{"id":7499,"date":"2021-04-21T04:15:47","date_gmt":"2021-04-21T04:15:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=7499"},"modified":"2024-08-16T11:32:36","modified_gmt":"2024-08-16T11:32:36","slug":"giustizia-liberta-disciplina-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/giustizia-liberta-disciplina-1\/","title":{"rendered":"Giustizia, libert\u00e0, disciplina (1)"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Nota del direttore responsabile Pierluigi Natalia<\/strong><\/em>: In questo 21 aprile, data d tradizionale attribuzione della fondazione di Roma, si \u00e8 aperto, purtroppo in forma solo di comunicazione a distanza attraverso un apposito sito internet del Consiglio Nazionale delle Ricerche, data la perdurante situazione pandemica, il XLI Seminario Internazionale di Studi Storici &#8220;da Roma alla III Roma&#8221;,\u00a0 su &#8220;Libertas et disciplina\u201d in riferimento al tema \u201cReligione, volont\u00e0 del sovrano, legge\u201d, con un in intervento dell\u2019arcivescovo Agostino Marchetto. Questi ha avuto la abituale cortesia di anticiparmene il testo che Sosta e Ripresa \u00e8 grata di poter condividere con i propri lettori. Con l\u2019avvertenza che si tratta di un intervento lungo e approfondito e con la convinzione che la sua lettura costituisca un arricchimento. Pubblichiamo comunque oggi solo la prima dell\u2019intervento, quella sulle questioni generali, con l\u2019intenzione di pubblicarne domani la seconda parte, quella sulla libert\u00e0 religiosa, considerabile anche come una trattazione a s\u00e9 stante.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">N<\/span><\/strong>on appena conobbi il tema e la trama di questi giorni virtuali &#8211; aggettivo che ben richiama, per assonanza, le virt\u00f9 &#8211; fu per me evidente che tutte le componenti del programma proposto girano attorno alla virt\u00f9 della Giustizia, cos\u00ec \u00e8 infatti per la &#8220;volont\u00e0 del Signore&#8221;, la &#8220;legge&#8221;, la &#8220;libert\u00e0&#8221;, la &#8220;disciplina&#8221; e la &#8220;pena&#8221;, finanche quella di morte, in cammino, questa, a essere ritenuta &#8220;inammissibile&#8221;. E certo lo \u00e8 per Papa Francesco.<\/p>\n<p>Per tutto questo non dester\u00e0 sorpresa se richiamo d&#8217;inizio, a conferma, un versetto di un salmo dell&#8217;Antico Testamento che stabilisce un legame d&#8217;amore con la pace (un bacio!) che trova riscontro nel Nuovo Testamento, nella lettera agli Ebrei. Canta di fatto il salmista &#8220;Misericordia e verit\u00e0 si incontreranno, giustizia e pace si baceranno (Sal. 85 [84], 11), a cui fa eco Melchisedek, re di Salem, sacerdote di Dio altissimo.Questi and\u00f2 incontro ad Abramo, mentre egli ritornava dall&#8217;aver sconfitto i re, e lo benedisse; a lui Abramo diede la decima di ogni cosa. Anzitutto il suo nome significa &#8216;re di giustizia&#8217;; poi \u00e8 anche re di Salem, cio\u00e8 &#8216;re di pace&#8217;. Egli, senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni n\u00e9 fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote per sempre. Gli \u00e8 resa infatti questa testimonianza: &#8220;Tu sei sacerdote per sempre secondo l&#8217;ordine di Mechisedek&#8221; (Eb. 7, 1-3;14-17).<\/p>\n<p>A partire da questa premessa teologica, da questo fondamento in Dio, (&#8220;volont\u00e0 del Signore&#8221; &#8211; come \u00e8 detto nel programma- ) tale nostro procedere per il cammino della Giustizia, che porta all&#8217;agognata Pace, stimo di averlo posto su base sicura, non senza stabilire un legame &#8211; come gi\u00e0 feci a Norcia nel 2018 al Festival de due Mondi (v. Renato Boccardo -a cura-, Le virt\u00f9 cristiane, Padova 2019, p. 43-65)-\u00a0 tra la virt\u00f9 della giustizia e quella teologale della carit\u00e0, al fine di aiutare ciascuno a comprendere la sua importanza.<\/p>\n<p><strong>Giustizia e carit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Mi rifaccio cos\u00ec a una espressione latina che appare nel messaggio pontificio del 30 Settembre 2017 per il centenario della promulgazione del primo Codice di Diritto Canonico, e cio\u00e8 Nulla est charitas sine iustitia, Non c\u2019\u00e8 carit\u00e0 senza giustizia. \u00abGuardando al secolo che ci separa da quell\u2019atto di promulgazione \u2013 scrive Papa Francesco \u2013 non si pu\u00f2 negare che il Codice pio-benedettino abbia reso un grande servizio alla Chiesa, nonostante i limiti di ogni opera umana e le distorsioni che, nella teoria e nella pratica, le disposizioni codiciali possono aver conosciuto, ivi compresa qualche tentazione positivistica. In sostanza, la codificazione attrezz\u00f2 la Chiesa per affrontare la navigazione nelle acque agitate dell\u2019et\u00e0 contemporanea, mantenendo unito e solidale il popolo di Dio e sostenendo il grande sforzo di evangelizzazione, che con l\u2019ultima espansione missionaria ha reso la Chiesa davvero presente in ogni parte del mondo. Da non sottovalutare poi \u00e8 il ruolo svolto dalla codificazione nella emancipazione dell\u2019istituzione ecclesiastica dal potere secolare, in coerenza col principio evangelico che impone di \u201cdare a Cesare quel che \u00e8 di Cesare e a Dio quel che \u00e8 di Dio\u201d (cfr. Mt 22, 15-22). Sotto questo profilo, il Codice ha avuto un doppio effetto: incrementare e garantire l\u2019autonomia che della Chiesa \u00e8 propria, e al tempo stesso \u2013 indirettamente \u2013 contribuire all\u2019affermarsi di una sana laicit\u00e0 negli ordinamenti statali. Tuttavia, la ricorrenza centenaria che si celebra dev&#8217;essere anche occasione per guardare all\u2019oggi e al domani, per riacquisire e approfondire il senso autentico del diritto nella Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, dove il dominio \u00e8 della Parola e dei Sacramenti, mentre la norma giuridica ha un ruolo necessario, s\u00ec, ma di servizio. Cos\u00ec come \u00e8 occasione propizia per riflettere su una genuina formazione giuridica nella Chiesa, che faccia comprendere, appunto, la pastoralit\u00e0 del diritto canonico, la sua strumentalit\u00e0 in ordine alla salus animarum (can. 1752 del Codice del 1983), la sua necessit\u00e0 per ossequio alla virt\u00f9 della giustizia, che anche in Ecclesia deve essere affermata e garantita\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSotto questo punto di vista \u2013 aggiunge Papa Francesco \u2013 ritorna impellente l\u2019invito di Benedetto XVI nella Lettera ai seminaristi, ma valido per tutti i fedeli: \u201cImparate anche a comprendere e \u2013 oso dire \u2013 ad amare il diritto canonico nella sua necessit\u00e0 intrinseca e nelle forme della sua applicazione pratica: una societ\u00e0 senza diritto sarebbe una societ\u00e0 priva di diritti. Il diritto \u00e8 condizione dell\u2019amore\u201d (18 ottobre 2010), infatti nulla est charitas sine iustitia\u201d. Un\u2019altra considerazione preme rilevare \u2013 continua Papa Francesco \u2013 in questa ricorrenza che induce a guardare il futuro. Ha scritto san Giovanni Paolo II nella Costituzione apostolica Sacrae disciplinae leges, del 25 gennaio 1983, con cui \u00e8 stato promulgato il nuovo Codice per la Chiesa latina, che questo rappresenta il \u201cgrande sforzo di tradurre in linguaggio canonistico [&#8230;] l\u2019ecclesiologia conciliare\u201d. [&#8230;] Come ogni Concilio, anche il Vaticano II \u00e8 destinato ad esercitare in tutta la Chiesa un\u2019influenza lunga nella storia. Dunque, il diritto canonico pu\u00f2 essere uno strumento privilegiato per favorirne la recezione nel corso del tempo e nel susseguirsi delle generazioni. Collegialit\u00e0, sinodalit\u00e0 nel governo della Chiesa, valorizzazione della Chiesa particolare, responsabilit\u00e0 di tutti i christifideles nella missione, ecumenismo, misericordia e prossimit\u00e0 come principio pastorale primario, libert\u00e0 religiosa personale, collettiva e istituzionale, laicit\u00e0 aperta e positiva, sana collaborazione fra la comunit\u00e0 ecclesiale e quella civile nelle sue diverse espressioni: sono alcuni tra i grandi temi in cui il diritto canonico pu\u00f2 svolgere anche una funzione educativa, facilitando nel popolo cristiano la crescita di un sentire e di una cultura rispondenti agli insegnamenti conciliari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Giustizia e misericordia<\/strong><\/p>\n<p>Mi fermo qui, ma non senza aver stabilito, nella linea della carit\u00e0, un altro legame, in continuit\u00e0, tra misericordia e giustizia, \u00abdue virt\u00f9 che zoppicano se non camminano a braccetto\u00bb, due parole che non sono fra loro alternative e non indicano prospettive tra loro opposte. In fondo non si ristabiliscono l\u2019ordine e l\u2019armonia infranti \u2013 testimone la storia \u2013 se non coniugando tra loro giustizia e misericordia. \u201cLa misericordia senza giustizia \u00e8 madre della dissoluzione\u201d dir\u00e0 S. Tommaso, aggiungendo che \u201cla giustizia senza misericordia \u00e8 crudelt\u00e0\u201d, mentre per Paolo (1 Co 13, 6) \u201cChi ama, rifiuta l\u2019ingiustizia e la verit\u00e0 \u00e8 la sua gioia\u201d.<\/p>\n<p>Dovremmo qui riferirci anche a S. Agostino e a quella che fu la monumentale De Civitate Dei, dove il vescovo africano \u2013 specie nel cap. XIX sulla \u00abVera giustizia\u00bb \u2013 mostra con straordinaria efficacia la profondit\u00e0 del rapporto tra giustizia e misericordia che nella visione cristiana allude al mistero di quello tra la citt\u00e0 dell\u2019uomo e la citt\u00e0 di Dio. A questo punto un accenno almeno devo farlo alla pena di morte, dichiarata &#8220;inammissibile&#8221; da Papa Francesco, che ha mutato il testo del Catechismo della Chiesa Cattolica a questo riguardo (v. &#8220;Fratelli tutti&#8221;, su La guerra e la pena di morte (NN. 255-270). In una mia dichiarazione a Vatican Insider del 17 agosto 2018 esprimevo il giudizio che le reazioni registrate per l&#8217;occasione &#8220;confermano che non siamo ancora riusciti, dopo pi\u00f9 di 50 anni, a ricevere in pace, del Concilio Vaticano II, la sua corretta ermeneutica, quella cio\u00e8 della &#8220;riforma e del rinnovamento nella continuit\u00e0 dell&#8217;unico soggetto Chiesa&#8221;. Intendo dire che una evoluzione omogenea, e mi rifaccio al pensiero del Newman, si pu\u00f2 dare anche in materia dottrinale, ma rimanendo unico il soggetto Chiesa, che proprio lo stesso cardinale riconobbe, nel tempo, quello del IV secolo, a cui andava la sua particolare attenzione di ricerca. E da ci\u00f2 il suo passaggio al Cattolicesimo.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un punto che non possiamo qui sviscerare a dovere, ma che il richiamo al cammino di Newman aiuta a comprendere, cos\u00ec come alcune affermazione del cardinale\u00a0 Ratzinger, su termini pre e post conciliari, quali &#8220;l&#8217;unica maniera di rendere credibile il Vaticano II \u00e8 presentarlo chiaramente com&#8217;\u00e8: una parte dell&#8217;unica e dell&#8217;intera tradizione della Chiesa e della sua Fede&#8221;, affermazioni che conferm\u00f2 una volta divenuto Benedetto XVI affinch\u00e9 il Vaticano II sia recepito alla luce di tutto il bagaglio dottrinale della Chiesa. E qui va detto che il concetto ratzingeriano della riforma si deve vedere specialmente nel rapporto della Chiesa con la storia, con attenzione a declinare la dottrina nella storia all&#8217;interno della fondamentale dinamica cattolica di tradizione-incarnazione nell&#8217;oggi senza prostituirsi. Vi \u00e8 di pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 valorizzazione dell&#8217;omogeneo e legittimo &#8220;sviluppo del dogma&#8221; nell\u2019orizzonte della riforma, aldil\u00e0 dello schematismo tradizionalismo-progressismo. Certo il presente ecclesiologico non pu\u00f2 essere separato dalla tradizione poich\u00e9 la vera Cattolicit\u00e0 si esprime nel et&#8230;et, nella coniugazione di nova et vetera, cio\u00e8 nella ragionevole &#8220;comunicazione&#8221; dell&#8217;esperienza di tradizione di fronte alle sfide e comprensibili esigenze dell&#8217;oggi.<\/p>\n<p><strong>Giustizia nella cura della creazione<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 solo attuale ma anche rinnovato continuamente il Messaggio del Vescovo della prima Roma circa &#8220;la cura della casa comune&#8221;, come egli identifica l&#8217;ambiente, il creato, nella sua enciclica Laudato si&#8217;. Con essa, giustamente, la dimensione &#8220;tutela e valorizzazione dell&#8217;ambiente\u201d entra di pieno diritto anche nei grandi impegni del cristiano, oltre che degli uomini e delle donne di buona volont\u00e0, diventa cio\u00e8 materia di giustizia. Senza riproporre qui una teologia della creazione, rimando ai grandi racconti biblici sul rapporto dell\u2019essere umano con il mondo, alla Genesi, da cui emerge l\u2019immensa dignit\u00e0, in &#8220;libert\u00e0 e disciplina&#8221;, di ogni persona umana, che \u00abnon \u00e8 soltanto qualcosa, ma qualcuno\u00bb. &#8220;Ciascuno di noi \u00e8 voluto, ciascuno \u00e8 amato, ciascuno \u00e8 necessario\u201d (Benedetto XVI).<\/p>\n<p>I racconti della creazione nel libro della Genesi, nel loro linguaggio simbolico e narrativo, suggeriscono che l\u2019esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, con il prossimo e con la terra. Qualcuno aggiunge, e io lo faccio, la relazione con se stesso. Ma, con il peccato, il rapporto, originariamente armonico, tra essere umano e natura si \u00e8 trasformato in un conflitto (Gn 3, 17-19), una rottura. Per questo \u00e8 significativo che l\u2019armonia che san Francesco viveva con tutte le creature sia stata interpretata come un superamento di una rottura.<\/p>\n<p>Ricordiamoci che non siamo Dio! La terra ci precede e ci \u00e8 stata data. I testi biblici ci invitano a \u201ccoltivare e custodire il giardino del mondo\u201d (cfr. Gn 2, 15). Custodire vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare, tutelare e garantire la continuit\u00e0 della fertilit\u00e0 della terra per le generazioni future. Nel terzo coagulo del suo pensiero, dopo la presentazione dei Profeti biblici, Papa Francesco cerca di balbettare, sgranando gli occhi dello spirito davanti al mistero dell\u2019universo. Se \u00e8 cos\u00ec, il verbo balbettare non \u00e8 fuori luogo, e qui molti anche non credenti ci raggiungono nel cammino. L\u2019aggancio \u00e8 ancora la creazione, ma pi\u00f9 che natura, perch\u00e9 ha da vedere con un progetto dell\u2019amor di Dio, un dono \u201cdell\u2019amor che muove il sole e l\u2019altre stelle\u201d (Dante Alighieri). Ma il pensiero ebraico-cristiano ha demitizzato la natura, non le ha pi\u00f9 attribuito un carattere divino, essa \u00e8 lo scenario, il luogo dell\u2019appassionante e drammatica storia umana. E vi \u00e8 la giusta, legittima, autonomia delle realt\u00e0 terrene (Gaudium et Spes, 36), pur essendo chiamato, l\u2019essere umano, a ricondurre tutte le cose al loro Creatore. \u00c8 ancora questione di giustizia.<\/p>\n<p><strong>La destinazione comune dei beni<\/strong><\/p>\n<p>Tralasciando, ahim\u00e9!, altre scansioni, ricordo &#8211; \u00e8 d&#8217;obbligo per la Dottrina sociale della Chiesa &#8211;\u00a0 che il tema \u00e8 universale, poich\u00e9 \u00abla terra \u00e8 essenzialmente una eredit\u00e0 comune, i cui frutti devono andare a beneficio di tutti&#8230; Dio ha creato il mondo per tutti. Di conseguenza ogni approccio ecologico di giustizia, deve integrare una prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei pi\u00f9 svantaggiati\u00bb. Su ogni propriet\u00e0 privata grava sempre \u201cun\u2019ipoteca sociale\u201d (Papa Giovanni Paolo II).<\/p>\n<p>Come pu\u00f2 dunque \u201cun venti per cento della popolazione mondiale consumare risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ci\u00f2 di cui hanno o avranno bisogno per sopravvivere\u201d?<\/p>\n<p>Per l&#8217;ultimo coagulo del II\u00b0 capitolo dell\u2019Enciclica, su Lo sguardo di Ges\u00f9, colgo soltanto una affermazione basilare, la seguente: \u00abSecondo la comprensione cristiana della realt\u00e0, il destino dell\u2019intera creazione passa attraverso il mistero di Cristo, che \u00e8 presente fin dall\u2019origine: &#8220;Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui\u201d (Col 1, 16) proclama san Paolo.<\/p>\n<p><strong>Giustizia sociale<\/strong><\/p>\n<p>Ma non possiamo dimenticare in tutto questo, specificamente, la giustizia sociale, aiutati magari da una sintesi di Papa Francesco stesso, all\u2019inizio del volume &#8220;Potere e denaro. La giustizia sociale secondo Bergoglio&#8221;, curato da Michele Zanzucchi. Scrive il vescovo di Roma nella prefazione: \u00abL\u2019economia \u00e8 una componente vitale per ogni societ\u00e0, determina in buona parte la qualit\u00e0 del vivere e persino del morire, contribuisce a rendere degna o indegna l\u2019esistenza umana. Perci\u00f2 occupa un posto importante nella riflessione della Chiesa, che guarda all\u2019uomo e alla donna come a persone chiamate a collaborare col piano di Dio anche attraverso il lavoro, la produzione, la distribuzione e il consumo di beni e servizi. Per questo, sin dalle prime settimane del pontificato, ho avuto modo di trattare questioni riguardanti la povert\u00e0 e la ricchezza, la giustizia e l\u2019ingiustizia, la finanza sana e quella perversa.<\/p>\n<p>Se oggi guardiamo alla economia e ai mercati globali, un dato che emerge \u00e8 la loro ambivalenza. Da una parte, mai come in questi anni l\u2019economia ha consentito a miliardi di persone di affacciarsi al benessere, ai diritti, a una migliore salute e a molto altro. Al contempo, l\u2019economia e i mercati hanno avuto un ruolo nello sfruttamento eccessivo delle risorse comuni, nell\u2019aumento delle disuguaglianze e nel deterioramento del pianeta. Quindi una sua valutazione etica e spirituale deve sapersi muovere in questa ambivalenza, che emerge in contesti sempre pi\u00f9 complessi. Il nostro mondo \u00e8 capace del meglio e del peggio. Lo \u00e8 sempre stato, ma oggi i mezzi tecnici e finanziari hanno amplificato le potenzialit\u00e0 di bene e di male. Mentre in certe parti del pianeta si annega nella opulenza, in altre non si ha il minimo per sopravvivere. Nei miei viaggi ho potuto vedere questi contrasti pi\u00f9 di quanto mi sia stato possibile in Argentina. Ho visto il paradosso di un\u2019economia globalizzata che potrebbe sfamare, curare e alloggiare tutti gli abitanti che popolano la nostra casa comune, ma che \u2014 come indicano alcune statistiche preoccupanti \u2014 concentra nelle mani di pochissime persone la stessa ricchezza che \u00e8 appannaggio di circa met\u00e0 della popolazione mondiale.<\/p>\n<p>Ho constatato che il capitalismo sfrenato degli ultimi decenni ha ulteriormente dilatato il fossato che separa i pi\u00f9 ricchi dai pi\u00f9 poveri, generando nuove precariet\u00e0 e schiavit\u00f9. L\u2019attuale concentrazione delle ricchezze \u00e8 frutto, in buona parte, dei meccanismi del sistema finanziario. Guardando alla finanza, vediamo inoltre che un sistema economico basato sulla prossimit\u00e0, nell\u2019 epoca della globalizzazione, incontra non poche difficolt\u00e0: le istituzioni finanziarie e le imprese multinazionali raggiungono dimensioni tali da condizionare le economie locali, mettendo gli Stati sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 nel ben operare per lo sviluppo delle popolazioni. D\u2019altro lato, la mancanza di regolamentazione e di controlli adeguati favorisce la crescita di capitale. Come qui testimonio &#8211; conclude il Papa &#8211; il mio pensiero si situa nel cammino tracciato dal ricchissimo patrimonio della Dottrina Sociale della Chiesa. Chiunque pu\u00f2 farlo proprio, anche solo accedendo a quel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa che tante volte ho citato perch\u00e9 in poche parole offre una panoramica del pensiero ecclesiale in materia sociale\u00bb.<\/p>\n<p>Possiamo fermarci qui perch\u00e9 credo siamo giunti in tema di giustizia e diritti umani.<\/p>\n<p><strong>Giustizia, migrazioni e itineranza<\/strong><\/p>\n<p>Inizio con questo ramo specifico dei diritti dell&#8217;uomo, perch\u00e9 legato strettamente alla mia vita episcopale nella Curia romana per ben due lustri, come appunto Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti nei primi 10 anni di questo secolo e millennio, e desidero poi concludere l&#8217;argomento della legislazione umanitaria, diciamo cos\u00ec, con il tema della libert\u00e0 religiosa. Esso infatti corona per noi tutti gli altri. Mi \u00e8 qui impossibile, comunque, nemmeno per sommi capi, condensare pensiero ecclesiale ed azione pastorale per la realizzazione della giustizia in rapporto alla mobilit\u00e0 umana. Rimando dunque al sito della Santa Sede, nella Curia Romana, alla voce riferentesi ad essa e al sito cronologia.leonardo.it\/pastoral.htm, per l\u2019aspetto pi\u00f9 personale, oltre che al piccolo volume-intervista con Marco Roncalli \u201cChiesa e Migranti. La mia battaglia per una sola famiglia umana\u201d.<\/p>\n<p>Non posso peraltro non ricordare l\u2019Istruzione Erga Migrantes Caritas Christi del 3 maggio 2004, approvata da Giovanni Paolo II, testo \u201cricevuto\u201d poi nell\u2019enciclica benedettina Caritas in Veritate al numero 62, e gli Orientamenti pastorali Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate del 2013, lungamente preparaio negli anni precedenti. Richiamo inoltre, almeno, il messaggio pontificio per la giornata mondiale dedicata a migranti e rifugiati dal significativo titolo Uomini e donne in cerca di pace, nonch\u00e9 il discorso di Papa Francesco al Corpo Diplomatico, in parte ad essi consacrato. Aggiungerei che si sta passando finalmente, negli approfondimenti degli aspetti culturali dell\u2019integrazione degli immigrati, dal multiculturalismo alla interculturalit\u00e0.<\/p>\n<p>Comunque, se guardiamo come vanno le cose, nel concreto, chi ha combattuto per i non respingimenti in mare, specialmente dei rifugiati e dei richiedenti asilo, o soggetti al traffico di essere umani o alla schiavit\u00f9 o dei minori non accompagnati, tenendo presente particolarmente la Libia, non ha motivi per rallegrarsi, costatando come ci siano ancora qui, nel mondo d\u2019oggi, vere tragedie e morte.<\/p>\n<p>Fonte di speranza \u00e8 invece l\u2019importante Global Compact sui rifugiati, delle Nazioni Unite, fermamente centrato sulla persona umana, con spinta affinch\u00e9 la dignit\u00e0 di ciascuno e ognuno, e i loro diritti fondamentali, guidino tutti gli aspetti del relativo piano d\u2019azione gi\u00e0 delineato nell\u2019apposito Draft ispirato, com\u2019 \u00e8, a un approccio olistico e integrato.<\/p>\n<p>La stessa speranza \u2013 dopo quella per la guida di Papa Francesco \u2013 sorge dai negoziati in corso, sempre sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite, per un simile Global Compact per Migrazioni sicure, ordinate e regolari. La finalit\u00e0 \u00e8 la creazione di una \u201ccornice\u201d che ne migliori il governo e assicuri che tale segno dei tempi sia veramente benefico per tutti.<\/p>\n<p>\u00c8 incoraggiante infine che Papa Francesco nella Sua esortazione Apostolica Gaudete et exultate, sulla chiamata alla santit\u00e0 nel mondo contemporaneo, nel suo impegno di delinearla come frutto del Concilio Vaticano II, &#8211; gi\u00e0 si ebbe una santit\u00e0 tridentina, ispirata cio\u00e8 da quel Concilio &#8211; ritorni a parlarne negli importanti e significativi NN. 100-101 e specialmente 103 e 104 della Fratelli tutti. Abbiamo cos\u00ec ora, vicino alla croce anche un&#8217;altra bandiera, tale enciclica sulla fraternit\u00e0 e l&#8217;amicizia sociale, con presenza, subito all\u2019inizio, di un capitoletto dal titolo &#8220;senza dignit\u00e0 umana sulle frontiere&#8221; NN. 37-41 e 84-86 (&#8220;L&#8217;appello del forestiero&#8221;). &#8220;Il limite delle frontiere&#8221; riappare pi\u00f9 avanti (NN. 129-132) con il tema della &#8220;Gratuit\u00e0 che accoglie&#8221; (NN.139-141). (continua)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota del direttore responsabile Pierluigi Natalia: In questo 21 aprile, data d tradizionale attribuzione della fondazione di Roma, si &egrave; aperto, purtroppo in forma solo di comunicazione a distanza attraverso un apposito sito internet del<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/giustizia-liberta-disciplina-1\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":7503,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,2654,25],"tags":[],"class_list":["entry","author-agostinomarchetto","post-7499","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-chiesa-e-societa","category-cultura"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 11:51:19","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7499"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7499"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7499\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7502,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7499\/revisions\/7502"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7503"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}