{"id":4710,"date":"2020-06-10T11:46:30","date_gmt":"2020-06-10T11:46:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=4710"},"modified":"2024-09-18T11:43:37","modified_gmt":"2024-09-18T11:43:37","slug":"fragili-e-dimenticati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/fragili-e-dimenticati\/","title":{"rendered":"Fragili  dimenticati"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>S<\/strong><\/span>i susseguono i dibattiti, le polemiche spesso strumentali intorno alle categorie pi\u00f9 bisognose di sostegno a causa della pandenia. Eppure qualcosa \u00e8 sfuggita, qualcuno \u00e8 stato dimenticato.<\/p>\n<p>Del resto lo era anche prima che l&#8217;<strong>emergenza del Covid-19<\/strong> finesse per cancellare tutte le altre. Tra i tanti protocolli governativi stilati in queste settimane, magari talora in modo confuso, ne manca uno sulla situazione delle\u00a0 migliaia di giovani con dipendenze, <strong>i pi\u00f9 fragili<\/strong>.<\/p>\n<p>Lasciati\u00a0 a loro stessi, pi\u00f9 di prima, questi ragazzi che il confinamento in casa aveva sottratto agli occhi gi\u00e0 distratti di tanti, con la cosiddetta fase 2 sono ritornati per strada,\u00a0 dove lo spaccio di sostanze stupefacenti continua, non si \u00e8 mai fermato, anzi \u00e8 aumentato.<\/p>\n<p>Intanto c&#8217;\u00e8 stato quasi l&#8217;azzeramento dei servizi, a parte il metadone garantito dai Serd (Servizi per le dipendenze).<\/p>\n<p>Non sono impressioni: \u00e8 tutto documentato, tutto messo nero su bianco\u00a0 nella relazione al Parlamento sulle droghe, che aveva portato alla luce un preoccupante aumento di consumi e\u00a0 di vittime, praticamente una ogni 24 ore.<\/p>\n<p>N\u00e9 certo\u00a0 l&#8217;uso di droghe dimuisce il contagio da virus, mentre al contrario le persone che entrano in quella spirale, sono forse le meno attente alle misure di precauzione.<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 terapeutiche, l&#8217;unica risposta un minimo efficace a questo dramma sociale,\u00a0 hanno dovuto affrontare enormi difficolt\u00e0, da quella\u00a0 a reperire i dispositivi di protezione individuale all&#8217;impossibilit\u00e0 di fatto di dare accoglienza ai nuovi ragazzi.<\/p>\n<p>Ne parliamo con <strong>don Alberto Canuzzi<\/strong>,\u00a0 presidente\u00a0 del <strong>Centro Italiano di Solidariet\u00e0\u00a0 (CeIS) San Crispino di Viterbo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Don Canuzzi, a parte l&#8217;aver rispettato le indicazioni dei decreti ministeriali, come il lavaggio delle mani, le distanze, mascherine e guanti, la misura della temperatura, come \u00e8 stata affrontata l&#8217;emergenza coronavirus<\/em><\/strong>?<\/p>\n<p>Forse qualcuno si \u00e8 domandato che fine ha fatto il CeIS di Viterbo e come stiamo\u00a0 affrontando questo periodo cos\u00ec difficile. Sento il dovere di comunicare che la nostra vita, anche se difficile, ha proseguito con lo stesso ritmo\u2026 noi non possiamo tirarci indietro.<\/p>\n<p>Abbiamo coinvolto i nostri medici che hanno immediatamente dato le disposizioni che stiamo seguendo alla lettera, e sono le disposizioni dei decreti ministeriali. Ma la vita non si pu\u00f2 fermare, ed \u00e8 continuata la presenza del personale sia amministrativo sia terapeutico, anzi tutti hanno preso coscienza maggiormente dell\u2019importanza della loro presenza. Non possono entrare persone estranee e non usciamo se non per motivi urgenti. Le persone inserite nel programma sono coscienti del momento difficile e stanno collaborando anche con serenit\u00e0 e spirito di sacrificio. Non facciamo mai mancare nulla di ci\u00f2 che necessita materialmente e spiritualmente.<\/p>\n<p><em><strong>Parlare di necessit\u00e0 spirituali sembra quasi scontato al CeIS, fondato cinquant&#8217;anni fa da un sacerdote come don Armando Picchi, convinto che la dipendenza da droga fosse un inferno individuale dal quale \u00e8 possibile uscire solo inserendo le terapie in un contesto comunitario. Al centro San Crispino lei come si organizza?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ogni giorno alle ore 17,30 celebro la Messa in comunit\u00e0 e un bel gruppo di ragazzi vi partecipano. Da parte mia far\u00f2 come Mos\u00e8: sostenere con la presenza e la preghiera . Leggendo la Bibbia c\u2019\u00e8 questo avvenimento: \u201cE quando Mos\u00e8 teneva le mani alzate, Israele vinceva;<br \/>\ne quando le abbassava, vinceva Amalec. Ma le mani di Mos\u00e8 si facevano pesanti. Allora essi presero una pietra,gliela posero sotto ed egli si sedette; Aaronne e Cur gli tenevano le mani alzate, uno da una parte e l&#8217;altro dall&#8217;altra. Cos\u00ec le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. E Giosu\u00e8 sconfisse Amalec\u201d (Esodo 17,\u00a0 11-12).<\/p>\n<p><strong>Di cosa c&#8217;\u00e8 bisogno ora, nel Centro, con la fine del lockdown?<\/strong><\/p>\n<p>Nel momento in cui si \u00e8 iniziata a profilare la possibilit\u00e0 di una normalizzazione, abbiamo ritenuto opportuno cercare con pi\u00f9 forza e avere maggiori garanzie perch\u00e9 le relazioni umane dei nostri giovani avvenissero in totale sicurezza. E qui \u2013 mentre si pensava ai bar, ai ristoranti e alle piscine \u2013 il silenzio della presidenza del Consiglio, del ministero della Salute. Nonostante le promesse dei capi di gabinetto e dei funzionari, il capitolo dipendenze non solo non \u00e8 entrato nel decreto &#8220;Cura Italia&#8221;, ma nemmeno nel decreto\u00a0 &#8220;Rilancio&#8221;. Insomma, siamo del tutto ignorati, come se il problema non esistesse. C\u2019\u00e8 stato un momento, in cui per provocazione, abbiamo pensato persino di chiudere le nostre comunit\u00e0. Un universo sterminato di fragilit\u00e0 attorno cui orbitano qualcosa come trentamila persone, considerando anche le famiglie \u201cfuori\u201d. Se queste persone finissero in strada, all\u2019improvviso, forse il governo si accorgerebbe di loro e di ci\u00f2 di cui hanno bisogno ogni giorno. Prevale, per\u00f2, come evidente, il nostro senso di responsabilit\u00e0, l\u2019amore per questi ragazzi. Che non possono essere abbandonati anche da noi.<\/p>\n<p><strong>Con il virus come ve la siete cavata?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo usciti dall\u2019emergenza senza nemmeno un caso di Covid , ma il problema \u00e8 soprattutto quello dei nuovi ingressi. A livello nazionale tuttavia si conferma che il nostro mondo \u00e8 invisibile: il governo \u00e8 totalmente assente, e lo \u00e8 da ben prima del Covid. Sul tavolo delle comunit\u00e0 terapeutiche\u00a0 c\u2019\u00e8 in particolare il nodo delle rette. Il blocco degli ingressi di fatto diminuisce il fatturato delle strutture, che tuttavia devono mantenere requisiti rigidissimi per l\u2019accreditamento, garantendo lo stesso personale, le stesse procedure, ora anche la sicurezza degli spazi. Il punto \u00e8 che stiamo parlando di no profit: come lo recuperiamo quel fatturato? Noi non facciamo business, non possiamo andare a credito mettendo in campo nuove strategie commerciali per il futuro; abbiamo messo in atto la cassa integrazione per recuperare un margine di sussistenza.. Noi salviamo i ragazzi, e lo facciamo al posto dello Stato, in una logica di sussidiariet\u00e0 che di nuovo viene mortificata da cavilli giuridici e burocratizzazione delle procedure. Un meccanismo in cui la carne viva dei figli d\u2019Italia, gi\u00e0 lacerata dalla droga e dall\u2019abuso di psicofarmaci (per cui si prevede per altro un picco di consumi nei prossimi mesi), resta \u2013 di nuovo \u2013 stritolata senza appello.<\/p>\n<p><strong>La convincono le prospettive che sembrano annunciarsi?<\/strong><\/p>\n<p>Proprio questa mattina ho letto che sarebbe pronto il &#8220;Piano di rilancio Italia&#8221; \u201c di Colao: Mi auguro che non divenga realt\u00e0 quanto sembra esservi sottinteso. Sembra infatti, in proposito. che si voglia\u00a0 incrementare l\u2019investimento nei settori della Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche di almeno il 35% rispetto alla spesa attuale, prevedendo il graduale superamento delle disuguaglianze di accesso inter-regionali, attraverso il reclutamento del personale carente della dirigenza sanitaria e delle professioni sanitarie. Il tutto andr\u00e0 sottoposto a monitoraggio e valutazione sistematica delle attivit\u00e0 svolte, includendo indicatori di processo ed esito relativi alla Salute Mentale e alle Dipendenze Patologiche nel Nuovo Sistema di Monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza (LEA). Da ultimo occorrer\u00e0 verificare l\u2019aumento atteso della capacit\u00e0 di resilienza della popolazione di utenti fragili della Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche attraverso indagini nazionali su dati ISTAT . Ma il punto cruciale \u00e8 che si propone anche &#8220;di orientare le prassi dei Servizi verso la personalizzazione degli interventi ed il superamento delle strutture residenziali&#8221;, attraverso un imponente piano di formazione e di qualificazione delle attivit\u00e0 secondo criteri evidence-based. In pratica significa che chiuderemo tutte le comunit\u00e0 per incentivare i servizi pubblici.\u00a0 E sappiamo tutti come funtionalo le une e gli altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si susseguono i dibattiti, le polemiche spesso strumentali intorno alle categorie pi&ugrave; bisognose di sostegno a causa della pandenia. Eppure qualcosa &egrave; sfuggita, qualcuno &egrave; stato dimenticato. 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