{"id":7420,"date":"2021-04-06T05:54:43","date_gmt":"2021-04-06T05:54:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=7420"},"modified":"2024-08-16T11:32:31","modified_gmt":"2024-08-16T11:32:31","slug":"parliamo-di-vaccini-parliamo-di-brevetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/parliamo-di-vaccini-parliamo-di-brevetti\/","title":{"rendered":"Parliamo di vaccini, parliamo di brevetti"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab<em>Nello spirito di un \u201cinternazionalismo dei vaccini\u201d, esorto l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi pi\u00f9 poveri<\/em>\u00bb. Lo ha detto <strong>Papa Francesco<\/strong> nel messaggio Urbi et orbi (alla citt\u00e0 e al mondo) di Pasqua. <strong>Sosta e Ripresa<\/strong> lo ha pubblicato per intero, come cerca di fare per ogni significativo intervento del Papa. Ma secondo una buona abitudine che si \u00e8 un po\u2019 persa nella stampa, non solo in generale, ma anche cattolica, questo piccolo giornale si sforza di leggerle le cose che pubblica e magari di rifletterci sopra. E allora chi questo giornale dirige vuole dare ai lettori non tanto una chiave di lettura \u2013 alle parole del Papa in questo caso non serve \u2013 ma un po\u2019 di fatti che aiutano forse a spiegarle. Parliamo dunque di vaccini e parliamo di brevetti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 alla fine dell\u2019anno scorso, chi scrive titolava il proprio editoriale \u201cLa pandemia del discrimine\u201d, un discrimine che ha accentuato la forbice tra pochi ricchi che grazie alla pandemia hanno visto moltiplicarsi esponenzialmente i propri guadagni e la parte immensamente maggioritaria dell\u2019umanit\u00e0, gi\u00e0 colpita da ingiustizie sistematiche (nel senso che le provoca il sistema neoliberista), sprofondare in una crisi spaventosa al punto da\u00a0 trovare precedenti in epoca moderna solo nella guerre mondiali. Oggi aggiungiamo qualche precisazione tecnica e qualche informazione in pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cInternazionalismo dei vaccini\u201d non \u00e8 un\u2019espressione religiosa, anche se si iscrive pienamente nel compito pastorale e nella Dottrina sociale della Chiesa. \u00c8 un\u2019affermazione politica. Internazionalismo \u00e8 visione dell\u2019uguale dignit\u00e0, degli uguali diritti di ogni essere umano. \u00c8 ci\u00f2 a cui si contrappongono le teorie nazionaliste \u2013 o sovraniste come si dice ora \u2013 e il concetto che nei rapporti mondiali sia ineludibile lo scontro tra potenze, l\u2019istinto di predominio.<\/p>\n<p>Parliamo dunque di vaccini, dando per scontato che servano ed evitando per carit\u00e0 di nei confronti dei lettori di soffermarci sulla marea di disinformazione che ogni giorno ammorba tutti noi. E parliamo di quella megalitica e rapace concezione della propriet\u00e0 privata che ispira la cosiddetta propriet\u00e0 intellettuale, che protegge i brevetti. E alla quale sembra un obbligo sottostare persino se confligge con i principi e con le stesse leggi internazionali codificate.<\/p>\n<p>Nell\u2019oltre un anno trascorso dalla dichiarazione dello \u00abstato di pandemia\u00bb da parte dell\u2019Oms (organizzazione mondiale della sanit\u00e0), si sono moltiplicati interventi statuali e mobilitazione della societ\u00e0 civile per chiedere che la Wto (organizzazione mondiale del commercio), riconosca l\u2019universalit\u00e0 dei brevetti sui vaccini, la sospensione della propriet\u00e0 intellettuale per poter produrre dappertutto e nel numero di dosi necessarie. La prima richiesta era sta fatta da India e Sud Africa all\u2019inizio dello scorso ottobre e da allora hanno aderito pi\u00f9 di cento Stati. A questi si era aggiunto anche il presidente dell\u2019Oms, Adhanom Ghebreyesus, che si \u00e8 chiesto: \u00abSe non ora, quando?\u00bb.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo \u00e8 previsto: in caso di minacce mondiali gli Stati hanno l\u2019arma della licenza d\u2019ufficio, una forma temporanea di sospensione dei brevetti. Per i Paesi in via di sviluppo esiste al Wto un sistema di deroghe sul rispetto dei brevetti, in vigore fino al 2033. E per inciso non sarebbe solo una scelta etica, ma a giustificarla concorre a sufficienza il fatto che il virus sia stato identificato dalla ricerca pubblica e che i laboratori farmaceutici abbiano goduto di forti finanziamenti pubblici.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, dopo pi\u00f9 di sei mesi nella Wto \u2013 sebbene persino la sua nuova presidente della Wto, Ngozi Okonjo-Iweala abbia sostenuto che bisogna e favorire l\u2019accesso dei Paesi poveri ai vaccini. &#8211; prevale ancora l\u2019opposizione di Paesi particolarmente forti, come Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera, Giappone, Australia, Canada, Norvegia, e persino Brasile, che in tema di contrasto del virus vive una vera e propria disfatta in conseguenza di politiche dissennate del governo di Bolsonaro.<\/p>\n<p>Un discorso a parte \u2013 sostanzialmente amaro &#8211; va fatto per l\u2019Unione europea che nella vicenda si \u00e8 segnalata almeno per una sostanziale ipocrisia, anche se va riconosciuta \u2013 a parte l\u2019opacit\u00e0 dei contratti con le cosiddette Big Farma, le grandi aziende farmaceutiche multinazionali &#8211; l\u2019importanza della scelta di gestire la \u201cquestione vaccini\u201d a livello comunitario, altrimenti se la cosa fosse stata lasciata alla responsabilit\u00e0 degli Stati membri, i vaccini su ventotto Paesi sarebbero arrivati solo in cinque o sei. Un anno fa, l\u2019Ue aveva definito i vaccini \u00abbene pubblico mondiale\u00bb, ma poi la Commissione si \u00e8 guardata bene dall\u2019agire di conseguenza.<\/p>\n<p>A met\u00e0 marzo il Parlamento europeo ha approvato un emendamento al rapporto sul Semestre europeo chiedendo di superare gli ostacoli posti dai brevetti e dai diritti di propriet\u00e0 intellettuale. Peraltro, il voto a favore ha avuto esito tutt\u2019altro che plebiscitario: 291 favorevoli, 195 contrari e 204 astenuti, a conferma che la maggioranza, al di l\u00e0 delle frasi di circostanza, sembra tutt\u2019altro che favorevole a mettere in discussione i brevetti e a rendere a gestione pubblica la produzione dei vaccini. Per ora siamo alla ricerca di accordi intergovernativi, il cosiddetto Covax a favore dei Paesi poveri, a cui aderiscono ora anche gli Stati Uniti di Biden, che per fortuna in questo campo hanno cancellato le politiche di Trump, dissennate almeno quanto quelle di Bolsonaro.<\/p>\n<p>Russia e Cina, da parte loro si muovono in proprio e, almeno per ora si muovono meglio perch\u00e9 vaccini ai Paesi poveri li stanno inviando.<\/p>\n<p>In ogni caso quello che il Papa chiama \u201cInternazionalismo dei vaccini\u201d, sia determinato dall\u2019uso degli strumenti internazionali, da accordi intergovernativi o persino da interessi di penetrazione diplomatica \u2013 n\u00e9 certo \u00e8 compito del Papa indicare oltr ai principi e ai doveri di solidarit\u00e0 gli strumenti per attuarla &#8211; non \u00e8 solo una scelta etica o di buona politica. Se anche Stati Uniti, Unione europea e tutti gli altri Paesi ricchi del blocco \u201cpro brevetti\u201d alla Wto completassero le vaccinazioni in casa loro senza farlo a livello globale, il virus continuerebbe a diffondersi e a mutare. E presto ce lo potremmo di trovare di nuovo in casa nostra. Altro che \u201criaperture\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&laquo;Nello spirito di un &ldquo;internazionalismo dei vaccini&rdquo;, esorto l&rsquo;intera comunit&agrave; internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi pi&ugrave; poveri&raquo;. 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