{"id":6580,"date":"2020-12-30T11:25:04","date_gmt":"2020-12-30T11:25:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=6580"},"modified":"2020-12-30T11:27:24","modified_gmt":"2020-12-30T11:27:24","slug":"papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-30-dicembre-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-30-dicembre-2020\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Udienza generale di mercoled\u00ec 30 dicembre 2020"},"content":{"rendered":"<p>Biblioteca del Palazzo Apostolico<br \/>\nMercoled\u00ec, 30 dicembre 2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Catechesi sulla preghiera\u00a0&#8211;\u00a020.\u00a0La preghiera di ringraziamento<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Vorrei soffermarmi oggi sulla preghiera di ringraziamento. E prendo lo spunto da un episodio riportato dall\u2019evangelista Luca. Mentre Ges\u00f9 \u00e8 in cammino, gli vengono incontro dieci lebbrosi, che implorano: \u00abGes\u00f9, maestro, abbi piet\u00e0 di noi!\u201d (17,13). Sappiamo che, per i malati di lebbra, alla sofferenza fisica si univa l\u2019emarginazione sociale e l\u2019emarginazione religiosa. Erano emarginati. Ges\u00f9 non si sottrae all\u2019incontro con loro. A volte va oltre i limiti imposti dalle leggi e tocca il malato &#8211; che non si poteva fare &#8211; lo abbraccia, lo guarisce. In questo caso non c\u2019\u00e8 contatto. A distanza, Ges\u00f9 li invita a presentarsi ai sacerdoti (v. 14), i quali erano incaricati, secondo la legge, di certificare l\u2019avvenuta guarigione. Ges\u00f9 non dice altro. Ha ascoltato la loro preghiera, ha ascoltato il loro grido di piet\u00e0, e li manda subito dai sacerdoti.<\/p>\n<p>Quei dieci si fidano, non rimangono l\u00ec fino al momento di essere guariti, no: si fidano e vanno subito, e mentre stanno andando guariscono tutti e dieci. I sacerdoti avrebbero dunque potuto constatare la loro guarigione e riammetterli alla vita normale. Ma qui viene il punto pi\u00f9 importante: di quel gruppo, solo uno, prima di andare dai sacerdoti, torna indietro a ringraziare Ges\u00f9 e a lodare Dio per la grazia ricevuta. Solo uno, gli altri nove continuano la strada. E Ges\u00f9 nota che quell\u2019uomo era un samaritano, una specie di \u201ceretico\u201d per i giudei del tempo. Ges\u00f9 commenta: \u00abNon si \u00e8 trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all\u2019infuori di questo straniero?\u00bb (17,18). E\u2019 toccante il racconto!<\/p>\n<p>Questo racconto, per cos\u00ec dire, divide il mondo in due: chi non ringrazia e chi ringrazia; chi prende tutto come gli fosse dovuto, e chi accoglie tutto come dono, come grazia. Il\u00a0Catechismo\u00a0scrive: \u00abOgni avvenimento e ogni necessit\u00e0 pu\u00f2 diventare motivo di ringraziamento\u00bb (n. 2638). La preghiera di ringraziamento comincia sempre da qui: dal riconoscersi preceduti dalla grazia. Siamo stati pensati prima che imparassimo a pensare; siamo stati amati prima che imparassimo ad amare; siamo stati desiderati prima che nel nostro cuore spuntasse un desiderio. Se guardiamo la vita cos\u00ec, allora il \u201cgrazie\u201d diventa il motivo conduttore delle nostre giornate. Tante volte dimentichiamo pure di dire \u201cgrazie\u201d.<\/p>\n<p>Per noi cristiani il rendimento di grazie ha dato il nome al Sacramento pi\u00f9 essenziale che ci sia:\u00a0l\u2019Eucaristia. La parola greca, infatti, significa proprio questo:\u00a0ringraziamento. I cristiani, come tutti i credenti, benedicono Dio per il dono della vita. Vivere \u00e8 anzitutto aver ricevuto la vita. Tutti nasciamo perch\u00e9 qualcuno ha desiderato per noi la vita. E questo \u00e8 solo il primo di una lunga serie di debiti che contraiamo vivendo. Debiti di riconoscenza. Nella nostra esistenza, pi\u00f9 di una persona ci ha guardato con occhi puri, gratuitamente. Spesso si tratta di educatori, catechisti, persone che hanno svolto il loro ruolo oltre la misura richiesta dal dovere. E hanno fatto sorgere in noi la gratitudine. Anche l\u2019amicizia \u00e8 un dono di cui essere sempre grati.<\/p>\n<p>Questo \u201cgrazie\u201d che dobbiamo dire continuamente, questo grazie che il cristiano condivide con tutti, si dilata\u00a0nell\u2019incontro con Ges\u00f9. I Vangeli attestano che il passaggio di Ges\u00f9 suscitava spesso gioia e lode a Dio in coloro che lo incontravano. I racconti del Natale sono popolati di oranti con il cuore allargato per la venuta del Salvatore. E anche noi siamo stati chiamati a partecipare a questo immenso tripudio. Lo suggerisce anche l\u2019episodio dei dieci lebbrosi guariti. Naturalmente tutti erano felici per aver recuperato la salute, potendo cos\u00ec uscire da quella interminabile quarantena forzata che li escludeva dalla comunit\u00e0. Ma tra loro ce n\u2019\u00e8 uno che a gioia aggiunge gioia: oltre alla guarigione, si rallegra per l\u2019avvenuto incontro con Ges\u00f9. Non solo \u00e8 liberato dal male, ma possiede ora anche la certezza di essere amato. Questo \u00e8 il nocciolo: quando tu ringrazi, esprimi la certezza di essere amato. E questo \u00e8 un passo grande: avere la certezza di essere amato. \u00c8 la scoperta dell\u2019amore come forza che regge il mondo. Dante direbbe: l\u2019Amore \u00abche move il sole e l\u2019altre stelle\u201d (Paradiso, XXXIII, 145). Non siamo pi\u00f9 viandanti errabondi che vagano qua e l\u00e0, no: abbiamo una casa, dimoriamo in Cristo, e da questa \u201cdimora\u201d contempliamo tutto il resto del mondo, ed esso ci appare infinitamente pi\u00f9 bello. Siamo figli dell\u2019amore, siamo fratelli dell\u2019amore. Siamo uomini e donne di grazia.<\/p>\n<p>Dunque, fratelli e sorelle, cerchiamo di stare sempre nella gioia dell\u2019incontro con Ges\u00f9. Coltiviamo l\u2019allegrezza. Invece il demonio, dopo averci illusi &#8211; con qualsiasi tentazione &#8211; ci lascia sempre tristi e soli. Se siamo in Cristo, nessun peccato e nessuna minaccia ci potranno mai impedire di continuare con letizia il cammino, insieme a tanti compagni di strada.<\/p>\n<p>Soprattutto, non tralasciamo di ringraziare: se siamo portatori di gratitudine, anche il mondo diventa migliore, magari anche solo di poco, ma \u00e8 ci\u00f2 che basta per trasmettergli un po\u2019 di speranza. Il mondo ha bisogno di speranza e con la gratitudine, con questo atteggiamento di dire grazie, noi trasmettiamo un po\u2019 di speranza. Tutto \u00e8 unito, tutto \u00e8 legato e ciascuno pu\u00f2 fare la sua parte l\u00e0 dove si trova. La strada della felicit\u00e0 \u00e8 quella che San Paolo ha descritto alla fine di una delle sue lettere: \u00abPregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti \u00e8 la volont\u00e0 di Dio in Cristo Ges\u00f9 verso di voi. Non spegnete lo Spirito\u00bb (1 Ts\u00a05,17-19). No spegnere lo Spirito, bel programma di vita! Non spegnere lo Spirito che abbiamo dentro ci porta alla gratitudine.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&quot;December 30 2020 General Audience Pope Francis&quot;\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4Bg9Bn8SYLE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fotogramma<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biblioteca del Palazzo Apostolico Mercoled&igrave;, 30 dicembre 2020 &nbsp; Catechesi sulla preghiera&nbsp;&ndash;&nbsp;20.&nbsp;La preghiera di ringraziamento Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Vorrei soffermarmi oggi sulla preghiera di ringraziamento. 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