{"id":5801,"date":"2020-10-10T03:59:50","date_gmt":"2020-10-10T03:59:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5801"},"modified":"2020-10-09T19:06:31","modified_gmt":"2020-10-09T19:06:31","slug":"spezzare-la-parola-xxviii-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/spezzare-la-parola-xxviii-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a\/","title":{"rendered":"Spezzare la Parola, XXVIII Domenica del Tempo Ordinario \u2013 ANNO A"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">L<\/span><\/strong>a partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. <strong>Sosta e Ripresa<\/strong> intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che &#8220;spezzare la Parola&#8221; del Signore \u00e8 indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5034\" aria-describedby=\"caption-attachment-5034\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Romagnano-nel-giallo-di-Emanuela-Orlandi-spunta-il-nome-del-cardinale-Antonetti-59d20dc7317101.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5034 size-medium\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Romagnano-nel-giallo-di-Emanuela-Orlandi-spunta-il-nome-del-cardinale-Antonetti-59d20dc7317101-300x175.jpg\" alt=\"Card. 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Lorenzo Antonetti<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche in questo\u00a0 11 ottobre 2020, <strong>XXVIII Domenica del Tempo Ordinario \u2013 ANNO<\/strong> <strong>A<\/strong>, ci affidiamo alle riflessioni omeletiche che il\u00a0 cardinale <strong>Lorenzo Antonetti<\/strong> \u00a0espresse nell&#8217;ultimo decennio del secolo scorso, na che hanno una perenne validit\u00e0 pastorale, si segnalano in questo nostro tempo per una singolare e significativa attualit\u00e0, a riprova di una peculiare capacit\u00e0 del porporato, dopo aver trascorso gran parte del ministero nel servizio diplomatico alla Santa Sede, di riconoscere &#8211; e del caso di denunciare &#8211; i segni dei tempi, alla luce di una profonda, incarnata adesione alla parola di Dio.<\/p>\n<p>\u00abLa parabola del Vangelo di oggi (Mt 22, 1-14) &#8211; disse il cardinale &#8211; \u00e8 raccontata da Ges\u00f9 nello stesso contesto di quelle che abbiamo acoltato e meditato nelle ultime domeniche e si rivolge allo stesso uditorio, quello che nel capitolo precedente viene individuato tra sacerdoti e anziani del popolo. Il linguaggio accentua espressioni di durezza e di condanna. Il banchetto preparato dal re, figura di Dio, viene disertato per egoismo, noncuranza, persino arroganza da coloro che erano stati i primi\u00a0 per i quali era\u00a0 stato imbandito, per coloro ai quali doveva essere ben chiara la profezia di Isaia che abbiamo ascoltato oggi (Is 25, 6-10a) sulla felicit\u00e0 preparata per tutta l&#8217;umanit\u00e0, cos\u00ec come il senso di fiducia ricompensata del quale ci parla il salmo 22\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo capire, capire davvero\u00a0 &#8211; fu il lucido e severo monito del cardinale &#8211; che questo non riguarda solo e neppure principalmente, quanti ascoltavano Ges\u00f9 quel giorno a Gerusalemme. In molti, in troppi lungo i secoli hanno ripetuto e ripetono ancora oggi quell&#8217;atteggiamento arrogante. In troppi, anche nella Chiesa, hanno\u00a0 attribuito il giudizio di condanna del Signore al popolo di Israele. In troppi nelle nostre societ\u00e0, persino nelle nostre comunit\u00e0 ecclesiali, si identificano\u00a0 negli eredi autentici della promessa del Signore, come se i fedeli di religioni diverse, lo stesso ebraismo, l&#8217;islam e tutte le altre se ne siano o siano stati esclusi. Non \u00e8 cos\u00ec. La parabola descrive tutti gli uomini, di ogni epoca. E la nostra non fa certo eccezione, anzi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPochi anni fa, la caduta del muro di Berlino e la sostanziale dissoluzione\u00a0 dell&#8217;Unione sovietica &#8211; argoment\u00f2\u00a0 il cardinale &#8211; fecero parlare alcuni addirittura di fine della storia. Tutto l&#8217;errore veniva attribuito all&#8217;avversario sconfitto. Sono bastati questi pochi anni a smentire quei falsi profeti, a denunciarne il compiacimento sciocco, quando non l&#8217;ipocrisia strumentale ai propri fini. Sono le nostre societ\u00e0 di oggi ad essere abitate da quanti pensano solo al proprio campo, ai propri affari. Sono le nostre societ\u00e0 di oggi che insultano e persino uccidono quanti il Signore ci invia, nei poveri, negli oppressi, negli affamati, nello straniero migrante per bisogno o per sfuggire a guerre e persecuzioni. Sono le nostre societ\u00e0 che cedono alle lusinghe ingannevoli di Mammona, cio\u00e8 del demonio che del proprio sterco fa denaro. Sono le nostre societ\u00e0, ovunque, anche nell&#8217;Europa opulenta dove la guerra \u00e8 tornata (il cardinale parlava dell&#8217;ex Jugoslavia, n.d.r.) al seguito di quei nazionalismi forsennati che pervertono persino le religioni, i segni delle religioni, ai loro disegni, sfruttandole per cementare le loro fragili identit\u00e0. Sono nelle nostre societ\u00e0 coloro che ispirano e cavalcano paure e ci indicano presunti nemici per garantirsi rendite personali di potere. Sono quanti si sforzano di cancellare dai nostri cuori le parole eterne del salmista: &#8220;anche se vado per una valle oscura non temo alcun male&#8230; &#8221; perch\u00e9 &#8220;&#8230; davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei tuoi nemici&#8221;. Ricordiamoci dunque della promessa che ci \u00e8 stata fatta di abitare nella casa del Signore\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abRicordiamo, soprattutto &#8211; concluse il cardinale Antonetti &#8211; che non sono lecite in questo compito superficialit\u00e0, furbizia o tentativi di mimetizzazione. Per partecipare al banchetto del Signore, al centuplo quaggi\u00f9 e all&#8217;eternit\u00e0 nella gioia piena dobbiamo indossare la veste adatta. Non \u00e8 impossibile per nessuno procurarsela- Abbiamo tutti i sarti capaci di aiutarci a cucircela nell&#8217;anima, dal magistero che ci \u00e8 offerto dalla Dottrina sociale della Chiesa\u00a0 agli insegnamenti di questo Papa (era Giovanni Paolo II, n.d.r.) che ci guida, che guida la Chiesa verso il suo terzo millennio, alla capacit\u00f2 di ciascun essere umano di comprendere i segni dei tempi, di riconoscere il comandamento dell&#8217;amore in ogni aspetto della propria vita, dallo studio al lavoro, dalla famiglia alla societ\u00e0, dal rispetto per gli altri a quello per la natura. Procuriamoci quella vesta, con la preghiera e con le opere della nostra vita. Non mettiamoci in condizione di essere gettati &#8211; o forse lasciati &#8211; nel pianto e nello stridere didenti, nella sofferenza senza conferto e nell&#8217;ira senza costrutto e senza scopo. Abbiamo la promessa del Signore, abbiamo la Sua passione che ci ha riscattato. Non sprechiamola per un premio miserabile, per moltiplicare consumi inutili ai quali ci spingono falsi bisogni\u00bb.<\/p>\n<p>Buona domenica a tutti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. 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