{"id":5312,"date":"2020-08-16T05:53:17","date_gmt":"2020-08-16T05:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5312"},"modified":"2024-09-26T18:44:52","modified_gmt":"2024-09-26T18:44:52","slug":"sul-nilo-non-naviga-ancora-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/sul-nilo-non-naviga-ancora-la-pace\/","title":{"rendered":"Sul Nilo non naviga ancora la pace"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab<em>Oggi vorrei pregare in particolare per la popolazione della regione settentrionale della Nigeria, vittima di violenze e attacchi terroristici. Seguo con particolare attenzione la situazione delle difficili trattative sulla questione del Nilo tra Egitto, Etiopia e Sudan. Invito tutte le parti a continuare sulla via del dialogo, affinch\u00e9 il &#8220;Fiume eterno&#8221; continui a essere una linfa di vita che unisce e non divide, che nutre sempre amicizia, prosperit\u00e0, fratellanza e mai inimicizia, incomprensione o conflitto. Si al dialogo, cari fratelli dell\u2019Egitto, dell\u2019Etiopia e del Sudan! Sia il dialogo la vostra unica scelta, per il bene delle vostre care popolazioni e del mondo intero\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>C<\/strong><\/span>os\u00ec <strong>Papa Francesco<\/strong> dopo la preghiera dell&#8217;Angelus, ieri, nella solennit\u00e0 dell&#8217;Ascenzione. Chiunque conosca un minimo gli interventi pontifici nel &#8220;dopo Angelus&#8221; (come lo chiamano i giornalisti che si occupano del Vaticano e anche\u00a0 quelli che per il Vaticano lavorano) sa che si tratta di un momento significativo dell&#8217;azione specificamente politica della Santa Sede e del magistero pontificio. Non si tratta mai di interventi generici e neppure di affermazioni solo pastorali. In questi casi il Papa parla certo, come sempre, a tutti gli uomini di buona volont\u00e0, ma parla soprattutto ai responsabili politici e istituzionali dei Paesi che cita e delle organizzazioni della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Aver fermato l&#8217;attenzione, dopo la sintetica preghiera per le genti nigeriane, sul negoziati per il Nilo che sembrano di nuovo &#8211; dopo due anni &#8211; a un punto morto, testimonia una preoccupazione reale. L&#8217;appello al dialogo, ripetuto tre volte in poche righe, \u00e8 ovviamente significativo. Ma a congiungere le due parti dell&#8217;intervento \u00e8 un&#8217;altra parola: popolazioni. Perch\u00e9 in politica, come in ecclesiologia, dove si ascoltano solo le proprie parole e non quelle dell&#8217;altro ogni confronto s&#8217;ingessa, e da questa pietrificazione si espande solo un dolore, che finisce per per travolgere il bene di tutti. Vale per i fondamentalismi pseudo religiosi che si tramutano in ferocia terroristica omicida. Ma vale anche, fatte ovviamente le debite proporzioni, per gli atteggiamenti pregiudiziali, quando non dettati da propri interessi incoffessabili o magari eterodiretti da\u00a0 altrettanto non dichiarati interessi stranieri.<\/p>\n<p>Tra i non pochi irrisolti e persino aggravati problemi africani, c&#8217;\u00e8 come noto\u00a0 quello sulla gestione delle acque del Nilo,\u00a0 una delle principali e pi\u00f9 antiche dispute del continente.<\/p>\n<p>Due anni fa, nel giugno del 2018, era sembrata profilarsi una possibilit\u00e0 di soluzione,\u00a0 con prospettive\u00a0 positive per tutte le popolazioni di uno dei maggiori bacini fluviali del mondo, grazie ai passi bilarterali tra due dei principali soggetti coinvolti, l&#8217;Egitto e l&#8217;Etiopia, ma prospettive.<\/p>\n<p>La svolta c&#8217;\u00e8 stata\u00a0 quando si incontrarono al Cairo il presidente egiziano\u00a0 Abdelfattah al-Sisi e il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, per discutere della\u00a0 Grande diga del rinascimento etiope (Gerd), da tempo in costruzione in iEtiopia vicino al lago Tana, la sorgente del Nilo Azzurro, a quindici chilometri dal confine sudanese. E gi\u00e0 il mese prima Etiopia, Egitto e Sudan,\u00a0 accogliendo una vecchia proposta dell&#8217;Unione europea appoggiata anche dalle istituzioni internazionali,\u00a0 avevano concordato la formazione di un loro comitato scientifico trilaterale, per\u00a0 calcolare e studiare l\u2019impatto dell\u2019opera sul Nilo e sull\u2019ambiente regionale in generale.<\/p>\n<p>Il progetto etiope\u00a0 della Gerd, finora completato per circa il 60%, in passato ha provocato tensioni gravissime con Egitto e Sudan, principali fruitori delle acque del Nilo,\u00a0 in base ad accordi\u00a0 di epoca coloniale, tensioni che pi\u00f9 volte sono arrivate a sfiorare la guerra.<\/p>\n<p>La gestione delle acque del Nilo e del loro utilizzo sul piano giuridico internazionale\u00a0 \u00e8 basata tuttora sull&#8217;accordo del 1929 tra Egitto e Gran Bretagna, all&#8217;apoca potenza coloniale in Sudan, rivisto trent&#8217;anni dopo quando il Sudan stesso divent\u00f2 indipendente. Con tali accordi,\u00a0 Egitto e Sudan si sono assicurati circa il 90% dell&#8217;acqua del Nilo, per tre quarti il primo, a sostanziale discapito degli altri otto Paesi\u00a0 bagnati dal Nilo, compresa appunto l&#8217;Etiopia da cui proviene l&#8217;85% delle acque, all&#8217;epoca non considerati nelle trattative e che proprio per questo non si sono mai sentiti vincolati da quegli accordi. Soprattutto, l&#8217;Egitto ha tra le sue prerogative il diritto di veto su eventuali grandi opere infrastrutturali che possano influire sul regime del grande fiume. E nel caso della Gerd, come detto, tutti i governi egiziani hanno sempre dichiarato di essere pronti a sostenere tale diritto con le armi.<\/p>\n<p>Due anni fa,\u00a0 dopo l&#8217;incontro con il primo ministro etiope,\u00a0 il leader egiziano sembrava aver aver adottato un atteggiamento pi\u00f9 dialogante, concentrando\u00a0 il confronto non pi\u00f9 sulla diga in s\u00e9, ma sulla sua velocit\u00e0 di riempimento, cio\u00e8 sul flusso idrico che continuer\u00e0 ad arrivare a valle.<\/p>\n<p>La volont\u00e0 di arrivare a un&#8217;intesa completa era sembrata tenere per oltre un anno, senza che a incrinarla, come alcuni osservatori avevano ipotizzato,\u00a0 avessero contribuito\u00a0 i mutamenti ,nel terzo principale Paese convolto, il Sudan, con la fine del pluridecennale potere dell&#8217;ex presidente Omar el Bashir e l&#8217;insediamento di una giunta militare. Il Sudan, infatti, dopo essere stato da sempre alleato dell&#8217;Egitto sulla questione del Nilo, negli ultimi anni aveva invece pi\u00f9 volte sostenuto l\u2019Etiopia nei vari negoziati internazionali,\u00a0 anche con\u00a0 una serie di dichiarazioni di\u00a0 esplicito supporto alla realizzazione della diga.<\/p>\n<p>Tuttavia i negoziatori sembrano ora arrivati a uno stallo, n\u00e9 a sbloccarlo \u00e8 valso, all&#8217;inizio di questo mese il nuovo tentativo di mediazione fra i tre Stai condotto dall\u2019Unione Africana\u00a0 in una tre giorni in videoconferenza per discutere le questioni ancora in sospeso riguardanti la diga, mentre anche l&#8217;Onu, pur non essendo direttamente coinvolta nella questione, ne segue da vicino gli sviluppi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, va\u00a0 aggiunto che finora sempre di un confronto trilaterale bilaterale si tratta, per quanto innovativo, mentre una sistemazione definitiva richiede comunque un allargamento del dialogo e del consenso, dato il numero\u00a0 di Paesi coinvolti, direttamente o indirettamente, nella gestione delle acque del Nilo &#8211; oltre ai tre gi\u00e0 citati ci sono anche\u00a0 Burundi, Rwanda, Tanzania, Uganda, Sudan del Sud, Repubblica Democratica del Congo, Kenya ed Eritrea. per non parlare degli interessi delle potenze non continentali che sulla costruzione della Gerd e delle infrastrutture ad esse collegate hanno investito.<\/p>\n<p>Anche stavolta sembra incominciare a levarsi un chiaro vento di fallimento. Il che spiega l&#8217;intervento di ieri del Papa a far soffiare pi\u00f9 forte i venti del dialogo e dell&#8217;attenzione al bene comune, perch\u00e8 si metta davvero fine a un pluridecennale\u00a0 conflitto diplomatico che rischia di diventare pericoloso per la stabilit\u00e0\u00a0 di una cos\u00ec vasta regione dell\u2019Africa e perch\u00e9 sul Nilo navighi finalmente una stagione di pace per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&laquo;Oggi vorrei pregare in particolare per la popolazione della regione settentrionale della Nigeria, vittima di violenze e attacchi terroristici. 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