{"id":4602,"date":"2020-05-31T09:09:39","date_gmt":"2020-05-31T09:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=4602"},"modified":"2020-05-31T09:12:14","modified_gmt":"2020-05-31T09:12:14","slug":"pentecoste-omelia-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/papa-francesco\/pentecoste-omelia-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"Solennit\u00e0 di Pentecoste, Omelia di Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p><em>Basilica di San Pietro &#8211; Cappella del Santissimo Sacramento<\/em><\/p>\n<p><em>Domenica, 31 maggio 2020<\/em><\/p>\n<p>\u00abVi sono diversi carismi, ma uno solo \u00e8 lo Spirito\u00bb (1 Cor\u00a012,4). Cos\u00ec scrive ai Corinzi l\u2019apostolo Paolo. E prosegue: \u00abVi sono diversi ministeri, ma uno solo \u00e8 il Signore; vi sono diverse attivit\u00e0, ma uno solo \u00e8 Dio\u00bb (vv. 5-6).\u00a0Diversi e uno: San Paolo insiste a mettere insieme due parole che sembrano opporsi. Vuole dirci che lo Spirito Santo \u00e8 quell\u2019uno\u00a0che mette insieme i\u00a0diversi; e che la Chiesa \u00e8 nata cos\u00ec: noi, diversi, uniti dallo Spirito Santo.<\/p>\n<p>Andiamo dunque all\u2019inizio della Chiesa, al giorno di Pentecoste. Guardiamo gli Apostoli: tra di loro c\u2019\u00e8 gente semplice, abituata a vivere del lavoro delle proprie mani, come i pescatori, e c\u2019\u00e8 Matteo, che era stato un istruito esattore delle tasse. Ci sono provenienze e contesti sociali diversi, nomi ebraici e nomi greci, caratteri miti e altri focosi, visioni e sensibilit\u00e0 differenti. Tutti erano differenti. Ges\u00f9 non li aveva cambiati, non li aveva uniformati facendone dei modellini in serie. No. Aveva lasciato le loro diversit\u00e0 e ora li unisce ungendoli di Spirito Santo. L\u2019unione\u00a0\u2013 l\u2019unione di loro diversi \u2013 arriva con l\u2019unzione. A Pentecoste gli Apostoli comprendono la forza unificatrice dello Spirito. La vedono coi loro occhi quando tutti, pur parlando lingue diverse, formano un solo popolo: il popolo di Dio, plasmato dallo Spirito, che tesse l\u2019unit\u00e0 con le nostre diversit\u00e0, che d\u00e0 armonia perch\u00e9 nello Spirito c\u2019\u00e8\u00a0armonia. Lui\u00a0\u00e8\u00a0l\u2019armonia.<\/p>\n<p>Veniamo a noi, Chiesa di oggi. Possiamo chiederci: \u201cChe cosa ci unisce, su che cosa si fonda la nostra unit\u00e0?\u201d. Anche tra noi ci sono diversit\u00e0, ad esempio di opinioni, di scelte, di sensibilit\u00e0. Ma la tentazione \u00e8 sempre quella di difendere a spada tratta le proprie idee, credendole buone per tutti, e andando d\u2019accordo solo con chi la pensa come noi. E questa \u00e8 una brutta tentazione che divide. Ma questa \u00e8 una fede a nostra immagine, non \u00e8 quello che vuole lo Spirito. Allora si potrebbe pensare che a unirci siano le stesse cose che crediamo e gli stessi comportamenti che pratichiamo. Ma c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9: il nostro principio di unit\u00e0 \u00e8 lo Spirito Santo. Lui ci ricorda che anzitutto siamo\u00a0figli amati di Dio; tutti uguali, in questo, e tutti diversi. Lo Spirito viene a noi, con tutte le nostre diversit\u00e0 e miserie, per dirci che abbiamo un solo Signore, Ges\u00f9, un solo Padre, e che per questo siamo fratelli e sorelle! Ripartiamo da qui, guardiamo la Chiesa come fa lo Spirito, non come fa il mondo. Il mondo ci vede di destra e di sinistra, con questa ideologia, con quell\u2019altra; lo Spirito ci vede del Padre e di Ges\u00f9. Il mondo vede conservatori e progressisti; lo Spirito vede figli di Dio. Lo sguardo mondano vede strutture da rendere pi\u00f9 efficienti; lo sguardo spirituale vede fratelli e sorelle mendicanti di misericordia. Lo Spirito ci ama e conosce il posto di ognuno nel tutto: per Lui non siamo coriandoli portati dal vento, ma tessere insostituibili del suo mosaico.<\/p>\n<p>Torniamo al giorno di Pentecoste e scopriamo la prima opera della Chiesa:\u00a0l\u2019annuncio. Eppure vediamo che gli Apostoli non preparano una strategia; quando erano chiusi l\u00ec, nel Cenacolo, non facevano la strategia, no, non preparano un piano pastorale. Avrebbero potuto suddividere la gente in gruppi secondo i vari popoli, parlare prima ai vicini e poi ai lontani, tutto ordinato&#8230; Avrebbero anche potuto aspettare un po\u2019 ad annunciare e intanto approfondire gli insegnamenti di Ges\u00f9, per evitare rischi&#8230; No. Lo Spirito non vuole che il ricordo del Maestro sia coltivato in gruppi chiusi, in cenacoli dove si prende gusto a \u201cfare il nido\u201d. E questa \u00e8 una brutta malattia che pu\u00f2 venire alla Chiesa: la Chiesa non comunit\u00e0, non famiglia, non madre, ma nido. Egli apre, rilancia, spinge al di l\u00e0 del gi\u00e0 detto e del gi\u00e0 fatto, Lui spinge oltre i recinti di una fede timida e guardinga. Nel mondo, senza un assetto compatto e una strategia calcolata si va a rotoli. Nella Chiesa, invece, lo Spirito garantisce l\u2019unit\u00e0 a chi annuncia. E gli Apostoli vanno: impreparati, si mettono in gioco, escono. Un solo desiderio li anima:\u00a0donare quello che hanno ricevuto. \u00c8 bello quell\u2019inizio della Prima Lettera di Giovanni: \u201cQuello che noi abbiamo ricevuto e abbiamo visto, diamo a voi\u201d (cfr 1,3).<\/p>\n<p>Giungiamo finalmente a capire qual \u00e8 il segreto dell\u2019unit\u00e0, il segreto dello Spirito. Il segreto dell\u2019unit\u00e0 nella Chiesa, il segreto dello Spirito \u00e8\u00a0il dono. Perch\u00e9 Egli\u00a0\u00e8\u00a0dono, vive donandosi e in questo modo ci tiene insieme, facendoci partecipi dello stesso dono. \u00c8 importante credere che Dio \u00e8 dono, che non si comporta prendendo, ma donando. Perch\u00e9 \u00e8 importante? Perch\u00e9 da come intendiamo Dio dipende il nostro modo di essere credenti. Se abbiamo in mente un Dio che prende, che si impone, anche noi vorremo prendere e imporci: occupare spazi, reclamare rilevanza, cercare potere. Ma se abbiamo nel cuore Dio che \u00e8 dono, tutto cambia. Se ci rendiamo conto che quello che siamo \u00e8 dono suo, dono gratuito e immeritato, allora anche noi vorremo fare della stessa vita un dono. E amando umilmente, servendo gratuitamente e con gioia, offriremo al mondo la vera immagine di Dio. Lo Spirito,\u00a0memoria vivente della Chiesa, ci ricorda che siamo nati da un dono e che cresciamo donandoci; non conservandoci, ma donandoci.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, guardiamoci dentro e chiediamoci che cosa ci ostacola nel donarci. Ci sono, diciamo, tre nemici del dono, i principali: tre, sempre accovacciati alla porta del cuore: il narcisismo, il vittimismo e il pessimismo.\u00a0Il narcisismo\u00a0fa idolatrare s\u00e9 stessi, fa compiacere solo dei propri tornaconti. Il narcisista pensa: \u201cLa vita \u00e8 bella se io ci guadagno\u201d. E cos\u00ec arriva a dire: \u201cPerch\u00e9 dovrei donarmi agli altri?\u201d. In questa pandemia, quanto fa male il narcisismo, il ripiegarsi sui propri bisogni, indifferenti a quelli altrui, il non ammettere le proprie fragilit\u00e0 e i propri sbagli. Ma anche il secondo nemico,\u00a0il vittimismo, \u00e8 pericoloso. Il vittimista si lamenta ogni giorno del prossimo: \u201cNessuno mi capisce, nessuno mi aiuta, nessuno mi vuol bene, ce l\u2019hanno tutti con me!\u201d. Quante volte abbiamo sentito queste lamentele! E il suo cuore si chiude, mentre si domanda: \u201cPerch\u00e9 gli altri non si donano a me?\u201d. Nel dramma che viviamo, quant\u2019\u00e8 brutto il vittimismo! Pensare che nessuno ci comprenda e provi quello che proviamo noi. Questo \u00e8 il vittimismo. Infine c\u2019\u00e8\u00a0il pessimismo. Qui la litania quotidiana \u00e8: \u201cNon va bene nulla, la societ\u00e0, la politica, la Chiesa\u2026\u201d. Il pessimista se la prende col mondo, ma resta inerte e pensa: \u201cIntanto a che serve donare? \u00c8 inutile\u201d. Ora, nel grande sforzo di ricominciare, quanto \u00e8 dannoso il pessimismo, il vedere tutto nero, il ripetere che nulla torner\u00e0 pi\u00f9 come prima! Pensando cos\u00ec, quello che sicuramente non torna \u00e8 la speranza. In questi tre \u2013 l\u2019idolo narcisista dello specchio, il dio-specchio; il dio-lamentela: \u201cio mi sento persona nelle lamentele\u201d; e il dio-negativit\u00e0: \u201ctutto \u00e8 nero, tutto \u00e8 scuro\u201d \u2013 ci troviamo nella\u00a0carestia della speranza\u00a0e abbiamo bisogno di apprezzare il dono della vita, il dono che ciascuno di noi \u00e8. Perci\u00f2 abbiamo bisogno dello Spirito Santo, dono di Dio che ci guarisce dal narcisismo, dal vittimismo e dal pessimismo, ci guarisce dallo specchio, dalle lamentele e dal buio.<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle, preghiamolo: Spirito Santo, memoria di Dio, ravviva in noi il ricordo del dono ricevuto. Liberaci dalle paralisi dell\u2019egoismo e accendi in noi il desiderio di servire, di fare del bene. Perch\u00e9 peggio di questa crisi, c\u2019\u00e8 solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi. Vieni, Spirito Santo: Tu che sei armonia, rendici costruttori di unit\u00e0; Tu che sempre ti doni, dacci il coraggio di uscire da noi stessi, di amarci e aiutarci, per diventare un\u2019unica famiglia. Amen.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Vatican Media Live\" width=\"1333\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/M-RFWoMT574?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basilica di San Pietro &ndash; Cappella del Santissimo Sacramento Domenica, 31 maggio 2020 &laquo;Vi sono diversi carismi, ma uno solo &egrave; lo Spirito&raquo; (1 Cor&nbsp;12,4). Cos&igrave; scrive ai Corinzi l&rsquo;apostolo Paolo. 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