{"id":6326,"date":"2020-11-27T09:29:22","date_gmt":"2020-11-27T09:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=6326"},"modified":"2020-11-27T13:55:43","modified_gmt":"2020-11-27T13:55:43","slug":"il-post-concilio-ermeneutico-di-joseph-ratzinger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/il-post-concilio-ermeneutico-di-joseph-ratzinger\/","title":{"rendered":"Il post-Concilio ermeneutico di Joseph Ratzinger"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Nota della direzione: il titolo \u00e8 quello dell&#8217;internento di questa sera dell&#8217;arcivescono Agostino Marchetto all&#8217;interessante confronto online indetto da Alleanza Cattolica su &#8220;La recezione del Concilio Vaticano II&#8221; (ore 20,30 live facebook). Il testo \u00e8 stato contesemente anticipato dall&#8217;autore al direttore responsabile di Sosta e Ripresa.\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>B<\/strong><\/span>uonasera a tutti voi. Sono contento che mi sia data questa occasione per presentarvi, quasi \u201cincarnato\u201d in una persona, in un teologo, il percorso post-conciliare, a grandi linee, della ermeneutica (= esegesi, spiegazione) del Magno Sinodo, &#8211; come ho sempre chiamato il Concilio Ecumenico Vaticano II-. A chi mi ha invitato sono dunque grato e anche a voi che mi ascoltate.<\/p>\n<p>Prima di affrontare il tema vorrei ricordare che per me la conoscenza di questo grande avvenimento ecclesiale in s\u00e9 e per il mondo (non dico \u201cevento\u201d per ragioni storiografiche che pi\u00f9 volte ho gi\u00e0 presentate nei miei libri) comprende tre gradini, nessuno dei quali pu\u00f2 essere saltato. Si tratta della sua storia, la pi\u00f9 obiettiva e fedele possibile, la corretta sua interpretazione (chiamiamola questione ermeneutica) e finalmente la ricezione (accoglienza, accettazione, realizzazione&#8230;).<\/p>\n<p>Dir\u00f2 poi subito che mi servo nel mio procedere di un&#8217;opera fondamentale per la presentazione post-conciliare di Joseph Ratzinger &#8211; \u00e8 il tema di stasera, molto pi\u00f9 interessante poich\u00e9 egli non fece parte della minoranza conciliare -, costituita dal vol. VII\/2 della di lui Opera Omnia (L\u2019insegnamento del Concilio Vaticano II, L.E.V. 2019, nella sua III Parte -F &#8211; dedicata alla \u201cRecezione\u201d, p. 431-586).<\/p>\n<p>2\u00b0 E inizio con una Conferenza del professor\u00a0 Ratzinger dal titolo \u201cIl Cattolicesimo dopo il Concilio\u201d, rilevando subito qui il mio interesse particolare per la dimensione propriamente cattolica della ermeneutica conciliare, per la mia profonda convinzione che se essa mancasse ne soffrirebbe non solo la Chiesa Cattolica stessa ma anche il movimento ecumenico, affermazione ampiamente da me fondata in altro luogo (v. Cullmann).<br \/>\nMa vengo subito al nocciolo della questione, per il prof. Ratzinger, e cio\u00e8 il fatto che i fedeli sono meno uniti di prima: per alcuni, il Concilio ha fatto ancora troppo poco, si \u00e8 arenato ovunque nel suo slancio, \u00e8 risultato un conglomerato di prudenti compromessi, una vittoria della tattica diplomatica sul impeto dello Spirito Santo che non vuole sintesi complicate ma la semplicit\u00e0 del vangelo; per altri, \u00e8 invece uno scandalo, un cedimento della Chiesa allo spirito malvagio di un\u2019epoca in cui l\u2019offuscamento del senso di Dio \u00e8 conseguenza del suo selvaggio attaccamento a ci\u00f2 che \u00e8 terreno (p. 433). I suoi termini sono cos\u00ec per me delineati dal teologo in parola gi\u00e0 nel &#8217;66 che aggiunge: \u201cQui si pu\u00f2 solo cercare di cogliere un po\u2019 pi\u00f9 precisamente, in alcuni punti, quel malessere che abbiamo constatato come situazione presente della Chiesa dopo il concilio, formulando cos\u00ec con maggiore chiarezza il compito impostoci dall\u2019ora presente\u201d. (p. 434)<\/p>\n<p>Mi limito peraltro ad indicarvi solamente i campi del \u201cmalessere\u201d, vale a dire, per primo, \u201cla situazione del rinnovamento liturgico\u201d, \u201cdivenuto per molti un segno di contraddizione\u201d, e mi occupo solo qui di alcune citazioni di critica che iniziano con un \u201cE chi potrebbe negare l\u2019esistenza di esagerazione e unilateralit\u00e0 che sono scandalose e non appropriate? \u00c8 proprio necessario che ogni Messa sia celebrata versus populum? \u00c8 proprio cos\u00ec importante poter guardare in faccia il sacerdote, o non \u00e8 pi\u00f9 salutare spesso pensare che anch\u2019egli \u00e8 un cristiano fra gli altri e ha tutti i motivi per rivolgersi a Dio insieme a loro e per dire con loro \u201cPadre nostro?\u201d (p. 442). Non continuo con altre osservazioni degne almeno di essere conosciute, visto il tema di questa sera, ma lascio alla vostra eventuale iniziativa, non tralasciando per\u00f2 un rigo di particolare importanza con l\u2019esortazione a \u201cnon dimenticare che celebrare la cena del Signore per natura sua significa fare una festa\u201d (p. 444) e che \u201cEsiste una legge della continuit\u00e0 la quale non si pu\u00f2 impunemente trasgredire\u201d, cosa che \u201crichiede all&#8217;interno della Chiesa un alto grado di tolleranza\u2026, il sopportarsi a vicenda, e la longanimit\u00e0 dell&#8217;amore, poich\u00e9 la liturgia pi\u00f9 autentica della cristianit\u00e0 \u00e8 l&#8217;amore\u201d (p.445).<\/p>\n<figure id=\"attachment_6329\" aria-describedby=\"caption-attachment-6329\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FB_IMG_1606469060634.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6329 size-medium\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FB_IMG_1606469060634-300x169.jpg\" alt=\"Joseph Ratzinger \" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FB_IMG_1606469060634-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FB_IMG_1606469060634-465x262.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FB_IMG_1606469060634-695x391.jpg 695w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/FB_IMG_1606469060634.jpg 704w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6329\" class=\"wp-caption-text\">Joseph Ratzinger<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un altro campo di \u201cmalessere\u201d il prof. Ratzinger lo racchiude sotto il titolo \u201cChiesa e mondo\u201d, \u201cambito in cui si avverte\u00a0 con chiarezza la nuova mentalit\u00e0 del Concilio\u201d (ib.). E qui si attesta che \u201cContrariamente a ci\u00f2 che l\u2019ottimismo dell\u2019idea di incarnazione aveva talvolta esplicitamente garantito, c\u2019\u00e8 nel Nuovo Testamento una chiara precedenza del tema della croce rispetto al tema dell\u2019incarnazione, anzi, la tematica dell\u2019incarnazione \u00e8 nella Bibbia gi\u00e0 di per s\u00e9 teologia della croce, poich\u00e9 l\u2019incarnazione gi\u00e0 significa darsi di Dio ed \u00e8 dunque il primo e decisivo passo verso la croce (p. 449). Vi fu qui una semplificazione che \u201cconduce a una teologia della speranza che sembra quasi ai limiti di un ingenuo ottimismo\u201d, la quale divenne \u201cuna ragione fondamentale di confusione spirituale che conduce non di rado a un fraintendimento del Concilio\u201d. (p. 451) Una cosa comunque va detta a tale proposito, &#8211; aggiunge Ratzinger &#8211; un rivolgersi della Chiesa al mondo che dovesse rappresentare un suo allontanamento dalla croce non porterebbe a un rinnovamento della Chiesa, ma alla sua fine. (ib.) \u201cDetto con altre parole: la fede cristiana \u00e8 uno scandalo per l\u2019uomo di ogni tempo, lo scandalo che il Dio eterno si occupi di noi uomini e ci conosca, che l\u2019Inafferrabile sia divenuto percepibile nell&#8217;uomo Ges\u00f9, che l\u2019Immortale abbia patito sulla croce, che a noi mortali siano promesse risurrezione e vita eterna: credere questo \u00e8 per l\u2019uomo un\u2019impresa sconcertante. Il Concilio non ha potuto e non ha voluto eliminare questo scandalo cristiano. Ma dobbiamo aggiungere: questo scandalo primario, che \u00e8 ineliminabile se non si vuole eliminare il cristianesimo stesso\u201d (p.452).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6330 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1-300x188.jpg\" alt=\"Concilio Vaticano II\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1-465x291.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1-695x435.jpg 695w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Concilio-vaticano-II-1068x668-1.jpg 1068w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;ultimo campo di malessere \u00e8 \u201cla svolta ecumenica\u201d (p.454). E anche in questo ambito Ratzinger si domanda \u201cChi avrebbe osato sperare che sarebbe sorta una ricerca cos\u00ec appassionata delle opportunit\u00e0 di prossimit\u00e0 e di comprensione, una cos\u00ec viva disponibilit\u00e0 a rivedere ci\u00f2 che fino a quel momento era ovvio e sembrava l\u2019unica cosa possibile, per trovare il modo di superare la pura e semplice richiesta di un ritorno e giungere cos\u00ec alla possibilit\u00e0 di un\u2019unione che non significasse assorbimento, ma incontro reale nella verit\u00e0 e nell\u2019amore del Signore, che sta al di sopra di noi tutti e tutti abbraccia e sostiene? (ib.). Il teologo cos\u00ec continua: \u201c\u00c8 naturale peraltro che nella realt\u00e0 di tutti i giorni queste cose\u00a0 incontrino delle difficolt\u00e0&#8230;C&#8217;\u00e8 da parte protestante&#8230;una certa sfiducia. E c&#8217;\u00e8 naturalmente anche quella fretta ingenua che dichiara esaurita la teologia controversista, che non vuole pi\u00f9 vedere nessuna differenza, che banalizza tutto, riportando ogni cosa a puri e semplici malintesi dietro i quali emerge ora d\u2019un tratto la grande intesa di fondo; questa fretta ingenua, troppo semplicisticamente, vede ormai solo il plurale \u201cle Chiese\u201d e dimentica di prendere sul serio l\u2019ardua pretesa per cui la Chiesa cattolica, pur entro l\u2019adozione del plurale, osa e deve osare tuttavia il paradosso di attribuirsi, in un modo unico nel suo genere, il singolare \u201cla Chiesa\u201d. E questo progressismo acritico ridesta poi a sua volta il contraltare, e cio\u00e8 l\u2019integrismo, che sospetta l\u2019ecumenismo di non essere cattolico e trova tanto pi\u00f9 facilmente aderenti quanto pi\u00f9 superficialmente viene trattata qua e l\u00e0 la questione ecumenica (p. 455s.). \u201cE cos\u00ec anche qui, la forma concreta della gratitudine deve restare la pazienza. Essa \u00e8 la forma quotidiana dell\u2019amore, in cui sono presenti al tempo stesso la fede e la speranza\u201d (p. 456).<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>2\u00b0 Altro punto di coagulo significativo per la nostra questione \u00e8 l&#8217;intervento di Ratzinger a partire da una affermazione dell&#8217;allora cardinale Carlo Maria Montini, questa: \u201cA differenza di molti altri concili, il Vaticano II si riunisce in un momento di tranquillit\u00e0 e di fede ardente della vita della Chiesa\u201d. Ne \u00e8 titolo \u201cA dieci anni dall&#8217;inizio del concilio: a che punto siamo?\u201d (p. 467- 504).<\/p>\n<p>Ratzinger si domanda invece cosa sia accaduto e si chiede altres\u00ec se non sia stato forse il Concilio a generare la crisi, dato che esso non ne aveva nessuna da superare, come Montini aveva attestato. Dopo aver fornito alcuni elementi da considerare, il futuro cardinale e Papa delinea un cristallizzarsi di due modelli opposti di superamento della realt\u00e0: quello neopositivista e quello neomarxista. In ogni caso il nuovo movimento significa distacco dalla storia e distacco dalla metafisica. Magari su sfondo di una concezione spirituale. \u201cLe asserzioni ed attenzioni del Vaticano II sono potute [cos\u00ec] risultare superate, per essere sostituite prima dall&#8217;utopia di un prossimo Vaticano III e poi dai sinodi, che del Vaticano II hanno accettato lo &#8216;spirito&#8217; ma non i testi\u201d (p. 469s.).<br \/>\nNe risultano vari orientamenti, ma faccio cenno qui solo \u201ca quelle forze che hanno propriamente reso possibile e preparato il Vaticano II, ma sono state subito travolte da un\u2019ondata di modernit\u00e0 con cui potevano esser confuse solo per un errore madornale. Si tratta di una teologia e di una piet\u00e0 che si fondano essenzialmente sulla Sacra Scrittura, sui Padri della Chiesa e sul grande patrimonio liturgico della Chiesa universale. Al Concilio, questa teologia si era adoperata perch\u00e9 la fede attingesse non solo al pensiero dell\u2019ultimo secolo, ma alla grande corrente di tutta quanta la Tradizione, cos\u00ec da rendere quella fede pi\u00f9 ricca e pi\u00f9 viva, e al tempo stesso anche pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 aperta. Per il momento questo tentativo sembra fallito; esso \u00e8 rimasto impotente di fronte a pi\u00f9 facili programmi che da allora gli si sono sostituiti. Malgrado ci\u00f2, crescenti indizi fanno pensare che l\u2019impulso di questa teologia non sia andato a vuoto. Molti sono i sintomi che fanno sospettare una sua ripresa e qui, a mio giudizio, sta la speranza della nostra situazione presente\u201d.(p. 473-474)<\/p>\n<p>Prima di giungere alla successiva questione, in continuit\u00e0, con il tema \u201cla recezione a dieci anni dall&#8217;inizio del Concilio\u201d, desidero ricordare un bouquet di giudizi di valore del prof. Ratzinger nel rapporto conciliare Chiesa &#8211; mondo che sono: \u201cil settarismo non pu\u00f2 essere accettato, ma non deve nemmeno essere eluso quell&#8217;esame di coscienza necessario, specialmente nei riguardi di una sempre maggiore fusione con ci\u00f2 che si denomina progresso. (p.495-496) Quando lo spirito del Concilio \u00e8 rivolto contro la sua parola ed \u00e8 solo vagamente distillato dal processo che va verso la Costituzione pastorale, quello spirito diventa un fantasma e porta all\u2019assurdo. Le distruzioni che ha causato un tale atteggiamento sono talmente evidenti che non ci pu\u00f2 essere seriamente discussione a riguardo. Allo stesso modo \u00e8 divenuto chiaro che il mondo nella sua moderna configurazione non rappresenta pi\u00f9 da lungo tempo una realt\u00e0 unitaria. Il progresso della Chiesa \u2013 va detto una volta per tutte \u2013 non pu\u00f2 consistere in un tardivo abbraccio della modernit\u00e0: questo ci ha irrevocabilmente insegnato la teologia dell\u2019America Latina e in questo consiste il diritto al suo grido di liberazione. Se la descrizione critica degli ultimi dieci anni porta a queste conclusioni, se essa fa emergere con chiarezza come sia necessario leggere il Vaticano II per intero, vale a dire orientati ai suoi testi teologici centrali, e non viceversa, allora questa riflessione potrebbe essere fruttuosa per tutta la Chiesa e aiutare al consolidamento con una sobria riforma. Non \u00e8 la Costituzione pastorale a rinunciare alla Costituzione sulla Chiesa, n\u00e9 questa tanto meno \u00e8 l\u2019intenzione, presa isolatamente, dei paragrafi iniziali, ma al contrario: spirito del Concilio \u00e8 in realt\u00e0 solo tutto l\u2019insieme nella sua giusta centratura. Questo significa che va annullato il Concilio stesso? Assolutamente no. Significa solo che l\u2019autentica recezione del Concilio non \u00e8 ancora iniziata\u201d. \u201cCerto non possiamo tornare al passato, e nemmeno lo vogliamo. E tuttavia dobbiamo essere disposti a riflettere nuovamente su ci\u00f2 che, nel mutare dei tempi, \u00e8 quel che sostiene davvero. Cercarlo in modo fermo e osare senza sconti la follia del vero con cuore lieto mi sembra essere il compito per oggi e per domani: \u00e8 l\u2019autentico nocciolo del servizio della Chiesa al mondo, la sua risposta alle \u2018gioie e alle speranze, alle tristezze e alle angosce degli uomini d\u2019oggi\u2019\u201d (p. 500).<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3\u00b0 Ma siamo ancora \u201cA dieci anni dal Vaticano II\u201d con \u201cTesi sul tema\u201d (p.501-504) e \u201cUn bilancio del Postconcilio: fallimenti, compiti, speranze\u201d (p.505-522). Per quell&#8217;\u201cunit\u00e0 dell&#8217;unico soggetto Chiesa\u201d, parte finale della formula di ermeneutica corretta di Ratzinger, pienamente dispiegata al suo giungere al sommo pontificato, egli attestava che \u201cil Vaticano II oggi sta sotto una luce crepuscolare. Dalla cosiddetta ala progressista, gi\u00e0 da molto tempo, \u00e8 ritenuto completamente superato e di conseguenza come un fatto del passato ormai non pi\u00f9 rilevante. Dalla parte opposta, al contrario \u2013 come emerge in misura crescente, per esempio, da molti interventi dei lettori del \u201cDeutsche Tagespost\u201d \u2013 \u00e8 ritenuto la causa prima dell\u2019attuale decadimento della Chiesa cattolica ed \u00e8 giudicato come un rinnegamento del Vaticano I e del Concilio di Trento: \u00e8 sospettato di eresia. Di conseguenza si pretende la sua revoca o una revisione che equivale alla revoca.<br \/>\nRiguardo a entrambe le posizioni va precisato innanzitutto che il Vaticano II \u00e8 supportato dalla stessa autorit\u00e0 del Vaticano I e del Tridentino, cio\u00e8 dal papa e dal collegio dei vescovi in comunione con lui; e che, anche dal punto di vista dei contenuti, si pone strettamente in continuit\u00e0 con i due concili precedenti e in punti decisivi li riprende alla lettera, tanto che ne vengono ripetute proprio le formule particolarmente caratteristiche e acute: \u00abpari pietatis affectu\u00bb, \u00abex sese, non ex consensu ecclesiae\u00bb. Da qui derivano due tesi:<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile schierarsi a favore del Vaticano II e contro il Tridentino e il Vaticano I. Chi dice s\u00ec al Vaticano II, cos\u00ec come esso ha chiaramente espresso e concepito se stesso, dice s\u00ec con ci\u00f2 all\u2019intera vincolante Tradizione della Chiesa cattolica, in particolare anche ai due precedenti concili.<br \/>\nAllo stesso modo \u00e8 impossibile schierarsi a favore del Tridentino e del Vaticano I, ma contro il Vaticano II. Chi nega il Vaticano II nega l\u2019autorit\u00e0 che supporta gli altri due concili e cos\u00ec li annulla a partire dal loro principio fondante. Ogni scelta, in questo caso, distrugge tutto l\u2019insieme, che sussiste solo come unit\u00e0 indivisibile\u201d (p. 501 s.).<br \/>\nMa riprendiamo l&#8217;analisi di \u201cUn bilancio del Postconcilio\u201d con attenzione iniziale ai primi giorni conciliari in cui si fece esperienza della reale cattolicit\u00e0 con la sua speranza pentecostale, cosa non pi\u00f9 caratterizzante il \u201cpostconcilio 50 anni dopo\u201d. Tralasciando noi il resto dell&#8217;analisi storica dell&#8217;autore, egli giunge alla critica evoluzione\u00a0che \u00e8 seguita al Vaticano II, la sua situazione di crisi, in cui restano certamente gli effetti positivi del Magno Sinodo (v. la sintesi di p. 509). Essi non impediscono per\u00f2 la costatazione \u201cche il clima nella Chiesa a tratti sia diventato non semplicemente pi\u00f9 gelido, ma ormai solo velenoso ed aggressivo e che atteggiamenti di parte lacerino la comunit\u00e0 &#8230;Vedere i fatti non \u00e8 pessimismo ma obbiettivit\u00e0\u201d (p. 510). Orbene quali le cause e quale la giusta risposta? E come si \u00e8 giunti all&#8217;evoluzione postconciliare?<\/p>\n<p>La nostra crisi \u00e8 anzitutto coincisa con quella globale dell&#8217;umanit\u00e0 per cui osserviamo, a conferma, che \u201csenza il Concilio la cristianit\u00e0 evangelica ha affrontato una crisi simile\u201d. (p. 511) Inoltre l&#8217;esame di coscienza conciliare fece giungere all&#8217;idea di \u201cuna Chiesa fondamentalmente e radicalmente peccatrice\u2026 il che port\u00f2 a un&#8217;insicurezza riguardo alla propria identit\u00e0, mentre dovremmo sapere che il pentimento cristiano non significa negazione di se stessi, bens\u00ec ritrovarci\u201d. (p. 513) \u201cOra \u00e8 necessario -conclude Ratzinger- che si risvegli nuovamente la gioia per l&#8217;ininterrotta realt\u00e0 in essa della comunit\u00e0 di fede che proviene da Ges\u00f9 Cristo\u201d (p. 514).<\/p>\n<p>Che cosa bisogna dunque fare? Ratzinger si limita a due aspetti importanti, e cio\u00e8 anzitutto la corretta collocazione e valutazione dei Concili che portano a considerarli \u201cdi tanto in tanto come una necessit\u00e0\u201d, ma che rappresentano sempre una situazione eccezionale nella Chiesa e non possono essere considerati in generale come il modello della sua vita, o addirittura come il contenuto ideale della sua esistenza. I concili sono una medicina, non un nutrimento. (p. 516).<\/p>\n<p>Il secondo aspetto poi \u00e8 la \u201cquestione [fondamentale] della giusta recezione del Vaticano II\u201d che per il prof. Ratzinger, nel 1975, non era ancora iniziata. Per semplificare egli fa riferimento a due motivi di fondo del Concilio. Il primo \u00e8 la collegialit\u00e0, il procedere insieme, istituendo consessi (v. p. 517). L\u2019idea di fondo \u00e8 giusta, ma \u201cla loro moltiplicazione incontrollata ha condotto a un eccesso di duplicazioni, a una insensata proliferazione di carte e a un girare a vuoto nel quale le forze migliori si consumano in discussioni infinite che in realt\u00e0 nessuno vuole ma che, sulla base delle nuove forme, sembrano divenute ineludibili\u201d. [Per\u00f2] \u00c8 divenuto evidente che se da un lato c\u2019\u00e8 la collegialit\u00e0, dall\u2019altro c\u2019\u00e8 la responsabilit\u00e0 personale e l\u2019intuizione personale che non pu\u00f2 essere sostituita n\u00e9 soffocata. (p. 518) Il secondo motivo, poi, \u00e8 quello della semplicit\u00e0, uno dei termini fondamentali della Costituzione sulla Liturgia. A questo riguardo l\u2019autore ricorda che \u201c\u2019l\u2019uomo non comprende solo con la ragione, ma anche con i sensi e con il cuore e che la potatura va distinta dal taglio\u201d (p. 519), e inoltre \u201cquando la fede si ribalta in un messianismo terreno si tradisce il cristianesimo e si tradisce l&#8217;uomo\u201d. \u201cDall\u2019altra parte vediamo oggi sorgere un nuovo integralismo che solo apparentemente preserva quel che \u00e8 rigorosamente cattolico, ma in realt\u00e0 lo distrugge dalle fondamenta\u201d (p. 520).<br \/>\nAlla fin fine \u201cIl giudizio definitivo sul valore storico del Concilio Vaticano II dipende dal fatto che degli uomini siano in grado di sopportare in se stessi il dramma della divisione di grano e zizzania, conferendo in tal modo a tutto l\u2019insieme quella chiarezza che esso non pu\u00f2 acquisire solo sulla base delle parole. (p. 521) \u201cL\u2019ultima parola sul valore storico del Vaticano II, nonostante tutto il buono che si trova nei suoi testi, ancora non \u00e8 stata detta. Se alla fine potr\u00e0 essere annoverato fra i punti luminosi della storia della Chiesa dipende dagli uomini che tramutano la parola in vita\u201d (p. 522).<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>4\u00b0 Altro punto di coagulo del volume si rivela nel successivo \u201cUn programma: &#8216;Communio&#8217;\u201d [la rivista], di cui appare il primo numero al principio del 1972 (p. 555-570). A leggere oggi queste pagine (di Hans Urs von Balthasar), dopo vent\u2019anni, si resta stupiti della loro intatta attualit\u00e0: quanto l\u00ec viene detto mantiene tutta la sua forza anche nell\u2019odierno panorama teologico per cui Ratzinger ne rinfresca la memoria a tutti noi. Qui per\u00f2 non lo potremo seguire passo passo per i limiti di tempo che abbiamo, ricordando per\u00f2 che il nome della rivista racchiude in s\u00e9 un programma e questo apparir\u00e0, penso, dall\u2019intervento di don Venuto (altro relatore all&#8217;incontro, n,d,r.). Mi permetto comunque di citare soltanto alcune forti espressioni ratzingheriane, le seguenti: \u201cLe prime risultano essere una risposta a quanti pensano che il Vaticano II, con il concetto di \u2018popolo di Dio\u2019, ha eliminato l\u2019ecclesiologia gerarchica del Vaticano I sostituendola con una di communio. Orbene \u201cuna simile ermeneutica del Magno Sinodo la pu\u00f2 concepire unicamente chi si rifiuta di leggerne i testi, oppure chi li ripartisce fra testi progressisti accettabili e inaccettabili testi d\u00e9mod\u00e9s. Infatti, nel documento del Concilio sulla Chiesa, il Vaticano I e II sono indissolubilmente collegati l\u2019uno all\u2019altro; non si pu\u00f2 parlare di sostituzione di un\u2019ecclesiologia anteriore errata grazie a un\u2019ecclesiologia diversa e nuova&#8230; La Chiesa non ha il diritto di cambiare la fede e di pretendere nel contempo che i fedeli le restino a fianco. I Concili non possono quindi inventare o sconfessare ecclesiologie o altre dottrine. Giacch\u00e8 la Chiesa, come dice il Vaticano II, non sta sopra la Parola di Dio, ma la serve e insegna, quindi, soltanto ci\u00f2 che \u00e8 tramandato. L\u2019intelligenza della Tradizione cresce, tuttavia, in ampiezza e profondit\u00e0, perch\u00e9 lo Spirito Santo amplia e approfondisce la memoria della Chiesa, per \u00abintrodurla a tutta la verit\u00e0\u00bb (Gv 16,13). Questa crescita nella \u00abpercezione\u00bb (perceptio) di quanto \u00e8 custodito nella Tradizione avviene, secondo il Concilio, mediante la riforma e lo studio dei credenti; mediante interiore intelligenza derivante dall\u2019esperienza spirituale; e mediante l\u2019annuncio di coloro \u00abche con la successione apostolica hanno ricevuto il sicuro carisma della verit\u00e0\u201d (p. 563). Allora \u201cSe il Concilio Vaticano II ha posto al centro il concetto dicommunio, non l\u2019ha fatto per creare un\u2019altra ecclesiologia o addirittura un\u2019altra Chiesa, ma perch\u00e9 lo studio e l\u2019intelligenza spirituale dei fedeli proveniente dall\u2019esperienza rendono possibile esprimere la Tradizione in questo o quel punto in modo pi\u00f9 completo e comprensivo\u201d (p. 564).<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>5\u00b0 Prima della Parte G di questo volume dell\u2019Opera Omnia, composta di \u201cRecensioni e Prefazioni\u201d, in cui segnalo con pietra bianca quella sul volume di Leo Scheffczyk dal titolo \u201cLa Chiesa. Aspetti della crisi postconciliare e corretta interpretazione del Concilio Vaticano II\u201d (p. 615-618), &#8211; dove si esprime la posizione ermeneutica con la quale mi identifico di pi\u00f9 (v. Agostino Marchetto, Per una corretta interpretazione del Concilio Vaticano II. A proposito di un recente volume (di Leo Scheffczyk) in \u201cChiesa e Papato, nella storia e nel diritto. 25 anni di studi critici, L.E.V., 2002, p. 325-330) -, troviamo \u2013 dicevo \u2013 un Omaggio al Card. Koenig, per il suo novantesimo genetliaco, intitolato \u201cLa responsabilit\u00e0 della Chiesa e il mondo in questo tempo\u201d (\u00e8 un&#8217;omelia sul \u201cCristocentrismo del Concilio Vaticano II\u201d o dell&#8217;attualit\u00e0 del Cristianesimo, con bellissimo \u201capologo\u201d finale) e \u201cL&#8217;Appello alla giustizia\u201d, pure del genere omiletico, sull\u2019eredit\u00e0 della Gaudium et Spes quarant\u2019anni dopo.<\/p>\n<p>Foto tratte dal web<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota della direzione: il titolo &egrave; quello dell&rsquo;internento di questa sera dell&rsquo;arcivescono Agostino Marchetto all&rsquo;interessante confronto online indetto da Alleanza Cattolica su &ldquo;La recezione del Concilio Vaticano II&rdquo; (ore 20,30 live facebook). Il testo &egrave;<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/il-post-concilio-ermeneutico-di-joseph-ratzinger\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":6328,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,25],"tags":[],"class_list":["entry","author-agostinomarchetto","post-6326","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-cultura"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 17:08:57","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6326"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6326"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6331,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6326\/revisions\/6331"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}