{"id":5607,"date":"2020-09-16T14:11:32","date_gmt":"2020-09-16T14:11:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5607"},"modified":"2020-09-16T14:11:51","modified_gmt":"2020-09-16T14:11:51","slug":"papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-16-settembre-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-16-settembre-2020\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Udienza generale di mercoled\u00ec 16 settembre 2020"},"content":{"rendered":"<p>Cortile San Damaso<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec, 16 settembre 2020<\/p>\n<p><em><strong>Catechesi \u201cGuarire il mondo\u201d: 7.\u00a0Cura della casa comune e atteggiamento contemplativo<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Per uscire da una pandemia, occorre curarsi e curarci a vicenda. E bisogna sostenere chi si prende cura dei pi\u00f9 deboli, dei malati e degli anziani. C\u2019\u00e8 l\u2019abitudine di lasciare da parte gli anziani, di abbandonarli: \u00e8 brutto, questo. Queste persone \u2013 ben definite dal termine spagnolo \u201ccuidadores\u201d, coloro che si prendono cura degli ammalati \u2013 svolgono un ruolo essenziale nella societ\u00e0 di oggi, anche se spesso non ricevono il riconoscimento e la rimunerazione che meritano. Il prendersi cura \u00e8 una regola d\u2019oro del nostro essere umani, e porta con s\u00e9 salute e speranza (cfr Enc.\u00a0Laudato si\u2019\u00a0[LS], 70). Prendersi cura di chi \u00e8 ammalato, di chi ha bisogno, di chi \u00e8 lasciato da parte: questa \u00e8 una ricchezza umana e anche cristiana.<\/p>\n<p>Questa cura, dobbiamo rivolgerla anche alla nostra casa comune: alla terra e ad ogni creatura. Tutte le forme di vita sono interconnesse (cfr\u00a0ibid., 137-138), e la nostra salute dipende da quella degli ecosistemi che Dio ha creato e di cui ci ha incaricato di prenderci cura (cfr\u00a0Gen\u00a02,15). Abusarne, invece, \u00e8 un peccato grave che danneggia, che fa male e che fa ammalare (cfr\u00a0LS, 8;\u00a066). Il migliore antidoto contro questo uso improprio della nostra casa comune \u00e8 la contemplazione (cfr\u00a0ibid., 85;\u00a0214). Ma come mai? Non c\u2019\u00e8 un vaccino per questo, per la cura della casa comune, per non lasciarla da parte? Qual \u00e8 l\u2019antidoto contro la malattia di non prendersi cura della casa comune? \u00c8 la contemplazione. \u00abQuando non si impara a fermarsi ad ammirare e apprezzare il bello, non \u00e8 strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli\u00bb (ibid., 215). Anche in oggetto di \u201cusa e getta\u201d. Tuttavia, la nostra casa comune, il creato, non \u00e8 una mera \u201crisorsa\u201d. Le creature hanno un valore in s\u00e9 stesse e \u00abriflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell\u2019infinita sapienza e bont\u00e0 di Dio\u00bb (Catechismo della Chiesa Cattolica, 339). Questo valore e questo raggio di luce divina va scoperto e, per scoprirlo, abbiamo bisogno di fare silenzio, abbiamo bisogno di ascoltare, abbiamo bisogno di contemplare. Anche la contemplazione guarisce l\u2019anima.<\/p>\n<p>Senza contemplazione, \u00e8 facile cadere in un antropocentrismo squilibrato e superbo, l\u2019\u201cio\u201d al centro di tutto, che sovradimensiona il nostro ruolo di esseri umani, posizionandoci come dominatori assoluti di tutte le altre creature. Una interpretazione distorta dei testi biblici sulla creazione ha contribuito a questo sguardo sbagliato, che porta a sfruttare la terra fino a soffocarla. Sfruttare il creato: questo \u00e8 il peccato. Crediamo di essere al centro, pretendendo di occupare il posto di Dio e cos\u00ec roviniamo l\u2019armonia del creato, l\u2019armonia del disegno di Dio. Diventiamo predatori, dimenticando la nostra vocazione di custodi della vita. Certo, possiamo e dobbiamo lavorare la terra per vivere e svilupparci. Ma il lavoro non \u00e8 sinonimo di sfruttamento, ed \u00e8 sempre accompagnato dalla cura: arare e proteggere, lavorare e prendersi cura\u2026 Questa \u00e8 la nostra missione (cfr\u00a0Gen\u00a02,15). Non possiamo pretendere di continuare a crescere a livello materiale, senza prenderci cura della casa comune che ci accoglie. I nostri fratelli pi\u00f9 poveri e la nostra madre terra gemono per il danno e l\u2019ingiustizia che abbiamo provocato e reclamano un\u2019altra rotta. Reclamano da noi una conversione, un cambio di strada: prendersi cura anche della terra, del creato.<\/p>\n<p>Dunque, \u00e8 importante recuperare la dimensione contemplativa, cio\u00e8 guardare la terra, il creato come un dono, non come una cosa da sfruttare per il profitto. Quando contempliamo, scopriamo negli altri e nella natura qualcosa di molto pi\u00f9 grande della loro utilit\u00e0. Qui \u00e8 il nocciolo del problema: contemplare \u00e8 andare oltre l\u2019utilit\u00e0 di una cosa. Contemplare il bello non vuol dire sfruttarlo: contemplare \u00e8 gratuit\u00e0. Scopriamo il valore intrinseco delle cose conferito loro da Dio. Come hanno insegnato tanti maestri spirituali, il cielo, la terra, il mare, ogni creatura possiede questa capacit\u00e0 iconica, questa capacit\u00e0 mistica di riportarci al Creatore e alla comunione con il creato. Ad esempio, Sant\u2019Ignazio di Loyola, alla fine dei suoi Esercizi spirituali, invita a compiere la \u201cContemplazione per giungere all\u2019amore\u201d, cio\u00e8 a considerare come Dio guarda le sue creature e gioire con loro; a scoprire la presenza di Dio nelle sue creature e, con libert\u00e0 e grazia, amarle e prendersene cura.<\/p>\n<p>La contemplazione, che ci conduce a un atteggiamento di cura, non \u00e8 un guardare la natura dall\u2019esterno, come se noi non vi fossimo immersi. Ma noi siamo dentro alla natura, siamo parte della natura. Si fa piuttosto a partire da dentro, riconoscendoci parte del creato, rendendoci protagonisti e non meri spettatori di una realt\u00e0 amorfa che si tratterebbe solo di sfruttare. Chi contempla in questo modo prova meraviglia non solo per ci\u00f2 che vede, ma anche perch\u00e9 si sente parte integrante di questa bellezza; e si sente anche chiamato a custodirla, a proteggerla. E c\u2019\u00e8 una cosa che non dobbiamo dimenticare: chi non sa contemplare la natura e il creato, non sa contemplare le persone nella loro ricchezza. E chi vive per sfruttare la natura, finisce per sfruttare le persone e trattarle come schiavi. Questa \u00e8 una legge universale: se tu non sai contemplare la natura, sar\u00e0 molto difficile che saprai contemplare la gente, la bellezza delle persone, il fratello, la sorella.<\/p>\n<p>Chi sa contemplare, pi\u00f9 facilmente si metter\u00e0 all\u2019opera per cambiare ci\u00f2 che produce degrado e danni alla salute. Si impegner\u00e0 a educare e promuovere nuove abitudini di produzione e consumo, a contribuire ad un nuovo modello di crescita economica che garantisca il rispetto per la casa comune e il rispetto per le persone. Il contemplativo in azione tende a diventare custode dell\u2019ambiente: \u00e8 bello questo! Ognuno di noi dev\u2019essere custode dell\u2019ambiente, della purezza dell\u2019ambiente, cercando di coniugare saperi ancestrali di culture millenarie con le nuove conoscenze tecniche, affinch\u00e9 il nostro stile di vita sia sempre sostenibile.<\/p>\n<p>Infine,\u00a0contemplare e prendersi cura: ecco due atteggiamenti che mostrano la via per correggere e riequilibrare il nostro rapporto di esseri umani con il creato. Tante volte, il nostro rapporto con il creato sembra essere un rapporto tra nemici: distruggere il creato a mio vantaggio; sfruttare il creato a mio vantaggio. Non dimentichiamo che questo si paga caro; non dimentichiamo quel detto spagnolo: \u201cDio perdona sempre; noi perdoniamo a volte; la natura non perdona mai\u201d. Oggi leggevo sul giornale di quei due grandi ghiacciai dell\u2019Antartide, vicino al Mare di Amundsen: stanno per cadere. Sar\u00e0 terribile, perch\u00e9 il livello del mare crescer\u00e0 e questo porter\u00e0 tante, tante difficolt\u00e0 e tanto male. E perch\u00e9? Per il surriscaldamento, per non curare l\u2019ambiente, per non curare la casa comune. Invece, quando abbiamo questo rapporto \u2013 mi permetto la parola \u2013 \u201cfraternale\u201d in senso figurato con il creato, diventeremo custodi della casa comune, custodi della vita e custodi della speranza, custodiremo il patrimonio che Dio ci ha affidato affinch\u00e9 ne possano godere le generazioni future. E qualcuno pu\u00f2 dire: \u201cMa, io me la cavo cos\u00ec\u201d. Ma il problema non \u00e8 come tu te la caverai oggi \u2013 questo lo diceva un teologo tedesco, protestante, bravo: Bonhoeffer \u2013 il problema non \u00e8 come te la cavi tu, oggi; il problema \u00e8: quale sar\u00e0 l\u2019eredit\u00e0, la vita della generazione futura? Pensiamo ai figli, ai nipoti: cosa lasceremo, loro, se noi sfruttiamo il creato? Custodiamo questo cammino cos\u00ec diventeremo \u201ccustodi\u201d della casa comune, custodi della vita e della speranza. Custodiamo il patrimonio che Dio ci ha affidato, affinch\u00e9 possano goderne le generazioni future. Penso in modo speciale ai popoli indigeni, verso i quali abbiamo tutti un debito di riconoscenza \u2013 anche di penitenza, per riparare il male che abbiamo fatto loro. Ma penso anche a quei movimenti, associazioni, gruppi popolari, che si impegnano per tutelare il proprio territorio con i suoi valori naturali e culturali. Non sempre queste realt\u00e0 sociali sono apprezzate, a volte sono persino ostacolate, perch\u00e9 non producono soldi; ma in realt\u00e0 contribuiscono a una rivoluzione pacifica, potremmo chiamarla la \u201crivoluzione della cura\u201d. Contemplare per curare, contemplare per custodire, custodire noi, il creato, i nostri figli, i nostri nipoti e custodire il futuro. Contemplare per curare e per custodire e per lasciare un\u2019eredit\u00e0 alla futura generazione.<\/p>\n<p>Non bisogna per\u00f2 delegare ad alcuni: quello che \u00e8 il compito di ogni essere umano. Ognuno di noi pu\u00f2 e deve diventare un \u201ccustode della casa comune\u201d, capace di lodare Dio per le sue creature, di contemplare le creature e di proteggerle.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"September 16 2020 General Audience Pope Francis\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PXKCrPIIiho?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cortile San Damaso Mercoled&igrave;, 16 settembre 2020 Catechesi &ldquo;Guarire il mondo&rdquo;: 7.&nbsp;Cura della casa comune e atteggiamento contemplativo Cari fratelli e sorelle, buongiorno! 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