{"id":503,"date":"2018-06-09T14:01:40","date_gmt":"2018-06-09T14:01:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=503"},"modified":"2024-08-16T11:43:17","modified_gmt":"2024-08-16T11:43:17","slug":"il-terrorismo-moltiplica-il-fenomeno-bambini-per-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/editoriale\/il-terrorismo-moltiplica-il-fenomeno-bambini-per-la-guerra\/","title":{"rendered":"Il terrorismo moltiplica il fenomeno &#8216;Bambini per la guerra&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Scrivevo nel numero di Natale della tragedia dei bambini travolti della ferocia. E questo pensiero, costante e lacerante, mi ha accompagnato anche in questi primi mesi del nuovo anno. La speranza della Pasqua, il senso autentico della quaresima, in me, come in molti, ha rischiato e rischia\u00a0 \u00a0ancora di essere travolto da quella ferocia accanita sulla\u00a0 speranza che ogni bambino rappresenta.\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0017.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-504 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0017-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0017-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0017-465x313.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0017.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L&#8217;uso dei bambini per fare la guerra,\u00a0 una delle pi\u00f9 gravi tra le violazioni dei diritti umani, ha visto un&#8217;intensificazione in questi ultimi mesi dovuta non tanto ai tradizionali motivi all&#8217;origine del fenomeno dei bambini soldato, quanto a una strategia comunicativa, basata appunto sulla ferocia, della quale mostrano sempre pi\u00f9 di avere padronanza i gruppi armati terroristici. Nell&#8217;ultimo fine settimana se ne sono avuti diversi esempi. Quello pi\u00f9 sconvolgente \u00e8 la strage perpetrata in Nigeria da un&#8217;attentatrice suicida di sette anni \u2013 ma sarebbe meglio dire da una bambina usata come bomba dai miliziani islamisti di Boko Haram \u2013 che si \u00e8 fatta esplodere in un mercato di\u00a0 Potiskum, la capitale dello Stato nordorientale nigeriano dello Yobe,\u00a0 uccidendo oltre a se stessa cinque persone e ferendone diciannove. La piccola\u00a0 era stata fermata dalle forze di sicurezza, ma \u00e8 riuscita a sfuggire al loro controllo.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">Poche ore prima, centinaia di\u00a0 bambini erano stati rapiti\u00a0 da uomini armati nel villaggio di Wau Shilluk, nei pressi della citt\u00e0\u00a0 di Malakal, la capitale nello Stato sudsudanese dell\u2019Alto Nilo. Non ci sono state rivendicazioni, ma l&#8217;Onu non ha dubbi sul fatto che si tratti dell\u2019ennesimo caso di reclutamento forzato di bambini soldato.\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">Il fenomeno\u00a0 non \u00e8 certo nuovo nei conflitti africani e in quelli sudanesi in particolare.\u00a0 Secondo l\u2019Unicef, l&#8217;agenzia\u00a0 delle Nazioni Unite per l\u2019infanzia, in Sud Sudan solo nell&#8217;ultimo anno &#8211;\u00a0 dall\u2019inizio del conflitto\u00a0 civile esploso\u00a0 a dicembre del 2013 tra i reparti dell&#8217;esercito\u00a0 fedeli al presidente Salva Kiir Mayardit e quelli\u00a0 ribelli che fanno riferimento all\u2019ex vice presidente Rijek Machar &#8211;\u00a0 ne sono stati schierati sul campo di battaglia circa dodicimila. Del loro impiego i rapporti dell\u2019Onu accusano\u00a0 tanto\u00a0 le truppe governative quanto i ribelli. In questo caso, a giudizio di chi scrive queste righe, c&#8217;\u00e8 per\u00f2 una componente ulteriore di inquietudine. Il villaggio dove sono stati reclutati i ragazzi,\u00a0 in qualche caso appena dodicenni, sorge in un\u2019area abitata dal gruppo etnico degli shilluk. Nella zona operano i miliziani di Johnson Olony, un ex capo ribelle finito nel mirino delle forze di Machar (in massima parte di etnia nuer) per aver stretto un\u2019alleanza con l\u2019esercito fedele al Governo di Juba. E sono molti gli indizi che Olony sta effettuando campagne di reclutamento con una relativa accettazione da parte della popolazione shilluk.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">N\u00e9 una simile complicit\u00e0 delle famiglie dei bambini trasformati in assassini o terroristi si pu\u00f2 escludere per quanto riguarda il cosiddetto Stato islamico (Isis).\u00a0 Sempre durante questo fine settimana ha suscitato orrore in tutto il mondo il filmato diffuso dall&#8217;Isis nel quale si mostrano\u00a0 ventuno prigionieri, in maggioranza peshmerga curdi catturati in Iraq, fatti sfilare chiusi in gabbie ad\u00a0 Hawija, un villaggio a circa cinquanta chilometri da Kirkuk,\u00a0 la citt\u00e0 irachena da dove i miliziani jihadisti sono stati costretti alla ritirata proprio dai curdi. Il filmato di questa parata, blasfema per ogni sentimento di piet\u00e0 umana e per ogni sentire religioso, \u00e8\u00a0 una sorta di ricapitolazione degli orrori perpetrati finora dall&#8217;Isis. I prigionieri, vestiti con le tute arancione fatte indossare agli ostaggi trucidati dall&#8217;Is,\u00a0 vengono fatti sfilare a capo chino davanti alla telecamera, poi rinchiusi in una gabbia. Un flashback inserisce l\u2019immagine del pilota giordano bruciato vivo appunto in una gabbia.\u00a0 \u00a0Nelle inquadrature finali, i prigionieri sono inginocchiati a terra con alle loro spalle i boia armati di pistola. La sequenza \u00e8 interrotta da altri flashback con le\u00a0 le terribili immagini dei copti cristiani decapitati su una spiaggia libica.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0018.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-505 alignright\" src=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0018-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0018-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0018-465x314.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/IMG-20180609-WA0018.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\">Meno rilievo mediatico ha invece avuto un altro filmato messo in rete\u00a0 dall&#8217;Isis, quello con le\u00a0 immagini di decine di ragazzini in tenuta militare in un campo di addestramento ad Al\u00a0 Raqqah, in Siria. Ed anche in questo caso \u00e8 difficile stabilire se questi bambini siano stati sottratti a forza alle loro famiglie o se la propaganda jihadista abbia indotto queste ultime a favorirne l&#8217;arruolamento.<\/span><\/p>\n<p><strong>Foto di Gianluca Belei<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivevo nel numero di Natale della tragedia dei bambini travolti della ferocia. E questo pensiero, costante e lacerante, mi ha accompagnato anche in questi primi mesi del nuovo anno. 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