{"id":4736,"date":"2020-06-12T05:04:29","date_gmt":"2020-06-12T05:04:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=4736"},"modified":"2024-09-18T11:43:46","modified_gmt":"2024-09-18T11:43:46","slug":"il-marchio-feroce-di-erode","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/il-marchio-feroce-di-erode\/","title":{"rendered":"Il marchio feroce di Erode"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile\u00a0<\/strong><\/span><\/h1>\n<p>\u00abChi accoglie anche uno solo di questi bambini, accoglie me\u00bb (Vangelo di Marco, 18, 5).<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 22pt;\">L<\/span><\/strong>a parola del Signore risuona ancora in questo terzo millennio di monito \u00a0 e di condanna, forse pi\u00f9 che nell\u2019intera storia dell\u2019uomo. L\u2019orrore per il gesto di Erode non \u00e8 pi\u00f9 il segno di un sentire condiviso, non \u00e8\u00a0 pi\u00f9 l\u2019espressione del rifiuto dell\u2019umanit\u00e0 di accanirsi sui propri figli pi\u00f9 deboli.\u00a0 Quest\u2019epoca di Erode porta il marchio: la realt\u00e0 smentisce i luoghi comuni sulla condizione dell\u2019infanzia come epoca felice della vita e interpella, con una dolente severit\u00e0, non solo i cattolici, ma la coscienza dell&#8217;intera umanit\u00e0, segnatamente nelle sue organizzazioni internazionali e nell&#8217;impegno dei diversi governi.<\/p>\n<p>La Giornata di oggi, il 12 giugno, \u00e8 quella dedicata dall&#8217;Onu <strong>alla lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/12giugno-giornata-contro-il-lavoro-minorile.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4739 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/12giugno-giornata-contro-il-lavoro-minorile.jpg\" alt=\"Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile \" width=\"280\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;I bambini devono poter giocare, studiare e crescere in un ambiente sereno. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza&#8221;, <strong>si legge in un\u00a0 tweet del Papa<\/strong> che sollecita\u00a0 in occasione di questa giornata a concentrarsi su questa\u00a0 &#8220;piaga da debellare&#8221;.<\/p>\n<p>Istituita nel 2002, la Giornata quest&#8217;anno si concentra significativamente sull\u2019impatto che le catastrofi e i conflitti hanno sulla manodopera infantile. Che le\u00a0 guerre e i disastri, naturali e no, abbiano un impatto catastrofico su chiunquem di qualunque et\u00e0 vi si trovi coinvolto\u00a0 \u00e8 scontato. Uccidono, mutilano, feriscono le persone costringendole a fuggire dalle loro case, distruggendo il loro stile di vita, sino a ridurle in condizioni di povert\u00e0 ed esporle a molteplici forme di violazione dei loro diritti fondamentali.<\/p>\n<p>Meno attenzione, forse si d\u00e0 al fatto che i bambini sono coloro che simili situazioni soffrono di pi\u00f9 e sopattutto pi\u00f9 a lungo. Le scuole e i servizi\u00a0 a loro dedicati vengono distrutti e ripristinarli chiede quasi sempre tempi lunghissimi. Pensiamo a cosa hanno significato per le famiglie italiane, anche quelle non direttamente colpite dai lutti causati dalla pandemia del Covid-19 o gettate improvvisamente in condizioni di assoluto bisogno,\u00a0 questi due o tre mesi senza scuola. Pensiamo allo sconvolginento dei ritmi domestici, alla privazione per bambini e adolescenti delle strutture educative, degli spazi di socializzazione e\u00a0 anche del fatto di giocare insieme.<\/p>\n<p>Che sia un&#8217;indubbia ferita sociale \u00e8 innegabile. Eppure,\u00a0 questa situazione preoccupante e angosciosa\u00a0 sembra appena un disagio, sia pure pesante, se paragonata a quella\u00a0 di altri\u00a0 bambini del mondo,decine e decine di milioni, che\u00a0 vivono come rifugiati in altri Paesi o come profughi interni nel proprio e diventano troppo spesso\u00a0 vittime del traffico e del lavoro minorile. Perch\u00e9 quelli che sono drammi comuni per tutti, per i bambini hanno conseguenze pi\u00f9 tragiche e pi\u00f9 durature. In questi anni, in questo minuto, la fame, la guerra, la malattia stanno stroncando, in un numero sterminato di casi, la speranza che ogni bambino rappresenta. Tale cruda realt\u00e0 ha ancora come sola risposta le dichiarazioni di impegno moltiplicate, ribadite, solennemente proclamate nei consessi internazionali, talora con autentica, partecipe condivisione delle sofferenze dei popoli, ma talora purtroppo con un cedimento autoassolutorio alla presunta inevitabilit\u00e0 di tante tragedie.<\/p>\n<p>Guerre e catastrofi, dunque, ma non solo. Sono pochi, una percentuale minoritaria del totale, i bambini che possono avvalersi delle promesse dei \u00abgrandi della terra\u00bb, delle decisioni prese nelle riunioni internazionali, dei solenni impegni delle Dichiarazioni internazionali sottoscritte da tanti Governi. E pochi sembrano destinati a restare ancora per lungo tempo. Molti dei bambini ai quali nel 1990 una speciale Assemblea generale delle Nazioni Unite promise un futuro, non hanno avuto\u00a0 modo \u2014 se non come latente rimorso di un mondo segnato dall&#8217;ingiustizia \u2014 di chiedere conto agli adulti, a tutti noi, di quella mancata promessa. Molti di quei bambini, semplicemente, non ci sono pi\u00f9. Guerre, malattie, disastri naturali e, soprattutto, lo scandalo della fame, il vergognoso e vile sfruttamento che il forte fa del debole, il prezzo pagato dalla povert\u00e0 dei pi\u00f9 alla ricchezza, talora sfacciata, di pochi, ha impedito loro di diventare adulti, li ha uccisi prima.<\/p>\n<p>Altri ancora, i pi\u00f9 &#8220;fortunati&#8221;, non possono sapere nulla di quanto si \u00e8 fatto o si \u00e8 detto nelle stanze &#8220;che contano&#8221; perch\u00e9 non sanno leggere o perch\u00e9 troppo stremati da turni di lavoro massacranti per interessarsi di qualcos&#8217;altro che non sia un po&#8217; di cibo, un po&#8217; d&#8217;acqua, un po&#8217; di riposo. All&#8217;epoca di quella Assemblea, i leader del mondo si impegnarono su molte cose: promisero pi\u00f9 cibo e acqua potabile, pi\u00f9 medicine e assistenza medica per donne e bambini; promisero di combattere le malattie infettive con le vaccinazioni; promisero pi\u00f9 scuole, e di migliore qualit\u00e0; promisero aiuto ai bambini soli o in difficolt\u00e0. Per quanto ovvie, minimali possano apparire tali richieste, per centinaia di milioni di bambini sono ancora, purtroppo, solo l&#8217;espressione di miraggi o, al pi\u00f9, di speranze collocate in un futuro che appare ancora lontano.<\/p>\n<p>\u00c8 l&#8217;Africa a sopportare la strage pi\u00f9 vasta dei figli pi\u00f9 indifesi dell&#8217;umanit\u00e0. \u00c8 l&#8217;Africa il continente dove meno alta \u00e8 quella che i rapporti internazionali chiamano \u00abaspettativa di vita\u00bb, ma che \u00e8 attesa di una morte ingiusta e precoce. A schiacciare nell&#8217;anima e nel corpo, a derubare dell&#8217;infanzia, infine a uccidere i pi\u00f9 piccoli e i pi\u00f9 indifesi sono per\u00f2 anche l&#8217;Asia, l&#8217;America, la stessa Europa, culla dei diritti dell&#8217;uomo. Anche nel Nord ricco del mondo, non affamato se non nelle sue sacche di emarginazione, non in guerra, non devastato da epidemie &#8211; ben pi\u00f9 mortali di quella del Covid-19 che ha messo il mondo in ginocchio in questo 2020, &#8211; ma\u00a0 che basterebbe un vaccino di poco prezzo a curare,\u00a0 alle improvvise commozioni, quasi mai segue il calore duraturo di autentici progetti di solidariet\u00e0 e di condivisione.<\/p>\n<p>Per tantissimi altri bambini l&#8217;infanzia \u00e8 una tragedia quotidiana fatta di duro lavoro e di sfruttamento. In un mondo nel quale un miliardo di\u00a0 persone sono analfabeti, \u00e8 in crescita continua sia il numero di bambini che non vanno a scuola, sia quello dei bambini lavoratori.\u00a0 Sono oltre 250 milioni e non sono solo un dato statistico. Sono 250 milioni di facce, di storie reali, di vite segnate. N\u00e9 quella del lavoro minorile \u00e8 la pi\u00f9 grave, sebbene sia la pi\u00f9 diffusa, delle violenze contro l&#8217;infanzia. Un gigantesco dolore, una sterminata ingiustizia accomunano i bambini costretti in schiavit\u00f9 nel Pakistan, i \u00abmeninhos de rua\u00bb del Brasile, i piccoli profughi di tante regioni del mondo, i ragazzi che i ghetti delle metropoli trasformano in criminali prima ancora dell&#8217;adolescenza, le vittime del sordido sfruttamento della prostituzione e di quello ancora pi\u00f9 turpe e spesso omicida della pedofilia.<\/p>\n<p>S\u00ec, pensiamoci.<\/p>\n<p>Foto tratte dal web<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile&nbsp; &laquo;Chi accoglie anche uno solo di questi bambini, accoglie me&raquo; (Vangelo di Marco, 18, 5). 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