{"id":7193,"date":"2021-03-12T17:52:57","date_gmt":"2021-03-12T17:52:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=7193"},"modified":"2021-03-12T17:53:28","modified_gmt":"2021-03-12T17:53:28","slug":"papa-francesco-discorso-ai-partecipanti-al-corso-sul-foro-interno-promosso-dalla-penitenzieria-apostolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-discorso-ai-partecipanti-al-corso-sul-foro-interno-promosso-dalla-penitenzieria-apostolica\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Discorso ai partecipanti al Corso sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica"},"content":{"rendered":"<p>Aula Paolo VI<\/p>\n<p>Venerd\u00ec, 12 marzo 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>ari fratelli, buongiorno!<\/p>\n<p>Il Cardinale \u2013 lo ringrazio per le sue parole \u2013 ha insistito su San Giuseppe. Per mesi [mi diceva]: \u201cScriva qualcosa su San Giuseppe, scriva qualcosa su San Giuseppe\u201d. E la\u00a0Lettera su San Giuseppe\u00a0\u00e8 opera sua, in grande parte. E cos\u00ec, grazie\u2026<\/p>\n<p>Mi scuso di stare seduto, ma ho pensato: loro sono seduti, anch\u2019io mi prendo\u2026 Non dovrei, ma dopo il viaggio ancora le gambe si fanno sentire. Scusatemi.<\/p>\n<p>Sono lieto di accogliervi in occasione del Corso sul Foro Interno, organizzato dalla\u00a0Penitenzieria Apostolica\u00a0e che quest\u2019anno \u00e8 giunto alla 31\u00aa edizione. Il Corso \u00e8 un consueto appuntamento che, provvidenzialmente, cade nel tempo di Quaresima, tempo penitenziale e tempo di deserto, di conversione, di penitenza e di accoglienza della misericordia \u2013 anche per noi. Saluto il Cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore, e lo ringrazio per le sue parole, come ho detto prima, e con lui saluto il Reggente, i Prelati, gli Officiali e il Personale della Penitenzieria, i Collegi dei penitenzieri ordinari e straordinari delle Basiliche Papali in Urbe e tutti voi partecipanti al Corso che, per necessit\u00e0 della pandemia, si \u00e8 dovuto svolgere\u00a0online\u00a0ma con la notevole partecipazione di 870 chierici! Bel numero!<\/p>\n<p>Vorrei soffermarmi con voi su tre espressioni, che spiegano bene il senso del Sacramento della Riconciliazione; perch\u00e9 andare a confessarsi non \u00e8 andare in tintoria perch\u00e9 mi tolgano una macchia. No, \u00e8 un\u2019altra cosa. Pensiamo bene a cos\u2019\u00e8. La prima espressione che spiega questo sacramento, questo mistero \u00e8: \u201cabbandonarsi all\u2019Amore\u201d; la seconda: \u201clasciarsi trasformare dall\u2019Amore\u201d; e la terza: \u201ccorrispondere all\u2019Amore\u201d. Ma sempre l\u2019Amore: se non c\u2019\u00e8 Amore nel sacramento, non \u00e8 come Ges\u00f9 lo vuole. Se c\u2019\u00e8 funzionalit\u00e0, non \u00e8 come Ges\u00f9 lo vuole. Amore. Amore di fratello peccatore perdonato \u2013 come ha detto il Cardinale \u2013 verso il fratello, la sorella peccatore e peccatrice perdonati. Questo \u00e8 il rapporto fondamentale.<\/p>\n<p>Abbandonarsi all\u2019Amore\u00a0significa compiere un vero atto di fede. La fede non pu\u00f2 mai essere ridotta a un elenco di concetti o a una serie di affermazioni da credere. La fede si esprime e si comprende dentro una relazione: la relazione tra Dio e l\u2019uomo e tra l\u2019uomo e Dio, secondo la logica della chiamata e della risposta: Dio chiama e l\u2019uomo risponde. \u00c8\u00a0 vero anche l\u2019inverso: noi chiamiamo Dio quando abbiamo bisogno, e Lui risponde sempre. La fede \u00e8 l\u2019incontro con la Misericordia, con Dio stesso che \u00e8 Misericordia \u2013 il nome di Dio \u00e8 Misericordia \u2013 ed \u00e8 l\u2019abbandono tra le braccia di questo Amore, misterioso e generoso, di cui tanto abbiamo bisogno, ma al quale, a volte, si ha paura ad abbandonarsi.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza insegna che chi non si abbandona all\u2019amore di Dio finisce, prima o poi, per abbandonarsi ad altro, finendo \u201ctra le braccia\u201d della mentalit\u00e0 mondana, che alla fine porta amarezza, tristezza e solitudine, e non guarisce. Allora il primo passo per una buona Confessione \u00e8 proprio l\u2019atto di fede, di abbandono, con il quale il penitente si accosta alla Misericordia. E ogni confessore, quindi, dev\u2019essere capace di stupirsi sempre per i fratelli che, per fede, domandano il perdono di Dio e, ancora solo per fede, si abbandonano a Lui, consegnando s\u00e9 stessi nella Confessione. Il dolore per i propri peccati \u00e8 il segno di tale abbandono fiducioso all\u2019Amore.<\/p>\n<p>Vivere cos\u00ec la Confessione significa\u00a0lasciarsi trasformare dall\u2019Amore. \u00c8 la seconda dimensione, la seconda espressione sulla quale vorrei riflettere. Sappiamo bene che non sono le leggi a salvare, basta leggere il capitolo 23 di Matteo: l\u2019individuo non cambia per un\u2019arida serie di precetti, ma per il fascino dell\u2019Amore percepito e gratuitamente offerto. \u00c8 l\u2019Amore che si \u00e8 manifestato pienamente in Ges\u00f9 Cristo e nella sua morte in croce per noi. Cos\u00ec l\u2019Amore, che \u00e8 Dio stesso, si \u00e8 reso visibile agli uomini, in un modo prima impensabile, totalmente nuovo e perci\u00f2 capace di rinnovare tutte le cose. Il penitente che incontra, nel colloquio sacramentale, un raggio di questo Amore accogliente, si lascia trasformare dall\u2019Amore, dalla Grazia, iniziando a vivere quella trasformazione del cuore di pietra in cuore di carne, che \u00e8 una trasformazione che si d\u00e0 in ogni confessione. Anche nella vita affettiva \u00e8 cos\u00ec: si cambia per l\u2019incontro con un grande amore.<\/p>\n<p>Il buon confessore \u00e8 sempre chiamato a scorgere il miracolo del cambiamento, ad accorgersi dell\u2019opera della Grazia nei cuori dei penitenti, favorendone il pi\u00f9 possibile l\u2019azione trasformante. L\u2019integrit\u00e0 dell\u2019accusa \u00e8 il segno di questa trasformazione che l\u2019Amore opera: tutto \u00e8 consegnato, perch\u00e9 tutto sia perdonato.<\/p>\n<p>La terza e ultima espressione \u00e8:\u00a0corrispondere all\u2019Amore. L\u2019abbandono e il lasciarsi trasformare dall\u2019Amore hanno come necessaria conseguenza una corrispondenza all\u2019amore ricevuto. Il cristiano ha sempre presente quella parola di San Giacomo: \u00abMostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrer\u00f2 la mia fede\u00bb (2,18). La reale volont\u00e0 di conversione diventa concreta nella corrispondenza all\u2019amore di Dio ricevuto e accolto. Si tratta di una corrispondenza che si manifesta nel cambiamento della vita e nelle opere di misericordia che ne conseguono. Chi \u00e8 stato accolto dall\u2019Amore, non pu\u00f2 non accogliere il fratello. Chi si \u00e8 abbandonato all\u2019Amore, non pu\u00f2 non consolare gli afflitti. Chi \u00e8 stato perdonato da Dio, non pu\u00f2 non perdonare di cuore ai fratelli.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che noi non potremo mai corrispondere pienamente all\u2019Amore divino, per la differenza incolmabile tra il Creatore e le creature, \u00e8 altrettanto vero che Dio ci indica un amore possibile, nel quale vivere tale impossibile corrispondenza: l\u2019amore per il fratello. \u00c8 l\u2019amore per il fratello il luogo della corrispondenza reale all\u2019amore di Dio: amando i fratelli mostriamo a noi stessi, al mondo e a Dio di amare davvero Lui e corrispondiamo, sempre in modo inadeguato, alla sua misericordia. Il buon confessore indica sempre, accanto al primato dell\u2019amore di Dio, l\u2019indispensabile amore per il prossimo, come palestra quotidiana nella quale allenare l\u2019amore per Dio. Il proposito attuale di non commettere ancora il peccato \u00e8 il segno della volont\u00e0 di corrispondere all\u2019Amore. E tante volte la gente, anche noi stessi, ci vergogniamo di aver promesso, di commettere il peccato e tornare un\u2019altra volta, un\u2019altra volta\u2026 Mi viene alla mente una poesia di un parroco argentino, bravo, un bravo parroco, bravissimo. Era un poeta, ha scritto tanti libri. Una poesia alla Madonna, in cui chiedeva alla Madonna, nella poesia, di custodirlo, perch\u00e9 lui avrebbe voluto cambiare ma non sapeva come. Le faceva la promessa di cambiare, alla Madonna, e finiva cos\u00ec: \u201cQuesta sera, Signora, la promessa \u00e8 sincera. Ma per ogni evenienza, lasciami la chiave all\u2019esterno della porta. [\u201cEsta tarde, Se\u00f1ora, la promesa es sincera. Por las dudas, no olvide dejar la llave afuera\u201d]. Sapeva che sempre ci sar\u00e0 la chiave per aprire, perch\u00e9 \u00e8 stato Dio, la tenerezza di Dio, a lasciarla fuori. Cos\u00ec, la celebrazione frequente del sacramento della Riconciliazione diventa, sia per il penitente che per il confessore, una via di santificazione, una scuola di fede, di abbandono, di cambiamento e di corrispondenza all\u2019Amore misericordioso del Padre.<\/p>\n<p>Cari fratelli, ricordiamo sempre che ciascuno di noi \u00e8 un peccatore perdonato \u2013 se uno di noi non si sente cos\u00ec, meglio che non vada a confessara, meglio che non faccia il confessore \u2013 un peccatore perdonato, posto al servizio degli altri, perch\u00e9 anch\u2019essi, attraverso l\u2019incontro sacramentale, possano incontrare quell\u2019Amore che ha affascinato e cambiato la nostra vita. Con questa consapevolezza, vi incoraggio a perseverare con fedelt\u00e0 nel ministero prezioso che svolgete, o che presto vi sar\u00e0 affidato: \u00e8 un servizio importante per la santificazione del popolo santo di Dio. Affidate questo vostro ministero della riconciliazione alla potente protezione di San Giuseppe, uomo giusto e fedele.<\/p>\n<p>E qui vorrei soffermarmi per sottolineare l\u2019atteggiamento\u00a0religioso\u00a0che nasce da questa coscienza di essere peccatore perdonato che deve avere il confessore. Accogliere in pace, accogliere con paternit\u00e0. Ognuno sapr\u00e0 come \u00e8 l\u2019espressione della paternit\u00e0: il sorriso, gli occhi in pace\u2026 Accogliere offrendo tranquillit\u00e0, e poi lasciar parlare. A volte, il confessore si accorge che c\u2019\u00e8 una certa difficolt\u00e0 ad andare avanti con un peccato, ma se lo capisce, non faccia domande indiscrete. Io ho imparato dal Cardinale Piacenza una cosa: lui mi ha detto che quando lui vede che queste persone hanno difficolt\u00e0 e si capisce di cosa si tratta, lui subito li ferma e dice: \u201cHo capito. Andiamo avanti\u201d. Non dare pi\u00f9 dolore, pi\u00f9 \u201ctortura\u201d in questo. E poi, per favore, non fare domande. Io alcune volte mi domando: quei confessori che incominciano: \u201cE come questo, questo, questo\u2026\u201d. Ma dimmi, cosa stai facendo, tu? Ti stai facendo il film nella tua mente? Per favore. Poi, nelle basiliche c\u2019\u00e8 una opportunit\u00e0 tanto grande di confessarsi, ma purtroppo i seminaristi che sono nei collegi internazionali si passano la voce, anche i preti giovani: \u201cIn quella basilica puoi andare da tutti meno che da quello e quello; in quel confessionale non andare, perch\u00e9 quello sar\u00e0 lo sceriffo che ti torturer\u00e0\u201d. Si passa, la voce\u2026<\/p>\n<p>Essere misericordioso non significa essere di manica larga, no. Significa essere fratello, padre, consolatore. \u201cPadre, io non ce la faccio, non so come far\u00f2\u2026\u201d \u2013 \u201cTu prega, e torna ogni volta che hai bisogno, perch\u00e9 qui troverai un padre, un fratello, troverai questo\u201d. Questo \u00e8 l\u2019atteggiamento. Per favore, non fare il tribunale di esame accademico: \u201cE come, quando\u2026\u201d. Non fare i ficcanaso nell\u2019anima degli altri. Padri, fratelli misericordiosi.<\/p>\n<p>Mentre vi lascio questi spunti di riflessione, auguro a voi e ai vostri penitenti una fruttuosa Quaresima di conversione. Vi benedico di cuore, e vi chiedo per favore di pregare per me. Grazie!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aula Paolo VI Venerd&igrave;, 12 marzo 2021 &nbsp; Cari fratelli, buongiorno! Il Cardinale &ndash; lo ringrazio per le sue parole &ndash; ha insistito su San Giuseppe. 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