{"id":6180,"date":"2020-11-07T03:25:09","date_gmt":"2020-11-07T03:25:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=6180"},"modified":"2020-11-06T20:34:49","modified_gmt":"2020-11-06T20:34:49","slug":"spezzare-la-parola-xxxii-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/spezzare-la-parola-xxxii-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a\/","title":{"rendered":"Spezzare la Parola, XXXII Domenica del Tempo Ordinario &#8211; ANNO A"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">L<\/span><\/strong>a partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. <strong>Sosta e Ripresa<\/strong> intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che &#8220;spezzare la Parola&#8221; del Signore \u00e8 indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.<\/p>\n<p>Riprendiamo in questo 8 novembre 2020, <strong>XXXII Domenica del Tempo Ordinario<\/strong> \u2013 <strong>ANNO A<\/strong>, a seguire il cammino di riflessione propostoci dalla Chiesa sul Vangelo di Matteo e sulle altre letture che lo accompagnano di domenica in domenica, con l&#8217;aiuto delle omelie del <strong>cardinale Lorenzo Antonetti<\/strong>, ribadendo la convinzione che il quarto di secolo trascorso da quando vennero pronunciate, non ostacola in nulla ancora oggi della loro attualit\u00e0 di senso, del loro utile insegnamento a leggere la nostra quotidianit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5626\" aria-describedby=\"caption-attachment-5626\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/88120A.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5626\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/88120A.jpeg\" alt=\"Cardinale Lorenzo Antonetti\" width=\"150\" height=\"180\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5626\" class=\"wp-caption-text\">Cardinale Lorenzo Antonetti<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abDomenica scorsa &#8211; <strong>disse il cardinale Antonetti<\/strong> &#8211; abbiamo concluso il nostro esame sugli insegnamenti di Ges\u00f9 riguardo alla necessit\u00e0 di di andare al cuore della legge, oltre gli usi strumentali che possono farne questo o quel gruppo, all&#8217;epoca sadducei e farisei, di gran parte dei quali\u00a0 il Signore condanna sostanzialmente la superbia e l&#8217;arroganza. (Sulla liturgia di domenica scorsa, 1\u00b0 novembre 2020, su Sosta e Ripresa abbiamo riportato l&#8217;omelia del cardinale per la Solennit\u00e0 di Tutti i Santi, che prevale su quella ordinaria della XXXI Domenica del Tempo Ordinario &#8211; Anno A, alla quale l&#8217;esordio del cardinale stesso fa riferimento in questa omelia, n,d.r.).<\/p>\n<p>Oggi la liturgia ci riporta, sia con il libro della Sapienza (Sap 6, 12 16), sia con la\u00a0 prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonic\u00e9si\u00a0 (1Ts 4, 13-18), sia con il Vangelo di Matteo (Mt 25, 1-13)\u00a0 ai quei temi, gi\u00e0 prospettati nelle diverse parabole sempre del Vangelo di Matteo sulle quali abbiamo riflettuto nelle scorse settimane, che il catechismo chiama i Novissimi, cio\u00e8 la fase che conclude la nostra vita terrena: sono morte, giudizio, inferno o paradiso. Sono cio\u00e8 la coscienza che viviviamo nella storia, ma siamo nell&#8217;eternit\u00e0, che saremo giudicati sull&#8217;amore, che da questo saremo o nella condizione di una terribile negazione inflittaci della presenza di Dio con noi o nel suo eterno abbraccio salvifico\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSia ben chiaro &#8211; sottoline\u00f2 il porporato-,\u00a0 noi sappiamo che l&#8217;inferno esiste, ma nessuno pu\u00f2 dire se ad abitarlo insieme a Lucefero e ai suoi angeli ribelli ci siano esseri umani. Non lo sappiamo di Giuda che ha tradito Ges\u00f9, non lo sappiamo di tutti coloro dei quali la storia ci ha tramandato gli orrori, non lo sappiamo di quanti\u00a0 quegli stessi o simili orrori perpetrano ai nostri giorni. La nostra fede, la dottrina della Chiesa, con tanta sapienza pastorale arricchita e confermata dal Concilio Vaticano II, ci dicono che occorre distinguere il peccato dal peccatore, ci\u00a0 vietano di arrogarci, con la stessa superbia che il Vangelo stigmatizza in molti farisei, di identificare il giudizio di Dio con il nostro. \u00c8 in noi stessi che siamo chiamati a riconoscere il peccato, a combatterlo, a rinnegarne le lusinghe, come gi\u00e0 abbiamo espresso &#8211; o altri, genitori e padrini hanno espresso per noi &#8211; nelle promesse battesimali. E se ci capita di ritenere qualcuno in una situazione di peccato il nostro compito \u00e8 avvicinarlo con spirito fraterno, parlargli con amore e senza arroganza di quanto consideriamo un errore, soccorrerlo nello smarrimento se lo vive, nel bisogno se lo opprime, quel bisogno che tanto spesso \u00e8 causa prima di smarrimento e di errore.<\/p>\n<p>Questo ci fa comunit\u00e0 d&#8217;amore, questo ci fa Chiesa, in questo ci notre l&#8217;Eucarestia, in questo ci sostimene la preghiera, questo \u00e8 la caritas, l&#8217;amore che il Signore per primo prova per noi e sulla cui nostra risposta saremo giudicati. Dobbiamo prepararci, giorno per giono a saper dare questa risposta in ogni circostanza, fino a quell&#8217;ultimo passaggio oltre il quale ci aspetta l&#8217;eterno abbraccio di Dio\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLe letture di oggi, soprattutto la parabola delle cinque vergini savie e delle cinque vergini stolte, riportata solo nel Vangelo di Matteo, ci parlano della necessit\u00e0 di vegliare, che non significa stare svegli (le fanciulle della parabola dormono tutte e dieci) ma di essere vigili, di essere preparati. Vedo anche oggi fra voi &#8211; disse ancora il cardinale Antonetti &#8211; molti giovani scout (all&#8217;epoca il cardinale presiedeva una delle messe domenicali in una parrocchia romana, n.d.r.).<\/p>\n<p>So che il vostro motto \u00e8 proprio siate preparati. \u00c8 un bel motto, tratto dal Vangelo, che vale per ragazzi come voi, per un vecchio come me, per tutti. Vale in molte circostanze, per esempio sarebbe bene &#8211; scherz\u00f2 il porporato &#8211;\u00a0 che foste preparati quando andate a un&#8217;interrogazione scolastica o magari per una gara sportiva. Ma so anche che il motto di quelli tra voi un po&#8217; pi\u00f9 piccoli \u00e8 fare del proprio meglio e di quelli un po&#8217; pi\u00f9 grandi \u00e8 servire.<\/p>\n<p>Un mio amico mi ha insegnato che per comprendere lo scoutismo, sopratto il vostro, quello cattolico, bisogna leggerli di seguito: fare del proprio meglio per essere preparati a servire. \u00c8 un buon programma. In un certo senso potremmo dire che \u00e8 una sintesi del significato di una vita cristiana e persino della Chiesa stessa. Ma quell&#8217;invito a vigilare, a essere pronti, \u00e8 anche un monito che Ges\u00f9 ci d\u00e0 in vista dei Novissimi, a partire da quella morte corporale che san Francesco chiama sorella. A quel passaggio non saremo soli. Pensateci ragazzi, pensiamoci tutti.\u00a0 Pensiamoci\u00a0 con fiducia, speranza e amore quando recitiamo una delle preghiere pi\u00f9 care a tutti noi, l&#8217;Ave Maria: &#8220;&#8230; prega per noi peccatori adesso e nell&#8217;ora della nostra morte&#8221;. E siate\u00a0 certi che la Madonna le nostre preghiere, se sincere, le ascolta\u00bb.<\/p>\n<p>Buona domenica a tutti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. 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