{"id":666,"date":"2018-06-20T01:53:58","date_gmt":"2018-06-20T01:53:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=666"},"modified":"2018-06-19T12:31:18","modified_gmt":"2018-06-19T12:31:18","slug":"666","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/cultura\/666\/","title":{"rendered":"L&#8217;influenza dell&#8217;Islam sul Cristianesimo a partire dal Medioevo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il \u00a0\u201cPoema del Cid\u201d (di cui non possediamo l\u2019originale) indica un lungo componimento epico spagnolo in versi di autore medioevale sconosciuto. Scritto nel XII secolo, forse intorno al 1140 (ma le opinioni degli studiosi variano fino alla fine del secolo XII) \u00e8 un testo lacunoso, conservatoci in un manoscritto pi\u00f9 tardo, del XIV secolo, copia a sua volta di un codice del 1207. Composto di circa 4000 versi fu pubblicato per la prima volta nel sec XVIII ed \u00e8 il capolavoro della Epica medioevale castigliana. Si ripartisce in tre \u201cCantares\u201d (canzoni) il cui protagonista \u00e8 il Conte Ruy (Rodrigo) Diaz de Vivar detto \u201cEl Campeador\u201d (il Campione) dagli Spagnoli cristiani e \u201cEl Cid\u201d (il Signore) dagli Arabi. Fu inviato in esilio dal suo re perch\u00e9 ingiustamente e falsamente accusato di essersi appropriato di una parte del tributo dovuto dal Re dei Mori di Andalusia al citato Re cristiano Alfonso VI di Leon. Messe al sicuro moglie e figlie, \u00a0con il suo seguito di cavalieri cristiani sconfigge ripetutamente i Mori. Questi erano Arabi provenienti dalla Mauritania o Marocco, rinforzati dai nomadi Berberi giunti attraverso Gibilterra nel 711 al comando di Tarik (che ha dato il nome allo stretto), che dominavano la Spagna. El Cid otterr\u00e0 anche giustizia dal re. (Enciclopedia Garzanti ,Milano 2012) .<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><a href=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/7-EL-CID.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-669 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/7-EL-CID.jpg\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"212\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Consultando l\u2019edizione spagnola del Poema, ottimamente curata da E La Carra Lanz, apprendiamo che le date dell\u2019XI secolo nelle quali visse ed oper\u00f2 Rodrigo Diaz ( circa 1043 &#8211; 1099) sono inserite nel quadro pi\u00f9 vasto del definitivo smembramento in piccoli regni del Califfato di Cordova a partire dal 1031. Nel secolo IX dopo Cristo l\u2019Imperatore franco Carlo Magno con i suoi Paladini e prima di lui Carlo Martello (battaglia di Poitier 732 DC ) avevano strappato agli Arabi un lembo del loro dominio iberico al di l\u00e0 dei Pirenei creando la Marca cristiana di Barcellona. Invece gli Arabi avevano incentrato prima in Toledo e poi in Cordova un Califfato indipendente da quello di Bagdad con costruzione di pregevoli monumenti ancora oggi esistenti. Bagdad fu fondata dai Califfi Abassidi ne 763, mentre in Spagna regnarono gli Ommayyadi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La ricchissima introduzione al testo spagnolo evidenzia non solo la grande evoluzione culturale e tecnica degli Arabi iberici (soprattutto in materia di conduzione delle acque) , ma anche quella degli Ebrei Sefarditi pure esistenti nella Penisola iberica e pacificamente conviventi con gli Arabi e con i Cristiani. Sono i tempi del famoso filosofo ebreo Avicebron. Non tralasciamo di considerare che l\u2019argomento poetico generale si suddivide simbolicamente in tre Canzoni: dell\u2019Esilio, delle Nozze, dell\u2019Oltraggio, come accadr\u00e0 poi a Firenze con le Cantiche della Divina Commedia. Non vogliamo dimenticare il nostro valente studioso siciliano Michele Amari , autore di una poderosa storia degli Arabi in Sicilia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Quando il Regno di Granata, ultimo baluardo arabo , verr\u00e0 conquistato dai Cristiani e la Penisola iberica ( incluso il Portogallo acquisito per matrimonio da Filippo II nel 1543) sar\u00e0 governato dalla dinastia di Asburgo (Arciduchi d\u2019Austria, Re di Germania, Re d\u2019Italia, Imperatori del Sacro Romano Impero, Re di Sicilia e di Sardegna) questa mentalit\u00e0 guerresca spagnola, congiunta ad un cattolicesimo rigidamente Ortodosso nel cerimoniale, ma non sempre sincera ed opportuna si diffonder\u00e0 per tutta Europa (salvo i nostri Stati di Milano, di Napoli e Sicilia) dove gi\u00e0 imperversavano, condotte dal ferreo Duca d\u2019Alba sia le guerre contro il Re di Francia, sia le guerre di religione. Ecco allora che gli Umanisti italiani del pre-Rinascimento (Francesco Petrarca, Canzone \u201cItalia mia\u201d) e poi europei del Rinascimento via via fino all\u2019Illuminismo, esprimono con sempre maggiore convinzione il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti (Davide Canfora).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Erasmo da Rotterdam giunge a scrivere:\u201dIo devo dire: non condivido mai la guerra, neppure quella contro i Turchi. La Religione cristiana sarebbe messa davvero male se la sua sopravvivenza dipendesse unicamente da questi puntelli. Non ha senso attendersi che a partire da premesse ostili le genti sottomesse diventino buoni cristiani\u2026. La guerra piace a chi non la conosce. La guerra non \u00e8 mai giusta\u2026 ci\u00f2 che si conquista con la violenza si perde allo stesso modo\u201d (Sellerio Ed 2015). Un durissimo colpo alla mentalit\u00e0 iberica della Riconquista contro i Berberi che erano diventati Moriscos, cio\u00e8 Mori convertiti per forza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ci torna alla mente il caso di Baruch Spinoza, il grande filosofo ebreo perseguitato del XVII secolo, che non solo \u00e8 un caso di conversione forzata (suoi genitori in fuga dal Portogallo), ma anche di un pensatore ebreo che per primo \u00a0ha effettuato una critica di carattere filologico allle parole ebraiche che compaiono nella Bibbia. Bento (in ebraico Baruch) ha 23 anni nel 1656 quando lui e la sua famiglia si rifugiano in Olanda. Per questo suo \u201crevisionismo biblico\u201d, all\u2019et\u00e0 di 24 anni viene bandito per sempre, mediante un Editto, dalla comunit\u00e0 ebraica di Amsterdam insieme ad ogni Ebreo suo familiare. Isolato da tutti Bento in segreto studia la lingua greca e le opere di Aristotele e dei grandi filosofi antichi costruendo le basi per una sua filosofia dal titolo \u201cEtica\u201d che \u00e8 grande parte della sua opera dedicata al superamento dei vincoli che ci vengono dalle passioni. Ragion per cui in Olanda a circa 45 minuti di auto da Amsterdam, a Rijburg, esiste l\u2019Associazione spinoziana olandese con il Museo Spinoza. Fa parte del Museo la Biblioteca del filosofo composta da 151 volumi del secolo XVII che non sono esattamente quelli di sua propriet\u00e0 perch\u00e8 tutto fu venduto alla sua morte per le spese del funerale. Ma il Notaio della vendita trascrisse esattamente titoli ed autori: pi\u00f9 di 200 anni dopo un filantropo ebreo, ammiratore del grande maestro, ha ritrovato, acquistato, rimesso insieme le edizione di quegli anni e la citt\u00e0 degli editori. Questi libri non furono bruciati dai nazisti, come quelli di altri autori ebrei, perch\u00e9 segretamente nascosti in una miniera di sale e ricomparvero nel 1946 e stanno a testimoniare le fonti culturali di un grande pensatore scomodo ed incompreso da Ebrei, da Protestanti e da Cattolici. Proprio nella libera Olanda dove nel 1656 ad Amsterdam il grandissimo Rembrandt, Van Rijn, il pi\u00f9 libero tra i pittori barocchi \u00a0in quegli anni dipingeva: \u201cGiacobbe benedice i figli di Giuseppe\u201d (si noti il profetico soggetto biblico) ed al Delft a circa 70 km Joannes H Vermeer, altro campione della pittura barocca europea della realt\u00e0 dipinge: \u201cla Mezzana\u201d. Quale concentrazione di geni non inferiore ai pi\u00f9 grandi italiani ed europei del tempo, e quindi favorevole al pacifico sviluppo della filosofia di Baruch. Olanda che aveva visto, nel secolo precedente, le sanguinose guerre di Carlo V e di Filippo II e dei loro condottieri e ora quelle dei Nazisti invasori: dal Duca d\u2019Alba a Hitler. Irvin Yalom, docente di psichiatria in California ha dedicato un complesso e documentato romanzo storico a tali argomenti filosofici dopo essersi occupato di filosofi della scuola di Heghel. La vicenda di Spinoza si pu\u00f2 paragonare per riserbo e segretezza a quella vissuta agli inizi del XVI secolo, attorno al 1510 da Niccol\u00f2 Copernico. Il celebre studioso ormai vicino alla quarantina ripens\u00f2 radicalmente il mondo celeste ponendo il Sole anzich\u00e9 la terra al suo centro. Dopodich\u00e9 tenne per s\u00e9 la sua ipotesi per tre decenni temendo di venire deriso dagli altri matematici ed astronomi, ma forse, ancor di pi\u00f9, di venire perseguitato da altri ecclesiastici come lui. Ma quando un suo ospite inatteso, il suo nome o soprannome era Retico, nel 1539 affront\u00f2 un rischioso viaggio di centinaia di chilometri per raggiungerlo nella Polonia settentrionale, ansioso di sentire dal suo inventore notizie dettagliate del nuovo ordine planetario da lui proposto, l\u2019anziano Copernico accett\u00f2 di mettere fine al proprio silenzio. Il giovane si ferm\u00f2 presso di lui due anni data l\u2019importanza straordinaria dell\u2019argomento. Questo nonostante che durante quella agitata fase iniziale della Riforma protestante le leggi gli vietassero in quanto luterano di risiedere nella Diocesi cattolica dove viveva Copernico che era anche un ecclesiastico nipote di un Vescovo. Retico aiut\u00f2 il suo ispiratore a preparare il manoscritto per la pubblicazione che in seguito port\u00f2 di persona a Norimberga al migliore editore europeo di opere scientifiche \u00a0(Daba Sobel, \u201cIl segreto di Copenico\u201d Milano 2012).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">?Al di l\u00e0 delle Alpi, ad esempio attraverso il ducato di Milano esteso in buona parte ?verso l\u2019attuale Svizzera, Canton Ticino e Grigioni, nei primi decenni del \u2018500, gli ?ultimi echi del raffinato gotico dei Visconti (presso i quali prosegue la costruzione in ?stile gotico della parte pi\u00f9 antica del Duomo di Milano) si confrontano con gli ideali ?e le opere del Rinascimento italiano degli Sforza per cui Leonardo de Vinci \u00e8 ?invitato a vivere a Milano per la famosa progettazione di un monumento equestre, ?ma anche di navigli; proprio allora accade che Albercht Durer , cattolico ?simpatizzante luterano, pittore e scultore, al servizio dell\u2019Imperatore Massimiliano ?nonno di Carlo V, non \u00e8 pi\u00f9 solamente un eccellente artigiano, m a un viaggiatore, ?un artista intellettuale di tipo italiano che annota nel proprio diario: \u201cDopo tanti ?anni che cosa sia la bellezza, io non lo so\u201d ponendosi un quesito di carattere ?filosofico. Su Spinoza e lo spinozismo di tutt\u2019altro avviso \u00e8 Donatella Di Cesare: il filosofo ebreo non fu mai scomunicato. (La Lettura, 25 ottobre 2015).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il fatto \u00e8 che i Cristiani del Medio Evo consideravano l\u2019Islam un ramo deviato del Cristianesimo e Maometto un prelato cristiano apostata da punire. Nessuno, o quasi di essi conosceva direttamente il Corano o l\u2019Arabo e ne apprezzava il sublime messaggio attestante che lo stesso Dio si \u00e8 rivelato agli uomini in molti e diversi modi come preannuncia la stessa Bibbia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Quindi il Cid Campeador assurge a simbolo del prode ideale cavaliere che esiste in molte letterature medievali,ma che nel caso specifico \u00e8 protagonista di un\u2019epica di tipo omerico di cui Don Chisciotte \u00e8 la brutta copia, ridicola e fortemente illusoria che non si rende conto che le sue interpretazioni son travisamenti e follie finch\u00e8 non rinsavisce ripudiando le fantasie dei romanzi cavallereschi. Ma l\u2019ideale di fondo, serio o faceto che sia, \u00e8 sempre lo stesso: il guerriero; la guerra; l\u2019eroe. Non che nelle stesse epoche antiche non vi fosse chi dissentisse come frate Francesco da Assisi che ebbe il coraggio di recarsi personalmente dal Sultano e parlargli. Diversamente da alcuni suoi confratelli, forse meno sensibili e dotati di lui che furono comunque ferocemente massacrati in Marocco, come attesta ancor oggi un\u2019antica Chiesa esistente in Assisi. La diffusione dell\u2019Islam, almeno quella iniziale, \u00e8 avvenuta tramite la potenza delle armi travolgendo e distruggendo l\u2019organizzazione civile che allora esisteva dell\u2019Impero bizantino e dell\u2019Impero Persiano. Ma placatisi i pi\u00f9 furiosi scontri e distruzioni ricev\u00e8 e dette molto dalla Persia, dall\u2019India, da Bisanzio. L\u2019influenza della Persia si rileva soprattutto nella Poesia che attraverso l\u2019Islam si diffonde in tutta l\u2019Europa medievale. Quella dell\u2019India nella cura architettonica dei giardini. Quella di Bisanzio nello sviluppo delle costruzioni architettoniche monumentali, con cupola, e nella conduzione di acquedotti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel 1919 l\u2019Arabista spagnolo Miguel Asin Palacios (Saragozza 1871-San Sebastian 1944) ecclesiastico Gesuita dal 1903 consegu\u00ec la cattedra di Lingua Araba nell\u2019Universit\u00e0 di Madrid. Fu direttore della Real Academia della Lengua Espanola e fond\u00f2 la Esquela de studios Arabes. I suoi studi riguardarono particolarmente i legami tra cultura islamica e cultura cristiana superando le violenze di Condottieri e Guerrieri. La sua massima opera \u00e8 \u201cDante e l\u2019Islam\u201d il cui vero titolo \u00e8: \u201cEscatologia islamica nella Divina Commedia\u201d. Asin Palacios raccolse grande quantit\u00e0 di materiale a motivare il legame tra la commedia dantesca e la tradizione dell\u2019Ascensione al cielo di Maometto (detta: mi\u2019rag in arabo). Ma esiste addirittura un \u201cLiber de scala\u201d che il nostro studioso non conobbe nel quale l\u2019Arcangelo Michele come Beatrice nella Commedia si rivolge nella conclusione al profeta Maometto ordinandogli di memorizzare, assimilare, riferire tutto quanto egli ha visto affinch\u00e8 i suoi fedeli si mantengano sulla via della legge e non meritino le pene dell\u2019Inferno (Introduzione). Il Liber scalae machometi \u00e8 il codice latino 6064 della Biblioteca nazionale di Parigi edito da E Cerulli per la Biblioteca Apostolica Vaticana nel 1949. Non si tratta solo di una convergenza letterario-poetica, ma di una concezione mistica comune ai due mondi religiosi in cui \u00e8 credibile che \u00a0possa esservi una ascensione nei cieli da parte di una persona in anima e corpo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00c8 stato dato alle stampe da Franca Giansoldati: la \u201cMarcia senza ritorno \u2013 Il Genocidio Armeno\u201d (Salerno Editrice Marzo 2015) a 100 anni dal 24 Aprile 1915 nella notte del quale ebbe inizio \u201cil grande Male\u201d. \u00c8 uno studio serio, attento, documentato su un argomento che ci riempie di orrore per la sua spietatezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Alfonso Testori nella sua commedia storica in 5 Atti \u201cIl Cardinale Lambertini\u201d pubblicata per la prima volta in \u201cNuova Antologia \u201c(1906) contribu\u00ec grandemente ad accreditare, diffondere, rendere popolare la nobile ed amabile figura del Cardinale arcivescovo di Bologna, magistralmente resa da Ermete Zacconi (cf Palombi 1938) per cui la grande bonomia ed umanit\u00e0 di Papa Benedetto XIV Lambertini fu la grande ispiratrice di Papa Benedetto XV , ma non lo furono le straordinarie circostanze nelle quali il nuovo papa Benedetto si trov\u00f2 ad operare. Ancora una volta non prevalse lo spirito conciliante e superiore di Erasmo da Rotterdam che come abbiamo detto non condivideva nemmeno la guerra contro i Turchi, all\u2019opposto, scrive l\u2019autrice, sono passati 100 anni dal genocidio armeno. 100 lunghi anni di silenzi colpevoli, di verit\u00e0 non ancora condivise. Responsabile di questo oblio non \u00e8 stata solo la Turchia, ma una parte dell\u2019Europa rivivendo ancora una volta lo spirito battagliero e guerresco del Cid, di Don Chisciotte, di San Ignazio, del Duca d\u2019Alba, ma non il loro valore ed il loro strenuo coraggio di soldati guerrieri missionari,. \u00a0e tuttavia inflessibili. Europa che come scrive la Giansoldati, ha preferito nel frattempo guardare altrove e fingere di non vedere. Si \u00e8 trattato di una impenetrabile cortina di indifferenza che ha avvolto la storia di un intero popolo privandolo anche del diritto primario di vedere riconosciuto il suo dramma nonch\u00e9 il dolore che ne \u00e8 scaturito. Il genocidio armeno che ha segnato la storia della soglia del \u2018900 si pu\u00f2 considerare un capitolo ancora incompleto. L\u2019impegno pi\u00f9 significativo sulla strada della verit\u00e0 fu svolto dalle autorit\u00e0 religiose cristiane. Fra tutte si staglia la figura di Benedetto XV. Un gigante! Con grande coraggio e senza preoccuparsi troppo delle cautele diplomatiche , come aveva gi\u00e0 fatto denunciando fin dall\u2019inizio l\u2019inutilit\u00e0 della I Guerra Mondiale, non esit\u00f2 ad alzare la voce parlando gi\u00e0 allora di sterminio, annientamento, strage. Fece tutto quello che era in suo potere nel tentativo di fermare quello scempio agli occhi di Dio e dell\u2019umanit\u00e0 . Donne, bambini, uomini, malati, anziani. La morte massificata. Il piano prevedeva la soppressione del popolo armeno su base etnica per altro aggravata da motivi religiosi tanto che qualche vescovo Armeno-Cattolico si sbilanci\u00f2 ad ipotizzare i contorni di una guerra santa tra mussulmani e cristiani, come mons Giovanni Naslian di Trebisonda. Questo \u00e8 solo l\u2019anticipo delle crudeli persecuzioni che i regimi totalitari del \u2018900 infliggeranno ai loro oppositori nei luoghi delle guerre di Carlo V e Filippo II. Ma l\u2019Alfieri (gi\u00e0 nel 1937) ha grande fiducia nella preghiera nella quale si rifugia per trovare forza nelle irrazionali crudelt\u00e0 della vita (bench\u00e9 allora non del tutto note). Non erano note la strage degli Ebrei, l\u2019abbandono dei polacchi nelle mani di nazisti e comunisti, le atrocit\u00e0 della guerra civile di Spagna, i bombardamenti indiscriminati sulle citt\u00e0, le foibe giuliane e tutti gli orrori della II Guerra Mondiale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">testo l\u2019Opera Regina Crucis<\/span><\/p>\n<p>Foto tratte dal web<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il &nbsp;&ldquo;Poema del Cid&rdquo; (di cui non possediamo l&rsquo;originale) indica un lungo componimento epico spagnolo in versi di autore medioevale sconosciuto. 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