{"id":4771,"date":"2020-06-20T02:54:11","date_gmt":"2020-06-20T02:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=4771"},"modified":"2020-06-12T16:06:10","modified_gmt":"2020-06-12T16:06:10","slug":"laccoglienza-diaconia-dellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/laccoglienza-diaconia-dellamore\/","title":{"rendered":"L&#8217;accoglienza: diaconia dell&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019accoglienza \u201cad extra\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon dimenticate l\u2019ospitalit\u00e0. Alcuni, praticandola, hanno accolto gli angeli senza saperlo\u201d (Eb 13,2).<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>E<\/strong><\/span>\u2019 la fraterna esortazione dell\u2019autore della Lettera agli Ebrei, ai cristiani delle prime comunit\u00e0. Forse l\u2019infuriare di qualche persecuzione in quella \u201cprima ora\u201d avr\u00e0 messo in evidenza tutta l\u2019urgenza e la necessit\u00e0 dell\u2019ospitalit\u00e0; o forse la non facile coesistenza tra cristiani di origine giudaica e cristiani di provenienza pagana, avr\u00e0 spinto l\u2019autore a riproporre la pratica dell\u2019accoglienza fraterna, superando desueti schemi di privilegi e abbattendo muri innalzati dall\u2019egoismo e dalla diffidenza.<\/p>\n<p>La dimensione umana e religiosa dell\u2019ospitalit\u00e0, cos\u00ec celebrata e praticata nell\u2019antico oriente, trova un classico esempio nell\u2019accoglienza cordiale e premurosa che Abramo riserva, presso la sua tenda, a tre misteriosi personaggi (Gen 18,1-15). In tutte le antiche civilt\u00e0 orientali, l\u2019accoglienza era tenuta in grande considerazione, poich\u00e9 si riconosceva nell\u2019ospite un inviato della divinit\u00e0 stessa. Anche i romani si erano adeguati a questa mentalit\u00e0, perch\u00e9 temevano che nell\u2019ospite si celasse qualche divinit\u00e0, che avrebbe potuto reagire con violenza in caso di accoglienza poco cordiale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec anche nella variegata mappa delle culture africane, l\u2019ospite era ed \u00e8 ancora oggi come avvolto da un alone di mistero, e il vivo desiderio di offrirgli tutto ci\u00f2 di cui si dispone in casa si riveste di sacralit\u00e0.<\/p>\n<p>Accogliere l\u2019altro in un contesto evangelico non \u00e8 solo espressione di alto senso di umanit\u00e0, ma \u00e8 concreto gesto di ospitalit\u00e0 al \u201ctotalmente Altro\u201d: al Signore! Il dono della fede aiuta a scorgere nel forestiero, nel viandante, nel povero, nel bisognoso il divino Forestiero, che non dispone neppure di una pietra sulla quale reclinare il capo (Mt 8,20).<\/p>\n<p>Nel pellegrino, nel carcerato, nell\u2019ammalato, nell\u2019ignudo\u2026\u00e8 sempre lui che bussa alla porta per chiedere un aiuto concreto e urgente, un intervento indilazionabile (Mt 25,35-36).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Zaccheus-150x150-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4774 alignleft\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Zaccheus-150x150-1.jpg\" alt=\"Ges\u00f9 e Zaccheo \" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ges\u00f9 sceglie di buon grado di andare ospite in casa di Zaccheo per illuminare di \u00a0 nuova luce una storia di avidit\u00e0 e di prepotenze e riportare ordine e felicit\u00e0 in quella vita (Lc 19,1-10). \u00c8 ospite in casa del fariseo Simone, il quale non accoglie Ges\u00f9 con i segni abituali riservati agli ospiti di riguardo. \u00c8 gradito ospite in casa di persone amiche, di Marta, di Maria e di Lazzaro, ai quali ripropone una scala di valori, dove l\u2019unione con Dio deve dare anima e gusto all\u2019operosit\u00e0 umana, senza che questa degeneri in attivismo frenetico (Lc 10,38-42).<\/p>\n<p>Il tratto squisito di accoglienza evangelica che \u00e8, a un tempo, cos\u00ec umano e cos\u00ec ricco di fede, viene ulteriormente precisato e\u2026codificato fin dalle prime redazioni delle Regole monastiche. \u201cTutti gli ospiti che giungono al monastero \u2013 cos\u00ec dispone san Benedetto \u2013 siano accolti come il Cristo in persona, poich\u00e9 un giorno egli dir\u00e0: \u201cEro forestiero e mi avete ospitato\u201d.<\/p>\n<p>Appena \u00e8 stato annunziato un ospite, il priore o i fratelli gli vadano incontro con ogni dimostrazione di carit\u00e0. I poveri e i pellegrini siano accolti con particolari cure e attenzioni, perch\u00e9 specialmente in loro si riceve Cristo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa cella del priore si trovi vicino all\u2019ingresso \u2013 \u00e8 una chiara disposizione della Regola del carmelo -, cos\u00ec che egli possa andare per primo incontro a coloro che vengono\u201d. E san Francesco, volendo scongiurare eventuali discriminazioni nell\u2019accoglienza, cos\u00ec dispone nella Regola non bollata: \u201cE chiunque verr\u00e0 da essi, amico o nemico, ladro o brigante, sia ricevuto con bont\u00e0\u201d. I frati non solo devono accogliere l\u2019amico, il familiare, il vicino, ma anche il forestiero, lo sconosciuto, il diverso e\u2026 il cattivo, perch\u00e9 anche quest\u2019ultimo, al pari degli altri, \u00e8 un fratello.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accoglienza \u201cad intra\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 quella che si celebra nel vivere quotidiano e in modo semplice tra le pareti domestiche, in famiglia o in una comunit\u00e0 religiosa e si traduce in concreti gesti di solidariet\u00e0 e di comunione, privilegiando \u201ci casi\u201d pi\u00f9 difficili e urgenti. Qui vengono superati gli stretti confini della pura cortesia e della civile convivenza per cedere il passo all\u2019esperienza di una vasta gamma di intensi rapporti interpersonali.<\/p>\n<p>Qui l\u2019ascolto e l\u2019accoglienza dell\u2019altro in quanto altro, assumono contorni precisi e si \u00e8 impegnati a sintonizzarsi sulla lunghezza d\u2019onda dei suoi problemi e delle sue vicissitudini, della sua stanchezza e dei suoi slanci, delle sue conquiste e delle sue sconfitte, della sua sete di Dio e della ricerca del senso della vita. Si \u00e8 impegnati per\u00f2 a non fare di lui una copia di s\u00e9 stesso, ma a rispettarlo nella sua alterit\u00e0 di diritto e di valore. L\u2019altro non \u00e8 soltanto uno, ma soprattutto \u00e8 unico, inconfondibile e irripetibile, di cui non si trova l\u2019equivalente in nessun altro luogo.<\/p>\n<p>\u00c8 un difficile esercizio, perch\u00e9 si tratta di accogliere l\u2019altro nella sua totalit\u00e0: con pregi e difetti, luci e ombre, slanci e ritardi, ricchezze e miserie. Si tratta di fare i conti con tutto il suo carico umano, concreto e reale; di superare il muro della paura, della diffidenza e del sospetto, per esprimergli una dedizione aperta, cordiale e sincera. In definitiva si tratta di incarnare, nel quotidiano, il principio di eterogeneit\u00e0, per valorizzare gli immensi giacimenti di bene di ognuno, costituiti proprio dalle differenze: differenze di et\u00e0, mentalit\u00e0, formazione, cultura, temperamento, gusti, aspirazioni.<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza che si apre alla comunione permette di scendere alle radici della personalit\u00e0 dell\u2019altro, nel suo nucleo pi\u00f9 originario e pi\u00f9 profondo. Si determina allora quell\u2019atmosfera relazionale che mette ciascuno a proprio agio, per cui si sta bene e volentieri insieme a lui. E la comunicazione fluisce serena e libera in un consenso di affetto. Si avverte un benessere interiore e si \u00e8 pi\u00f9 disponibili alla condivisione e alla reciproca edificazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&rsquo;accoglienza &ldquo;ad extra&rdquo; &ldquo;Non dimenticate l&rsquo;ospitalit&agrave;. 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