{"id":6963,"date":"2021-02-15T03:06:00","date_gmt":"2021-02-15T03:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=6963"},"modified":"2021-02-14T11:10:09","modified_gmt":"2021-02-14T11:10:09","slug":"le-lezioni-di-tommasa-alfieri-sulla-volonta-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/le-lezioni-di-tommasa-alfieri-sulla-volonta-3\/","title":{"rendered":"Le lezioni di Tommasa Alfieri sulla volont\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Conoscere la debolezza<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">F<\/span><\/strong>ede e volont\u00e0, dunque, rappresentano gli elementi di partenza di un cammino di sequela cristiana e di vita come laici impegnati. Tuttavia, definite le coordinate fondamentali, occorre subito inserirsi nella dinamica di prova e verificare dal vivo la forza d\u2019urto dei propri propositi. Cos\u00ec, da educatrice quale \u00e8, Alfieri a tenere in conto i propri punti deboli.<\/p>\n<p>La Scrittura mostra in passi celebri la forza della propria debolezza &#8211; \u201cSe ti presenti per servire il Signore preparati alla tentazione\u201d (Sir 2,1); \u201cquando sono debole, \u00e8 allora che sono forte\u201d (2Cor 12,10) &#8211; ma il passo che chiede Alfieri nella lezione del 29 marzo del 1953 \u00e8 di sostare a guardare quello che chiama i \u201ci difetti della volont\u00e0\u201d e in tale contesto, lo scenario evangelico da cui prende avvio la sua riflessione \u00e8 quello del Getsemani. Perch\u00e9 il Getsemani? Cos\u00ec risponde Alfieri: \u201cNoi abbiamo preso per la nostra considerazione di oggi ed in questa settimana la parte del Vangelo di Matteo riguardante la preparazione della Passione del Signore, che costituisce il pi\u00f9 alto e il pi\u00f9 augusto atto di volont\u00e0 che sia mai stato fatto sulla terra\u201d.<\/p>\n<p>Per comprendere i limiti e i difetti della nostra volont\u00e0 Alfieri sembra percorrere una via paradossale, quella di contemplare il punto massimo in cui si esprime l\u2019esempio di Cristo a riguardo. Questo paradosso si esprime nei termini di un lavoro sul limite, che possa quindi rappresentare per il credente che contempla il punto di passaggio per una dinamica di crescita: \u201cUniti a nostro Signore, noi possiamo, attraverso la Sua grazia, quello che per la nostra natura umana non sarebbe possibile. Pi\u00f9 o meno, noi abbiamo aperto davanti a noi un campo vastissimo di possibilit\u00e0, che sono connesse alla nostra buona volont\u00e0 e garantite dalla grazia del Signore; domandano la nostra buona volont\u00e0 iniziale e sono garantite, nel loro risultato, dalla grazia di Cristo\u201d.<\/p>\n<p>La crescita consiste proprio in questo nuovo equilibrio, in questo legame virtuoso tra la nostra determinazione e lo Spirito Santo che agisce attraverso di noi e la nostra fede. Fede e volont\u00e0, quindi, si ritrovano legati in una nuova sorta di complexio oppositorum, dove in realt\u00e0, il percorso compiuto far\u00e0 di tale tensione una vera e propria sintesi.<\/p>\n<p>Ecco come Alfieri rendere visibile questo movimento, sull\u2019esempio di Ges\u00f9 nel Getsemani: \u201cSi avanza il desiderio umano, legittimo, se \u00e8 possibile farlo. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019innalzarci alla volont\u00e0 del Padre. Ma pi\u00f9 su del mio desiderio \u00e8 la Sua volont\u00e0. Poi il ridiscendere, se si pu\u00f2 dire cos\u00ec, dalla volont\u00e0 del Padre alla mia; la Sua volont\u00e0 al di sopra del mio desiderio, la Sua volont\u00e0 in me; e poi il compiersi in me della volont\u00e0 di Dio: la croce di Ges\u00f9 Cristo. C\u2019\u00e8 un po\u2019 tutto il processo calmo, contenuto, ordinato, come doveva essere in Ges\u00f9 ma c\u2019\u00e8 tutto il processo dell\u2019atto di volont\u00e0 che non viene fuori di colpo, come qualche cosa d\u2019istintivo e di naturale\u201d.<\/p>\n<p>Il riferimento non esplicito potrebbe essere quello del ripetersi della preghiera di Ges\u00f9 nel Getsemani, dove progressivamente il Signore trova la forza per accettare la volont\u00e0 del Padre contro la sua repulsione a soffrire. Ma questa dinamica rimanda immediatamente alle nostre contraddizioni e alle nostre lotte interiori con le quali portiamo pi\u00f9 o meno a compimento i nostri processi decisionali: \u201cMolte volte noi desidereremmo il contrario di quello che dobbiamo volere. Lo desideriamo molte volte, nel bene anche, il contrario, desiderio nostro. Poi questa volont\u00e0 che dobbiamo avere d\u2019innalzarci al di sopra del nostro desiderio, di domandarci ci\u00f2 che Dio vuole, di dire a Dio che vogliamo ci\u00f2 che Lui vuole, di lasciarci alla sua operazione\u201d.<\/p>\n<p>Il nostro desiderio dunque \u00e8 il grande ostacolo alla volont\u00e0 di Dio, e la conformazione alla volont\u00e0 di Dio chiede questo distacco da se stessi, non annullando la volont\u00e0 ma aderendo con essa a Dio mortificando il proprio desiderio. Questa azione di liberazione interiore \u00e8 quella che secondo Alfieri permette di oltrepassare la sfera del possibile, confermando ancora una volta l\u2019intreccio fondamentale tra volont\u00e0 e fede: \u201cOmnia possibilia sunt credenti: tutto \u00e8 possibile per chi crede; per stimolarci non a degli eroismi esteriori, a delle avventure spirituali ma per stimolarci ad andare avanti, l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 uno sforzo che si presenta anche considerevole, perch\u00e9 noi sappiamo che noi, in Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, possiamo offrire al Padre una volont\u00e0 capace di cose grandi\u201d. Lo sforzo, quindi, non \u00e8 quello stoico di una rinuncia personale, ma quello della fede che rende effettivo il cammino e rende possibile ci\u00f2 che prima non lo era.<\/p>\n<p>Per poter maturare questa sintesi tuttavia, \u00e8 fondamentale prendere consapevolezza della dignit\u00e0 e dell\u2019essenziale valore della volont\u00e0 e della libert\u00e0 che ne risulta. La partenza dalla propria volont\u00e0 \u00e8 imprescindibile per rendere possibile quello che nella logica del cristianesimo pu\u00f2 essere solo un atto d\u2019amore, ovvero la nostra risposta a Dio. La consapevolezza \u00e8 il primo passo per Alfieri per maturare la donazione della propria volont\u00e0 a un altro: \u201cE allora rifletto su che cosa ne faccio della mia volont\u00e0 e a che cosa la riduco e a che cosa l\u2019ho ridotta in altri tempi e a che cosa ho fatto servire la mia volont\u00e0\u201d. La purificazione della volont\u00e0 passa inevitabilmente attraverso la conoscenza di se stessi.<\/p>\n<p>Questo \u2018esame di coscienza\u2019 permetter\u00e0 poi la visione dei difetti particolari, sui quali Alfieri fa un elenco che diventa un campionario delle debolezze umane: \u201cQuindi \u00e8 venuto gi\u00e0 implicitamente fuori il difetto di una volont\u00e0 non schietta, non leale con noi stessi. [&#8230;] \u00c8 venuto fuori il difetto dell\u2019incostanza, di una volont\u00e0 non costante. [&#8230;] Ne \u00e8 venuto fuori il difetto della volont\u00e0 vagabonda, inconcludente, che comincia e non finisce, che non arriva mai a concludere qualche cosa; abbozza sempre, abbozza sempre ma non ha mai niente di terminato e di completo\u201d. A questi, &#8211; la volont\u00e0 non retta, volont\u00e0 duplice, volont\u00e0 incostante, volont\u00e0 incerta e debole &#8211; si aggiungono altri difetti della volont\u00e0 che da questi pi\u00f9 grandi prendono piede: l\u2019inclinazione alla ricerca continua del piacere a cui occorre opporre una volont\u00e0 che non si lasci trascinare; la volont\u00e0 \u201cindipendente\u201d da intendere come la volont\u00e0 che \u201ctende a fare il comodaccio suo\u201d, quindi la volont\u00e0 individualista, che \u201cgirando a destra, girando a sinistra, girando per di qua, girando per di l\u00e0, io finisco a fare quello che voglio\u201d; la volont\u00e0 impaziente; la volont\u00e0 oppressiva e costrittiva; la volont\u00e0 ingiusta; la volont\u00e0 illogica.<\/p>\n<p>La lunga disamina di Alfieri \u00e8 un processo di autoconoscenza che deve servire per l\u2019ascesi personale e la maturazione di una libert\u00e0 pi\u00f9 autentica, quella che servir\u00e0 appunto per amare Dio e il prossimo. Il metodo che viene proposto per avviare questa ascesi di liberazione \u00e8 pratico e immediato. Alfieri suggerisce di prenderne uno alla volta, perch\u00e9 \u201cintaccare un difetto \u00e8, per conseguenza, intaccare tutti gli altri. Noi non siamo fatti a compartimenti stagni; siamo uno; quindi, se tu colpisci fortemente un difetto, tocchi tutti gli altri\u201d. L\u2019elenco di Alfieri \u00e8 accompagnato da continue digressioni sul modo di affrontare questi difetti, prendendo spunto ora dalla propria esperienza, ora dalla tradizione cristiana, in particolare dai padri del deserto.<\/p>\n<p>La riunione si chiude con delle note pratiche sulla Settimana Santa che si sarebbe celebrata di l\u00ec a breve. Il contesto di questa conferenza \u00e8 tutt\u2019altro che casuale. Alfieri non pensa in astratto, formando al progetto di vita, ma cala queste linee fondamentali nel momento presente, quello della preparazione a vivere la festa pi\u00f9 importante per la sua comunit\u00e0, a cui arrivare con una volont\u00e0 rinata per essere libera. (fine)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conoscere la debolezza Fede e volont&agrave;, dunque, rappresentano gli elementi di partenza di un cammino di sequela cristiana e di vita come laici impegnati. 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