{"id":5667,"date":"2020-09-26T13:24:11","date_gmt":"2020-09-26T13:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5667"},"modified":"2020-09-26T13:24:25","modified_gmt":"2020-09-26T13:24:25","slug":"spezzare-la-parola-xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/spezzare-la-parola-xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a\/","title":{"rendered":"Spezzare la Parola. XXVI Domenica del Tempo Ordinario \u2013 ANNO A"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">L<\/span><\/strong>a partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. <strong>Sosta e Ripresa<\/strong> intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che &#8220;spezzare la Parola&#8221; del Signore \u00e8 indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.<\/p>\n<p>Anche per questo\u00a0 27 settembre\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a02020, <strong>XXVI Domenica del Tempo Ordinario \u2013 ANNO A<\/strong> \u00a0ci aiutano a farlo le indicazioni offere dalle\u00a0 riflessioni omeletiche del \u00a0 <strong>cardinale Lorenzo Antonetti<\/strong> fatte molti anni fa ma di perenne validit\u00e0 catechetica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5626\" aria-describedby=\"caption-attachment-5626\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/88120A.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5626\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/88120A.jpeg\" alt=\"Cardinale Lorenzo Antonetti\" width=\"150\" height=\"180\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5626\" class=\"wp-caption-text\">Cardinale Lorenzo Antonetti<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abTroviamo nel Vangelo di oggi un&#8217;altra parabola del Signore che ricorre all&#8217;esempio di un lavoro in una vigna (Mt 21, 28-32) &#8211; disse il porporato -.\u00a0 Se in quella di domenica scorsa icona di Dio era la figura di un padrone che compensa secondo il bisogno e non secondo critiri utilitaristici, stavolta l&#8217;evangelista Matteo ci propone quella di un padre che aveva due figli. Declinato in modo diverso, \u00e8 lo stesso schema che ritorner\u00e0 nella parabola che una lunga abitudine ci fa definire\u00a0 del Figliolo prodigo, ma che la Chiesa chiama giustamente del Padre misericordioso. Questo schema non si applica \u00a0 ovviamente, se non in parte, al comportamento dei due figli, ma appunto a quello del padre. Tutti noi, pensando il mistero di Dio ricorriamo a tanti attributi, tutti giusti. Nel credo ricordiamo la prima persona del Dio trinitario, appunto il Padre, come onnipotente e creatore. Il catechismo lo chiama perfettissimo. Ma posso dirvi che il suo nome pi\u00f9 vero, pi\u00f9 caro, \u00e8 Misericordia\u00bb.<\/p>\n<p>Il cardinale Antonetti ricord\u00f2, come spesso faceva con la semplicit\u00e0 e la profondit\u00e0 da buon catechista che lo caratterizzava che \u00ab&#8230; per meglio riflettere su questo passo del Vangelo &#8211; disse &#8211;\u00a0 come sempre la Chiesa ci aiuta proponendolo insieme con altre significative letture. Nella seconda (Fil 2, 1-11) san Paolo ci parla dell&#8217;obbiedenza sublime del Figlio, che assunta la natura umana la port\u00f2 all&#8217;estrema umilt\u00e0, alla morte di croce, per redimere l&#8217;umanit\u00e0 tutta dal peccato. La Parola di Dio nell&#8217;Antico Testamento che abbiamo oggi ascoltato, la prima lettura (Ez 18, 25-28) tratta dalla profezia di Ezechiele\u00a0 e il salmo 24 ci sollecitano a comprendere il significato profondo della conversione e del perdono. &#8220;Ricordati, Signore, della tua misericordia&#8221; abbiamo appunto pregato con il salmista\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abConversione, dunque, e fiducia nella misericordia di Dio. Tuttavia &#8211; argoment\u00f2 ancora il cardinale &#8211; il Vangelo di oggi ci invita a confrontarci proprio con il diverso atteggiamento dei due fratelli della parabola. Uno usa parole sagge e poi non agisce di conseguenza, rimanendo in una situazione di egoismo. L&#8217;altro usa parole avventate, incuranti, persino di sfida all&#8217;autorit\u00e0 del padre, poi riflette, si pente e obbedisce. Tutti noi abbiamo vissuto simili esperienze, e forse continuiamo a viverle nella nostra esperienza quotidiana, non solo, per dirla con il salmista, nei peccati e nelle ribellioni della giovinezza\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMa c&#8217;\u00e8 un aspetto in pi\u00f9 &#8211; sottoline\u00f2 il cardinale Antonetti &#8211; e cio\u00e8 che Ges\u00f9 questa volta non parla a una folla generica , non \u00e8 uno dei suoi insegnamenti lungo le strade. Si trova nel tempio di Gerusalemme, i suoi interlocutori sono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo. Alla domanda di Ges\u00f9 su quale dei due fratelli\u00a0 abbia compiuto la volont\u00e0 del padre, se quello che dice di obbedire e poi non lo fa o quello che che prima rifiuta e poi obbedisce, rispondono bene. Ma Ges\u00f9 li rimbrotta, li accusa di un&#8217;adesione non autentica agli insegnamenti della Scrittura, di una sapienza superficiale incapace di incarnarsi nella vita. Poco prima li aveva gi\u00e0 messi in imbarazzo parlando di Giovanni il Battista, e ora dice esplicitamente &#8220;Giovanni\u00a0 venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cos\u00ec da credergli&#8221;.\u00a0 Il Vangelo non parla solo delle autorit\u00e0 religiose del tempio di Salomone. Parla di tutti gli uomini e di ogni epoca, parla di noi, della Chiesa di oggi, della societ\u00e0 che formiamo. Guardiamoci da una adesione solo apparente al progetto di Dio per ciascuno di noi e per l&#8217;umanit\u00e0 tutta. Non basta la partecipazione alla Messa se il suo significato non ci penetra e non ci converte nel profondo. Non basta la mente, la cultura, la conoscenza della Parola di Dio se questa non entra nel \u00a0cuore, se questa non si fa trama di vita, capace ogni volta di aiutarci a superare le nostre debolezze, a risollevarci dal peccato che ci accompagna ogni giorno\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 un vecchio proverbio &#8211; concluse il cardinale Antonetti &#8211; che ci ricorda come peccare sia umano, ma perseverare nel peccato sia diabolico. \u00c8 questa ostinazione nel peccato che la Chiesa ci invita e ci insegna a vincere, aiutandoci con la partecipazione alla liturgia, con la preghiera, con il sacramento della riconciliazione. Domenica prossima a Messa proclamereno il passo del Vangelo di Matteo che segue subito quello di oggi. Si parla ancora di una vigna e ci presenta le terribili conseguenze di questa arrogante ostinazione nel peccato. Ma di questo parleremo domenica prossima\u00bb.<\/p>\n<p>Buona domenica a tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. 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