\/p>\n<p>Potrebbero esservi forse almeno due elementi in grado di attenuare l\u2019impatto del coronavirus in Africa. Anzitutto, il fatto che la letalit\u00e0, cos\u00ec com\u2019\u00e8 stata registrata negli altri continenti, interessi prevalentemente la popolazione pi\u00f9 anziana, mentre l\u2019impatto \u00e8 meno rilevante per le giovani generazioni. Considerando che in Africa oltre il 60% della popolazione \u00e8 sotto i 25 anni, gli effetti della pandemia dovrebbero rivelarsi pi\u00f9 contenuti rispetto ad altre parti del mondo. A ci\u00f2 si aggiunga una particolare predisposizione genetica delle popolazioni nilotiche e bantu a resistere maggiormente all\u2019aggressione virale, anche se naturalmente la cautela \u00e8 d\u2019obbligo perch\u00e9 del Covid-19 la comunit\u00e0 scientifica internazionale sa ancora troppo poco.<\/p>\n<p>Ad esempio, proprio in Europa, si sta riscontrando che le problematiche cardiovascolari, anche in soggetti pi\u00f9 \u201cgiovani\u201d affetti dal virus, siano spesso alla base di complicazioni al decorso del quadro, anche indipendentemente dalla situazione respiratoria. Detto questo, \u00e8 innegabile la resilienza delle popolazioni autoctone africane costrette a convivere con altre malattie endemiche come quelle tropicali neglette (Mtn) per non parlare delle tre\u201cbig ones\u201d, cio\u00e8\u00a0 malaria, Aids e tubercolosi, o di epidemie particolarmente gravi seppur territorialmente circoscritte come ebola, che tra 2013 e 2014 ha investito l\u2019Africa occidentale (Liberia, Sierra Leone, Guinea) e, pi\u00f9 recentemente, il settore nordorientale della Repubblica Democratica del Congo (Kivu e Ituri), con tassi di letalit\u00e0 intorno al 50%.<\/p>\n<p>Ma attenzione, non \u00e8 tutto qui: l\u2019Africa subsahariana \u00e8 l\u2019area geografica dove li cosiddette \u201cfake drugs\u201d (farmaci contraffatti) sono pi\u00f9 diffuse: il 42% dei casi rilevati a livello globale. Sebbene nel continente africano risulti ancora difficile avere un computo esatto delle fake drugs in circolazione, si ritiene che la percentuale sia compresa, a seconda dei paesi, tra il 30 e il 60% del totale in commercio. Ecco che allora il coronavirus di cui sopra rappresenta davvero l\u2019ultima di una lunga serie di sciagure per l\u2019Africa. \u00c8 evidente che la priorit\u00e0 per le autorit\u00e0 sanitarie nazionali deve rimanere quella del salvataggio delle vite umane e della protezione dei mezzi di sussistenza rafforzando i presidi ospedalieri e intraprendendo azioni rapide per scongiurare le interruzioni nelle catene di approvvigionamento alimentare.<\/p>\n<p>E qui si apre il triste capitolo delle ricadute economiche della crisi sanitaria globale sul continente africano. In Africa, infatti, l&#8217;annunciata spinta recessiva per l&#8217;impatto del Covid-19 avr\u00e0 conseguenze molto pi\u00f9 drammatiche che in ogni altra regione del mondo.\u00a0 A questo proposito la Banca Mondiale (Bm), in un suo report pubblicato gioved\u00ec 9 aprile, ha ipotizzato che la crescita economia dell\u2019Africa subsahariana possa contrarsi \u00abdal +2,4% nel 2019 al -2,1% nel 2020\u00bb, precisando che si tratterebbe della \u201cprima recessione nel corso degli ultimi 25 anni\u201d. Considerando che il valore assoluto del Pil stimato per il 2019 dell\u2019Africa risultava di oltre 2.400 miliardi di dollari &#8211; una cifra ancora molto bassa se paragonata a quella dell\u2019Italia che per lo stesso periodo aveva una previsione di circa duemila miliardi &#8211; \u00e8 evidente che lo scenario in Africa \u00e8 drammatico. Sta di fatto che il crollo del turismo e delle esportazioni, la volatilit\u00e0 sulle piazze finanziarie internazionali del prezzo delle commodity (materie prime), petrolio in primis, stanno mettendo in ginocchio le economie nazionali. Stando sempre alla Bm, il coronavirus potrebbe generare nell\u2019Africa subsahariana una crisi della sicurezza alimentare, con previsioni di contrazione della produzione agricola comprese tra il 2,6% e il 7% a seguito di blocchi commerciali. Su queste premesse si fonda la decisione, adottata dai Paesi del G20 di sospendere per un anno il debito dei paesi pi\u00f9 poveri \u2013 tra cui figurano quelli africani \u2013 consentendo un risparmio complessivo di 20 miliardi di dollari. Tutta liquidit\u00e0 che dovrebbe essere investita, oltre che per contrastare la diffusione della pandemia, anche per mitigarne l\u2019impatto della crisi economica.<\/p>\n<p>Ma attenzione: non si tratta di cancellazione del debito. Infatti il denaro dovuto sar\u00e0 spalmato nel tempo e comunque condizioner\u00e0 non poco la ripresa del continente, assommandosi a quello pregresso. L\u2019adozione inoltre di nuovi programmi di prestiti sottoscritti dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e dalla Bm pone lo stesso problema, soprattutto per quanto concerne il meccanismo di rimborso. \u00c8 evidente che per i governi africani, al momento, la priorit\u00e0 deve rimanere quella di contrastare la pandemia, rafforzando i presidi ospedalieri e intraprendendo azioni rapide per scongiurare le interruzioni nelle catene di approvvigionamento alimentare. Ci\u00f2 non toglie che fin d\u2019ora, guardando all\u2019Africa, occorre pensare al \u201cdopo coronavirus\u201d promuovendo scelte all\u2019insegna della solidariet\u00e0 globale, nei confronti in particolare di coloro che vivono nelle periferie del mondo. Per dirla con le parole di papa Francesco, questa solidariet\u00e0 \u201cSe la viviamo,\u00a0 noi siamo nel mondo segno, sacramento dell\u2019amore di Dio. Lo siamo gli uni per gli altri e lo siamo per tutti!\u201d.<\/p>\n<p>(\u00a9L\u2019Osservatore Romano, 22 aprile 2020)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora contenuta la diffusione del coronavirus ma preoccupano la tenuta del sistema sanitario e le ricadute economiche (pubblicato il 22 aprile)&nbsp; Sono trascorsi oltre due mesi da quando venne diagnosticato il primo caso di infezione<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/lafrica-chiama-alla-solidarieta-globale\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":3744,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,2349],"tags":[2402,266,2442,2440,2139,2222,577,2449,2446,2447,2448,2439,2445,2403,2444,2450,1777,2443,2441],"class_list":["entry","author-giulioalbanese","post-3862","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-indicazioni-di-senso","tag-organizzazione-mondiale-della-sanita","tag-africa","tag-cdc-africa","tag-centro-di-controllo-delle-malattie","tag-coronavirus","tag-covid-19","tag-europa","tag-guinea","tag-kampala","tag-lagos","tag-liberia","tag-ministero-della-salute-egiziano","tag-nairobi","tag-oms","tag-repubblica-centrafricana","tag-repubblica-democratica-del-congo","tag-sierra-leone","tag-tedros-adhanom-ghebreyesus","tag-unione-africana"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 07:00:31","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3862"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3862"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3862\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3899,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3862\/revisions\/3899"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3862"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3862"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3862"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}