{"id":4713,"date":"2020-06-10T14:57:05","date_gmt":"2020-06-10T14:57:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=4713"},"modified":"2020-06-10T14:59:03","modified_gmt":"2020-06-10T14:59:03","slug":"papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-10-giugno-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/papa-francesco\/papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-10-giugno-2020\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Udienza generale di mercoled\u00ec 10 giugno 2020"},"content":{"rendered":"<p><em>Biblioteca del Palazzo Apostolico<\/em><\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec, 10 giugno 2020<\/em><\/p>\n<p><em>Catechesi &#8211; 6.\u00a0La preghiera di Giacobbe<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Proseguiamo la nostra catechesi sul tema della preghiera. Il libro della Genesi, attraverso le vicende di uomini e donne di epoche lontane, ci racconta storie in cui noi possiamo rispecchiare la nostra vita. Nel ciclo dei patriarchi, troviamo anche quella di un uomo che aveva fatto della scaltrezza la sua dote migliore: Giacobbe. Il racconto biblico ci parla del difficile rapporto che Giacobbe aveva con suo fratello Esa\u00f9. Fin da piccoli, tra loro c\u2019\u00e8 rivalit\u00e0, e non sar\u00e0 mai superata in seguito. Giacobbe \u00e8 il secondogenito \u2013 erano gemelli -, ma con l\u2019inganno riesce a carpire al padre Isacco la benedizione e il dono della primogenitura (cfr\u00a0Gen\u00a025,19-34). \u00c8 solo la prima di una lunga serie di astuzie di cui questo uomo spregiudicato \u00e8 capace. Anche il nome \u201cGiacobbe\u201d significa qualcuno che ha scaltrezza nel muoversi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"June 10 2020 General Audience Pope Francis\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BUdJZrJkk88?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Costretto a fuggire lontano dal fratello, nella sua vita pare riuscire in ogni impresa. \u00c8 abile negli affari: si arricchisce molto, diventando proprietario di un gregge enorme. Con tenacia e pazienza riesce a sposare la pi\u00f9 bella delle figlie di Labano, di cui era veramente innamorato. Giacobbe \u2013 diremmo con linguaggio moderno \u2013 \u00e8 un uomo che \u201csi \u00e8 fatto da solo\u201d, con l\u2019ingegno, la scaltrezza, riesce a conquistare tutto ci\u00f2 che desidera. Ma gli manca qualcosa. Gli manca il rapporto vivo con le proprie radici.<\/p>\n<p>E un giorno sente il richiamo di casa, della sua antica patria, dove ancora viveva Esa\u00f9, il fratello con cui sempre era stato in pessimi rapporti. Giacobbe parte e compie un lungo viaggio con una carovana numerosa di persone e animali, finch\u00e9 arriva all\u2019ultima tappa, al torrente Jabbok. Qui il libro della\u00a0Genesi\u00a0ci offre una pagina memorabile (cfr 32,23-33). Racconta che il patriarca, dopo aver fatto attraversare il torrente a tutta la sua gente e tutto il bestiame \u2013 che era tanto -, rimane da solo sulla sponda straniera. E pensa: che cosa lo attende per l\u2019indomani? Che atteggiamento assumer\u00e0 suo fratello Esa\u00f9, al quale aveva rubato la primogenitura? La mente di Giacobbe \u00e8 un turbinio di pensieri\u2026 E, mentre si fa buio, all\u2019improvviso uno sconosciuto lo afferra e comincia a lottare con lui. Il\u00a0Catechismo\u00a0spiega: \u00abLa tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza\u00bb (CCC, 2573).<\/p>\n<p>Giacobbe lott\u00f2 per tutta la notte, senza mai lasciare la presa del suo avversario. Alla fine viene vinto, colpito dal suo rivale al nervo sciatico, e da allora sar\u00e0 zoppo per tutta la vita. Quel misterioso lottatore chiede il nome al patriarca e gli dice: \u00abNon ti chiamerai pi\u00f9 Giacobbe, ma Israele. perch\u00e9 hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!\u00bb (v. 29). Come a dire: non sarai mai l\u2019uomo che cammina cos\u00ec, ma dritto. Gli cambia il nome, gli cambia la vita, gli cambia l\u2019atteggiamento; ti chiamerai Israele. Allora anche Giacobbe chiede all\u2019altro: \u00abSvelami il tuo nome\u00bb. Quello non glielo rivela, ma in compenso lo benedice. E Giacobbe capisce di aver incontrato Dio \u00abfaccia a faccia\u00bb (cfr vv. 30-31).<\/p>\n<p>Lottare con Dio: una metafora della preghiera. Altre volte Giacobbe si era mostrato capace di dialogare con Dio, di sentirlo come presenza amica e vicina. Ma in quella notte, attraverso una lotta che si protrae a lungo e che lo vede quasi soccombere, il patriarca esce cambiato. Cambio del nome, cambio del modo di vivere e cambio della personalit\u00e0: esce cambiato. Per una volta non \u00e8 pi\u00f9 padrone della situazione \u2013 la sua scaltrezza non serve -, non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019uomo stratega e calcolatore; Dio lo riporta alla sua verit\u00e0 di mortale che trema e ha paura, perch\u00e9 Giacobbe nella lotta aveva paura. Per una volta Giacobbe non ha altro da presentare a Dio che la sua fragilit\u00e0 e la sua impotenza, anche i suoi peccati. Ed \u00e8\u00a0questo\u00a0Giacobbe a ricevere da Dio la benedizione, con la quale entra zoppicando nella terra promessa: vulnerabile, e vulnerato, ma con il cuore nuovo. Una volta ho sentito dire a un uomo anziano \u2013 buon uomo, buon cristiano, ma peccatore che aveva tanta fiducia in Dio &#8211; diceva: \u201cDio mi aiuter\u00e0; non mi lascer\u00e0 da solo. Entrer\u00f2 in paradiso, zoppicando, ma entrer\u00f2\u201d. Giacobbe, prima era uno sicuro di s\u00e9, confidava nella propria scaltrezza. Era un uomo impermeabile alla grazia, refrattario alla misericordia; non conosceva cosa fosse la misericordia. \u201cQui sono io, comando io!\u201d, non riteneva di avere bisogno di misericordia. Ma Dio ha salvato ci\u00f2 che era perduto. Gli ha fatto capire che era limitato, che era un peccatore che aveva bisogno di misericordia e lo salv\u00f2.<\/p>\n<p>Tutti quanti noi abbiamo un appuntamento nella notte con Dio, nella notte della nostra vita, nelle tante notti della nostra vita: momenti oscuri, momenti di peccati, momenti di disorientamento. L\u00ec c\u2019\u00e8 un appuntamento con Dio, sempre. Egli ci sorprender\u00e0 nel momento in cui non ce lo aspettiamo, in cui ci troveremo a rimanere veramente da soli. In quella stessa notte, combattendo contro l\u2019ignoto, prenderemo coscienza di essere solo poveri uomini &#8211; mi permetto di dire \u201cpoveracci\u201d &#8211; ma, proprio allora, nel momento in cui ci sentiamo \u201cpoveracci\u201d, non dovremo temere: perch\u00e9 in quel momento Dio ci dar\u00e0 un nome nuovo, che contiene il senso di tutta la nostra vita; ci cambier\u00e0 il cuore e ci dar\u00e0 la benedizione riservata a chi si \u00e8 lasciato cambiare da Lui. Questo \u00e8 un bell\u2019invito a lasciarci cambiare da Dio. Lui sa come farlo, perch\u00e9 conosce ognuno di noi. \u201cSignore, Tu mi conosci\u201d, pu\u00f2 dirlo ognuno di noi. \u201cSignore, Tu mi conosci. Cambiami\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biblioteca del Palazzo Apostolico Mercoled&igrave;, 10 giugno 2020 Catechesi &ndash; 6.&nbsp;La preghiera di Giacobbe Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Proseguiamo la nostra catechesi sul tema della preghiera. 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