{"id":5172,"date":"2020-07-31T07:09:09","date_gmt":"2020-07-31T07:09:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5172"},"modified":"2020-08-01T07:10:49","modified_gmt":"2020-08-01T07:10:49","slug":"discernimento-ignaziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/discernimento-ignaziano\/","title":{"rendered":"Discernimento ignaziano"},"content":{"rendered":"<p>Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria liturgica di <strong>Sant&#8217;Ignazio di Loyola<\/strong>, della Compagnia di Ges\u00f9, in cui si \u00e8 formato P<strong>apa Francesco<\/strong>, \u00e8 occasione per riflettere sul discernimento, cio\u00e8 sull&#8217;importanza di comprendere e valutare nella vicenda quotidiana il modo di incarnare i principi evangelici<\/p>\n<p>Sosta e Ripresa, a questo scopo propone una riflessione di san Giovanni Paolo II, di una quarantina di anni fa, ma sempre attuale.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.francescoocchetta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/1-ignatius-rubenspasadena-california.jpg\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.francescoocchetta.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/1-ignatius-rubenspasadena-california.jpg?zoom=2 3x\" alt=\"Sant'Ignazio di Loyola \" width=\"345\" height=\"502\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><b><i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/letters\/1990\/documents\/hf_jp-ii_let_19900731_kolvenbach.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II\u00a0<\/a><br \/>\nA PADRE PETER-HANS KOLVENBACH,<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\nPREPOSITO GENERALE DELLA COMPAGNIA DI GES\u00d9<\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><i>Marted\u00ec, 31 luglio 1990<\/i><\/p>\n<p><i>Al reverendissimo padre P. Peter-Hans Kolvenbach,<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\npreposito generale della Compagnia di Ges\u00f9.<\/i><\/p>\n<p>1. Ho appreso con viva soddisfazione che in occasione del 500\u00b0 anniversario della nascita di sant\u2019Ignazio di Loyola, avvenuta nel 1491, e del 450\u00b0 anniversario dell\u2019approvazione di codesta Compagnia di Ges\u00f9, a opera di Paolo II con la bolla<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><i>Regimini militantis Ecclesiae<\/i>, del 27 settembre 1540, ella ha indetto un \u201canno ignaziano\u201d, che inizier\u00e0 il 27 settembre 1990 e si concluder\u00e0 il 31 luglio 1991, a ricordo del giorno in cui, nel 1556, il santo fondatore mor\u00ec a Roma, nella sua cameretta accanto alla cappella della Madonna della Strada.<\/p>\n<p>Mi fa pure piacere sapere che eventi cos\u00ec importanti saranno celebrati, oltre che con manifestazioni esterne, anche, e soprattutto, con un rinnovamento della vita religiosa e dello slancio apostolico della stessa Compagnia di Ges\u00f9, e con l\u2019impegno a compiere sempre meglio quello che sant\u2019Ignazio fece e raccomand\u00f2 di fare.<\/p>\n<p>In considerazione degli stretti vincoli che legano la Compagnia di Ges\u00f9 alla Sede apostolica, mi unisco spiritualmente a tali celebrazioni, incoraggiando i fervidi propositi e accompagnandoli con la mia preghiera.<\/p>\n<p>2. L\u2019anniversario della nascita di sant\u2019Ignazio richiama alla mente il cammino che egli, quale pellegrino, come amava definirsi, percorse, guidato dal suo Signore, padrone della storia e degli umani destini, divenendo, da valoroso cavaliere di un sovrano terreno, eroico cavaliere del Re eterno, Cristo Ges\u00f9. La ferita che riport\u00f2 a Pamplona, la lunga convalescenza a Loyola, le letture, le riflessioni e meditazioni sotto l\u2019influsso della grazia, i diversi stati d\u2019animo per i quali il suo spirito passava, operarono gradatamente in lui una radicale conversione: dai sogni di una vita mondana a una piena consacrazione a Cristo, che avvenne ai piedi della Madonna di Montserrat e matur\u00f2 nel ritiro di Manresa.<\/p>\n<p>Il pellegrino si rec\u00f2 nella Terra del suo Signore. Ma non era a Gerusalemme che il Re divino voleva trattenere Ignazio. Gli anni di studio a Barcellona, Alcal\u00e0, Salamanca e Parigi gli fecero comprendere la necessit\u00e0 di una solida preparazione spirituale e intellettuale per un efficace apostolato, la cui azione pens\u00f2 di dilatare con la collaborazione di altri, animati dallo stesso spirito soprannaturale e dalla medesima preparazione dottrinale. Per questo raccolse intorno a s\u00e9 a Parigi i primi compagni. Con essi, il 15 agosto 1534 nella cappella di Montmartre, pronunci\u00f2 i voti di castit\u00e0 e povert\u00e0 con l\u2019impegno di recarsi in Terra Santa per esercitarvi l\u2019apostolato.<\/p>\n<p>Ma, in quel 1537, le navi non salparono da Venezia per la Terra Santa a causa di una guerra che non permetteva di solcare le vie del mare. Ignazio obbed\u00ec cos\u00ec al Signore che lo voleva a Roma, con i suoi compagni, accanto al Papa. Questi li accolse al suo servizio, cos\u00ec che la nascente Compagnia di Ges\u00f9 si costitu\u00ec sul precipuo fondamento della fedelt\u00e0 alla Chiesa. A Roma, Ignazio, che aveva tanto desiderato rimanere in Terra Santa per \u201caiutare le anime\u201d annunciando il mistero dell\u2019incarnazione, celebr\u00f2 la sua prima Eucaristia nella santa notte di Natale del 1538, davanti alla reliquia del presepe, nella basilica di Santa Maria Maggiore.<\/p>\n<p>3. La fedele obbedienza della Compagnia di Ges\u00f9 al successore dell\u2019apostolo Pietro in tutta la sua attivit\u00e0 fu chiaramente espressa nella citata bolla di approvazione<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><i>Regimini militantis Ecclesiae<\/i><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>del 1540 e integralmente ripresa in quella di Giulio III<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><i>Exposcit debitum<\/i><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>del 21 luglio 1550, nella quale venne dichiarato che chiunque fa la professione nella Compagnia di Ges\u00f9 \u201coltre che dal comune vincolo dei tre voti sia legato da un voto speciale, in forza del quale tutto ci\u00f2 che l\u2019attuale e gli altri Romani Pontefici suoi successori comanderanno come spettante al profitto delle anime e alla propagazione della fede, e in qualsivoglia regione vorranno inviarci, noi immediatamente, senza tergiversazione e senza scusarci in nessun modo, saremo obbligati a eseguirlo per quanto star\u00e0 in noi\u201d.<\/p>\n<p>Fedele a questo voto, la Compagnia di Ges\u00f9 ha esercitato il suo apostolato in Europa, specialmente nel contenere la diffusione del protestantesimo e nell\u2019attuazione dei decreti del Concilio di Trento, e negli altri continenti, dalle estreme regioni dell\u2019Asia Orientale alle nuove terre appena scoperte nelle Americhe, propagandovi la fede con la predicazione, con l\u2019insegnamento, con meravigliose realizzazioni sociali e con ogni altra forma di apostolato.<\/p>\n<p>Questa fedelt\u00e0 alla Sede apostolica nel compiere gli incarichi affidati ai padri gesuiti non manc\u00f2 di causare difficolt\u00e0 e attacchi da parte dei nemici della Chiesa, i quali giunsero ad ottenere la soppressione della Compagnia. Essa per\u00f2, conservata per mirabile disegno della Provvidenza nella Bielorussia, risorgeva per decisione di Pio VII di f. m., il quale non voleva \u2013 come \u00e8 detto nella bolla<i>Sollicitudo omnium Ecclesiarum<\/i><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>del 7 agosto 1814 \u2013 privare pi\u00f9 a lungo la barca di Pietro, agitata da tante tempeste, del valido aiuto di cos\u00ec esperti rematori.<\/p>\n<p>La Compagnia riprese la sua attivit\u00e0 apostolica con la predicazione e l\u2019insegnamento, la ricerca scientifica e l\u2019azione sociale, le missioni e la cura dei poveri, dei sofferenti e degli emarginati. Essa sta ora affrontando con intelligenza e operosit\u00e0 anche l\u2019odierno tragico problema dei rifugiati e profughi; e si sforza con opportuno discernimento di integrare il servizio della fede e la promozione della giustizia, in conformit\u00e0 al Vangelo. Ben a ragione il mio predecessore Paolo VI pot\u00e9 affermare: \u201cOvunque nella Chiesa, anche nei campi pi\u00f9 difficili e di punta, nei crocevia delle ideologie, nelle trincee sociali, vi \u00e8 stato e vi \u00e8 il confronto tra le esigenze brucianti dell\u2019uomo e il perenne messaggio del Vangelo, l\u00e0 vi sono stati e vi sono i gesuiti\u201d (Alla XXXII Congregazione generale, 3 dicembre 1974).<\/p>\n<p>Sono molti i figli di sant\u2019Ignazio che la Chiesa ha elevato agli onori degli altari. Sono innumerevoli quelli che hanno lavorato con valoroso impegno nella vigna del Signore. Il passato della Compagnia \u00e8 certamente glorioso. Sia il suo ricordo uno stimolo per tutti a un generoso rinnovamento dello slancio apostolico, sempre fedeli all\u2019impegno di amore e di servizio al successore di Pietro.<\/p>\n<p>4. L\u2019ardore apostolico, che vibrava in sant\u2019Ignazio e da lui trasfuso alla Compagnia nel generoso servizio alla Chiesa per ben 450 anni, ha la sua spiegazione nello spirito interiore che anim\u00f2 il santo fondatore e i suoi figli spirituali, dando efficacia alla loro azione apostolica. Nella parte decima delle Costituzioni, dove si tratta della maniera di conservare e sviluppare la Compagnia per conseguire il suo fine, sant\u2019Ignazio ha scritto che \u201ci mezzi, che congiungono lo strumento di Dio e lo dispongono a lasciarsi guidare dalla sua mano divina, sono pi\u00f9 efficaci di quelli che lo dispongono verso gli uomini . . . perch\u00e9 sono le doti interne che devono rendere efficaci quelle esterne in vista del fine che si persegue\u201d.<\/p>\n<p>Prima di fissarla nelle Costituzioni, sant\u2019Ignazio visse in se stesso questa verit\u00e0 fin dal tempo di Manresa, subito dopo la sua conversione. Lunghe ore di orazione occupavano la sua giornata e anche parte della notte; in esse, sotto l\u2019influsso della grazia e con il favore di speciali doni mistici, si comp\u00ec quella sua trasformazione interiore che si riflette nel mirabile libretto degli \u201cEsercizi spirituali\u201d, di cui egli fu il primo esercitante cos\u00ec da divenire un uomo veramente spirituale.<\/p>\n<p>Se negli anni seguenti, impegnato negli studi e poi nell\u2019attivit\u00e0 apostolica, dovette limitare il tempo della preghiera quotidiana, sappiamo che sempre riserv\u00f2 ad essa un congruo spazio della sua giornata. Da quanto ci resta del suo \u201cDiario spirituale\u201d appare infatti che, essendo generale della Compagnia, soleva ogni mattina premettere un periodo di orazione alla celebrazione dell\u2019Eucaristia, alla quale seguivano abitualmente due ore di orazione, durante le quali non voleva essere disturbato.<\/p>\n<p>La celebrazione dell\u2019Eucaristia costituiva il centro della sua orazione, era il tempo privilegiato per le sue pi\u00f9 intime comunicazioni con Dio, spesso accompagnate da doni mistici. All\u2019Eucaristia egli portava le sue intenzioni e preoccupazioni, che non mancavano nel governo della Compagnia; in essa riceveva illuminazioni e ispirazioni che lo guidavano al fedele adempimento dei disegni divini.<\/p>\n<p>\u00c8 naturale che, dopo questo tempo consacrato alla celebrazione eucaristica e all\u2019orazione, egli vivesse tutta la giornata in costante unione con Dio, ne sperimentasse la presenza, lo vedesse in ogni cosa e in ogni evento lieto o triste. Lo attestavano quanti con lui trattavano, constatando l\u2019incredibile facilit\u00e0 con cui nel disbrigo degli affari sapeva raccogliersi spiritualmente, formulare giudizi e prendere decisioni in una luce soprannaturale. Realizzava quello che il padre Girolamo Nadal sintetizz\u00f2 in una significativa espressione della spiritualit\u00e0 ignaziana: \u201cessere contemplativi nell\u2019azione\u201d.<\/p>\n<p>5. Sant\u2019Ignazio non fu soltanto uomo di orazione, ma maestro di orazione allo scopo di iniziare anche gli altri ad \u201cessere contemplativi nell\u2019azione\u201d. L\u2019itinerario da percorrere \u00e8 quello descritto nei suoi \u201cEsercizi spirituali\u201d, che riflettono la sua personale esperienza e di cui si serviva per formare gli altri, cominciando dai suoi primi compagni. Volle pertanto che il primo esperimento, per chi chiedeva di entrare in Compagnia, consistesse negli esercizi spirituali di un mese, al fine di porre un solido fondamento alla spiritualit\u00e0 di ciascuno.<\/p>\n<p>Durante tutto il corso della vita religiosa il gesuita \u00e8 chiamato, quindi, a consacrare ogni giorno un tempo adeguato all\u2019orazione personale e alla partecipazione all\u2019Eucaristia, che costituisce, come gi\u00e0 per sant\u2019Ignazio, il nutrimento quotidiano indispensabile per la crescita spirituale.<\/p>\n<p>Sant\u2019Ignazio non prescrisse lunghe orazioni; piuttosto insisteva, come negli \u201cEsercizi spirituali\u201d, sulla mortificazione, che \u00e8 doveroso cercare per quanto possibile in ogni circostanza, perch\u00e9 il dominio delle proprie passioni facilita l\u2019unione con Dio nell\u2019orazione. Di qui proviene l\u2019importanza che attribuiva all\u2019esame di coscienza, da farsi due volte al giorno, per ottenere una sempre maggiore purezza d\u2019animo, la quale predispone all\u2019unione con Dio.<\/p>\n<p>I figli di sant\u2019Ignazio sono chiamati a questo ideale non solo per il proprio profitto spirituale, ma anche per diventare essi stessi maestri di orazione a vantaggio degli altri. Gli Esercizi ignaziani, e in generale la spiritualit\u00e0 ignaziana, hanno sempre goduto grande stima nella Chiesa, come attestano vari documenti pontifici, dalla prima approvazione degli Esercizi col breve<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><i>Pastoralis officii<\/i><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>di Paolo III (31 luglio 1548) all\u2019enciclica<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><i>Menti nostrae<\/i><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>di Pio XI (20 dicembre 1929), e come confermano innumerevoli ecclesiastici e laici, che devono a queste pratiche spirituali l\u2019inizio o il rinnovato slancio della loro vita spirituale. Di qui l\u2019impegno specifico dei figli di sant\u2019Ignazio di non trascurare tale prezioso mezzo di santificazione, che la provvidenza ha dato alla Compagnia per il bene del popolo di Dio. Per questo incoraggio le iniziative che si stanno realizzando in questo campo con studi e corsi di approfondimento per rispondere adeguatamente agli interrogativi e alle esigenze attuali.<\/p>\n<p>6. La celebrazione degli anniversari ignaziani coincide anche con il 25\u00b0 anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, la cui attuazione costituisce la mia sollecitudine pastorale. Mi sta pertanto particolarmente a cuore ricordarvi il mandato speciale che avete ricevuto dal mio predecessore Paolo VI di \u201cresistere vigorosamente con forze congiunte all\u2019ateismo\u201d, che \u00e8 un \u201ctremendo pericolo che incombe sulla umanit\u00e0\u201d (AAS 57 [1965] 514); mandato che vi impegna particolarmente nelle nuove situazioni, provocate dal crollo delle ideologie atee. Come gi\u00e0 vi ho detto in altra circostanza, \u201cla Chiesa attende oggi dalla Compagnia che contribuisca efficacemente all\u2019attuazione del Concilio Vaticano II, come, al tempo di sant\u2019Ignazio e anche dopo, si adoper\u00f2 con ogni mezzo per far conoscere e applicare il Concilio di Trento e per aiutare in maniera notevole i romani Pontefici nell\u2019esercizio del loro magistero supremo\u201d (Giovanni Paolo II, 27 febbraio 1982). Da parte mia, ho confermato questa attesa in occasione dell\u2019apertura della vostra XXXIII Congregazione Generale, invitandovi \u201cad interessarvi sempre pi\u00f9 alle iniziative che il Concilio Vaticano II ha particolarmente incoraggiato, quali l\u2019ecumenismo, l\u2019approfondimento dei rapporti con le religioni non cristiane e il dialogo della Chiesa con le culture\u201d.<\/p>\n<p>7. Nella realizzazione di questi generosi propositi vi assista la materna protezione di Maria santissima, che sostenne e illumin\u00f2 il cammino del vostro fondatore. L\u2019esperienza personale di sant\u2019Ignazio, gli insegnamenti degli \u201cEsercizi spirituali\u201d e delle Costituzioni e il modo di procedere della Compagnia non sono infatti altro che \u201cuna via per arrivare a Dio\u201d (<i>Formula Instituti<\/i>, 1), \u201cla via del maggior servizio e lode di Cristo nostro Signore\u201d (<i>Costituzioni<\/i>, 618), il \u201ccammino del pellegrino\u201d che continua con la grazia dello Spirito Santo la missione del Signore nella Chiesa dei nostri giorni. Ci si deve forse stupire se sant\u2019Ignazio ha tracciato questo cammino di vita sotto lo sguardo della Beata Vergine?<\/p>\n<p>Per l\u2019intercessione della Madonna della Strada, la cui cappella romana accoglie i fedeli in preghiera presso la tomba del pellegrino sant\u2019Ignazio, la Compagnia di Ges\u00f9, diffusa nel mondo intero, rimanga incessantemente fedele alla sua missione apostolica di \u201cavere dinanzi agli occhi prima di ogni altra cosa Dio e poi la forma di questo suo Istituto\u201d, che \u00e8 quella di impegnarsi generosamente \u201csotto il vessillo della croce per il Signore e il suo vicario in terra\u201d (<i>Formula Instituti<\/i>, 1).<\/p>\n<p>In pegno di abbondanti grazie celesti di cuore imparto a lei e a tutti i benemeriti appartenenti alla Compagnia di Ges\u00f9 una speciale benedizione apostolica.<\/p>\n<p><i>Dal Vaticano, 31 Luglio 1990, memoria di sant\u2019Ignazio di Loyola.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria liturgica di Sant&rsquo;Ignazio di Loyola, della Compagnia di Ges&ugrave;, in cui si &egrave; formato Papa Francesco, &egrave; occasione per riflettere sul discernimento, cio&egrave; sull&rsquo;importanza di comprendere e<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/discernimento-ignaziano\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":5174,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,2654],"tags":[],"class_list":["entry","author-direzione","post-5172","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-chiesa-e-societa"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 08:26:17","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5172"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5172"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5172\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5175,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5172\/revisions\/5175"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5172"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5172"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5172"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}