{"id":5350,"date":"2020-08-26T10:56:06","date_gmt":"2020-08-26T10:56:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5350"},"modified":"2020-08-26T10:56:46","modified_gmt":"2020-08-26T10:56:46","slug":"papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-26-agosto-agosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/papa-francesco\/papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-26-agosto-agosto\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Udienza generale di mercoled\u00ec 26 agosto agosto 2020"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Catechesi &#8211; \u201cGuarire il mondo\u201d: 4.\u00a0La destinazione universale dei beni e la virt\u00f9 della speranza<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Biblioteca Apostolica Vaticana, 26 agosto 2020<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>C<\/strong><\/span>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Davanti alla pandemia e alle sue conseguenze sociali, molti rischiano di perdere la speranza. In questo tempo di incertezza e di angoscia, invito tutti ad accogliere il dono della\u00a0speranza\u00a0che viene da Cristo. \u00c8 Lui che ci aiuta a navigare nelle acque tumultuose della malattia, della morte e dell\u2019ingiustizia, che non hanno l\u2019ultima parola sulla nostra destinazione finale.<\/p>\n<p>La pandemia ha messo in rilievo e aggravato i problemi sociali, soprattutto la disuguaglianza. Alcuni possono lavorare da casa, mentre per molti altri questo \u00e8 impossibile. Certi bambini, nonostante le difficolt\u00e0, possono continuare a ricevere un\u2019educazione scolastica, mentre per tantissimi altri questa si \u00e8 interrotta bruscamente. Alcune nazioni potenti possono emettere moneta per affrontare l\u2019emergenza, mentre per altre questo significherebbe ipotecare il futuro.<\/p>\n<p>Questi sintomi di disuguaglianza rivelano una malattia sociale; \u00e8 un virus che viene da un\u2019economia malata. Dobbiamo dirlo semplicemente: l\u2019economia \u00e8 malata. Si \u00e8 ammalata. \u00c8 il frutto di una crescita economica iniqua &#8211; questa \u00e8 la malattia: il frutto di una crescita economica iniqua &#8211; che prescinde dai valori umani fondamentali. Nel mondo di oggi, pochi ricchissimi possiedono pi\u00f9 di tutto il resto dell\u2019umanit\u00e0. Ripeto questo perch\u00e9 ci far\u00e0 pensare: pochi ricchissimi, un\u00a0 gruppetto, possiedono pi\u00f9 di tutto il resto dell\u2019umanit\u00e0. Questa \u00e8 statistica pura. \u00c8 un\u2019ingiustizia che grida al cielo! Nello stesso tempo, questo modello economico \u00e8 indifferente ai danni inflitti alla casa comune. Non si prende cura della casa comune. Siamo vicini a superare molti dei limiti del nostro meraviglioso pianeta, con conseguenze gravi e irreversibili: dalla perdita di biodiversit\u00e0 e dal cambiamento climatico fino all\u2019aumento del livello dei mari e alla distruzione delle foreste tropicali. La disuguaglianza sociale e il degrado ambientale vanno di pari passo e hanno la stessa radice (cfr Enc.\u00a0Laudato si\u2019, 101): quella del peccato di voler possedere, di voler dominare i fratelli e le sorelle, di voler possedere e dominare la natura e lo stesso Dio. Ma questo non \u00e8 il disegno della creazione.<\/p>\n<p>\u00abAll\u2019inizio, Dio ha affidato la terra e le sue risorse alla gestione comune dell\u2019umanit\u00e0, affinch\u00e9 se ne prendesse cura\u00bb (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2402). Dio ci ha chiesto di dominare la terra in suo nome (cfr\u00a0Gen\u00a01,28), coltivandola e curandola come un giardino, il giardino di tutti (cfr\u00a0Gen\u00a02,15). \u00abMentre \u201ccoltivare\u201d significa arare o lavorare [&#8230;], \u201ccustodire\u201d vuol dire proteggere [e] preservare\u00bb (LS, 67).Ma attenzione a non interpretare questo come carta bianca per fare della terra ci\u00f2 che si vuole. No. Esiste \u00abuna relazione di reciprocit\u00e0 responsabile\u00bb (ibid.) tra noi e la natura. Una relazione di reciprocit\u00e0 responsabile fra noi e la natura. Riceviamo dal creato e diamo a nostra volta. \u00abOgni comunit\u00e0 pu\u00f2 prendere dalla bont\u00e0 della terra ci\u00f2 di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla\u00bb (ibid.). Ambedue le parti.<\/p>\n<p>Difatti, la terra \u00abci precede e ci \u00e8 stata data\u00bb (ibid.), \u00e8 stata data da Dio \u00aba tutto il genere umano\u00bb (CCC, 2402). E quindi \u00e8 nostro dovere far s\u00ec che i suoi frutti arrivino a tutti, non solo ad alcuni. E questo \u00e8 un elemento-chiave della nostra relazione con i beni terreni. Come ricordavano i padri del Concilio Vaticano II, \u00abl\u2019uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui ma anche agli altri\u00bb (Cost. past.\u00a0Gaudium et spes, 69).\u00a0Infatti, \u00abla propriet\u00e0 di un bene fa di colui che lo possiede un amministratore della Provvidenza, per farlo fruttificare e spartirne i frutti con gli altri\u00bb (CCC, 2404). Noi siamo amministratori dei beni, non padroni. Amministratori. \u201cS\u00ec, ma il bene \u00e8 mio\u201d. \u00c8 vero, \u00e8 tuo, ma per amministrarlo, non per averlo egoisticamente per te.<\/p>\n<p>Per assicurare che ci\u00f2 che possediamo porti valore alla comunit\u00e0, \u00abl\u2019autorit\u00e0 politica ha il diritto e il dovere di regolare il legittimo esercizio del diritto di propriet\u00e0 in funzione del bene comune\u00bb (ibid., 2406).[1]\u00a0La \u00absubordinazione della propriet\u00e0 privata alla\u00a0destinazione universale dei beni\u00a0[&#8230;] \u00e8 una \u201cregola d\u2019oro\u201d del comportamento sociale, e il primo principio di tutto l\u2019ordinamento etico-sociale\u00bb (LS, 93).[2]<\/p>\n<p>Le propriet\u00e0, il denaro sono strumenti che possono servire alla missione. Per\u00f2 li trasformiamo facilmente in fini, individuali o collettivi. E quando questo succede, vengono intaccati i valori umani essenziali. L\u2019homo sapiens\u00a0si deforma e diventa una specie di\u00a0homo \u0153conomicus\u00a0\u2013 in senso deteriore \u2013 individualista, calcolatore e dominatore. Ci dimentichiamo che, essendo creati a immagine e somiglianza di Dio, siamo esseri sociali, creativi e solidali, con un\u2019immensa capacit\u00e0 di amare. Ci dimentichiamo spesso di questo. Di fatto, siamo gli esseri pi\u00f9 cooperativi tra tutte le specie, e fioriamo in comunit\u00e0, come si vede bene nell\u2019esperienza dei santi.[3]\u00a0C\u2019\u00e8 un detto spagnolo che mi ha ispirato questa frase, e dice cos\u00ec:\u00a0florecemos en racimo como los santos. Fioriamo in comunit\u00e0 come si vede nell\u2019esperienza dei santi.<\/p>\n<p>Quando l\u2019ossessione di possedere e dominare esclude milioni di persone dai beni primari; quando la disuguaglianza economica e tecnologica \u00e8 tale da lacerare il tessuto sociale; e quando la dipendenza da un progresso materiale illimitato minaccia la casa comune, allora non possiamo stare a guardare. No, questo \u00e8 desolante. Non possiamo stare a guardare! Con lo sguardo fisso su Ges\u00f9 (cfr\u00a0Eb\u00a012,2) e con la certezza che il suo amore opera mediante la comunit\u00e0 dei suoi discepoli, dobbiamo agire tutti insieme, nella speranza di generare qualcosa di diverso e di meglio. La speranza cristiana, radicata in Dio, \u00e8 la nostra \u00e0ncora. Essa sostiene la volont\u00e0 di condividere, rafforzando la nostra missione come discepoli di Cristo, il quale ha condiviso tutto con noi.<\/p>\n<p>E questo lo capirono le prime comunit\u00e0 cristiane, che come noi vissero tempi difficili. Consapevoli di formare un solo cuore e una sola anima, mettevano tutti i loro beni in comune, testimoniando la grazia abbondante di Cristo su di loro (cfr\u00a0At\u00a04,32-35). Noi stiamo vivendo una crisi. La pandemia ci ha messo tutti in crisi. Ma ricordatevi: da una crisi non si pu\u00f2 uscire uguali, o usciamo migliori, o usciamo peggiori. Questa \u00e8 la nostra opzione. Dopo la crisi, continueremo con questo sistema economico di ingiustizia sociale e di disprezzo per la cura dell\u2019ambiente, del creato, della casa comune? Pensiamoci. Possano le comunit\u00e0 cristiane del ventunesimo secolo recuperare questa realt\u00e0 &#8211; la cura del creato e la giustizia sociale: vanno insieme -, dando cos\u00ec testimonianza della Risurrezione del Signore. Se ci prendiamo cura dei beni che il Creatore ci dona, se mettiamo in comune ci\u00f2 che possediamo in modo che a nessuno manchi, allora davvero potremo ispirare speranza per rigenerare un mondo pi\u00f9 sano e pi\u00f9 equo.<\/p>\n<p>E per finire, pensiamo ai bambini. Leggete le statistiche: quanti bambini, oggi, muoiono di fame per una non buona distribuzione delle ricchezze, per un sistema economico come ho detto prima; e quanti bambini, oggi, non hanno diritto alla scuola, per lo stesso motivo. Che sia questa immagine, dei bambini bisognosi per fame e per mancanza di educazione, che ci aiuti a capire che dopo questa crisi dobbiamo uscire migliori. Grazie.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"August 26 2020 General Audience Pope Francis\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZK7DJMpVoSg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Catechesi &ndash; &ldquo;Guarire il mondo&rdquo;: 4.&nbsp;La destinazione universale dei beni e la virt&ugrave; della speranza Biblioteca Apostolica Vaticana, 26 agosto 2020 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! 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