{"id":4280,"date":"2020-05-13T12:30:31","date_gmt":"2020-05-13T12:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=4280"},"modified":"2020-06-23T14:15:43","modified_gmt":"2020-06-23T14:15:43","slug":"papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-13-maggio-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/papa-francesco\/papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-13-maggio-2020\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Udienza generale di mercoled\u00ec 13 maggio 2020"},"content":{"rendered":"<p>Biblioteca Palazzo Apostolico<\/p>\n<p><b>Catechesi: 2. La preghiera del cristiano<\/b><\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>F<\/strong><\/span>acciamo oggi il secondo passo nel cammino di catechesi sulla preghiera,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/audiences\/2020\/documents\/papa-francesco_20200506_udienza-generale.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">iniziato la settimana scorsa<\/a>.<\/p>\n<p>La preghiera appartiene a tutti: agli uomini di ogni religione, e probabilmente anche a quelli che non ne professano alcuna. La preghiera nasce nel segreto di noi stessi, in quel luogo interiore che spesso gli autori spirituali chiamano \u201ccuore\u201d (cfr\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ccc_it\/documents\/2663cat669-752.PDF\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Catechismo della Chiesa Cattolica<\/a><\/i>, 2562-2563). A pregare, dunque, in noi non \u00e8 qualcosa di periferico, non \u00e8 qualche nostra facolt\u00e0 secondaria e marginale, ma \u00e8 il mistero pi\u00f9 intimo di noi stessi. \u00c8 questo mistero che prega. Le emozioni pregano, ma non si pu\u00f2 dire che la preghiera sia solo emozione. L\u2019intelligenza prega, ma pregare non \u00e8 solo un atto intellettuale. Il corpo prega, ma si pu\u00f2 parlare con Dio anche nella pi\u00f9 grave invalidit\u00e0. \u00c8 dunque tutto l\u2019uomo che prega, se prega il suo \u201ccuore\u201d.<\/p>\n<p>La preghiera \u00e8 uno slancio, \u00e8 un\u2019invocazione che va oltre noi stessi: qualcosa che nasce nell\u2019intimo della nostra persona e si protende, perch\u00e9 avverte la nostalgia di un incontro. Quella nostalgia che \u00e8 pi\u00f9 di un bisogno, pi\u00f9 di una necessit\u00e0: \u00e8 una strada. La preghiera \u00e8 la voce di un \u201cio\u201d che brancola, che procede a tentoni, in cerca di un \u201cTu\u201d. L\u2019incontro tra l\u2019\u201cio\u201d e il \u201cTu\u201d non si pu\u00f2 fare con le calcolatrici: \u00e8 un incontro umano e tante volte si procede a tentoni per trovare il \u201cTu\u201d che il mio \u201cio\u201d sta cercando.<\/p>\n<p>La preghiera del cristiano nasce invece da una rivelazione: il \u201cTu\u201d non \u00e8 rimasto avvolto nel mistero, ma \u00e8 entrato in relazione con noi. Il cristianesimo \u00e8 la religione che celebra continuamente la \u201cmanifestazione\u201d di Dio, cio\u00e8 la sua epifania. Le prime feste dell\u2019anno liturgico sono la celebrazione di questo Dio che non rimane nascosto, ma che offre la sua amicizia agli uomini. Dio rivela la sua gloria nella povert\u00e0 di Betlemme, nella contemplazione dei Magi, nel battesimo al Giordano, nel prodigio delle nozze di Cana. Il Vangelo di Giovanni conclude con un\u2019affermazione sintetica il grande inno del Prologo: \u00abDio nessuno l\u2019ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che \u00e8 nel seno del Padre, lui lo ha rivelato\u00bb (1,18). \u00c8 stato Ges\u00f9 a rivelarci Dio.<\/p>\n<p>La preghiera del cristiano entra in relazione con il Dio dal volto tenerissimo, che non vuole incutere alcuna paura agli uomini. Questa \u00e8 la prima caratteristica della preghiera cristiana. Se gli uomini erano da sempre abituati ad avvicinarsi a Dio un po\u2019 intimiditi, un po\u2019 spaventati da questo mistero affascinante e tremendo, se si erano abituati a venerarlo con un atteggiamento servile, simile a quello di un suddito che non vuole mancare di rispetto al suo signore, i cristiani si rivolgono invece a Lui osando chiamarlo in modo confidente con il nome di \u201cPadre\u201d. Anzi, Ges\u00f9 usa l\u2019altra parola: \u201cpap\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il cristianesimo ha bandito dal legame con Dio ogni rapporto \u201cfeudale\u201d. Nel patrimonio della nostra fede non sono presenti espressioni quali \u201csudditanza\u201d, \u201cschiavit\u00f9\u201d o \u201cvassallaggio\u201d; bens\u00ec parole come \u201calleanza\u201d, \u201camicizia\u201d, \u201cpromessa\u201d, \u201ccomunione\u201d, \u201cvicinanza\u201d. Nel suo lungo discorso d\u2019addio ai discepoli, Ges\u00f9 dice cos\u00ec: \u00abNon vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre l\u2019ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perch\u00e9 andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perch\u00e9 tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a015,15-16). Ma questo \u00e8 un assegno in bianco: \u201cTutto quello che chiederete al Padre mio nel mio nome, ve lo concedo\u201d!<\/p>\n<p>Dio \u00e8 l\u2019amico, l\u2019alleato, lo sposo. Nella preghiera si pu\u00f2 stabilire un rapporto di confidenza con Lui, tant\u2019\u00e8 vero che nel \u201cPadre nostro\u201d Ges\u00f9 ci ha insegnato a rivolgergli una serie di domande. A Dio possiamo chiedere tutto, tutto; spiegare tutto, raccontare tutto. Non importa se nella relazione con Dio ci sentiamo in difetto: non siamo bravi amici, non siamo figli riconoscenti, non siamo sposi fedeli. Egli continua a volerci bene. \u00c8 ci\u00f2 che Ges\u00f9 dimostra definitivamente nell\u2019Ultima Cena, quando dice: \u00abQuesto calice \u00e8 la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a022,20). In quel gesto Ges\u00f9 anticipa nel cenacolo il mistero della Croce. Dio \u00e8 alleato fedele: se gli uomini smettono di amare, Lui per\u00f2 continua a voler bene, anche se l\u2019amore lo conduce al Calvario. Dio \u00e8 sempre vicino alla porta del nostro cuore e aspetta che gli apriamo. E alle volte bussa al cuore ma non \u00e8 invadente: aspetta. La pazienza di Dio con noi \u00e8 la pazienza di un pap\u00e0, di uno che ci ama tanto. Direi, \u00e8 la pazienza insieme di un pap\u00e0 e di una mamma. Sempre vicino al nostro cuore, e quando bussa lo fa con tenerezza e con tanto amore.<\/p>\n<p>Proviamo tutti a pregare cos\u00ec, entrando nel mistero dell\u2019Alleanza. A metterci nella preghiera tra le braccia misericordiose di Dio, a sentirci avvolti da quel mistero di felicit\u00e0 che \u00e8 la vita trinitaria, a sentirci come degli invitati che non meritavano tanto onore. E a ripetere a Dio, nello stupore della preghiera: possibile che Tu conosci solo amore? Lui non conosce l\u2019odio. Lui \u00e8 odiato, ma non conosce l\u2019odio. Conosce solo amore. Questo \u00e8 il Dio al quale preghiamo. Questo \u00e8 il nucleo incandescente di ogni preghiera cristiana. Il Dio di amore, il nostro Padre che ci aspetta e ci accompagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Vatican Media Live\" width=\"1333\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/M-RFWoMT574?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biblioteca Palazzo Apostolico Catechesi: 2. La preghiera del cristiano Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Facciamo oggi il secondo passo nel cammino di catechesi sulla preghiera,&nbsp;iniziato la settimana scorsa. 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