{"id":5835,"date":"2020-10-14T03:34:51","date_gmt":"2020-10-14T03:34:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=5835"},"modified":"2024-10-24T04:42:25","modified_gmt":"2024-10-24T04:42:25","slug":"mamma-li-turchi-nel-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/mamma-li-turchi-nel-mediterraneo\/","title":{"rendered":"Mamma li turchi (nel Mediterraneo)"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">L<\/span><\/strong>&#8216;espressione riportata nel titolo, diventata proverbiale per indicare un pericolo fin dai tempi delle incursioni sarecene sulle sponde dei Paesi mediterranei cristiani, potrebbe tornare di attualit\u00e0- Perch\u00e9 in effetti una situazione di pericolo per le nostre societ\u00e0 in Mediterraneo c&#8217;\u00e8 da diverso tempo. Ma non \u00e8 quella su cui si spargono fiumi d&#8217;inchiostro e si riempiono ore e ore di programmi televisivi, con bollettini quotidiani forniti con lo stesso stile di quelli sulla pandemia del Covid-19. Cio\u00e8 la presunta invasione con la quale si descrivono gli arrivi di poche migliaia di infelici che guerra, persecuzioni e fame spingono al tentativo, spesso mortale, sempre disperato, di sbarcare sulle nostre coste.<\/p>\n<p>Il pericolo non sono gli arrivi di profughi, con buona pace dei quanti si proclamano\u00a0 &#8220;veri italiani&#8221;, perch\u00e8 ingoiano\u00a0 ogni esca che nutra in loro una paura irrazionale, indotta e cavalcata da forze politiche implicitamente razziste ed esplicitamente becere. N\u00e9 il pericolo sono i musulmani, stavolta con buona pace di quei sedicenti cattolici davanti ai quali basta a qualche politico in vena di pagliacciate,sventolare crocefissi e rosari, perch\u00e8 lo scambino per una riedizione di Pietro l&#8217;Eremita che chiama alla crociata al grido di &#8220;Dio&#8221; lo vuole&#8221;.<\/p>\n<p>No: stavolta avrebbe senso usare l&#8217;espressione &#8220;mamma li turchi&#8221; per reali e attualissimi motivi. O forse sarebbe pi\u00f9 preciso &#8220;mamma il turco&#8221;. Perch\u00e9 nei\u00a0 mutamenti geopolitici nell&#8217;area vicinorientale e nordafricana un ruolo essenziale stanno assumendo negli ultimi anni le mosse di Recep Tayyip Erdo\u011fan, primo ministro tra il 2013 ed il 2014 e presidente dal 2014, confermato al potere grazie a elezioni di almeno dubbia regolarit\u00e0 e protagonista di sistematiche repressioni interne e di un accresciuto interventismo militare oltre le proprie frontiere.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima mossa provocatoria di\u00a0 Erdo\u011fan \u00e8 arrivata nell&#8217;ultimo fine settimana. Mentre nella cosiddetta Repubblica turca di Cipro del nord &#8211; riconosciuta solo dalla Turchia &#8211; si stavano ancora contando le schede delle elezioni locali, il governo di Ankara ha annunciato l&#8217;invio\u00a0 della nave Oruc Reis per avviare trivellazioni su giacimenti sottomarini di gas in quelle che tutti i soggetti internazionali considerano acque cipriote (della Cipro membro dell&#8217;Unione europea, dell&#8217;Onu e di tutte le organizzazioni internazionali), in tutto in violazione del diritto internazionale in materia di Zone economiche esclusiva (Zee) cio\u00e8 le acque territoriali e i relativi fondali marini sui quali uno Stato pu\u00f2 rivendicare l\u2019accesso esclusivo alle materie prime.<\/p>\n<p>Nell&#8217;area in questione, tra l&#8217;altro, hanno opzioni di sfruttamento\u00a0 la francese Total e l&#8217;italiana Eni.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima mossa, appunto, di molte altre che si sono susseguite in questi anni. Le guerre\u00a0 nell&#8217;area, da quella in Iraq a quella in Siria a quella in Libia, cos\u00ec come l&#8217;isolamento dell&#8217;Iran hanno favorito di fatto l&#8217;espansionismo e le ambizioni imperialiste di una Turchia che ha visto progressivamente cancellate le caratteristiche di democrazia e di aconfessionalit\u00e0 volute un secolo fa Mustafa Kemal Atat\u00fcrk e che, sebbene tuttora nel sistema Nato, non ha ormai pi\u00f9 nulla in comune con quella della quale fino a qualche anno fa non si metteva in dubbio la natura democratica e pluralista, al punto da ipotizzarne il possibile ingresso nell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>Oggi quest&#8217;ultima per Erdo\u011fan \u00e8 di fatto un nemico che tiene sotto scacco utilizzando\u00a0 le ondate di profughi\u00a0 provenienti dalla Siria e da altri Paesi mediorientali, minacciando di riversarli in Europa, in un ricatto favorito ,dai regurgiti nazionalisti forti in molti Paesi europei, causa e frutto insieme dell&#8217;incapacit\u00e0 di gestione realmente comunitaria e solidale dell&#8217;epocale fenomeno migratorio.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, con un tatticismo sapiente e spregiudicato, Erdo\u011fan gestisce i rapporti con la Russia \u00a0 di Vladimir Putin, in un continuo tira e molla volto a consentirgli spazio di manovra per le proprie mire di unica potenza regionale. Questo almeno finch\u00e9 tali mire, implicite anche sullo scenario del Mar Nero, non entreranno in collisione con gli interessi di Mosca. E se ne sta avendo un avviso con la cruenta riesplosione questo settembre del conflitto nel Nagorno Karaback, la regione \u00a0del Caucaso meridionale contesa da decenni tra Armenia e Azerbaijan, posta sotto quest&#8217;ultima Repubblica fin dall&#8217;epoca sovietica, ma di popolazione a netta prevalenza armena. La Turchia ha subito offerto aiuto militare &#8211; e secondo fonti concordi inviato combattenti &#8211; al governo azero per riprendere la regione, dove agisce da trent&#8217;anni un autoproclamato governo degli indipendisti armeni, non riconosciuto internazionalmente e, per la verit\u00e0, neppure dal governo armeno, da parte sua stretto alleato di Mosca. E la questione potrebbe aprire\u00a0 potenzialmente uno scenario ancora pi\u00f9 inquietante, perch\u00e8 per quanto poco credibile la Turchia resta comunque membro della Nato.<\/p>\n<p>Al momento la Turchia occupa ampie zone della Siria settentrionale, dove ha praticato una vera e propria pulizia etnica ai danni delle popolazioni curde. E tornando al Mediterraneo e alle Zee, ha effettuato un intervento militare\u00a0 in Libia, decisivo per sostenere Fayez al-Sarraj contro il suo rivale per la conquista del potere a Tripoli, il generale Khalifa Haftar, a sua volta appoggiato dall&#8217;Egitto, unica altra media potenza, oltre ovviamente a Israele, rimasta sulla sponda sudorientale del Mediterraneo. Nella vicenda c&#8217;\u00e8 un ulteriore aspetto particolarmente inquietante in un momento storico in cui si fa evidente la necessit\u00e0 di un modello di sviluppo basato sul rispetto e la tutela della natura, come\u00a0 dimostrato da devastazioni ambientali e\u00a0 cambiamenti climatici ormai sulla soglia dell&#8217;irreversibilt\u00e0.<\/p>\n<p>Il primo prezzo pagato dal governo libico di Fayez al-Sarraj,\u00a0 quello riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale, al sostegno militare di Ankara \u00e8 stato appunto\u00a0 un accordo circa l&#8217;unificazione\u00a0 delle Zee dei due Paesi, accordo che ignora\u00a0 provocatoriamente l\u2019esistenza delle isole greche del Mar Egeo, compresa Creta, e di\u00a0 Cipro.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;islamizzazione progressiva della Turchia,\u00a0 della quale ha fornito un esempio palese la riconversione in moschea della basilica di Santa Sofia a Instabul seguita da quella di altro sito Unesco, il monastero di Chora, gi\u00e0 Chiesa del Santissimo Salvatore, diventato museo nel 1958, sta dando\u00a0 l&#8217;ennesima prova di uso strumentale della religione, in questo caso potenzialmente persino pi\u00f9 pericoloso di quello fattone in questi decenni\u00a0 da gruppi fondamentalisti attivi in ogni parte del mondo. Se non altro, perch\u00e9 Ankara ha risorse infinitamente maggiori di quelle a disposizione di simili gruppi, compresi quelli che per periodi pi\u00f9 o meno lunghi hanno assunto il controllo di fatto di vasti territori, come il cosiddetto Stato islamico tra Siria e Iraq o persino i Taleban in Afghanistan, per non parlare di vicende relativamente minori come quelle di Boko Haran nel nord della Nigeria o di al Shabab in Somalia.<\/p>\n<p>I paragoni storici non hanno mai completamente senso e l&#8217;attuale espansionismo turco con Erdo\u011fan ha poco a che fare con quello ottomano sotto Maometto II che conquist\u00f2 Costantinopoli, Sel\u00eem I che aggiunse all&#8217;impero Armenia, Siria ed Egitto, o Solimano il Magnifico che che ne estese il dominio nei Balcani e in Ungheria, nella Penisola arabica e in\u00a0 Persia. Se cos\u00ec non fosse, con Erdo\u011fan si potrebbe persino tentare una similitudine con un tipo che nella prima met\u00e0 del secolo scorso prese il potere in una Paese europeo, anch&#8217;egli con elezioni, salvo poi cancellare il parlamento, militarizzare il Paese, e dopo alcuni iniziali successi creare una tragedia mondiale &#8211; questa si senza paragoni, n\u00e9 prima n\u00e9 fortunatamente dopo nella storia &#8211; diventandone alla fine, suicida, la vittima in assoluto meno colpevole. Per la cronaca &#8211; tornando a un utilizzo della divinit\u00e0 che di fatto \u00e8 una bestemmia qualunque sia il livello al quale \u00e8 praticato &#8211; per\u00a0 tenere su i pantaloni le sue soldataglie, comprese quelle incaricate dei compiti Sommamente Sporchi (SS) usavano una cinta con scritto sulla fibbia, &#8220;Dio con noi&#8221;.<\/p>\n<p>Foto fonte Polizia di Stato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&lsquo;espressione riportata nel titolo, diventata proverbiale per indicare un pericolo fin dai tempi delle incursioni sarecene sulle sponde dei Paesi mediterranei cristiani, potrebbe tornare di attualit&agrave;- Perch&eacute; in effetti una situazione di pericolo per le<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/mamma-li-turchi-nel-mediterraneo\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":5838,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["entry","author-pierluiginatalia","post-5835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 12:52:22","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5835"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5835"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5835\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5839,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5835\/revisions\/5839"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5838"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}