{"id":5595,"date":"2020-09-13T09:15:28","date_gmt":"2020-09-13T09:15:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5595"},"modified":"2020-09-13T09:15:54","modified_gmt":"2020-09-13T09:15:54","slug":"spezzare-la-parola-xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/spezzare-la-parola-xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a\/","title":{"rendered":"Spezzare la Parola, XXIV Domenica del Tempo Ordinario \u2013 ANNO A"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>L<\/strong><\/span>a partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. <strong>Sosta e Ripresa<\/strong> intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che &#8220;spezzare la Parola&#8221; del Signore \u00e8 indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.<\/p>\n<p>Scusandosi per aver omesso la scorsa settimana,\u00a0 per un disguido del quale si assume la responsabilit\u00e0, questo appuntamento con i propri lettori, <strong>la direzione di Sosta e Ripresa\u00a0 riprende in questo \u00a013 settembre 2020, XXIV Domenica del Tempo Ordinario \u2013 ANNO A,<\/strong> a seguire le indicazioni proposte dalla liturgia ricorrendo alle riflessioni omeletiche fatte dal\u00a0 <strong>cardinale Lorenzo Antonetti<\/strong> molti anni fa,\u00a0 ma colme di una profonda e sempre attuale valenza catechetica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Romagnano-nel-giallo-di-Emanuela-Orlandi-spunta-il-nome-del-cardinale-Antonetti-59d20dc7317101.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5034\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Romagnano-nel-giallo-di-Emanuela-Orlandi-spunta-il-nome-del-cardinale-Antonetti-59d20dc7317101-300x175.jpg\" alt=\"Card. Lorenzo Antonetti\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Romagnano-nel-giallo-di-Emanuela-Orlandi-spunta-il-nome-del-cardinale-Antonetti-59d20dc7317101-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Romagnano-nel-giallo-di-Emanuela-Orlandi-spunta-il-nome-del-cardinale-Antonetti-59d20dc7317101.jpg 397w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abIl Vangelo di oggi (Mt, 18, 21-35) ci invita, come sempre, a trovare correlazione nella nostra vita quotidiana, individuale e comunitaria. Domenica scorsa avevamo meditato sul concetto di <strong>correzione fraterna<\/strong>, anche in questo caso affidata sia al nostro agire individuale, sia all&#8217;umilt\u00e0 di riconoscere che la giustizia non pu\u00f2 essere un compito esclusivo di ciascuno di noi, ma appartiene alla cumune convivenza da salvaguardare.<\/p>\n<p>Oggi l&#8217;evangelista ci invita a guardarci dentro in modo ancora pi\u00f9 approfondito, a riflettere sul perdono, che siamo chiamati a cercare dentro di noi nei confronti di quanti ci possano aver fatto torto, e a chiedere per i torti che ad altri facciamo. E tanto maggiore sar\u00e0 la misura di questo processo di introspezione, tanto pi\u00f9 ci avvicineremo alla misura\u00a0 che Ges\u00f9 ci indica con il simbolico termine biblico di <strong>settanta volte sette,\u00a0 che non significa quattrocentonovalta volte, ma sempre, cio\u00e8 la misura infinita del perdono di Dio<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Nell&#8217;omelia (pronunciata durante una Messa celebrata in raduno di giovani scouts cattolici, n.d.r,) il cardinale sottoline\u00f2 che \u00abperdonare non significa dimenticare i torti subiti, chiedere perdono non significa dimenticare i torti fatti.\u00a0 Perdonare non \u00e8 un atteggiamento superficiale. Lo spiega bene, per esempio, un passo di uno dei pi\u00f9 celebri romanzi italiani, I promessi sposi\u00a0 di Alessandro Manzoni. Credo che molti di voi lo abbiano letto. Nell&#8217;ultimo colloquio tra il protagonista Renzo e fra&#8217; Cristoforo davanti a don Rodrigo morente di peste,\u00a0 il frate, che era stato un omicida e cha aveva poi speso la vita nella quotidiana ricerca del perdono di Dio attraverso il servizio ai fratelli, chiede al giovane quante volte abbia perdonato al signorotto arrogante che gli ha sconvolto la vita e lo spinge a interrogarsi sulla propria volont\u00e0 e capacit\u00e0 di dire &#8220;lo perdono&#8221;, in modo da non aver pi\u00f9 bisogno di riperterlo, in modo autentico, sentito davvero nel profondo del cuore.<\/p>\n<p>E poco dopo, nel congedarsi per sempre da Renzo e Lucia, ritrovatisi dopo tante vicessitudini e ormai vicini a celebrare quel matrimonio tanto contrastato, mentre dona loro il \u201cpane del perdono\u201d ricevuto per carit\u00e0 dai parenti del nobile che aveva ammazzato da giovane, li lascia con queste parole: &#8220;Serbatelo; fatelo vedere ai vostri figliuoli. Verranno in un tristo mondo, e in tristi tempi, in mezzo a\u2019 superbi e a\u2019 provocatori: dite loro che perdonino sempre, sempre! tutto, tutto!&#8221;.\u00a0 Certo, ragazzi, queste sono parole di un romanzo. Ma sono un modo per aiutarci a comprendere la Parola di Dio che abbiamo ascoltato poco fa\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAnche voi ragazzi &#8211; <strong>concluse il porporato<\/strong> &#8211; vivete in un mondo in cui violenza e provocazione hanno conseguenze nefaste, in misura infinitamente maggiore di quella del Seicento raccontato da Manzoni. Si possono perdonare le stragi, le pulizie etniche, le guerre favorite e sfruttate da interessi economici, le politiche che affanano centinaia e centinaia di milioni di persone, le stragi di bambini? No, non sono perdonabili. Ma la Chiesa ci insegna a distinguere l&#8217;errore da chi lo commette, il peccato dal peccatore. Tenetelo presente sempre, educatevi a questa verit\u00e0 nella vita di adulti che vi attende.\u00a0 Abituatevi a riflettere sulle parole della preghiera che Ges\u00f9 ci ha insegnato &#8220;Padre nostro&#8230; rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori&#8221;, a farvene pervadere il cuore, a farne uno stile nei rapporti con Dio e con i fratelli.\u00a0 E ricordate questo Vangelo che abbiamo ascoltato: ci insegna a riconoscerci\u00a0 pi\u00f9 debitori che creditori. \u00a0 E quando ci sentiamo giusti e nel diritto di giudicare gli altri, di esigere che siano gli altri a pagare i loro debiti, riflettiamo su quelli che accumuliano ogni giorno noi stessi, nelle nostre relazioni con il nostro prossimo. Soprattutto, affidiamoci, in questo e in tutto, all&#8217;infinita misericordia di Dio.\u00a0 Perch\u00e9 nel Cristo che ha assunto la nostra natura in tutto fuorch\u00e9 nel peccato, nella sua passione, morte e ressurrezione, siamo tutti gi\u00e0 perdonati, Se avremo coscienza di questo, se saremo capaci di farci pervadere e indirizzare da questa misericordia, sapremo davvero cosa significa perdonare la gravit\u00e0 del male subito, sapremo di poter partecipare all&#8217;opera di Dio che pu\u00f2 scrivere dritto sulle linee storte e confuse della storia umana, della nostra storia segnata da tante ingiustizie.<\/p>\n<p>Buona domenica a tutti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. 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