{"id":5632,"date":"2020-09-23T14:09:19","date_gmt":"2020-09-23T14:09:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5632"},"modified":"2020-09-23T14:09:45","modified_gmt":"2020-09-23T14:09:45","slug":"papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-23-settembre-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-23-settembre-2020\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Udienza generale di mercoled\u00ec 23 settembre 2020"},"content":{"rendered":"<p><em>Cortile San Damaso<\/em><br \/>\n<em>Mercoled\u00ec, 23 settembre 2020<\/em><\/p>\n<p><em>Catechesi \u201cGuarire il mondo\u201d: 8.\u00a0Sussidiariet\u00e0 e virt\u00f9 della speranza<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>C<\/strong><\/span>ari fratelli e sorelle, sembra che il tempo non \u00e8 tanto buono, ma vi dico buongiorno lo stesso!<\/p>\n<p>Per uscire migliori da una crisi come quella attuale, che \u00e8 una crisi sanitaria e al tempo stesso una crisi sociale, politica ed economica, ognuno di noi \u00e8 chiamato ad assumersi la sua parte di responsabilit\u00e0 cio\u00e8 condividere le responsabilit\u00e0. Dobbiamo rispondere non solo come persone singole, ma anche a partire dal nostro gruppo di appartenenza, dal ruolo che abbiamo nella societ\u00e0, dai nostri principi e, se siamo credenti, dalla fede in Dio. Spesso, per\u00f2, molte persone non possono partecipare alla ricostruzione del bene comune perch\u00e9 sono emarginate, sono escluse o ignorate; certi gruppi sociali non riescono a contribuirvi perch\u00e9 soffocati economicamente o politicamente. In alcune societ\u00e0, tante persone non sono libere di esprimere la propria fede e i propri valori, le proprie idee: se le esprimono vanno in carcere. Altrove, specialmente nel mondo occidentale, molti auto-reprimono le proprie convinzioni etiche o religiose. Ma cos\u00ec non si pu\u00f2 uscire dalla crisi, o comunque non si pu\u00f2 uscirne migliori. Usciremo in peggio.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 tutti possiamo partecipare alla cura e alla rigenerazione dei nostri popoli, \u00e8 giusto che ognuno abbia le risorse adeguate per farlo (cfr\u00a0Compendio della dottrina sociale della Chiesa\u00a0[CDSC],\u00a0186). Dopo la grande depressione economica del 1929,\u00a0Papa Pio XI\u00a0spieg\u00f2 quanto fosse importante per una vera ricostruzione il\u00a0principio di sussidiariet\u00e0\u00a0(cfr Enc.\u00a0Quadragesimo anno, 79-80). Tale principio ha un doppio dinamismo: dall\u2019alto verso il basso e dal basso verso l\u2019alto. Forse non capiamo cosa significa questo, ma \u00e8 un principio sociale che ci fa pi\u00f9 uniti.<\/p>\n<p>Da un lato, e soprattutto in tempi di cambiamento, quando i singoli individui, le famiglie, le piccole associazioni o le comunit\u00e0 locali non sono in grado di raggiungere gli obiettivi primari, allora \u00e8 giusto che intervengano i livelli pi\u00f9 alti del corpo sociale, come lo Stato, per fornire le risorse necessarie ad andare avanti. Ad esempio, a causa del\u00a0lockdown\u00a0per il coronavirus, molte persone, famiglie e attivit\u00e0 economiche si sono trovate e ancora si trovano in grave difficolt\u00e0, perci\u00f2 le istituzioni pubbliche cercano di aiutare con appropriati interventi sociali, economici, sanitari: questa \u00e8 la loro funzione, quello che devono fare.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, per\u00f2, i vertici della societ\u00e0 devono rispettare e promuovere i livelli intermedi o minori. Infatti, il contributo degli individui, delle famiglie, delle associazioni, delle imprese, di tutti i corpi intermedi e anche delle Chiese \u00e8 decisivo. Questi, con le proprie risorse culturali, religiose, economiche o di partecipazione civica, rivitalizzano e rafforzano il corpo sociale (cfr\u00a0CDSC,\u00a0185). Cio\u00e8, c\u2019\u00e8 una collaborazione dall\u2019alto in basso, dallo Stato centrale al popolo e dal basso in alto: delle formazioni del popolo in alto. E questo \u00e8 proprio l\u2019esercizio del principio di sussidiariet\u00e0.<\/p>\n<p>Ciascuno deve avere la possibilit\u00e0 di assumere la propria responsabilit\u00e0 nei processi di guarigione della societ\u00e0 di cui fa parte. Quando si attiva qualche progetto che riguarda direttamente o indirettamente determinati gruppi sociali, questi non possono essere lasciati fuori dalla partecipazione. Per esempio: \u201cCosa fai tu? &#8211; Io vado a lavorare per i pover i \u2013 Bello, e cosa fai? \u2013 Io insegno ai poveri, io dico ai poveri quello che devono fare \u2013 No, questo non va, il primo passo \u00e8 lasciare che i poveri dicano a te come vivono, di cosa hanno bisogno: Bisogna lasciar parlare tutti! E cos\u00ec funziona il principio di sussidiariet\u00e0. Non possiamo lasciare fuori della partecipazione questa gente; la loro saggezza, la saggezza dei gruppi pi\u00f9 umili non pu\u00f2 essere messa da parte (cfr Esort. ap. postsin\u00a0Querida Amazonia\u00a0[QA],\u00a032; Enc.\u00a0Laudato si\u2019,\u00a063). Purtroppo, questa ingiustizia si verifica spesso l\u00e0 dove si concentrano grandi interessi economici o geopolitici, come ad esempio certe attivit\u00e0 estrattive in alcune zone del pianeta (cfr\u00a0QA,\u00a09.14). Le voci dei popoli indigeni, le loro culture e visioni del mondo non vengono prese in considerazione. Oggi, questa mancanza di rispetto del\u00a0principio di sussidiariet\u00e0\u00a0si \u00e8 diffusa come un virus. Pensiamo alle grandi misure di aiuti finanziari attuate dagli Stati. Si ascoltano di pi\u00f9 le grandi compagnie finanziarie anzich\u00e9 la gente o coloro che muovono l\u2019economia reale. Si ascoltano di pi\u00f9 le compagnie multinazionali che i movimenti sociali. Volendo dire ci\u00f2 con il linguaggio della gente comune: si ascoltano pi\u00f9 i potenti che i deboli e questo non \u00e8 il cammino, non \u00e8 il cammino umano, non \u00e8 il cammino che ci ha insegnato Ges\u00f9, non \u00e8 attuare il principio di sussidiariet\u00e0. Cos\u00ec non permettiamo alle persone di essere \u00abprotagoniste del proprio riscatto\u00bb.[1]\u00a0Nell\u2019inconscio collettivo di alcuni politici o di alcuni sindacalisti c\u2019\u00e8 questo motto: tutto per il popolo, niente con il popolo. Dall\u2019alto in basso ma senza ascoltare la saggezza del popolo, senza far attuare questa saggezza nel risolvere dei problemi, in questo caso nell\u2019uscire dalla crisi. O pensiamo anche al modo di curare il virus: si ascoltano pi\u00f9 le grandi compagnie farmaceutiche che gli operatori sanitari, impegnati in prima linea negli ospedali o nei campi-profughi. Questa non \u00e8 una strada buona. Tutti vanno ascoltati, quelli che sono in alto e quelli che sono in basso, tutti.<\/p>\n<p>Per uscire migliori da una crisi, il\u00a0principio di sussidiariet\u00e0\u00a0dev\u2019essere attuato, rispettando l\u2019autonomia e la capacit\u00e0 di iniziativa di tutti, specialmente degli ultimi. Tutte le parti di un corpo sono necessarie e, come dice San Paolo, quelle parti che potrebbero sembrare pi\u00f9 deboli e meno importanti, in realt\u00e0 sono le pi\u00f9 necessarie (cfr\u00a01 Cor\u00a012,22). Alla luce di questa immagine, possiamo dire che il principio di sussidiariet\u00e0 consente ad ognuno di assumere il proprio ruolo per la cura e il destino della societ\u00e0. Attuarlo, attuare il principio di sussidiariet\u00e0 d\u00e0\u00a0speranza, d\u00e0 speranza\u00a0in un futuro pi\u00f9 sano e giusto; e questo futuro lo costruiamo insieme, aspirando alle cose pi\u00f9 grandi, ampliando i nostri orizzonti.\u00a0[2]\u00a0O insieme o non funziona. O lavoriamo insieme per uscire dalla crisi, a tutti i livelli della societ\u00e0, o non ne usciremo mai. Uscire dalla crisi non significa dare una pennellata di vernice alle situazioni attuali perch\u00e9 sembrino un po\u2019 pi\u00f9 giuste. Uscire dalla crisi significa cambiare, e il vero cambiamento lo fanno tutti, tutte le persone che formano il popolo. Tutte le professioni, tutti. E tutti insieme, tutti in comunit\u00e0. Se non lo fanno tutti il risultato sar\u00e0 negativo.<\/p>\n<p>In una catechesi precedente\u00a0abbiamo visto come la\u00a0solidariet\u00e0\u00a0\u00e8 la via per uscire dalla crisi: ci unisce e ci permette di trovare proposte solide per un mondo pi\u00f9 sano. Ma questo cammino di solidariet\u00e0 ha bisogno della\u00a0sussidiariet\u00e0. Qualcuno potr\u00e0 dirmi: \u201cMa padre oggi sta parlando con parole difficili!\u201d. Ma per questo cerco di spiegare cosa significa. Solidali, perch\u00e9 andiamo sulla strada della sussidiariet\u00e0. Infatti, non c\u2019\u00e8 vera solidariet\u00e0 senza partecipazione sociale, senza il contributo dei corpi intermedi: delle famiglie, delle associazioni, delle cooperative, delle piccole imprese, delle espressioni della societ\u00e0 civile. Tutti devono contribuire, tutti. Tale partecipazione aiuta a prevenire e correggere certi aspetti negativi della globalizzazione e dell\u2019azione degli Stati, come accade anche nella cura della gente colpita dalla pandemia. Questi contributi \u201cdal basso\u201d vanno incentivati. Ma quanto \u00e8 bello vedere il lavoro dei volontari nella crisi. I volontari che vengono da tutte le parti sociali, volontari che vengono dalle famiglie pi\u00f9 benestanti e che vengono dalle famiglie pi\u00f9 povere. Ma tutti, tutti insieme per uscire. Questo \u00e8 solidariet\u00e0 e questo \u00e8 principio di sussidiariet\u00e0.<\/p>\n<p>Durante il\u00a0lockdown\u00a0\u00e8 nato spontaneo il gesto dell\u2019applauso per i medici e gli infermieri e le infermiere come segno di incoraggiamento e di speranza. Tanti hanno rischiato la vita e tanti hanno dato la vita. Estendiamo questo applauso ad ogni membro del corpo sociale, a tutti, a ognuno, per il suo prezioso contributo, per quanto piccolo. \u201cMa cosa potr\u00e0 fare quello di l\u00e0?. \u2013 Ascoltalo, dagli spazio per lavorare, consultalo\u201d. Applaudiamo gli \u201cscartati\u201d, quelli che questa cultura qualifica \u201cscartati\u201d, questa cultura dello scarto, cio\u00e8 applaudiamo gli anziani, i bambini, le persone con disabilit\u00e0, applaudiamo i lavoratori, tutti quelli che si mettono al servizio. Tutti collaborano per uscire dalla crisi. Ma non fermiamoci solo all\u2019applauso! La\u00a0speranza\u00a0\u00e8 audace, e allora incoraggiamoci a sognare in grande. Fratelli e sorelle, impariamo a sognare in grande! Non abbiamo paura di sognare in grande, cercando gli ideali di giustizia e di amore sociale che nascono dalla speranza. Non proviamo a ricostruire il passato, il passato \u00e8 passato, ci aspettano cose nuove. Il Signore ha promesso: \u201cIo far\u00f2 nuove tutte le cose\u201d. Incoraggiamoci a sognare in grande cercando questi ideali, non proviamo a ricostruire il passato, soprattutto quello che era iniquo e gi\u00e0 malato, che ho nominato gi\u00e0 come ingiustizie. Costruiamo un futuro dove la dimensione locale e quella globale si arricchiscano mutualmente, &#8211; ognuno pu\u00f2 dare il suo, ognuno deve dare del suo, la sua cultura, la sua filosofia, il suo modo di pensare -, dove la bellezza e la ricchezza dei gruppi minori anche dei gruppi scartati possa fiorire perch\u00e9 pure l\u00ec c\u2019\u00e8 bellezza, e dove chi ha di pi\u00f9 si impegni a servire e a dare di pi\u00f9 a chi ha di meno.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&quot;September 23 2020 General Audience Pope Francis&quot;\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vjgjZIXnksc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cortile San Damaso Mercoled&igrave;, 23 settembre 2020 Catechesi &ldquo;Guarire il mondo&rdquo;: 8.&nbsp;Sussidiariet&agrave; e virt&ugrave; della speranza Cari fratelli e sorelle, sembra che il tempo non &egrave; tanto buono, ma vi dico buongiorno lo stesso! 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