{"id":7306,"date":"2021-03-26T17:41:44","date_gmt":"2021-03-26T17:41:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=7306"},"modified":"2021-03-26T17:44:38","modified_gmt":"2021-03-26T17:44:38","slug":"via-crucis-con-sosta-e-ripresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/via-crucis-con-sosta-e-ripresa\/","title":{"rendered":"Via Crucis con Sosta e Ripresa"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">A<\/span><\/strong>bbiamo scelto di riflettere e pregare insieme con i lettori del giornale non sulle quattordici stazioni della Via Crucis cos\u00ec come tramandate dalla piet\u00e0 popolare, ma su quelle di uso pi\u00f9 recente, volute in particolare da <strong>Giovanni Paolo II<\/strong>, con filo condutture il Vangelo, soprattutto quello di Marco, ma anche con due passi di Luca e uno di Giovanni. Le meditazioni sono nostre. Le preghiere sono quelle scritte a suo tempo da Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>Incominciamo la nostra preghiera nel nome del Padre e del Figlio<br \/>\ne dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n<p><strong>PRIMA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 in agonia nell&#8217;Orto degli Ulivi<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco (14, 32-36)<\/p>\n<p><strong>Giunsero a un podere chiamato Gets\u00e8mani. Ges\u00f9 prese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e cominci\u00f2 a sentire paura e angoscia. Ges\u00f9 disse loro: &#8220;La mia anima \u00e8 triste fino alla morte. Restate qui e vegliate&#8221;. Poi, andato un po&#8217; innanzi, si gett\u00f2 a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell&#8217;ora. E diceva:\u00a0&#8220;Abb\u00e0, Padre! Tutto \u00e8 possibile a te, allontana da me questo calice! Per\u00f2 non ci\u00f2 che io voglio, ma ci\u00f2 che vuoi tu&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nella notte del Getsemani, Ges\u00f9 completa, in solitudine, la preghiera che aveva condiviso intorno alla prima mensa eucaristica. Completa con il Suo il \u201cfiat\u201d di Maria. Solitudine \u00e8 il segno di questa notte, turbata dal tentatore che lo aveva lasciato dopo i quaranta giorni nel deserto. Questa notte che presto verr\u00e0 invasa dalla cacofonia dell&#8217;odio, dell&#8217;arroganza, della vilt\u00e0. Da quella notte, tutti noi dobbiamo un&#8217;ora di veglia al Signore, quell&#8217;ora in sua compagnia che Pietro, Giacomo e Giovanni hanno mancato. La dobbiamo a Lui e siamo chiamati a pagarla, come singoli, come comunit\u00e0, come popolo, a quanti sperimentano la Croce nella sofferenza, nell&#8217;ingiustizia, nella persecuzione.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, tu, che sei entrato nel Gets\u00e8mani pieno di angoscia e ne sei uscito con l&#8217;animo deciso e pacificato, conforta chi geme nel timore o \u00e8 turbato dal dubbio. Tu, che hai sperimentato la nostra debolezza, concedi fortezza e speranza a tutti i disperati della terra. Tu, che cammini ogni giorno a fianco di chi \u00e8 oppresso dai pesi della vita, resta accanto a ognuno di noi, passo dopo passo. A te, Ges\u00f9, prostrato a terra, il volto rigato di sangue, l&#8217;onore e la gloria con il Padre e con lo Spirito, nei secoli senza fine. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>SECONDA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ges\u00f9, tradito da Giuda, \u00e8 arrestato<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 14, 43.45-46<\/p>\n<p><strong>E subito, arriv\u00f2 Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni andata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accost\u00f2 dicendo:\u00a0&#8220;Rabb\u00ec&#8221;, e lo baci\u00f2. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.<\/strong><\/p>\n<p>Questo passaggio del terribile percorso doloroso di Nostro Signore \u00e8 tra quelli di pi\u00f9 difficile interpretazione.<\/p>\n<p>Di Giuda si possono dire le cose pi\u00f9 abbiette e trovare le motivazioni pi\u00f9 complesse, ma \u00e8 la figura che pi\u00f9 \u00e8 vicina alla nostra realt\u00e0 esistenziale. \u00c8 stato uno dei prescelti, amato da Ges\u00f9 tra i discepoli per una sequela pi\u00f9 alta: anche noi con il Battesimo siamo stati investiti, immeritatamente, di una elezione spirituale. Con gli altri 71 ha avuto il mandato di diffondere la Buona Novella, il potere di operare miracoli e di scacciare i demoni, che potenzialmente anche noi con la Confermazione e gli altri Sacramenti possiamo avere. Poi, come noi, ha deciso di seguire un suo percorso, spinto da motivazioni innominate: Giovanni, a posteriori chiosa che: \u201cera ladro\u201d. Anche noi rubiamo, rubiamo qualche cosa che \u00e8 dovuto a Dio, per il nostro piacere. E lo facciamo con un \u201cbacio\u201d che \u00e8 l\u2019abiezione dell\u2019ipocrisia.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, nelle nostre divisioni, frutto amaro del peccato, mostraci la strada verso l&#8217;unit\u00e0, la via che conduce alla ricchezza indicibile del Vangelo e della Redenzione. Deve giungere il tempo stabilito dal Padre, in cui si manifesti l&#8217;amore che perdona ed unisce. Tu, sapiente Maestro di vita, tu, buono e paziente, di fronte al tradimento del discepolo e alla prepotenza dei governanti, dona a noi, in questi giorni di violenza inaudita e di brutale opposizione fra gli uomini, un raggio della tua calma e della tua serenit\u00e0. Dona a noi sentimenti di pace e di perdono, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pace senza perdono, non c&#8217;\u00e8 perdono senza compassione. A te, Ges\u00f9, che all&#8217;amico che ti tradisce mostri il tuo volto mite, la lode e l&#8217;onore, con il Padre e con lo Spirito, oggi e nel giorno senza fine. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>TERZA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ges\u00f9 \u00e8 condannato dal Sinedrio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 14, 55.60-62.64<\/p>\n<p><strong>I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Ges\u00f9 per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all&#8217;assemblea, interrog\u00f2 Ges\u00f9 dicendo:\u00a0&#8220;Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?&#8221;. Ges\u00f9 rispose:\u00a0&#8220;Io lo sono!&#8221;.\u00a0 Tutti sentenziarono che era reo di morte.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ragion di Stato. Serve a giustificare tutto, dagli orrori delle dittature alle leggi inasprite per i poveri e cancellate per favorire i potenti. Se non si prendono, davvero, le distanze dal potere, se il potere, ogni potere, non ha l&#8217;impronta del servizio al pi\u00f9 debole, non c&#8217;\u00e8 verit\u00e0. La ragion di Stato \u00e8 uno dei modi per perpetuare l&#8217;inferno in terra di tanti infelici. Per opporvisi bisogna rischiare, uscire dall&#8217;anonimato.\u00a0 Ges\u00f9 muore perch\u00e9 dice chi \u00e8. Affermare propria identit\u00e0, presentarsi alla ribalta pubblica ancora oggi sono in molti casi atti passibili di morte. Pensiamo alla violenza pseudo religiosa. Ma pensiamo anche alla violenza quotidiana che le nostre societ\u00e0 opulente infliggono al povero, al diverso.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, basta che tu dica &#8220;Io sono&#8221;, perch\u00e9 noi accorriamo a te. Nelle prigioni uomini e donne ti implorano. Vegliano e pregano nella notte. Ci insegnano l&#8217;aria che l\u00ec si respira, il male che opprime, la libert\u00e0 che si cerca. Ascolta la loro supplica. Se non si sentono perdonati, amati da te e da noi, se \u00e8 negata loro la speranza, sono doppiamente condannati, rinchiusi nel braccio della morte. Concedi ad essi quanto hai concesso a noi:\u00a0la fede in te e nella tua presenza, l&#8217;amore alla vita, la speranza in un mondo nuovo. D\u00e0 a noi e a loro i mezzi per cercarti, per accettare l&#8217;attesa e per trovarti. A te, Ges\u00f9, Pastore buono e Signore delle nostre vite, Amico dal volto clemente, la lode pura e grata, con il Padre e con lo Spirito, nel tempo e nell&#8217;eternit\u00e0.<br \/>\nAmen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>QUARTA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 \u00e8 rinnegato da Pietro<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 14, 72<\/p>\n<p><strong>Per la seconda volta un gallo cant\u00f2. Allora Pietro si ricord\u00f2 di quella parola che Ges\u00f9 gli aveva detto:\u00a0&#8220;Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte&#8221;. E scoppi\u00f2 in pianto<\/strong>.<\/p>\n<p>Marco \u00e8 l\u2019evangelista che si ispira alla predicazione di Pietro: quante volte Pietro avr\u00e0 raccontato a ripetizione il suo rinnegamento: del pianto non avr\u00e0 certo detto, ma Marco l\u2019avr\u00e0 visto ogni volta spuntarglielo copiosamente dagli occhi. Come per Pietro \u00e8 bene che anche le nostre lacrime si dissolvano nell\u2019ardente testimonianza della Misericordia del Signore e del suo Amore che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (Ezechiele 33,11).<\/p>\n<p>Signore, donaci un cuore umile e contrito. Fa che sappiamo versare lacrime per le nostre colpe, per ritornare al tuo amorevole abbraccio ogni volta che ti abbiamo voltato le spalle. Fa che impariamo da Pietro a non ritenere per scontata la nostra fede n\u00e9 a presumere di essere migliori degli altri. Aiutaci a conoscere noi stessi come siamo veramente, fragili, peccatori, costantemente bisognosi del tuo perdono. A te, Ges\u00f9, che guardi l&#8217;amico con volto sereno, la lode e la gloria con il Padre e con lo Spirito, nei secoli eterni. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>QUINTA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ges\u00f9 \u00e8 giudicato da Pilato<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 14-15<\/p>\n<p><strong>La folla grid\u00f2 pi\u00f9 forte:\u00a0&#8220;Crocifiggilo!&#8221;. E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasci\u00f2 loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9, lo consegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocifisso.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il potere alimenta volentieri una ferocia che non lo tocca e che, anzi, spesso lo sostiene. La brama del linciaggio, la voglia di sangue si fanno posto tra la folla e, talora, nell\u2019opinione pubblica, nella maggioranza che chiede sicurezza al prezzo del massacro di qualcuno, talora di un potente, ma quasi sempre di debole, di un \u00a0 diverso. Perch\u00e9 \u00e8 il diverso il colpevole, non noi con i nostri peccati dai quali ci assolviamo sempre. Dai meno evidenti, dalla maldicenza al venir meno a doveri, dall&#8217;infedelt\u00e0 coniugale all\u2019evasione fiscale, fino ai pi\u00f9 gravi, quelli le cui vittime chiedono vendetta al cospetto di Dio. Gli atti sessuali contro natura, la pedofilia, il turismo sessuale ai danni di quegli stessi stranieri che non vogliamo in casa. L\u2019omicidio volontario, compresa la guerra. Il togliere la giusta mercede al lavoratore, con salari insufficienti, con lavori precari, senza garanzie di futuro, senza i diritti sui quali si fonda non solo il nostro essere cristiani ma la stessa Costituzione del nostro Paese. E l\u2019oppressione del povero, lo scandalo della fame dei quattro quinti dell\u2019umanit\u00e0 che paga l\u2019opulenza del Nord ricco del mondo e, all&#8217;interno di questo, la discriminazione e la diseguaglianza.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, liberaci dall&#8217;ipocrisia e dall&#8217;indifferenza, dalla tentazione di lavarci le mani di fronte all&#8217;ingiustizia. Concedici l&#8217;umilt\u00e0 necessaria per riconoscere i nostri errori. Insegnaci a rifiutare qualsiasi compromesso con l&#8217;ingiustizia e la menzogna. Aiutaci a fare silenzio dentro di noi per ascoltare il grido di coloro che soffrono. Illumina coloro che cercano sempre una giustificazione alle proprie colpe. A tutti noi, Signore che versasti il tuo sangue come prezzo della nostra libert\u00e0, dona la tua voce, perch\u00e9 la leviamo in difesa degli oppressi, di quanti soffrono in silenzio, s\u00ec che nel mondo diventino realt\u00e0 la pace, la giustizia e il perdono. A te, Ges\u00f9, il Condannato dal volto innocente, la lode pura e grata, con il Padre e con lo Spirito, nel tempo e nell&#8217;eternit\u00e0. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>SESTA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 \u00e8 flagellato e coronato di spine<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 17-19<\/p>\n<p><strong>I soldati lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo:\u00a0&#8220;Salve, re dei Giudei!&#8221;. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La storia \u00e8 lastricata di queste flagellazioni, di queste torture. Omicidi, violenze su donne sempre pi\u00f9 inaudite, su bambini indifesi. Ma anche guerre etniche, violazioni dei diritti umani. Ges\u00f9, ieri come ora, continua ad essere flagellato, perseguitato, oppresso in nome dell&#8217;avidit\u00e0, dell&#8217;odio, della violenza di ogni genere. Il nostro Salvatore torturato ed oppresso nei poveri, nei soli, nei migranti, nei senza fissa dimora. Chi non tende loro la mano, chi volge lo sguardo dall&#8217;altra parte, chi permette queste atrocit\u00e0 fisiche e psicologiche disonora Dio, disonora se stesso, la societ\u00e0. Ognuno di noi ha le sue colpe, ognuno di noi guardi quel volto sfigurato, vilipeso, oltraggiato. Ges\u00f9 \u00e8 negli ultimi, nei poveri, negli affaticati ed oppressi. Gli altri siamo anche noi.<\/p>\n<p>O Ges\u00f9, nostro Re, perdona la nostra incoerenza:\u00a0piangiamo il tuo dolore, e colpiamo gli altri per far prevalere il nostro egoismo. Sii per noi, smarriti, guida sicura, per noi, deboli, fortezza nella prova, per noi, volubili, fermezza nella sequela. Fa che la violenza degli uomini sia vinta dalla tua mitezza e la sofferenza incomprensibile, accolta nella fede, divenga strumento di pace e di salvezza. A te, Ges\u00f9, Re coronato di spine, dal volto mite e pacifico, l&#8217;onore e la gloria, con il Padre e con lo Spirito,<br \/>\nnel tempo effimero e nel giorno senza fine. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>SETTIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Ges\u00f9 \u00e8 caricato della Croce<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 20<\/p>\n<p><strong>Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo<\/strong>.<\/p>\n<p>Scandalo. Stoltezza. Da san Paolo in poi, lo ripetiamo da secoli. La morte di croce \u00e8 orribile e vergognosa. Ma con quella croce Ges\u00f9 entra nell&#8217;intimit\u00e0 dell&#8217;uomo, nella dimensione umana dello strazio. Proprio con quella morte violenta l\u2019innocente entra nei nostri cuori. \u00c8 difficile portare questa croce del paradosso nel mondo contemporaneo, dominato dal potere che ci insegna a subire e a costruire messaggi di egoismo, di violenza e di odio. Siamo noi la croce di Cristo. E lui la prende sulle spalle. Per l&#8217;umanit\u00e0 sofferente, per le vittime della violenza e dell&#8217;ingiustizia, ma anche per i colpevoli, per tutti noi Ges\u00f9 porta la croce. La condanna dell\u2019uomo si fa misericordia di Dio.<\/p>\n<p>Signore, donaci la forza e il coraggio per condividere la tua croce e le tue sofferenze nella vita quotidiana e nell&#8217;impegno professionale. Infondi in noi lo spirito di servizio e di sacrificio, perch\u00e9 aspiriamo non al potere e alla gloria, ma a divenire strumento di solidariet\u00e0 e di pace, per coloro che vengono schiacciati dalla violenza e dall&#8217;ingiustizia dei potenti del mondo. A te, Ges\u00f9, carico della croce, dal volto stanco, il nostro saluto pieno di riconoscente stupore, con il Padre e con lo Spirito, ora e nei secoli dei secoli. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>OTTAVA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 \u00e8 aiutato dal Cireneo a portare la Croce\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 21<\/p>\n<p><b>Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il peso della croce condiviso con Chi si \u00e8 fatto carne, uomo per noi. La sofferenza di Ges\u00f9 sulle proprie spalle in un atto che all\u2019inizio \u00e8 costrizione ma forse diventa poi condivisione, amore, accettazione. Il Mistero della Croce abbracciato dal Cireneo \u00e8 quello che spesso, preda dei nostri egoismi, rifiutiamo e non accettiamo quando chi ci sta accanto soffre, patisce, porta un peso terribile, deve sopportare un dolore scarnificante. E allora Simone di Cirene diventa il simbolo di chi tra noi ogni volta condivide la sofferenza, senza nulla in cambio, di chi aiuta e sostiene anche con un semplice sorriso o con un semplice messaggio di condivisione, di vicinanza facendoci bont\u00e0, facendoci accoglienza, rendendoci strumenti dell&#8217;amore di Dio, contribuendo alla salvezza dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><em><strong>NONA STAZIONE<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 incontra le donne di Gerusalemme\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Luca 23, 27-28.31<\/p>\n<p><em><strong>Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Ges\u00f9, voltandosi verso le donne, disse: &#8220;Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perch\u00e9 se trattano cos\u00ec il legno verde, che avverr\u00e0 del legno secco?&#8221;.\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Dopo Pietro, di nascosto, piangono le donne, pubblicamente. Il pianto delle donne inonda di piet\u00e0 la strada del condannato e della Chiesa, si sparge lungo la storia dell\u2019uomo, sull\u2019ingiustizia e sulla sofferenza, sull\u2019innocente assassinato, sulla societ\u00e0 complice o distratta, sulla Chiesa stessa, latitante sul Calvario e in tanti calvari lungo i secoli.\u00a0 Il pianto delle donne \u00e8 un servizio prezioso, si fa amore che educa, forza che guida, presenza che parla, dialogo che costruisce, talora severit\u00e0 che corregge. La profezia di Ges\u00f9 \u00e8 terribile, ma le donne possono comprenderla e sopportarla. Da sempre sono vittime, ma anche argine alla violenza dei maschi. Sono loro la vera diaconia, il vero servizio. Del resto, Ges\u00f9 stesso, sommo sacerdote, in tutta la sua vita indossa solo una volta un paramento ed \u00e8 l&#8217;asciugamano che usa per lavare i piedi ai suoi discepoli. Cos\u00ec come le lacrime di una donna avevano lavato i suoi.\u00a0 Da sempre, il pianto delle donne irriga d\u2019amore anche la storia pi\u00f9 inaridita. E il Dio nato da donna benedice attraverso le donne la speranza dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9 Cristo, tu che conosci la profondit\u00e0 del nostro cuore, la capacit\u00e0 di bene e di male che \u00e8 in ogni uomo, insegnaci a perdonare<br \/>\ne a chiedere perdono, ad avere piet\u00e0 di noi stessi e degli altri. Ricordati di Gerusalemme, benedetta dal tuo amore, dilaniata dall&#8217;odio degli uomini. Dona agli uomini e alle donne di quella Terra Santa pace e risurrezione. A te, Ges\u00f9,<br \/>\nnel cui volto risplende la luce del Padre e la tenerezza della Madre,<br \/>\nla lode e la gloria con l&#8217;eterna Luce e l&#8217;eterno Amore, nel tempo dell&#8217;attesa e nel compimento eterno. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>DECIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 \u00e8 crocifisso\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 24<\/p>\n<p><em><strong>Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La sindone di Torino mostra con crudezza la terribile realt\u00e0 dei fori dei chiodi nella mano del crocifisso. I chiodi erano a sezione quadrangolare, forgiati a mano, chiamati dai carpentieri \u201cchiodi da gattello\u201d e venivano incuneati, a colpi di mazza, tra le ossa carpali della mano, ogni colpo un\u2019agonia di dolore: era la tortura peggiore dell\u2019antichit\u00e0 riservata ai peggiori delinquenti e agli schiavi. Quale forza ha sostenuto Ges\u00f9 per redimerci dall\u2019odiare Dio all\u2019amore! Sarebbe sufficiente tanto poco, invece, per superare le nostre debolezze!<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, inchiodato sul legno per amor nostro, donaci la tua libert\u00e0. Insegnaci a vincere la paura della sofferenza con la forza che scaturisce dalla tua croce. Facci penetrare in questo mistero di amore, che trasforma in momenti di grazia anche le umili vicende di ogni giorno. Ges\u00f9, innalzato sulla croce, attira a te quanti cercano il tuo volto; aiuta quanti partecipano alle tue sofferenze a scoprire il senso della loro misteriosa chiamata a condividere la tua passione e il dolore del mondo. A te, Ges\u00f9, Crocifisso, sul cui volto splende la misericordia, la nostra adorazione memore e grata con il Padre e con lo Spirito, oggi e nei secoli eterni. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><em><strong>UNDICESIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 promette il suo Regno al buon ladrone<\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Luca 23, 39-43<\/p>\n<p><strong>Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava:\u00a0&#8220;Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!&#8221;. Ma l&#8217;altro lo rimproverava:\u00a0&#8220;Neanche tu hai timore di Dio, bench\u00e9 condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perch\u00e9 riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male&#8221;. E aggiunse:\u00a0&#8220;Ges\u00f9, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno&#8221;. Gli rispose:\u00a0&#8220;In verit\u00e0 ti dico, oggi sarai con me nel paradiso&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 parola pi\u00f9 consolante di questa: &#8220;Oggi sarai con me nel paradiso&#8221; (Lc 23, 43). E ancora una volta \u00e8 offerta non a un sapiente, ma a un umile, anzi a un malfattore. La saggezza popolare lo chiama da sempre \u201cil buon ladrone\u201d. Buono un ladro, forse un assassino? Si: \u00e8 buono. Perch\u00e9 misura se stesso con l\u2019innocenza torturata. Perch\u00e9 ha ascoltato le parole di perdono per coloro che crocifiggono tutti e tre. Perch\u00e9 capisce \u2013 forse per primo \u2013 di quale Regno chiede di avere parte. Si \u00e8 buono e ci \u00e8 d\u2019esempio. Ci rappresenta tutti e a tutti insegna che il Regno appartiene a chiunque lo invochi con umilt\u00e0 e fiducia.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai promesso il paradiso al malfattore che ti parlava dalla croce accanto alla tua, ricordati anche di noi, ora che sei nel tuo Regno. Fa giungere, consolante, la tua promessa di vita eterna e di eterno amore<br \/>\nad ogni donna e ad ogni uomo che affronta l&#8217;evento della morte. A te, Ges\u00f9,<br \/>\nil Condannato dal volto accogliente, la lode e il ringraziamento perenne,<br \/>\ncon il Padre e con lo Spirito, oggi e nei secoli eterni. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>DODICESIMA STAZIONE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 in Croce, la Madre e il Discepolo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 26-27<\/p>\n<p><strong>In quell&#8217;ora, Ges\u00f9 vedendo la madre e l\u00ec accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:\u00a0&#8220;Donna, ecco il tuo figlio!&#8221;. Poi disse al discepolo:\u00a0&#8220;Ecco la tua madre!&#8221;. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Come ultimo dono d\u2019amore di Ges\u00f9, agonizzante, verso i suoi fratelli e sorelle dell\u2019umanit\u00e0 Egli li affida ad una Madre spirituale che \u00e8 nella dimensione dell\u2019eternit\u00e0. Da quel momento il Discepolo la prese nella sua casa, ma nell\u2019economia della storia della salvezza, tutti noi siamo accolti sotto il manto protettivo della Madre celeste. Questo \u00e8 per Maria l\u2019annunzio di una nuova maternit\u00e0: ora le sono chiari tutti i segni che, nella vita e nella crescita di Ges\u00f9, andava, stupita raccogliendo e meditando nel suo cuore. Ora siamo sicuri che come nella vita terrena, ora a fianco del figliolo divino, si prende cura della progenie che la invoca Madre Celeste.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, che dalla Croce volgi lo sguardo alla Madre e al Discepolo, donaci, in mezzo alle sofferenze, l&#8217;audacia e la gioia di accoglierti e di seguirti con fiducioso abbandono. Cristo, sorgente della vita, di ogni grazia e di ogni bellezza, donaci di contemplare il tuo volto sorridente, volto di chi salva il mondo e lo conduce verso il Padre. Signore, a te sale la nostra lode, guidata dalla Chiesa e dalla tua Madre:\u00a0concedici di scorgere nella follia della Croce la promessa della nostra risurrezione. A te, Ges\u00f9, il cui volto risplende nell&#8217;ora della tenebra, come volto di Maestro, di Figlio, di Amico, il nostro amore e la nostra riconoscenza, con il Padre e con lo Spirito, nel tempo che fugge e nella stabile eternit\u00e0. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><strong>TREDICESIMA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 muore sulla Croce\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 34.36-37<\/p>\n<p><strong>Alle tre del pomeriggio Ges\u00f9 grid\u00f2 con voce forte:\u00a0Elo\u00ec, Elo\u00ec, lem\u00e0 sabact\u00e0ni?, che significa:\u00a0Dio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato? Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo:\u00a0&#8220;Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce&#8221;. Ma Ges\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p>Muore dopo la notte nel Getsemani, la passione, la via della croce, le tre ore inchiodato al patibolo. Ma muore pregando. Il Salmo del Servo di Dio straziato \u00e8 l\u2019ultima parola intelligibile prima che l\u2019agonia si completi. Qualcuno pensa ancora a qualche straordinario portento. Qualcuno, forse, comprende quel citare le scritture e gi\u00e0 pensa ad attivarsi per far sorvegliare quel corpo. No: alla fine Ges\u00f9 non si sente abbandonato. Dichiara ancora che quella morte \u00e8 il progetto d\u2019amore del Padre. La resurrezione da quella morte \u00e8 il dono che impedisce alla nostra vita di essere priva di speranza, che porta luce nelle tenebre della disperazione, che consola il dolore, che apre l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie Ges\u00f9, per aver vinto la nostra morte, con la tua morte:\u00a0fa&#8217; che le croci di quanti, come te, muoiono per mano di altri uomini, si trasformino in alberi della vita. Grazie Ges\u00f9, per aver fatto della croce, luogo di sofferenza e di morte, il segno della nostra riconciliazione con il Padre: fa che il tuo sacrificio asciughi tutte le lacrime che sono versate nel mondo, soprattutto quelle di chi, come tua Madre, porta la croce della morte di un innocente. A te, Ges\u00f9, il capo chinato sul legno e il volto ormai spento, la lode adorante e memore, nel giorno che tramonta e nel giorno della luce inestinguibile. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7293 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524-300x222.jpg\" alt=\"La Piet\u00e0, pH Laura Ciulli\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524-1024x758.jpg 1024w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524-768x568.jpg 768w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524-465x344.jpg 465w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524-676x500.jpg 676w, https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/IMG_20200625_135524.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>QUATTORDICESIMA STAZIONE<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ges\u00f9 \u00e8 deposto nel sepolcro\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi<\/p>\n<p>Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum<\/p>\n<p>Dal Vangelo secondo Marco 15, 46<\/p>\n<p><strong>Giuseppe d&#8217;Arimatea, comprato un lenzuolo, cal\u00f2 il corpo di Ges\u00f9 gi\u00f9 dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro <\/strong><br \/>\n<strong>scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l&#8217;entrata del sepolcro.<\/strong><\/p>\n<p>In un grembo sigillato ha preso corpo ed in un \u201cgrembo\u201d sigillato viene chiuso il Suo corpo. In una grotta \u00e8 nato ed in una grotta il corpo \u00e8 deposto. Un arco di tempo che sembra chiudersi su se stesso. Ma \u00e8 il chicco che muore che genera la nuova vita. Quando dico che devo morire a me stesso dico la necessit\u00e0 di strapparmi da tutte le forme di egoismo e di idolatria. \u00c8 una lotta dura e dolorosa per far marcire l\u2019esterno del seme e liberare la gemma che \u00e8 sottostante.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, tu ti sei fatto il pi\u00f9 piccolo fra gli uomini, ti sei lasciato cadere nella terra come un chicco di grano. Ora, da questo chicco \u00e8 germogliato l&#8217;albero della Vita, che abbraccia l&#8217;universo. Signore, fa che, come le pie donne si recarono di buon mattino alla tua tomba con balsamo ed unguenti, anche noi veniamo incontro a te con gli aromi e i profumi del nostro povero amore. Ges\u00f9, nelle nostre chiese tu sei in attesa:\u00a0aspetti trepido qualcuno che sappia farsi piccolo e umile come te nell&#8217;Eucaristia, adorarti e testimoniare il tuo amore davanti agli uomini, riconoscerti nel povero e nel sofferente. Fa che ognuno di noi diventi tuo adoratore e tuo testimone nel mistero del tabernacolo eucaristico e nel sacramento dell&#8217;uomo affamato, assetato, infermo. A te, Ges\u00f9, dal volto sereno nella rigida solennit\u00e0 della morte, il nostro amore e la nostra adorazione, in quest&#8217;ora serale e nel giorno che non conosce tramonto. Amen.<\/p>\n<p>Padre nostro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo scelto di riflettere e pregare insieme con i lettori del giornale non sulle quattordici stazioni della Via Crucis cos&igrave; come tramandate dalla piet&agrave; popolare, ma su quelle di uso pi&ugrave; recente, volute in particolare<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/via-crucis-con-sosta-e-ripresa\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":3519,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,23],"tags":[],"class_list":["entry","author-direzione","post-7306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-spiritualita"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 20:19:08","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7306"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7306"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7306\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7308,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7306\/revisions\/7308"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}