{"id":7899,"date":"2021-07-04T16:50:33","date_gmt":"2021-07-04T16:50:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=7899"},"modified":"2021-07-04T16:50:49","modified_gmt":"2021-07-04T16:50:49","slug":"papa-francesco-angelus-di-domenica-4-luglio-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-angelus-di-domenica-4-luglio-2021\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Angelus di domenica 4 luglio 2021"},"content":{"rendered":"<p>Piazza San Pietro<\/p>\n<p>Domenica, 4 luglio 2021<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Il Vangelo che leggiamo nella liturgia di questa domenica (Mc\u00a06,1-6) ci racconta l\u2019incredulit\u00e0 dei compaesani di Ges\u00f9. Egli, dopo aver predicato in altri villaggi della Galilea, ripassa da Nazaret, dove era cresciuto con Maria e Giuseppe; e, un sabato, si mette a insegnare nella sinagoga. Molti, ascoltandolo, si domandano: \u201cDa dove gli viene tutta questa sapienza? Ma non \u00e8 il figlio del falegname e di Maria, cio\u00e8 dei nostri vicini di casa che conosciamo bene?\u201d (cfr vv. 1-3). Davanti a questa reazione, Ges\u00f9 afferma una verit\u00e0 che \u00e8 entrata a far parte anche della sapienza popolare: \u00abUn profeta non \u00e8 disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua\u00bb (v.\u00a04). Lo diciamo tante volte.<\/p>\n<p>Soffermiamoci sull\u2019atteggiamento dei compaesani di Ges\u00f9. Potremmo dire che essi\u00a0conoscono Ges\u00f9, ma non lo riconoscono. C\u2019\u00e8 differenza tra conoscere e riconoscere. In effetti, questa differenza ci fa capire che possiamo conoscere varie cose di una persona, farci un\u2019idea, affidarci a quello che ne dicono gli altri, magari ogni tanto incontrarla nel quartiere, ma tutto questo non basta. Si tratta di un\u00a0conoscere\u00a0direi ordinario, superficiale, che non\u00a0riconosce\u00a0l\u2019unicit\u00e0 di quella persona. \u00c8 un rischio che corriamo tutti: pensiamo di sapere tanto di una persona, e il peggio \u00e8 che la etichettiamo e la rinchiudiamo nei nostri pregiudizi. Allo stesso modo, i compaesani di Ges\u00f9 lo conoscono da trent\u2019anni e pensano di sapere tutto! \u201cMa questo non \u00e8 il ragazzo che abbiamo visto crescere, il figlio del falegname e di Maria? Ma da dove gli vengono, queste cose?\u201d. La sfiducia. In realt\u00e0, non si sono mai accorti di chi \u00e8 veramente Ges\u00f9. Si fermano all\u2019esteriorit\u00e0 e rifiutano la novit\u00e0 di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>E qui entriamo proprio nel nocciolo del problema: quando facciamo prevalere\u00a0la comodit\u00e0 dell\u2019abitudine\u00a0e\u00a0la dittatura dei pregiudizi, \u00e8 difficile aprirsi alla novit\u00e0 e lasciarsi stupire. Noi controlliamo, con l\u2019abitudine, con i pregiudizi. Finisce che spesso dalla vita, dalle esperienze e perfino dalle persone cerchiamo solo conferme alle nostre idee e ai nostri schemi, per non dover mai fare la fatica di cambiare. E questo pu\u00f2 succedere anche con Dio, proprio a noi credenti, a noi che pensiamo di conoscere Ges\u00f9, di sapere gi\u00e0 tanto di Lui e che ci basti ripetere le cose di sempre. E questo non basta, con Dio. Ma senza apertura alla novit\u00e0 e soprattutto \u2013 ascoltate bene \u2013 apertura alle sorprese di Dio, senza stupore, la fede diventa una litania stanca che lentamente si spegne e diventa un\u2019abitudine, un\u2019abitudine sociale. Ho detto una parola:\u00a0lo stupore. Cos\u2019\u00e8, lo stupore? Lo stupore \u00e8 proprio quando succede l\u2019incontro con Dio: \u201cHo incontrato il Signore\u201d. Leggiamo il Vangelo: tante volte, la gente che incontra Ges\u00f9 e lo riconosce, sente lo stupore. E noi, con l\u2019incontro con Dio, dobbiamo andare su questa via: sentire lo stupore. \u00c8 come il certificato di garanzia che quell\u2019incontro \u00e8 vero, non \u00e8 abitudinario.<\/p>\n<p>Alla fine, perch\u00e9 i compaesani di Ges\u00f9 non lo riconoscono e non credono in Lui? Perch\u00e9? Qual \u00e8 il motivo? Possiamo dire, in poche parole, che\u00a0non accettano\u00a0lo scandalo dell\u2019Incarnazione. Non lo conoscono, questo mistero dell\u2019Incarnazione, ma non accettano il mistero. Non lo sanno, ma il motivo \u00e8 inconsapevole e sentono che \u00e8 scandaloso che l\u2019immensit\u00e0 di Dio si riveli nella piccolezza della nostra carne, che il Figlio di Dio sia il figlio del falegname, che la divinit\u00e0 si nasconda nell\u2019umanit\u00e0, che Dio abiti nel volto, nelle parole, nei gesti di un semplice uomo. Ecco lo scandalo: l\u2019incarnazione di Dio, la sua concretezza, la sua \u201cquotidianit\u00e0\u201d. E Dio si \u00e8 fatto concreto in un uomo, Ges\u00f9 di Nazaret, si \u00e8 fatto compagno di strada, si \u00e8 fatto\u00a0uno di noi. \u201cTu sei uno di noi\u201d: dirlo a Ges\u00f9, \u00e8 una bella preghiera! E perch\u00e9 \u00e8 uno di noi ci capisce, ci accompagna, ci perdona, ci ama tanto. In realt\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 comodo un dio astratto, distante, che non si immischia nelle situazioni e che accetta una fede lontana dalla vita, dai problemi, dalla societ\u00e0. Oppure ci piace credere a un dio \u201cdagli effetti speciali\u201d, che fa solo cose eccezionali e d\u00e0 sempre grandi emozioni. Invece, cari fratelli e sorelle, Dio si \u00e8 incarnato: Dio \u00e8 umile, Dio \u00e8 tenero, Dio \u00e8 nascosto, si fa vicino a noi abitando la normalit\u00e0 della nostra vita quotidiana. E allora, succede a noi come ai compaesani di Ges\u00f9, rischiamo che, quando passa, non lo riconosciamo. Torno a dire quella bella frase di Sant\u2019Agostino: \u201cHo paura di Dio, del Signore, quando passa\u201d. Ma, Agostino, perch\u00e9 hai paura? \u201cHo paura di non riconoscerlo. Ho paura del Signore quando passa.\u00a0Timeo Dominum transeuntem\u201d. Non lo riconosciamo, ci scandalizziamo di Lui. Pensiamo a com\u2019\u00e8 il nostro cuore rispetto a questa realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, nella preghiera, chiediamo alla Madonna, che ha accolto il mistero di Dio nella quotidianit\u00e0 di Nazaret, di avere occhi e cuore liberi dai pregiudizi e avere occhi aperti allo stupore: \u201cSignore, che ti incontri!\u201d. E quando incontriamo il Signore c\u2019\u00e8 questo stupore. Lo incontriamo nella normalit\u00e0: occhi aperti alle sorprese di Dio, alla Sua presenza umile e nascosta nella vita di ogni giorno.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"July 04 2021 Angelus prayer Pope Francis\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TRSsWpefijk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piazza San Pietro Domenica, 4 luglio 2021 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Il Vangelo che leggiamo nella liturgia di questa domenica (Mc&nbsp;6,1-6) ci racconta l&rsquo;incredulit&agrave; dei compaesani di Ges&ugrave;. 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