{"id":6118,"date":"2020-11-01T16:59:18","date_gmt":"2020-11-01T16:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=6118"},"modified":"2020-11-01T16:59:41","modified_gmt":"2020-11-01T16:59:41","slug":"le-akashinga-sentinelle-di-madre-natura-le-donne-dello-zimbabwe-contro-il-bracconaggio-della-fauna-selvatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/le-akashinga-sentinelle-di-madre-natura-le-donne-dello-zimbabwe-contro-il-bracconaggio-della-fauna-selvatica\/","title":{"rendered":"Le Akashinga: sentinelle di madre natura. Le donne dello Zimbabwe contro il bracconaggio della fauna selvatica"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>S<\/strong><\/span>ono diventate delle celebrit\u00e0 nel loro Paese, lo <strong>Zimbabwe<\/strong>. Ma anche all\u2019estero la loro fama si \u00e8 diffusa al punto tale che sia la Bbc come anche il National Geographic hanno dato risalto alle loro storie.<\/p>\n<p>Stiamo parlando delle<strong> donne Akashinga<\/strong>, coraggiose in lingua chishona. Per comprendere la statura di queste singolari guardiane di madre natura c\u2019\u00e8 da considerare che il bracconaggio della fauna selvatica \u00e8 schizzato alle stelle in Africa durante il lockdown imposto dal coronavirus. Eppure nello Zimbabwe queste donne hanno dato prova, ostentando coraggio e fierezza, di saper contrastare in modo perspicace i cacciatori di frodo.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019innovativo programma che porta il loro nome \u2014 <strong>Akashinga \u2014 promosso dalla\u00a0International Anti-Poaching Foundation (Iapf)<\/strong> \u2014 l\u2019organizzazione no profit che si occupa di antibracconaggio a livello mondiale \u2014 queste donne ranger hanno riscattato un passato di miseria, lottando contro i cacciatori di frodo. Indossano la mimetica e col fucile d\u2019assalto a tracolla perlustrano l\u2019area del Phundundu Wildlife in Zimbabwe, l\u2019habitat naturale di 11.000 elefanti. Sono donne, vittime di violenze sessuali, abusi domestici, ragazze madri, donne ripudiate dai mariti, in condizioni disperate di povert\u00e0 rinate come ranger grazie al programma in cui sono coinvolte, avviato nel 2017 da Damien Mander, ex agente dei corpi speciali australiani nelle operazioni speciali in Iraq e fondatore dello Iapf.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto gli ecosistemi che bilanciano il nostro clima e rendono possibile la vita sulla Terra sono in pericolo. Senza un\u2019azione adeguata di contrasto, rischiano l\u2019estinzione milioni di specie animali. Come peraltro sottolineato in pi\u00f9 circostanze da Papa Francesco nel suo magistero sociale, s\u2019impone sempre di pi\u00f9 l\u2019esigenza di \u00abun\u2019ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali\u00bb, inscindibilmente legate con la questione ambientale.<\/p>\n<p>Nei primi 3 anni di attivit\u00e0, le donne Akashinga hanno ottenuto una flessione del bracconaggio degli elefanti senza precedenti, stimato attorno all\u201980 per cento, nella Lower Zambezi Valley, una delle zone al mondo con la pi\u00f9 alta concentrazione di questi giganteschi pachidermi. L\u2019obiettivo di Iapf \u00e8 quello di assumere a tempo pieno, entro il 2025, mille ranger donne che proteggano una rete di 20 riserve naturali. Il programma Akashinga riguarda attualmente sei riserve di fauna selvatica che coprono una superficie di 630mila acri, pari a quasi 255mila ettari. Mentre scriviamo, stanno completando la loro formazione 160 donne ranger a tempo pieno che si aggiungono a quelle decine gi\u00e0 in servizio.<\/p>\n<p>Nell\u2019immaginario di chi conosce la storia dello Zimbabwe, le Akashinga, per fierezza e ardore, richiamano alla mente la regina Lozikeyi Dlodlo, succeduta de facto al marito re Lobegula nel governo del popolo Ndebele verso la fine del 1800. Si oppose tenacemente, sia con la diplomazia, ma anche con la forza militare, all\u2019occupazione delle terre ad opera dei coloni bianchi, i quali diedero vita successivamente all\u2019ex Rhodesia, oggi Zimbabwe. \u00c8 importante precisare che gi\u00e0 in passato l\u2019idea di utilizzare le donne nel contrasto al bracconaggio aveva trovato un felice riscontro in Sud Africa dove nel 2013 \u00e8 nata la\u00a0Black Mamba Anti-Poaching Unit, che prende il nome dal serpente mortale, il mamba nero (Dendroaspis polylepis ). Il loro scopo \u00e8 quello di proteggere specie a rischio d\u2019estinzione come rinoceronti, ghepardi e licaoni. Ma ci\u00f2 che distingue queste ranger sudafricane dalle loro colleghe zimbabwane \u00e8 che queste ultime sono vittime di una povert\u00e0 estrema, fatta di stenti, violenze e discriminazione.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del suo ideatore \u2014 il quarantenne Mander \u2014 \u00e8 stato infatti quello di saper coniugare la legittima istanza di emancipazione delle donne svantaggiate disseminate nei villaggi rurali con la strategia riabilitativa e gestionale di aree selvagge secondo modalit\u00e0 alternative rispetto al pernicioso sfruttamento venatorio. Per comprendere, comunque, il fondamento di questa geniale intuizione \u00e8 importante conoscere i trascorsi di Mander.<\/p>\n<p>Di nazionalit\u00e0 australiana, entr\u00f2 a far parte nel 1999 della Royal Australian Navy all\u2019et\u00e0 di 19 anni. Nel 2003 \u00e8 stato selezionato per il Tactical Assault Group dell\u2019esercito australiano, un corpo di \u00e9lite impiegato in operazioni di speciali, come quelle finalizzate alla liberazione di ostaggi. Successivamente ha trascorso tre anni in Iraq lavorando per diverse organizzazioni militari private impiegate per la protezione del corpo diplomatico australiano. Mander \u00e8 anche stato coinvolto nel progetto Cpatt (Civilian Police Assistance Training Team), sotto l\u2019egida della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, per riabilitare le forze di polizia irachena e il complesso del ministero degli Interni a Baghdad. Profondamente provato dalle violenze di cui fu testimone nel periodo trascorso in Iraq, lasci\u00f2 questo Paese nel 2008 e l\u2019anno successivo decise di recarsi nell\u2019Africa australe, visitando il Sud Africa, il Botswana, la Namibia, lo Zambia, e lo Zimbabwe \u00abper sfuggire alla morte e alla distruzione\u00bb di cui era stato testimone in Medio Oriente \u2014 come confess\u00f2 in un\u2019intervista rilasciata all\u2019emittente radiofonica statunitense \u00abVoice of America\u00bb nel 2012 (https:\/\/www.voanews.com\/africa\/iraq-war-veteran-battles-rhino-poachers-africa-).<\/p>\n<p>Stando in Africa, Mander si rese subito conto che \u00abi nemici della fauna selvatica non sono meno spietati dei guerriglieri ribelli che ha affrontato in Iraq\u00bb. I bracconieri, infatti, usavano ed usano tuttora attrezzature militari, come occhiali per la visione notturna, fucili d\u2019assalto ed elicotteri, per prendere di mira animali d\u2019ogni genere, ottenendo enormi profitti. Ecco che allora l\u2019ex soldato di ventura si \u00e8 reso conto della pericolosit\u00e0 delle reti criminali internazionali che perseguono attivit\u00e0 eversive rispondendo alla domanda del mercato internazionale. Ad esempio, in alcuni Paesi asiatici vi \u00e8 la convinzione che il corno di rinoceronte macinato sia un antidoto efficace contro ogni forma di neoplasia. Il corno di rinoceronte ora costa circa 65.000 dollari al chilogrammo sul mercato nero, secondo la\u00a0International Rhino Foundation.<\/p>\n<p>Utilizzando i risparmi di una vita e i fondi raccolti dalla liquidazione delle sue propriet\u00e0 di investimento acquisite in nove anni di servizio militare e impiego militare privato, Mander ha fondato la Iapf (https:\/\/www.iapf.org\/) nel 2009 per poi avviare diciotto anni dopo il programma Akashinga di cui sopra. L\u2019ispirazione gli \u00e8 venuta, come ha raccontato a Gianni Bauce nel saggio All\u2019ombra dell\u2019albero delle salsicce. Storie sulla conservazione della fauna in Zimbabwe\u00a0 Youcanprint 2019) durante una missione nella Lower Zambezi Valley. \u00abMentre giravo per i villaggi \u2014 racconta \u2014 ho incontrato alcune donne sventurate, relegate ai margini della vita sociale: vedove, orfane, ragazze madri, ripudiate dai mariti, talune costrette a mendicare o prostituirsi\u00bb. Donne rimaste sole, ma con una gran voglia di riscatto. Damien ha offerto loro l\u2019occasione. \u00abAvevo un progetto in mente. Volevo trasformare le riserve un tempo destinate alla caccia, oggi in forte declino e dunque pericolosamente abbandonate, in aree di conservazione controllate e tutelate dalle comunit\u00e0 locali, affinch\u00e9 ne potessero beneficiare sia gli animali che le popolazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Al termine del primo corso preparatorio, durante la cerimonia di investitura delle prime 26 ragazze ranger (di et\u00e0 compresa tra i 18 e i 35 anni), erano presenti quasi duemila persone provenienti dai loro villaggi. Oggi Chigumbura, Hoto, Vimbai e le loro altre compagne hanno un sogno: \u00abEducare le nostre comunit\u00e0 sull\u2019importanza della natura per contrastare la povert\u00e0, realizzando progetti di promozione umana rispettosi dell\u2019habitat\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a9 L&#8217;Osservatore Romano, 30 ottobre 2020<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_6119\" aria-describedby=\"caption-attachment-6119\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot_20201101_174412.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6119\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot_20201101_174412-300x164.jpg\" alt=\"Padre Giulio Albanese \" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot_20201101_174412-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot_20201101_174412-768x420.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot_20201101_174412-465x254.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot_20201101_174412-695x380.jpg 695w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot_20201101_174412.jpg 982w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6119\" class=\"wp-caption-text\">Padre Giulio Albanese<\/figcaption><\/figure>\n<p><em><strong>Giulio Albanese<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sacerdote comboniano, giornalista e scrittore, \u00e8 certamente tra le voci occidentali pi\u00f9 attente e autorevoli riguardo al Sud del mondo e in particolare all&#8217;Africa, dove ha scelto di prepararsi per rispondere alla sua vocazione missionaria, tra l&#8217;altro studiando teologia a Kampala, in Uganda, e dove ha svolto\u00a0 gran parte del suo servizio ecclesiale e della sua professione di comunicatore.<\/p>\n<p>Ha diretto il New People Media Center di Nairobi, in Kenya, e dopo altre esperienze in testate all&#8217;estero, compresa la Cnn negli Stati Uniti, al rientro in Italia ha fondato la Missionary Service News Agency (Misna), l&#8217;agenzia di stampa che negli anni della sua direzione si \u00e8 collocata come principale fonte di informazione dal\u00a0 Sud del mondo, grazie anche a allafitta rete da lui realizzata di\u00a0 corrispondenti locali di decine di Paesi espressione di ogni ruolo e condizione sociale.<\/p>\n<p>Ha insegnato giornalismo missionario presso la Pontificia Universit\u00e0.Gregoriana di Roma<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, fino allo scorso\u00a0 febbraio, ha diretto le riviste missionarie delle Pontificie Opere Missionarie Italiane.<\/p>\n<p>Collabora con alcuni dei pi\u00f9 autorevoli giornali, non solo cattolici,\u00a0 italiani e internazionali, \u00e8 ascoltato opinionista in trasmissioni radiofoniche e televisive e svolge una significativa attivit\u00e0 di conferenziere.<\/p>\n<p>\u00c8 autore di numerosi libri sia su temi della comunicazione e della missione, sia di lucida e approfondita analisi sociale e politica alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono diventate delle celebrit&agrave; nel loro Paese, lo Zimbabwe. 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