{"id":6674,"date":"2021-01-11T12:56:17","date_gmt":"2021-01-11T12:56:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=6674"},"modified":"2021-01-11T12:56:48","modified_gmt":"2021-01-11T12:56:48","slug":"papa-francesco-lettera-apostolica-in-forma-di-motu-proprio-spiritus-domini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-lettera-apostolica-in-forma-di-motu-proprio-spiritus-domini\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, lettera apostolica in forma di Motu proprio \u201cSpiritus Domini\u201d"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/p>\n<p>AL PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE<br \/>\nCIRCA L\u2019ACCESSO DELLE DONNE<br \/>\nAI MINISTERI DEL LETTORATO E DELL\u2019ACCOLITATO<\/p>\n<p>Al Venerato Fratello<br \/>\nCardinale Luis F. Ladaria, S.I.,<br \/>\nPrefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede,<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>L<\/strong><\/span>o Spirito Santo, relazione d\u2019Amore tra il Padre e il Figlio, costruisce e innerva la comunione dell\u2019intero popolo di Dio, suscitando in esso molteplici e diversi doni e carismi (cf. Francesco, Esortazione apostolica\u00a0Evangelii gaudium,\u00a0n.\u00a0117). Mediante i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell\u2019Eucaristia, i membri del Corpo di Cristo ricevono dallo Spirito del Risorto, in varia misura e con diversit\u00e0 di espressioni, quei doni che permettono loro di dare il necessario contributo all\u2019edificazione della Chiesa e all\u2019annuncio del Vangelo ad ogni creatura.<\/p>\n<p>L\u2019Apostolo Paolo distingue a questo proposito tra\u00a0doni di grazia-carismi\u00a0(\u201ccharismata\u201d) e\u00a0servizi\u00a0(\u201cdiakoniai\u201d &#8211; \u201cministeria\u201d [cf.\u00a0Rm\u00a012, 4 ss e\u00a01 Cor\u00a012, 12ss]). Secondo la tradizione della Chiesa vengono chiamati\u00a0ministeri\u00a0le diverse forme che i carismi assumono quando sono pubblicamente riconosciuti e sono messi a disposizione della comunit\u00e0 e della sua missione in forma stabile.<\/p>\n<p>In alcuni casi il ministero ha la sua origine in uno specifico sacramento, l\u2019Ordine sacro: si tratta dei ministeri \u201cordinati\u201d, del vescovo, del presbitero, del diacono. In altri casi il ministero \u00e8 affidato, con un atto liturgico del vescovo, a una persona che ha ricevuto il Battesimo e la Confermazione e nella quale vengono riconosciuti specifici carismi, dopo un adeguato cammino di preparazione: si parla allora di ministeri \u201cistituiti\u201d. Molti altri servizi ecclesiali o uffici vengono esercitati di fatto da tanti membri della comunit\u00e0, per il bene della Chiesa, spesso per un lungo periodo e con grande efficacia, senza che sia previsto un rito particolare per il conferimento dell\u2019incarico.<\/p>\n<p>Nel corso della storia, con il mutare delle situazioni ecclesiali, sociali, culturali, l\u2019esercizio dei ministeri nella Chiesa cattolica ha assunto forme diverse, rimanendo intatta la distinzione, non solo di grado, fra i ministeri \u201cistituiti\u201d (o \u201claicali\u201d) e i ministeri \u201cordinati\u201d. I primi sono espressioni particolari della condizione sacerdotale e regale propria di ogni battezzato (cf.\u00a01\u00a0Pt\u00a02, 9); i secondi sono propri di alcuni fra i membri del popolo di Dio che in quanto vescovi e presbiteri \u00abricevono la missione e la facolt\u00e0 di agire nella persona di Cristo Capo\u00bb o in quanto diaconi \u00abvengono abilitati a servire il popolo di Dio nella diaconia della liturgia, della parola e della carit\u00e0\u00bb (Benedetto XVI, Lettera apostolica in forma di Motu Proprio\u00a0Omnium in mentem, 26 ottobre 2009). Per indicare tale distinzione si usano anche espressioni come\u00a0sacerdozio battesimale\u00a0e\u00a0sacerdozio ordinato\u00a0(o\u00a0ministeriale). \u00c8 bene in ogni caso ribadire, con la costituzione dogmatica\u00a0Lumen\u00a0gentium\u00a0del\u00a0Concilio Vaticano II, che essi \u00absono ordinati l\u2019uno all\u2019altro; l\u2019uno e l\u2019altro infatti, ciascuno a suo modo, partecipano dell\u2019unico sacerdozio di Cristo\u00bb (LG,\u00a0n. 10). La vita ecclesiale si nutre di tale reciproco riferimento ed \u00e8 alimentata dalla feconda tensione di questi due poli del sacerdozio, ministeriale e battesimale, che pur nella distinzione si radicano nell\u2019unico sacerdozio di Cristo.<\/p>\n<p>Nella linea del\u00a0Concilio Vaticano II, il Sommo Pontefice\u00a0San Paolo VI\u00a0ha voluto rivedere la prassi relativa ai ministeri non ordinati nella Chiesa Latina &#8211; chiamati fino ad allora \u201cordini minori\u201d &#8211; adattandola alle esigenze dei tempi. Tale adattamento, tuttavia, non deve essere interpretato come un superamento della dottrina precedente, ma come attuazione del dinamismo che caratterizza la natura della Chiesa, sempre chiamata con l\u2019aiuto dello Spirito di Verit\u00e0 a rispondere alle sfide di ogni epoca, in obbedienza alla Rivelazione. La Lettera apostolica in forma di Motu Proprio\u00a0Ministeria quaedam\u00a0(15 agosto 1972) configura due uffici (compiti), quello del Lettore e quello dell\u2019Accolito, il primo strettamente connesso al ministero della Parola, il secondo al ministero dell\u2019Altare, senza escludere che altri \u201cuffici\u201d possano essere istituiti dalla Santa Sede su richiesta delle Conferenze Episcopali.<\/p>\n<p>Il variare delle forme di esercizio dei ministeri non ordinati, inoltre, non \u00e8 la semplice conseguenza, sul piano sociologico, del desiderio di adattarsi alla sensibilit\u00e0 o alla cultura delle epoche e dei luoghi ma \u00e8 determinato dalla necessit\u00e0 di consentire a ciascuna Chiesa locale\/particolare, in comunione con tutte le altre e avendo come centro di unit\u00e0 la Chiesa che \u00e8 in Roma, di vivere l\u2019azione liturgica, il servizio ai poveri e l\u2019annuncio del Vangelo nella fedelt\u00e0 al mandato del Signore Ges\u00f9 Cristo. \u00c8 compito dei Pastori della Chiesa riconoscere i doni di ciascun battezzato, orientarli anche verso specifici ministeri, promuoverli e coordinarli, per far s\u00ec che concorrano al bene delle comunit\u00e0 e alla missione affidata a tutti i discepoli.<\/p>\n<p>L\u2019impegno dei fedeli laici, che \u00absono semplicemente l\u2019immensa maggioranza del popolo di Dio\u00bb (Francesco, Esortazione apostolica\u00a0Evangelii gaudium,\u00a0n.\u00a0102), non pu\u00f2 e non deve certo esaurirsi nell\u2019esercizio dei ministeri non ordinati (cf. Francesco, Esortazione apostolica\u00a0Evangelii gaudium, n. 102), ma una loro migliore configurazione e un pi\u00f9 preciso riferimento alla responsabilit\u00e0 che nasce, per ogni cristiano, dal Battesimo e dalla Confermazione, potr\u00e0 aiutare la Chiesa a riscoprire il senso della comunione che la caratterizza e ad avviare un rinnovato impegno nella catechesi e nella celebrazione della fede (cf. Francesco, Esortazione apostolica\u00a0Evangelii gaudium,\u00a0n.\u00a0102). Ed \u00e8 proprio in questa riscoperta che pu\u00f2 trovare una migliore traduzione la feconda sinergia che nasce dalla reciproca ordinazione di sacerdozio ordinato e sacerdozio battesimale. Tale reciprocit\u00e0, dal servizio al sacramento dell\u2019altare, \u00e8 chiamata a rifluire, nella distinzione dei compiti, in quel servizio a \u2018fare di Cristo il cuore del mondo\u2019 che \u00e8 peculiare missione di tutta la Chiesa. Proprio questo unico, bench\u00e9 distinto, servizio a favore del mondo, allarga gli orizzonti della missione ecclesiale, impedendole di rinchiudersi in sterili logiche rivolte soprattutto a rivendicare spazi di potere e aiutandole a sperimentarsi come comunit\u00e0 spirituale che \u00abcammina insieme con l\u2019umanit\u00e0 tutta e sperimenta assieme al mondo la medesima sorte terrena\u00bb (GS, n. 40). In questa dinamica si pu\u00f2 comprendere veramente il significato di \u201cChiesa in uscita\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019orizzonte di rinnovamento tracciato dal\u00a0Concilio Vaticano II, si sente sempre pi\u00f9 l\u2019urgenza oggi di riscoprire la corresponsabilit\u00e0 di tutti i battezzati nella Chiesa, e in particolar modo la missione del laicato.\u00a0L\u2019Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione Pan-Amazzonica\u00a0(6-27 ottobre 2019), nel quinto capitolo del documento finale ha segnalato la necessit\u00e0 di pensare a \u201cnuovi cammini per la ministerialit\u00e0 ecclesiale\u201d. Non solo per la Chiesa amazzonica, bens\u00ec per tutta la Chiesa, nella variet\u00e0 delle situazioni, \u00ab\u00e8 urgente che si promuovano e si conferiscano ministeri a uomini e donne &#8230; \u00c8 la Chiesa degli uomini e delle donne battezzati che dobbiamo consolidare promuovendo la ministerialit\u00e0 e, soprattutto, la consapevolezza della dignit\u00e0 battesimale\u00bb (Documento finale, n. 95).<\/p>\n<p>A tal proposito, \u00e8 noto che il Motu Proprio\u00a0Ministeria quaedam\u00a0riserva ai soli uomini l\u2019istituzione del ministero di Lettore e dell\u2019Accolito e cos\u00ec stabilisce di conseguenza il can. 230 \u00a7 1 del\u00a0CIC. Tuttavia, in tempi recenti e in molti contesti ecclesiali, \u00e8 stato rilevato che sciogliere una tale riserva potrebbe contribuire a manifestare maggiormente la comune dignit\u00e0 battesimale dei membri del popolo di Dio. Gi\u00e0 in occasione della\u00a0XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi su\u00a0La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa\u00a0(5-26 ottobre 2008)\u00a0i Padri sinodali auspicavano \u00abche il ministero del Lettorato sia aperto anche alle donne\u00bb (cf. Proposizione n. 17); e nell\u2019Esortazione Apostolica Post-sinodale\u00a0Verbum Domini\u00a0(30 settembre 2010),\u00a0Benedetto XVI\u00a0ha precisato che l\u2019esercizio del\u00a0munus\u00a0di lettore nella celebrazione liturgica, e in modo particolare il ministero del Lettorato come tale, nel rito latino \u00e8 un ministero laicale (cf. n. 58).<\/p>\n<p>Per secoli la \u201cvenerabile tradizione della Chiesa\u201d ha considerato quelli che venivano chiamati \u201cordini minori\u201d &#8211; fra i quali appunto il Lettorato e l\u2019Accolitato &#8211; come tappe di un percorso che doveva portare agli \u201cordini maggiori\u201d (Suddiaconato, Diaconato, Presbiterato). Essendo il sacramento dell\u2019Ordine riservato ai soli uomini, ci\u00f2 era fatto valere anche per gli ordini minori.<\/p>\n<p>Una pi\u00f9 chiara distinzione fra le attribuzioni di quelli che oggi sono chiamati \u201cministeri non-ordinati (o laicali)\u201d e \u201cministeri ordinati\u201d consente di sciogliere la riserva dei primi ai soli uomini. Se rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa \u00abnon ha in alcun modo la facolt\u00e0 di conferire alle donne l\u2019ordinazione sacerdotale\u00bb (cf. San Giovanni Paolo II, Lettera apostolica\u00a0Ordinatio sacerdotalis,\u00a022 maggio 1994), per i ministeri non ordinati \u00e8 possibile, e oggi appare opportuno, superare tale riserva. Questa riserva ha avuto un suo senso in un determinato contesto ma pu\u00f2 essere ripensata in contesti nuovi, avendo per\u00f2 sempre come criterio la fedelt\u00e0 al mandato di Cristo e la volont\u00e0 di vivere e di annunciare il Vangelo trasmesso dagli Apostoli e affidato alla Chiesa perch\u00e9 sia religiosamente ascoltato, santamente custodito, fedelmente annunciato.<\/p>\n<p>Non senza motivo,\u00a0San Paolo VI\u00a0si riferisce a una tradizione\u00a0venerabilis, non a una tradizione\u00a0veneranda,\u00a0in senso stretto (ossia che \u201cdeve\u201d essere osservata): pu\u00f2 essere riconosciuta come valida, e per molto tempo lo \u00e8 stata; non ha per\u00f2 un carattere vincolante, giacch\u00e9 la riserva ai soli uomini non appartiene alla natura propria dei ministeri del Lettore e dell\u2019Accolito. Offrire ai laici di entrambi i sessi la possibilit\u00e0 di accedere al ministero dell\u2019Accolitato e del Lettorato, in virt\u00f9 della loro partecipazione al sacerdozio battesimale, incrementer\u00e0 ilriconoscimento, anche attraverso un atto liturgico (istituzione), del contributo prezioso che da tempo moltissimi laici, anche donne, offrono alla vita e alla missione della Chiesa.<\/p>\n<p>Per tali motivi, ho ritenuto opportuno stabilire che possano essere istituti come Lettori o Accoliti non solo uomini ma anche donne, nei quali e nelle quali, attraverso il discernimento dei pastori e dopo una adeguata preparazione, la Chiesa riconosce \u00abla ferma volont\u00e0 di servire fedelmente Dio e il popolo cristiano\u00bb, come \u00e8 scritto nel Motu Proprio\u00a0Ministeria quaedam,\u00a0in forza del sacramento del Battesimo e della Confermazione.<\/p>\n<p>La scelta di conferire anche alle donne questi uffici, che comportano una stabilit\u00e0, un riconoscimento pubblico e il mandato da parte del vescovo, rende pi\u00f9 effettiva nella Chiesa la partecipazione di tutti all\u2019opera dell\u2019evangelizzazione. \u201cQuesto fa anche s\u00ec che le donne abbiano un\u2019incidenza reale ed effettiva nell\u2019organizzazione, nelle decisioni pi\u00f9 importanti e nella guida delle comunit\u00e0 ma senza smettere di farlo con lo stile proprio della loro impronta femminile\u201d (Francesco, Esortazione Apostolica\u00a0Querida Amazonia, n. 103). Il \u201csacerdozio battesimale\u201d e il \u201cservizio alla comunit\u00e0\u201d rappresentano, cos\u00ec, i due pilastri su cui si fonda l\u2019istituzione dei ministeri.<\/p>\n<p>In questo modo, oltre a rispondere a quanto \u00e8 chiesto per la missione nel tempo presente e ad accogliere la testimonianza data da moltissime donne che hanno curato e curano il servizio alla Parola e all\u2019Altare, apparir\u00e0 con maggiore evidenza &#8211; anche per coloro che si orientano al ministero ordinato \u2013 che i ministeri del Lettorato e dell\u2019Accolitato si radicano nel sacramento del Battesimo e della Confermazione. In tal modo, nel cammino che conduce all\u2019ordinazione diaconale e sacerdotale, coloro che sono istituiti Lettori e Accoliti comprenderanno meglio di essere partecipi di una ministerialit\u00e0 condivisa con altri battezzati, uomini e donne. Cos\u00ec che il sacerdozio proprio di ogni fedele (communis sacerdotio)\u00a0e il sacerdozio dei ministri ordinati (sacerdotium ministeriale seu hierarchicum) si mostrino ancora pi\u00f9 chiaramente ordinati l\u2019uno all\u2019altro (cf.\u00a0LG, n. 10), per l\u2019edificazione della Chiesa e per la testimonianza del Vangelo.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 compito delle Conferenze Episcopali stabilire adeguati criteri per il discernimento e la preparazione dei candidati e delle candidate ai ministeri del Lettorato o dell\u2019Accolitato, o di altri ministeri che riterranno istituire, secondo quanto gi\u00e0 disposto nel Motu Proprio\u00a0Ministeria quaedam, previa approvazione della Santa Sede e secondo le necessit\u00e0 dell\u2019evangelizzazione nel loro territorio.<\/p>\n<p>La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti provveder\u00e0 all\u2019attuazione della suddetta riforma con la modifica dell\u2019Editio typica\u00a0del\u00a0Pontificale romanum\u00a0ovvero del \u201cDe Institutione Lectorum et Acolythorum\u201d.<\/p>\n<p>Nel rinnovarLe l\u2019assicurazione della mia preghiera, imparto di cuore la Benedizione Apostolica all\u2019Eminenza Vostra che volentieri estendo a tutti i Membri e ai Collaboratori della Congregazione per la Dottrina della Fede.<\/p>\n<p>Dal Vaticano, 10 gennaio 2021, Festa del Battesimo del Signore.<br \/>\nFrancesco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00a9 Copyright &#8211; Libreria Editrice Vaticana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE CIRCA L&rsquo;ACCESSO DELLE DONNE AI MINISTERI DEL LETTORATO E DELL&rsquo;ACCOLITATO Al Venerato Fratello Cardinale Luis F. 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